[2020-08] Speculazioni sul futuro della Alien Saga

Sul numero di agosto della rivista “Empire” (edizione UK) a pagina 11, tra le notizie varie, trovo un trafiletto curioso che mi diverte tradurre: un’elaborata speculazione su quale potrebbe essere il futuro dei film dell’universo alieno, divisi tra la follia di Ridley Scott e la nuova gestione Disney.

A parlare è Ian Nathan, spacciato per “esperto” ma che è un semplice critico cinematografico, noto anche in Italia perché sbuca fuori in una lunga serie di documentari legati ad attori famosi trasmessi più volte da Mediaset (su IRIS prima, poi su Rete4). Qualsiasi sua autorevolezza da “esperto” del mondo alieno è del tutto auto-assegnata.


La Regina Aliena
non è ancora morta

Il regista Ridley Scott ha detto che la saga aliena sta per “ri-evolvere”
L’esperto di xenomorfi Ian Nathan
considera quattro direzioni che potrebbe prendere

1) Ritornare al Ridleyverso

Lo sviluppo sul nuovo prequel si è fermato ma non è stato abbandonato. «So bene dove dovrebbe andare Covenant 2», afferma Ridley Scott nel 2017. Alien: Awakening porta di nuovo l’attenzione sugli Ingegneri, i giganti che inventano nuovi mondi spavaldi. Potrebbe derivarne un “Ingegneri vs Fassbinder”, e la nuova direzione di Scott potrebbe rimettere al centro la Compagnia, nota come Weyland-Yutani: non tanto quella del megalomane Peter Weyland quanto una corporazione di Burke che gestiscono la divisione armi biologiche.

[Appunti etruschi: Quindi dopo aver cambiato direzione, spazzando via gli Ingegneri con un soffio, ora di nuovo si cambia direzione e si torna su di loro? “Ingegneri vs Fassbinder” l’abbiamo già visto, nel cortometraggio su YouTube che anticipa Covenant, ed è una buffonata: vogliamo davvero vederne un altro? Scott non ha mai citato la Yutani, che è roba di Cameron, al massimo ha usato un Weyland Industries: anche il suo fondatore Weiland non è quello di Cameron, perché mai dunque dovrebbe concedere qualsiasi altro aspetto della trama ad Aliens? Nota etrusca]

2) Riavviare

La Disney, che ora possiede il marchio, potrebbe cogliere l’opportunità per tornare alla base, cioè a quel DNA da film di serie B che aveva creato Alien ed Aliens. Il che era proprio l’intenzione di Neill Blomkamp: premere il pulsante di riavvio per tornare ad Aliens, con Ripley, Newt ed Hicks vivi. Mentre promuoveva Alita: Battle Angel, James Cameron ha accennato a conversazioni con la Disney sul riportare in vita l’idea di Blomkamp; il produttore Walter Hill ha inviato a Sigourney Weaver una bozza di copione di 50 pagine con la frase di lancio “Nello spazio nessuno può sentirti sognare“. Comunque, parlando ad “Empire” il mese scorso, la Weaver è sembrata scettica sul ritornare a vestire i panni di Ripley.

[Appunti etruschi: “Scettica” mi sembra riduttivo: ha detto che sarebbe ora di lasciar riposare il personaggio, cioè non se ne parla. Per carità, l’attrice ha più volte dimostrato che ciò che pensa di Ripley cambia a seconda dell’assegno che riceve, quindi niente di più facile che faccia la ritrosa per aumentare il prezzo – sebbene sia già stata l’attrice più pagata di Hollywood, proprio grazie a Ripley, e solo grazie alla saga aliena, unico successo della sua carriera – ma l’età raggiunta dagli attori in questione rende poco appetibile un fanta-horror d’azione gerontologico. Comunque della questione ho già parlato qui. Nota etrusca]

