Alien: Xeno Crisis (guest post)

Torna il Moro del blog Storie da birreria, stavolta per raccontare un videogioco che non nasconde il profondo debito con l’universo alieno.
L.


Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ammetto che, quando ho letto il principale slogan con cui viene pubblicizzato questo gioco (smash TV meets Aliens) ho subito pensato: va’ che gli scrivo un guest post al buon Lucius!

Xeno Crisis è un gioco per megadrive uscito a fine 2019. Se a qualcuno sembra assurdo, sappia che non lo è: capita che gli appassionati realizzino giochi nuovi per vecchi sistemi, anche precedenti al Megadrive. Realizzano le copie fisiche e le vendono, e chi ha ancora un Megadrive (o Commodore 64, o Spectrum, o quel che sia) funzionante può ficcarli dentro e giocare a un gioco nuovo nella console della sua giovinezza. Gli sviluppatori il più delle volte mettono a disposizione anche la ROM del gioco per giocarci tramite emulatore.

Xeno Crisis in particolare è il risultato di una campagna di crowfunding che è andata bene, visto che l’obiettivo è stato raggiunto in 40 ore. Successivamente il gioco è stato convertito anche per Switch, per PS4, per PC su piattaforma Steam, e perfino per Dreamcast e Neo Geo.

Lo stile di gioco è evidentemente ispirato a Smash TV: si tratta infatti di un “twin stick arena shooter”, cioè uno sparatutto con visuale dall’alto in cui si viene chiusi in un’arena finché non si sono fatti fuori tutti i nemici presenti, per poi passare all’arena successiva. Il giocatore dispone di due joystick indipendenti, uno per muoversi e l’altro per decidere la direzione in cui sparare. Nel caso del Megadrive, le quattro direzioni sono decise dai pulsanti A, B, X e Z (Il joypad a 6 tasti è necessario).

Xeno Crisis Mega Drive recensione

 

Per quanto riguarda la (poca) trama, e qui siamo al punto che interessa di più al blogger che mi ospita, la storia e il design di molti ambienti e creature sono pesantemente ispirati ad Alien, il che contribuisce ulteriormente alla sensazione di giocare a un gioco degli anni ’90.
C’è una gigantesca stazione in un sito di ricerca su un pianeta alieno. La ricerca è sfuggita di mano, qualcosa è andato tremendamente storto, quindi la colonia ha inviato un segnale di soccorso e una squadra di marine è stata inviata a investigare.
Sembra già visto?
Un giorno dovrò investigare su questo cliché narrativo, ho forti dubbi che sia stato inventato per Aliens… Ma in effetti è molto più facile affidare questo compito a qualcuno di veramente esperto! Capito, Lucius? Fai conto che ti stia facendo l’occhiolino.

Xeno Crisis Mega Drive recensione

Vengono fuori dalle fottute console! (semi-cit.)

L’ispirazione diretta ad Aliens si riscontra anche nel design di ambienti e nemici, e salta all’occhio nelle schermate tra un livello e l’altro e negli artwork che accompagnano il gioco. Ne trovate un po’ in giro per il post.

Xeno Crisis Mega Drive recensione

Beh, prendere uno xenomorfo per il collo nei film non era così facile.

Il gioco soffre ovviamente di tutte le limitazioni del Megadrive, stiamo parlando di cartucce con 4 Megabyte di memoria per cui, ad esempio, non sono riusciti a farci stare più di due personaggi, ma ha anche feature moderne come la creazione procedurale delle arene che rende ogni partita diversa dalla precedente.
Oltre ad ammazzare schifezze aliene ci saranno anche ostaggi da salvare e targhette da raccogliere, le quali saranno poi spendibili in power-up per aumentare la potenza di fuoco, la salute massima, eccetera.

L’arma di base, il mitragliatore, ha le munizioni limitate, e non è nemmeno tanto difficile finirle. Una volta rimasti a secco si può contare solo su un coltello, il che, in un ambiente pieno zeppo di alieni ostili, è un po’ come sventolare una girandola. Oltre alle munizioni, comunque, sarà possibile anche raccogliere armi alternative da utilizzare fino a esaurimento.
Il gioco offre solo due livelli di difficoltà: facile e difficile. Inutile dire che, per i miei riflessi appannati da vecchietto, anche la modalità facile è un generatore automatico di bestemmie.

Xeno Crisis Mega Drive recensione

 

È chiaramente possibile giocare in due in locale, ma non è prevista una modalità online, in accordo alla natura di “finto retrogame” di Xeno Crisis. Il che va bene, ma il gioco è talmente ripetitivo che senza un amico a disposizione in locale viene presto a noia.

Xeno Crisis Mega Drive recensione

 

Il genere dei twin-stick shooters negli anni ha tirato fuori giochi decisamente più avanzati, complessi e tecnicamente migliori, ma qui si sta parlando di un gioco che gira su Megadrive, e qui sta la maggior parte del suo fascino.
Qui e, ovviamente, nello schiantare centinaia di alieni che ricordano da vicino quelli di Aliens! Vasquez! Come stai a munizioni?

Vi saluto con un video di gameplay, giocato da un tizio che ovviamente lo finisce come niente in modalità difficile, e vi metto il link al sito degli sviluppatori.

Il Moro.


Ringrazio il Moro per la sua gentilezza e disponibilità, e spero torni sempre più spesso!
L.

– Ultimi post simili:

3 pensieri su “Alien: Xeno Crisis (guest post)

  1. Se fosse stato pubblicato al tempo della Mega Drive, avrebbe avuto un certo successo. Non al livello di Strider, Ghouls’n Ghosts, Golden Axe o Thunderforce IV, ma uno dei titoli più di “nicchia” da giocare tra uno di questi capolavori e un altro. Peraltro il citato Smash TV per Mega Drive fu una conversione appena suffiiciente e, se giocato con il joypad standard a tre tasti, un’esperienza mediocre e lontana dall’arcade.
    Xeno Crisis mi evoca immagini e ricordi che richiamano alla memoria una manciata di altri titoli di quegli anni: Alien Syndrome (l’arcade e non quella fetecchia di conversione per Sega Master System), Alien Breed dei Team17 per Amiga, la decente conversione di Mercs per Mega Drive e . per stile grafico – The Chaos Engine dei Bitmap Brothers per Amiga.
    Più che un tie-in di Alien, sarebbe stato un perfetto tie-in di Starship Troopers rimodellando gli sprite delle creature ostili come insettoidi: lo stile di frenetico di sparatutto in tutte le direzioni è coerente con il film di Paul Verhoeven.
    La versione per Mega Drive ha un prezzo per ricchi retrogamer fanatici (55 sterline sono un’esagerazione), più economica la versione per Sega Dreamcast (30 sterline). Lo tengo d’occhio e se arriva a una ventina ci faccio un pensiero. Più economica e coerente per quanto offre, la versione per PC su Steam e GOG, ma vuoi mettere giocarlo su una Dreamcast? Chi ha l’ultima console di Sega sa che non sono pazzo (almeno non completamente) 😉

    Piace a 1 persona

  2. Pingback: Audible: Alien, il mare della disperazione (guest post) | 30 anni di ALIENS

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.