[1988-05] Gale Anne Hurd su “GoreZone” 1

Traduco questa intervista alla celebre produttrice apparsa sul primo numero della rivista specialistica “GoreZone” (maggio 1988).


Gale Anne Hurd’s
Bad Dreams

di Philip Nutman

da “GoreZone”
n. 1 (maggio 1988)

«A meno che l’elemento umano non sia forte,
tutto il resto non conta nulla»

«Lei è quella che sa chi è più bravo nella sua mansione», dice Andrew Fleming, regista di Bad Dreams, a proposito della produttrice Gale Anne Hurd. «Lei è l’unica ragione per cui il film può essere fatto».

Siamo nel parcheggio della chiesa cattolica St. Basil, a Wilshire Boulevard (Los Angeles), a parlare del nuovo film horror della 20th Century Fox: Bad Dreams [in Italia, Vivere nel terrore. Nota etrusca.]. È una fresca e chiara notte di inizio novembre 1987. Un parcheggio non è il luogo più confortevole o pratico per intervistare una produttrice cinematografica, ma Gale Anne Hurd è una donna molto impegnata, questi giorni. Infatti attualmente sta producendo due film in contemporanea: Bad Dreams e il thriller fantascientifico ad alto budget Outer Heat, con le star James Caan e Terence Stamp [che diventerà il mitico Alien Nation. Nota etrusca].

Hurd naturalmente ha prodotto il film di successo Aliens del regista-sceneggiatore James Cameron. Come risultato di quel successo al botteghino (un incasso mondiale che si aggira sui 148 milioni, ad oggi), lei è ora una delle produttrici più quotate nell’ambiente. Non solo perché ha co-sceneggiato e prodotto il primo successo di Cameron, Terminator, ma anche perché è la moglie del regista. [I due divorzieranno di lì a poco, nel 1989, e la Hurd poi sposterà ad avrà un figlio con… Brian De Palma! Gossip etrusco.]

La signora in questione arriva con un po’ di ritardo. Spesso, la presenza del produttore sul set può rallentare i processi: non è naturalmente il caso di questo film. Appare subito chiaro che la Hurd è tenuta in gran considerazione dall’intera troupe, in cui molti dei tecnici hanno già lavorato con lei. Svolti i saluti di rito e le scuse, si siede sulla sedia vuota del regista e dice «Non l’ho scelto io», riferendosi al monumentale impegno di produrre due film all’unisono.

«Come sempre, è dipeso da dove si svolgessero le produzioni», spiega la donna, «ed è successo che entrambi i progetti partissero insieme. Mi sta portando via ogni energia, al punto ogni settimana combatto una malattia. Essere una produttrice significa che quando lavori ad un film si tratta quasi sempre di riprese notturne, devi essere lì la maggior parte del tempo ma i finanziatori si aspettano anche che tu sia in ufficio ogni giorno, fresca e riposata. Quello che non viene in considerazione è che uno dovrebbe anche dormire. Così con Bad Dreams girato principalmente di giorno e Outer Heat girato di notte, è molto impegnativo.»

Il lavoro duro non è qualcosa di nuovo per Hurd, la cui carriera è esplosa nello spazio di un decennio. Ha iniziato alla New World nel 1977 dopo essersi laureata nella confraternita Phi Beta Kappa alla Stanford University, in economia e comunicazioni. Alla New World è stata un’assistente esecutiva di Roger Corman ma è cresciuta velocemente fino a diventare regista pubblicitaria. Sono seguite le produzioni attive de I magnifici sette nello spazio (Battle Beyond the Stars, 1980) e The Georgia Peaches (1980). Lasciata la compagnia di Corman (dove ha incontrato Cameron, passato dall’art department agli effetti speciali) nel 1982 ha avviato la Pacific Western Productions, con la quale ha sviluppato Terminator. Cameron ed Hurd inoltre hanno avviato una seconda compagnia produttrice, Tech Noir: l’attuale casa con cui stanno sviluppando progetti futuri.