3) Resuscitare

C’è un gran numero di copioni alieni che la Disney ha ereditato dalla Fox. Uno di questi, con un po’ di lavoro, potrebbe offrire una valida alternativa. C’è ancora materiale da sfruttare nel mondo di legno abitato da monaci di Vincenet Ward, trasformato in mondo-prigione in Alien 3, o nell’Alien Revelation sulla Terra di Joss Whedon, o nell’Alien: Earthbound dello sceneggiatore britannico Stuart Hazeldine, con una stazione antartica infestata di xenomorfi. Un recente romanzo, Aliens: Phalanx di Scott Sigler, mostra xenomorfi contro cavalieri medievali: due delle idee preferite di Scott combinate assieme.

[Appunti etruschi: La splendida sceneggiatura di John Fasano, che sviluppa il mondo di legno di Ward, la trovate nel blog tradotta da me. Intriganti le sceneggiature citate, vedrò se riesco a saperne di più. Il romanzo Alien: Phalanx è pura spazzatura finto-fantasy scritta male che con l’universo alieno non c’entra una mazza di niente. Nota etrusca.]

4) Alien: la serie TV

Le scommesse migliori rimangono sul vedere Alien in TV: dato che l’horror vietato ai minori non rientra nelle abitudini Disney, è più probabile che appaia su Hulu (di cui Disney possiede il 60% di quote). Ci sono voci per cui Scott avrebbe preso parte ad alcune discussioni su un formato antologico, con ogni stagione impegnata a mostrare uno dei vari aspetti dell’universo alieno, compreso un ritorno ad LV-426 con nuovi coloni e nuovi marine, e con gli alieni sopravvissuti all’atomica del secondo film.

[Appunti etruschi: Sicuramente i soldi grossi in questo periodo girano nel mondo delle serie televisive, quindi ci sarebbero le premesse per otto o dieci puntate gagliarde. Il problema però è sempre lo stesso: tutto ciò che funziona davvero da trent’anni è l’universo alieno di James Cameron, che vanta milioni di fan nel mondo, e Scott non concederà mai un solo centimetro di spazio a quell’universo. Se c’è Ridley sul progetto, ci saranno solo pessime trame terrificanti che uccideranno quel poco che rimane della saga. L’unica sarebbe liberarsi una volta per tutti di quel fardello scottiano e chiamare veri autori, tipo il Dan Abnett che ha creato Alien: Isolation (2014) e ha portato milioni di nuovi giovani fan all’universo, invece di farne scappare altrettanti come regolarmente fa Scott. Nota etrusca.]


L.

– Ultime riviste:

2 pensieri su “[2020-08] Speculazioni sul futuro della Alien Saga

  1. Perché la saga aliena possa avere un qualsiasi futuro, autori in gamba come anche Abnett dovrebbero essere lasciati liberi di muoversi al di là di ingerenze esterne, cosa praticamente impossibile laddove Ridley e la Disney pretendano di continuare a dettare legge in campo alieno… 🙁

    Piace a 1 persona

    • La Disney/Fox è davvero il minore dei problemi, il Monolito che distrugge tutto è Ridley Scott: l’assurdità è che non ha alcun diritto da vantare sulla saga aliena, ma purtroppo ci sono milioni di fan che NON vedono i suoi film ma lo considerano un genio, e così il suo nome è molto più spendibile di qualsiasi altro. La peggior cagata che porta il nome Scott agli occhi dei produttori è mille volte meglio di un buon film firmato da uno sconosciuto. E questo malgrado i numeri siano contro di loro: Prometheus e Covenant hanno incassato pernacchie e petti eppure per misteriose ragioni Scott è ancora un nome spendibile, malgrado non azzecchi un film da vent’anni e abbia fatto perdere milioni di dollari alla Fox. Un qualsiasi bravo autore – tipo Abnett che alla Sega ha fatto guadagnare milioni con una storia semplice ma efficace – viene tenuto a distanza: questo è il cinema, baby, mica siamo qui a fare bei film! 😀

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