[1995-12] Aliens: Rogue

Cover di John Bolton

Dall’edizione Omnibus della Titan Books (2016) mi sono gustato in digitale Aliens: Rogue di Sandy Schofield, romanzo con cui la Bantam Books nel dicembre 1995 ha presentato  la novelization del fumetto omonimo del 1993 firmato da Ian Edginton.


La trama

(Dalla quarta di copertina dell’edizione cartacea)

Benvenuti sull’ex colonia penale di Charon, dove i tunnel nel sottosuolo sono il luogo perfetto per un nido alieno. Qui il professor Ernst Kleist detiene il potere come il tiranno paranoide che è, spiando tutto e tutti e facendo sparire le persone. Con un cappello giallo della Harley-Davidson e una maglietta, la pilota Joyce Palmer si dirige verso il più oscuro inferno dell’universo: prima che la sua permanenza su Charon sia conclusa, dovrà scoprire i folli piani di Kleist.
Usando i cadaveri delle sue vittime, il professore ha dato vita alla sua personale creazione, il Rogue. Lui progetta di usare il mostro contro la Regina Aliena in una battaglia per il predominio su Charon. Solo Palmer – con l’aiuto di un manipolo di coraggiosi marine – potrà fermarlo. D’improvviso si ritrovano nel mezzo di uno scontro fra Kleist, gli alieni e l’indescrivibile Rogue, nel tentativo di salvare vite innocenti… incluse le proprie.


L’autrice

Sandy Schofield è lo pseudonimo collettivo dei noti autori di fantascienza Kristine Kathryn Rusch e Dean Wesley Smith, usato solamente per tre romanzi legati a franchise: Star Trek: Deep Space Nine – The Big Game (1993), Aliens: Rogue (1995) e Quantum Leap: Loch Ness Leap (1997).


Charon Base

La vicenda si svolge sulla stazione di ricerca Charon, Charon Base, «non molto più di una roccia che ruotava attorno ad una stella di classe tre in un’orbita ellittica». In origine era nata come prigione governativa dove rinchiudere i più pericolosi criminali della Terra, il che ha fornito manodopera a basso costo: l’attività principale dei detenuti diventò quella di scavare tunnel ed espandere sempre più la base, fino ad avere quindici o venti livelli di profondità. A nessuno era importato che la maggior parte dei prigionieri morì nell’impresa.

Poi c’è stata l’invasione aliena della Terra (Aliens: Book I) e la successiva riconquista (Aliens: Book III), così il Governo non reputò più conveniente mandare detenuti così lontano, vendendo Charon Base alla compagnia Z.C.T., desiderosa di trovare un posto sperduto e lontano da occhi indiscreti dove sviluppare il Progetto Chimera. Trasformata la prigione in un enorme laboratorio scientifico, una parte della struttura venne sigillata e al suo interno vennero lasciati una Regine Aliena e cinque droni a creare un nuovo nido.

Ingaggiati scienziati provenienti da ogni dove, soprattutto quelli con meno dilemmi etici, il Progetto Chimera è stato affidato al professor John Kleist con un unico scopo: trovare il modo di fare soldi dagli alieni. Tanti soldi. Come nel caso della droga XenoZip estratta dalla pappa reale della Regina: il nome della droga non viene mai citato ma è palesemente lei.

Il professor Kleist ben presto decide di seguire scopi più alti, come per esempio… la creazione di una nuova razza aliena mediante innesto, proprio come la creatura mitologica nota come chimera.


«Qualcuno una volta ha descritto l’odore di un nido alieno come quello di diecimila uova marce che friggono nel grasso rancido.»


I marine

Per fortuna i cinque marine della squadra operativa hanno i filtri nei respiratori e non devono sentire il puzzo dei tunnel colonizzati dagli xenomorfi.