«Bad Dreams ha a che vedere con una giovane donna che, a causa di un incendio e di un’esplosione, è stata in coma per alcuni anni», spiega. «Quando si sveglia, i suoi ultimi ricordi risalgono ai primi anni Settanta. Si ritrova in un ospedale, senza amici né parenti, e soprattutto siamo negli anni Ottanta. Intanto c’è un mistero da risolvere, cioè come mai la casa in cui viveva è andata a fuoco. In pratica, nei suoi ricordi passati potrebbe esserci la soluzione di una possibile minaccia presente.»

Nell’ambiente Hurd ha la reputazione di qualcuno che vuole storie forti, popolate di personaggi forti e che non è interessato ad incassi veloci; da qui la sua decisione, insieme a Cameron, di non avere nulla a che fare con Alien 3. «Io e Jim abbiamo messo bene in chiaro la cosa, una volta completato Aliens – odiamo chiamarlo Alien 2 – e cioè che abbiamo detto tutto ciò che potevamo riguardo quella particolare forma di vita aliena, sebbene la Fox abbia cercato di coinvolgerci», rivela. «Sono sicura che ci saranno un sacco di alieni nel nostro futuro di cineasti, ma non avranno a che fare con quella specifica creatura.»

Spiegando la sua decisione di produrre Bad Dreams, Hurd descrive ilc opione come «una lettura avvincente [page-turner], una sceneggiatura davvero avvincente», e sente che il soggetto tocca argomenti che il genere non ha mai seriamente analizzato in precedenza, in particolare non nel modo in cui il regista Fleming si è posto.

«È davvero una prova attoriale, e il cast è molto affiatato», racconta. Oltre all’ex “guerriera del sogno” Jennifer Rubin [vista cioè in Nightmare 3 (1987). Nota etrusca] e a Bruce Abbott da Re-Animator (1985), ci sono attori come Susan Ruttan, Harris Yulin, Alex Cox, Sy Richardson e Richard Lynch, con caratterista con una forte base teatrale.

Non è però un rischio ingaggiare un 24enne esordiente, appena laureato alla New York University, a gestire un progetto da quattro milioni di dollari? «Ha diretto diversi cortometraggi, il che non dimostra tanto il suo talento visivo quanto sappia lavorare molto bene con gli attori, sia quelli di professione che neofiti», spiega la donna. «Ho visto molti film studenteschi, e lui ha mostrato una professionalità che raramente si può incontrare. Onestamente non credo che l’età debba essere un fattore discriminante per un regista. Se qualcuno è bravo nel farlo, e posso garantire che Andrew Fleming lo è, non dovrebbe essere limitato nell’opportunità di dirigere un film di uno studio solo perché ha 24 anni.»

L’entusiasmo della produttrice non è limitato solo a questo progetto: la sua passione si estende anche ad Outer Heat, un film di fantascienza con un budget superiore rispetto a Bad Dreams e quindi molto più problematico. «Ciò che amo di Outer Heat è che si tratta sì di fantascienza ma allo stesso tempo è una storia che parla di pregiudizi. Studia come nuovi gruppi razziali siano assimilati nel grande calderone di Los Angeles, e come noi abbiamo una predisposizione al risentimento e alla paura nei confronti di persone differenti da noi. In questo caso gli “immigrati”, se vogliamo chiamarli così, sono extraterrestri. Ambientato tre anni nel futuro, è una storia molto seria. Non è una commedia ma allo stesso tempo ha aspetti divertenti.»

Outer Heat è un giallo. James Caan è un detective di Los Angeles che si vede ucciso il proprio partner. La storia parte da una situazione nota ma l’affronta da un’angolazione differente, come spiega Hurd. «Un’astronave con 260 mila passeggeri atterra qui. Sono schiavi trasportati da un veicolo che non hanno costruito. Non sono tecnologicamente avanzati e non c’è modo di ritornare al loro pianeta d’origine. In apparenza sono umanoidi ma basta un’occhiata per capire che in qualche modo sono diversi.»

