[2014] Easy Street (the Hard Way)

Nutrivo molte speranze nei riguardi di Easy Street (the Hard Way), l’autobiografia (o memoriale) scritta da Ron Perlman insieme a Michael Largo, invece purtroppo sul fronte alieno c’è davvero poco: comunque traduco quel poco spazio che l’attore dedica ai ricordi legati ad Alien Resurrection (1997).


Se date un’occhiata su IMDb alla mia filmografia degli anni Novanta potreste pensare: “Ma che cazzo, questo qua non fa che lavorare tutto il tempo”. E io risponderei che a parte rare eccezioni come City of Lost Children (1995), The Island of Dr. Moreau (1996), Alien: Resurrection (1997) e, alla fine, Il nemico alle porte (2001), tutto il resto è nato dalla semplice disperata disperazione. Non mi spingerei a dire che mi vergogno di quei film, è solo che spero che nessuno li abbia visti. Mi fa sembrare uno stupido, ma essenzialmente stavo tirando avanti: avevo dei figli alla scuola privata e un tetto sulla mia testa che dovevo mantenere integro. Ma mentre la maggior parte degli uomini può nascondere i propri sbagli sotto il tappeto, i miei di sbagli sono finiti su grande schermo e sono stati proiettati alle 11 di sera ogni fottuta settimana.

[…]

Ho saputo del progetto [di Alien Resurrection] quando ho ricevuto una strana telefonata da uno degli alti dirigenti della 20th Century Fox. Stavano preparando il lancio di ciò che sarebbe stato il quarto titolo di uno dei franchise più di successo di sempre. Stavano stilando una lista di possibili registi per il film e molto in alto su quella lista c’era Jean-Pierre Jeunet, con il quale avevo lavorato per City of Lost Children. Visto che lui aveva lavorato solo con il cinema indipendente francese, nessuno ad Hollywood aveva idea se fosse in grado di gestire una grande produzione per uno studio, perciò sapendo che io ero l’unico americano con cui Jean-Pierre avesse mai lavorato mi chiesero come fosse stata quell’esperienza. Naturalmente il mio racconto è stato entusiasta: non solo Jean-Pierre era un autore brillante ed innovativo, ma era anche un grande cinefilo che avrebbe adorato lavorare ad una grande produzione americana. In più – e questa era la cosa sorprendente – mi aveva confessato il desiderio di fare un grande film per Hollywood.

Alla fine ottenne la regia e mi restituì il favore aiutandomi ad ottenere il ruolo di Johner. Il personaggio era un fanfarone sopra le righe, uno che si credeva un duro ed aveva l’abitudine di cercare sempre di dimostrarlo. Visto che le mie partecipazioni ai grandi progetti di Hollywood erano molto limitate, va da sé che ero parecchio eccitato. In più nel film c’era Winona Ryder, all’apice della carriera, e un paio di altri attori con cui da allora sono rimasto amico: Leland Orser (Purvis, l’imbozzolato!) e Raymond Cruz (il soldato Distephano), dei tipi eccezionali!

A differenza dei film hollywoodiani che ho fatto, questo è stato girato negli studi Fox a Century City, così ho potuto usufruire del lusso di dormire nel mio letto ogni sera, tanto per cambiare. […]

Alien Resurrection ha avuto un buon esordio, incassando all’incirca 38 milioni nel finesettimana del Ringraziamento, quando uscì: poi nella seconda settimana è scomparso. Niente gambe [No Legs], come dicono a Hollywood. Perciò, molto rapidamente, l’eccitazione ha lasciato il posto alla delusione, per poi lasciare il posto all’imbarazzo, per poi lasciare il posto a due anni durante i quali il mio telefono non ha squillato. Ed intendo letteralmente. Neanche un cartone animato da doppiare, attività che mi ha sostenuto in tanti anni difficili. Stavolta la cosa era molto più seria. Questo silenzio radio, giorno dopo giorno mi convinceva che la mia fortuna era esaurita. Non c’erano prospettive future né al cinema né in TV.