McPhillips, Dillon, Choi e l’unica soldatessa rimasta Boone, guidati dal sergente Green, affrontano gli alieni con due armi ideate dal professor Kleist: il Sound Cannon, che lancia onde sonore che stordiscono gli alieni, quasi paralizzandoli, e il Taser Web, una rete elettrificata che serve ad immobilizzare a terra le creature. Per sicurezza hanno in spalla anche dei fucili Kramer, arma automatica da 26 colpi a caricatore, ma è imperativo non usarli: Kleist non vuole che vengano danneggiati i suoi alieni. La punizione per chi lo fa è eseguita dal capo della sicurezza Larson e il suo secondo in comando Bergren… ed è peggio della morte.

«Questa non era una guerra, e questa non era una morte onorevole. Era solo semplice profitto». La grandi multinazionali che hanno preso il posto degli Stati non hanno ideali né bandiere, solo pedine sacrificabili su un’enorme scacchiera dove pochi hanno il potere. E fra questi c’è il professor Kleist.


Arriva Clay

Il professor Kleist riceve un messaggio da un suo vecchio amico, Gordy D. Squaza (De Souza nel fumetto), «il secondo uomo più potente della Z.C.T. Corporation», che lo avverte di come compagnie rivali abbiano cercato di hackerare il sistema di comunicazioni, rendendo insicuro continuare ad inviare dati nel sistema solito. Per questo Squaza ha inviato un uomo, Clay (Klay nel fumetto), a prendere i dati e riportarli a mano sulla Terra, alla vecchia maniera.

«[Clay] è il miglior agente operativo che abbiamo mai avuto. Devi ringraziare lui per quel gel che riduce il sangue acido alieno allo stesso pH dell’acqua: l’ha fatto sparire sotto il naso della Grant Corporation. Ci ha anche fornito i lancia-rete elettrificata per le nostre truppe. Non ci sono altri di cui mi fidi di più per questa missione.»

Clay arriva su Charon a bordo della navetta da trasporto commerciale Caliban di Joyce Palmer, donna grintosa ma anche molto curiosa: per esempio curiosa di sapere come mai la stazione Charon dai 1.500 abitanti, fra lavoratori e soldati, è scesa fino a cento persone? Possibile siano stati tutti “incidenti” come recitano i comunicati ufficiali?


«Kleist è uno psicopatico che ammazza la gente per suo guadagno personale: va fermato.»


Alla corte del Re

Ovviamente Clay non è quello che sembra né lo è Palmer, e una volta chiaro che Kleist ha alimentato anni di esperimenti del Progetto Chimera utilizzando cavie umane, non certo volontarie, la situazione precipita.

Catturato, Clay viene messo davanti al cuore del Progetto Chimera: l’Alien King che qui viene semplicemente descritto con huge, “enorme”.

«È in parte suo figlio, Clay, visto che condivide parte del suo DNA […]. Il resto del suo meraviglioso patrimonio genetico è un cocktail di DNA alieno, ormone maschile umano concentrato e un complesso miscuglio biochimico che avrebbe fatto impazzire i suoi amici alla Grant Corporation.»

Quando l’Alien King scappa al controllo, Kleist capisce subito dove sta andando: va a sfidare la Regina.


«Credo che ciò che stai sentendo sia una sfida da parte della Regina.»


In conclusione

A parte i gustosi approfondimenti sulla storia della stazione Charon e su altri particolari, che mi è piaciuto riportare qui sopra, Aliens: Rogue rimane una semplice novelization del fumetto, con giusto qualche licenza qua e là ma nulla da giustificare un piacere “a sé stante”.

Chi non avesse letto il fumetto sicuramente lo troverà un’ottima lettura, ma non si tratta di quel tipo di novelization più bello dell’originale.

L.

– Ultimi post simili:

4 pensieri su “[1995-12] Aliens: Rogue

  1. Sì, al di là degli approfondimenti e le licenze che hai riportato nel post, direi anch’io che ci troviamo in uno di quei casi di novelization in cui ci si può far bastare il fumetto originale 😉

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