[1998-02] Alien Saga su “la Repubblica” (1)

Il 19 febbraio 1998 il quotidiano “la Repubblica” presenta l’uscita italiana di Alien, la clonazione (1997) con vari servizi sulla saga aliena.

Grazie all’archivio del quotidiano ho potuto recuperare quei testi, che presento qui di seguito.


Arrivano nelle sale italiane “Starship troopers” e “Alien, la clonazione”

Anno 2000:
il nemico viene dallo spazio

di Roberto Nepoti

ROMA – Il 2000. Se ci si interroga sulle ragioni dell’inflazione fantascientifica, è la prima risposta che viene alla mente: il futuro è dietro l’angolo, ridistribuisce apocalittici e integrati, rinfresca la vernice alle profezie. Da quando religioni e ideologie hanno lasciato libere ampie zone d’immaginario, è stata la fantascienza a lottizzarle. Non in modo sofisticato (come, sulla pagina, la letteratura cyberpunk di Gibson o di Sterling), ma cavalcando ancora le grandi paure dell’umanità: la paura dell’Apocalisse, dell’invasione aliena, della spersonalizzazione. Perfino la paura dell’Inferno se si guarda Punto di non ritorno, sugli schermi in questi giorni (ma altre “diableries” sono in arrivo: vedi Spawn, con le armate delle tenebre all’assalto dell’umanità, e Beowulf, che rivolta in chiave “tecno-future-fantasy” l’antico poema sulla lotta tra Bene e Male).
Non a caso, qualcuno ha definito la fantascienza “il gotico del futuro” e la consanguineità tra fantascienza e horror si è fatta, negli anni, sempre più evidente. Il clima millenaristico genera e alimenta i mostri di tanti film di uscita imminente, che ricoprono senza vuoti tutta la mappa delle paure.

L’uomo del giorno dopo (The Postman), di e con Kevin Costner, è una versione non acquatica di Waterworld dove un “cavaliere della Valle Solitaria” insegna ai sopravvissuti a reagire all’anarchia del dopo-bomba sventolando la bandiera a stelle-e-strisce. Alien. La clonazione, quarta puntata della saga per la regia di Jean-Pierre Jeunet, è una favola nera che fa resuscitare la superdonna Ripley (Sigourney Weaver) e, nell’epilogo, la spedisce verso una devastatissima Terra.

Quanto a Gattaca. La porta dell’universo, di Andrew Niccol, si tratta di una parabola che narrativizza inquietanti problemi di bioetica: dagli studi sul DNA è uscito un mondo basato sulla programmazione genetica, popolato di robot vestiti da omini di Magritte. Ovviamente qualcuno si ribella: Vincent (Ethan Hawke), sostenuto dall’amore di un’altra creatura “imperfetta” (Uma Thurman).

Benché i mondi futuri siano alieni o alienanti, la nuova ondata è anche la spia di un altro atteggiamento diffuso nell’immaginario collettivo: la riluttanza a vivere nel presente e la tentazione comunque per un altrove spaziotemporale.

Con Starship Troopers, Fanteria dello spazio di Paul Verhoeven, si apre un’ulteriore chiave d’interpretazione alla neo-fantascienza che integra la sindrome del 2000. Tratto da un libro di Robert Heinlein di fine anni 50, inno al militarismo americano, il film racconta la guerra dei mondi tra terrestri e Bugs, mostri alieni un po’ aracnidi, un po’ insetti che vogliono distruggere il nostro Pianeta.

Ed ecco il punto: nella quasi-impossibilità odierna di trovare cattivi politically correct, Hollywood ricorre a pure entità malefiche che rimpiazzano l’Impero del Male dei tempi della guerra fredda. La messa in scena di Verhoeven è parodostica; gli eroi terrestri sembrano Barbie e Ken sotto le armi: ciò non toglie che faccia uno strano effetto vedere un film come questo mentre incombe una nuova Guerra del Golfo. Però in Starship Troopers c’è anche dell’altro, ovvero la paura di una dittatura del XXI secolo (già preannunciata da John Carpenter in Fuga da Los Angeles): un IV Reich a tutti gli effetti, ma trapiantato in America e che si fa chiamare democrazia.

Col problema del nemico “politicamente scorretto”, invece, taglia corto l’annunciatissimo Godzilla (in Italia uscirà in autunno, ma i trailer circolano già da mesi), con cui Roland Emmerich spera di replicare il colpaccio di Independence Day. Emmerich è andato a ripescare dalle profondità del Pacifico la gigantesca creatura-feticcio degli studi giapponesi Toho, poi l’ha spedita a seminare la distruzione a New York depositando, di passaggio, qualche centinaio di uova di mostro. Ancora meno problemi di correctness possono dare i cattivi di Armageddon di Michael Bay: si tratta infatti di meteoriti pronte a piovere sulla Terra con effetti di devastazione biblica; salvo che Bruce Willis riesca a impedirlo. Ma poiché prendersela con gli alieni non costa ancora nulla (e rende, finché l’astronave va, un mucchio di dollari), le “cose” da un altro mondo non stanno affatto per migrare dai nostri schermi.

Con X-Files. The Movie passa in sala cinematografica la serie televisiva di culto della Fox, che per anni ci ha servito alieni a dosi massicce senza produrre i temuti effetti di saturazione. Gli agenti specialissimi Mulder e Scully (tra i candidati ai ruoli, che facevano gola anche a superstar, l’hanno spuntata alla fine gli interpreti degli episodi tv) indagano sulla distruzione di un immobile di uffici a Dallas.

Frattanto l’equipaggio perduto nelle galassie (Gary Oldman, William Hurt, Mimi Rogers) di Lost in Space, regia di Stephen Hopkins, deve vedersela con un extraterrestre ostile; mentre in Sphere, tratto dall’ennesimo romanzo di Michael Crichton e diretto da Barry Levinson, Dustin Hoffman e Sharon Stone s’immergono nell’oceano dove, in un vascello spaziale alieno, trovano una misteriosa sfera che materializza le paure sepolte nel profondo dell’inconscio.


(continua)


L.

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4 pensieri su “[1998-02] Alien Saga su “la Repubblica” (1)

      • Ah, ma la “qualità” ha avuto illustri antecedenti: ti ricordi, sulla mitica rivista ROBOT, lo speciale “SF e politica” condotto da Remo Guerrini nel 1977? In pratica, a rileggerlo oggi, poco più che una pretestuosa “schedatura” degli autori sci-fi in base alle loro idee politiche (con Heinlein ovviamente ritenuto di destra e quindi interventista/militarista ecc.ecc.)? La cosa fece incazzare più di un lettore, cosa non scontata nemmeno in quegli anni di piombo…
        Che nostalgia, ripensare a tutti (quasi, tolti Godzilla, Beowulf, Spawn e Armageddon) quei grandi titoli d’annata 😉

        Piace a 1 persona

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