La storia continua con Ron che segue il consiglio del suo psichiatra per elaborare quella crisi e poi, dal nulla, arriva la telefonata di Jean-Jacques Annaud, che l’aveva diretto ne  Il nome della Rosa (1986): se Jude Law accetta, c’è un filmone da girare con un ruolo scritto appositamente per Perlman. Cioè Il nemico alle porte (2001).

Ad Alien Resurrection non è dedicata più alcuna parola.


L.

– Ultimi libri alieni:

  • [1990-12] Predator 2 (Novelization) - Rarissimo romanzo-novelization del secondo film, copiato dal fumetto di Mark Verheiden.
    La nave aliena è atterrata sull'emisfero occidentale, alimentata da una tecnologia sconosciuta alla scienza umana. La sua destinazione: la città di Los Angeles.
  • [2021-08] Alien 3: The Unproduced Screenplay - Ennesimo sfruttamento della pessima sceneggiatura di William Gibson, stavolta a forma di romanzo.
    Nella Guerra fredda futura, i Comunisti spaziali fanno esperimenti sugli alieni che poi gli Americani dovranno gestire.
  • [2021-04] Aliens: Infiltrator - Ottimo romanzo che racconta gli eventi pregressi del videogioco Aliens: Fireteam (2021).
    Il dottor Hoenikker arriva su Pala Station e capisce subito che gli esperimenti sugli xenomorfi che lì vengono portati avanti potrebbero finire male. Molto male.
  • [2008-10] Aliens: No Exit - Su un pianeta diviso tra due compagnie uno xenomorfo compie una strage, e la Planetus manda un suo uomo per indagare e capire se sia colpevole l'altra compagnia, la Weyland-Yutani.
    Romanzo verboso e inconcludente, quasi del tutto privo di xenomorfi ma in compenso con chiacchiere in eccesso.
  • [2006-03] Predator: Forever Midnight - Altra grande occasione mancata, con troppe invenzioni e poca trama.
    Appena giunti sul pianeta Midnight per proteggere la colonia umana, gli Orbital Marines del comandante Ness sono aggrediti e falcidiati da una nave dei Predator, i quali ora inseguono le loro prede sul pianeta dove non tramonta mai il sole. Inizia una caccia alquanto noiosetta.
  • [2007-09] Predator: Flesh and Blood - Per evitare un pericoloso pretendente all'eredità di famiglia, suo cugino cattivo fa in modo che dei Predator in caccia atterrino proprio dove sta il parente ingombrante, ma gli umani sono più scaltri e comincia una lunga (e noiosa) rincorsa. Lettura non memorabile, vicenda minuscola e personaggi anonimi, quando non proprio banali.
  • [2008-02] Predator: Turnabout - Steve Perry riesce a scrivere un romanzo Predator... senza Predator!
    Il ranger Sloane nella sua foresta in Alaska scopre l'arrivo di cacciatori spaziali dediti al massacro, così tira fuori i suoi super-fucili da cecchino e usa la sua esperienza di marine in Vietnam per dare la caccia ai cacciatori.
  • [2016-05] Alien – The Weyland-Yutani Report - La romanziera S.D. Perry per la Titan Books si inventa un universo alieno omogeneo per uno splendido volume riccamente illustrato, sia con foto di scena che con illustrazioni create appositamente. Tolte le invenzioni, è sicuramente un imperdibile oggetto da collezione.
  • [2014] Easy Street (the Hard Way) - Traduco quel poco spazio che l'attore Ron Perlman dedica ai ricordi legati ad Alien Resurrection (1997) in questa sua autobiografia.
  • [2020-05] Predator: Stalking Shadows - Romanzo-prequel del videogioco Predator: Hunting Grounds (2020) che si prefigge di fare da agile manuale sugli incontri e scontri fra uomini e Predator dal 1997 ad oggi.
    Protagonista è l'immaginario Scott Devlin, di cui assistiamo alla carriera lanciata quel giorno in cui a Los Angeles, nel 1997, ha conosciuto il maggiore Dutch Schaefer, appena rimesso dalle ferite dell'incontro con un Predator dieci anni prima. Vengono velocemente raccontati i momenti chiave del loro pluridecennale lavoro contro i cacciatori alieni.