«Il partner di Caan viene ucciso da uno degli alieni… pardon, intendevo #Newcomers: non vogliamo chiamarli alieni perché questo evoca ogni tipo di immagine negativa», si corregge Hurd. «Per risolvere il caso, Caan si ritrova affiancato il primo Newcomer promosso detective, il che gli permette di entrare nei ghetti dei Newcomer.»

Entrambi i progetti vedono l’arrivo di nuovi scrittori subito dopo l’inizio delle riprese: Steven E. de Souza (che recentemente ha scritto L’implacabile) è stato assegnato a Bad Dreams, e James Cameron ha messo mano a Outer Heat [ma alla sceneggiatura poi risulterà il solo Rockne S. O’Bannon. Nota etrusca]. «Ci siamo resi conto che c’erano un paio di aspetti che andavano sistemati, non riscritti – c’è una bella differenza», sottolinea la produttrice. «Mancavano due settimane alle riprese di Bad Dreams. Andy [Fleming] era impegnato con la pre-produzione: mi sarebbe piaciuto coinvolgerlo nella pulizia del copione, ma semplicemente non aveva tempo. Steve de Souza ha immesso calore nei personaggi, illuminando i toni umani e dando forza e contrasto agli aspetti più oscuri.»

«Ciò che Jim ha portato nei copione che ha scritto è un incredibile senso dell’azione al servizio della storia, incorporando scene movimentate che non hanno l’aspetto di aggiunte forzate. Non vogliamo che il pubblico pensi: “Ok, qui è il momento per un inseguimento da sballo”, come spesso accade. È inoltre capace di integrare elementi fantascientifici nella storia senza però fare qualcosa alla Blade Runner. La città di Los Angeles tre anni da ora non sarà poi così diversa, dopo tutto. In più, ora ne sappiamo di più del substrato culturale dei Newcomers.»

La scelta di Hurd come regista di Outer Heat è caduta su Graham Baker, l’inglese che ha diretto Conflitto finale (The Final Conflict, 1981) e Impulse (1984). Visto che i suoi film non sono stati un successo né di critica né di pubblico, è stata una sorpresa scoprire che gli è stato affidato un film ad alto budget.

«Graham ha letto una delle prime stesure della sceneggiatura e ha risposto molto bene al materiale», ricorda Hurd. «I suoi commenti erano in perfetta sintonia con quelli miei e del co-produttore Richard Kobritz. Non voleva limitarsi ad un film d’azione con elementi fantascientifici: Graham voleva concentrarsi sulla relazione fra i due poliziotti, alla maniera de La calda notte dell’ispettore Tibbs (In the Heat of the Night, 1967) e in contrapposizione ad Arma letale (Lethal Weapon, 1987). Ci sono un sacco di cose buone nel film che ha diretto splendidamente, in termini di stile e di lavoro con gli attori.»

«Puoi anche risolvere la storia d’omicidio con effetti speciali e scene d’azione», osserva la donna, «ma a meno che l’elemento umano non sia forte, tutto il resto non conta nulla. Se agli spettatori non importa dei personaggi non accetteranno le situazioni in cui saranno coinvolti, specialmente quelle ad alto rischio, e per raggiungere il coinvolgimento del pubblico puoi solo contare su attori ben diretti. Ci sono molti film in giro che puntano solo a stordirti, visivamente e visceralmente.»

Dai particolari rivelati, Outer Heat ha delle somiglianze con L’alieno (The Hidden, 1987) della New Line Cinema. Gale Anne Hurd è molto franca nella sua opinione. «Io ho letto L’alieno molto tempo fa: non credo che c’entri nulla, e di sicuro non verte sui temi del pregiudizio. Dal primo fotogramma di Outer Heat capirete che è un’allegoria, non qualcosa di pesante ma comunque importante ai fini della storia. Non ci sono misteri riguardanti i Newcomer, mentre ne L’alieno la questione è: “Chi è questa gente che somiglia a noi?” L’unica somiglianza è che entrambi sono film con alieni poliziotti.»

Visto che la gerarchia degli studios è composta in gran parte da affaristi contrapposti a talenti, persone creative e con il senso della narrazione coinvolte in processi filmici, quello di Hurd è una rinfrescante eccezione alla regola. Chiaramente è una talentuosa donna d’affari, eppure contribuisce attivamente all’aspetto creativo dei suoi progetti.

«Mi piace essere coinvolta il più possibile», afferma. «Trovare un copione, portarlo al punto in cui posso usarlo per interessare uno studio o a trovare finanziatori, fino alla realizzazione di un film. Sono molto coinvolta nella scelta sia del cast che della troupe. Credo che un regista debba comandare sul set, guardargli le spalle non è la mia funzione, ma allo stesso qualunque sia il regista insisto sempre sugli storyboard, così che abbiamo sempre una dimostrazione chiara di avere entrambi la stessa visione del film.»

Di certo Hurd sembra in grado di tirar fuori il meglio dalla sua troupe, in cui lavorano alcuni che sono con lei dai tempi di Terminator. «Gale è molto leale», concorda l’attore Bruce Abbott, che in quanto marito dell’eroina di Terminator Linda Hamilton [Divorzierà di lì a poco, nel 1989, e la Hamilton si sposerà e avrà un figlio con James Cameron. Abbott sposerà Kathleen Quinlan. Gossip etrusco.] conosce personalmente sia Hurd che Cameron. «Queste sono state le riprese migliori a cui ho partecipato. Gale si assicura di avere i tecnici migliori e ha il talento di tenere lontani i problemi il più possibile. Ovviamente non sono oggettivo perché siamo amici, ma è facile vedere quanto sia una produttrice eccellente: basta guardare quanto siano contenti i membri della troupe

Frammenti di conversazione e l’atmosfera generale dànno ragione alle parole di Abbott. Bad Dreams procede secondo i piani grazie ad una sapiente organizzazione, lavoro duro e forte senso di responsabilità.

Con due progetti attualmente in produzione, Hurd è pronta per il futuro. «Jim ha scritto dei copioni, lo scorso anno», rivela, «che probabilmente ci impegneranno per i prossimi dieci anni». Comunque lei ha vari altri tipi di film in vari gradi di produzione, sia alla Universal che alla Paramount e alla Disney, compreso un epico dramma carcerario, una commedia romantica e un thriller psicologico: molti di questi film futuri rientreranno nei generi a cui il suo nome è maggiormente associato.

«Assolutamente», sorride. «Non ci saranno grandi sorprese. Fantascienza, horror e fantasy sono i miei generi preferiti, nel cinema, e voglio continuare a fare film che soddisfino e delizino quel tipo di pubblico.»

Ora che Bad Dreams ed Outer Heat saranno usciti, Hurd e Cameron saranno già a lavoro nella loro prossima avventura. «Sembra un disco rotto, ma abbiamo appena firmato un contratto per due film con la 20th Century Fox. Annunceremo il titolo del nostro prossimo film l’anno prossimo. A questo punto non abbiamo ancora deciso quale dei due fare per prima.»

[In una conferenza stampa, Hurd e Cameron hanno annunciato che il loro prossimo progetto sarà intitolato The Abyss, un’avventura sottomarina prevista per maggio 1989. Nota dell’autore.]

Per come vanno le cose, sembra che dovremo attendere un po’ per un seguito di Terminator. Hurd rifiuta di essere più specifica, ma è ottimista. «Sono sempre speranzosa», dice, «ma al momento non abbiamo un contratto, malgrado possa sembrare strano. Una volta che ne avremo uno, scriveremo un copione. Grazie a Dio siamo entrambi in quel punto delle nostre carriere in cui non dobbiamo più lavorare senza garanzia di pagamento: è una bella posizione in cui stare.

«Guarda Aliens, conclude la produttrice. «Ci sono voluti sette anni per fare il seguito del film originale di Ridley Scott: non credo che il tempo sia importante, quando si parla di seguiti, ma così stanno le cose.» [Curiosamente ci vorranno proprio sette anni per un secondo film di Terminator, che uscirà nel 1991. Nota etrusca.]


P.S.