17 pensieri su “[2014] Easy Street (the Hard Way)

      • Sì intendevo proprio quello.
        Secondo me si è sempre fidato troppo di chi in teoria avrebbe dovuto assisterlo nella sua carriera,visto e considerato che ha sempre dimostrato di essere sempre preparatissimo per quanto concerne la sua preparazione di un personaggio.
        Tu davvero pensi che in fase di racconto nomini la Raider non la Weaver???
        Non dimentichiamoci che la Weaver dopo La Clonazione ha acquisito i diritti sul suo personaggio attirandosi le ire di chi avrebbe voluto continuare a sfruttarlo eh??

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      • Non so nulla del rapporto fra Perlman e la Weaver, per fortuna poi l’attore è tornato in sella ed ha fatto cose splendide, soprattutto in TV.
        Dove hai letto la storia dei diritti? Che io sappia la Weaver ha concesso l’uso del personaggio di Ripley già dal 1992 circa, da quando cioè è diventata co-produttrice dei film alieni e quindi non ha vietato lo sfruttamento dell’immagine di Ripley, come ha fatto nel 1986 odiando l’essere associata ad un personaggio “rambesco”. Nel 2012 o 2014 ha concesso l’uso del suo volto per figurini di Ripley molto più somiglianti di quelli fino ad allora in commercio – quelli della NECA fanno impressione per quanto sono somiglianti! – ma i diritti dell’universo alieno rimangono della Brandywine (Walter Hill e David Giler) e della Fox.
        Se sai diversamente, sapresti darmi qualche info in più così vado ad approfondire? 😉

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      • Guarda l’unica cosa che so’ riguarda i film e ne parlo’ lei in una intervista di una rubrica di cinema (non ricordo se era sul canale studio Universal o su Fox)in cui ribadiva con fermezza che Ripley non sarebbe più stata usata per nessun film.
        Non parlo’ né di animazioni, n’è di action figure n’è di games.
        Se poi cambiò idea non saprei dire.

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      • Eh, le dichiarazioni pubbliche della Weaver non hanno molto valore, visto che è dall’86 che non vuole il ritorno di Ripley salvo accettare appena il compenso diventa abbastanza alto. Dispiace dirlo, ma finiti gli Ottanta la Weaver non ha più avuto le grandi possibilità di un tempo e ha fatto solo piccoli ruoli: se non fosse per Ripley, nessuno la andrebbe ad intervistare. Quindi malgrado la valanga di sue dichiarazioni, appena i soldi ci saranno Ripley tornerà, anche se ormai non sarebbe più di buon gusto.
        L’unico modo che avrebbe Ripley di tornare in modo dignitoso sarebbe fare un film su Amanda Ripley con la madre appare in filmato o in altro modo. Altrimenti sarebbe qualcosa del tipo “nell’ospizio nessuno può sentirti urlare” 😀

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      • Oh bhe’ io mi baso su ciò che ho visto e sentito da lei.
        Poi sai non mi sorprende più la tattica del compenso al rialzo.
        Basti vedere quel che sono disposti a fare per compensi stratosferici attori di grande calibro come DeNiro o Pacino…
        Spero vivamente che mai ritorni quel personaggio perché sarebbe davvero ridicolo.
        Anche se non concordo sui suoi ruoli dopo gli ’80,ma come dico sempre è tutto soggettivo.

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      • Ci mancherebbe, si fa per parlare, però è indubbio che dall’inizio dei Novanta in poi – tolti gli Alien – appare solo in ruoli minori e in film non sempre memorabili. Al contrario negli Ottanta sbucava in grandi produzioni e ha avuto anche ruoli da protagonista assoluta. Film come “Gorilla nella nebbia” (1988) sono un lontano ricordo…

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