Dalla lettura di questa intervista sorge spontanea una domanda: quale sarà stato il secondo progetto dei due per la Fox, dopo The Abyss? Dopo l’insuccesso di quest’ultimo Cameron si butta su Terminator 2 e l’unico film Fox del periodo a cui lavora è True Lies (1994) con Schwarzenegger, non prodotto da Hurd. Lei per la Fox ha curato la coppia malassortita di sbirri di Pronti a tutto (1990), poi il successo Universal Tremors (1990) e infine Terminator 2: possibile che l’insuccesso di The Abyss abbia impedito la creazione del secondo progetto della coppia, nel frattempo “scoppiata”?

Una storia completamente diversa racconta Rebecca Keegan nel suo saggio The futurist: The Life and Films of James Cameron (2009):

«Trionfanti dopo l’uscita di Aliens nel luglio 1986, Cameron e Hurd partirono per una ben meritata luna di miele nel sud della Francia. […] Tornati a Los Angles, Cameron decise che invece di stipulare accordi sfruttando il suo crescente successo ad Hollywood, era tempo di prendere in considerazione la sua prossima mossa. Mentre suo marito bensava a nuove idee, Hurd decise di produrre il suo primo film senza Cameron dai tempi di Roger Corman, una storia di fantascienza con James Caan e Mandy Patinkin intitolata Alien Nation. Dopo aver lavorato fianco a fianco in condizioni stressanti negli ultimi tre anni, Cameron e Hurd si prendevano una pausa l’uno dall’altra, professionalmente. All’epoca sembrò una buona idea.

[…] Mentre preparava il film The Abyss, il matrimonio di Cameron con Hurd colava a picco. Lui cercava lenti e cineprese da far funzionare sott’acqua e riscriveva il copione, e lei produceva Alien Nation: marito e moglie erano ormai presi da progetti separati. Entrato pienamente nella pre-produzione di The Abyss nel dicembre 1987, Cameron si separò da Hurd. La loro relazione personale era irreparabilmente compromessa. Ma Cameron sapeva che nessuno avrebbe potuto produrre il suo film sottomarino se non la sua presto ex moglie. “Così alla fine ci siamo trovati a lavorare insieme sotto pressione”, dice Cameron, “Ma io non ho trovato alcun alieno e non siamo tornati insieme”.»

Malgrado l’intervista alla produttrice risalga al novembre 1987, e quindi combacerebbe con la separazione data al dicembre successivo, lo stesso il saggio del 2009 non prende in considerazione il fatto che Hurd e Cameron lavorarono insieme ad Alien Nation fino almeno fino al 1988, così come la Hurd ha fatto parte di The Abyss sin dall’inizio. Preferisco dunque dare più credito alle parole della Hurd del 1987 piuttosto che alla ricostruzione del 2009.

Il divorzio fra Cameron e Hurd risale al 1989, ma magari erano separati da prima: l’atto ufficiale magari serviva a lui per sposare la regista Kathryn Bigelow (17 agosto 1989).


L.

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4 pensieri su “[1988-05] Gale Anne Hurd su “GoreZone” 1

  1. Certo che sti matrimoni cinematografici non durano proprio nulla, eh…

    Interessante intervista! Mi meraviglia sempre come diamo per scontato che un film bello sia bello sin dall’inizio mentre in realtà anche in molti film che poi non escono così tanto bene ci va la stessa quantità di lavoro e passione che va in quelli che invece hanno un grande successo!

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  2. In effetti le omissioni “lavorative” del saggio del 2009 riguardo ad Alien Nation e The Abyss (progetti separati? E sulla base di quali testimonianze lo si affermava?) non fanno pensare ad una ricostruzione poi così accurata, ragion per cui direi anch’io che è “buona la prima”, cioè la viva voce originale di Gale Ann Hurd (lei e Jim, tra l’altro, avevano visto davvero lontano decidendo di rimanersene fuori dall’universo alieno)… quale fantascientifico avvenire si prospettava allora, quando faceva ancora coppia fissa con Cameron! Chissà che in futuro non si venga a scoprire qualcosa di più su quel loro secondo progetto mai partito…

    Piace a 1 persona

    • E’ stata una folgorazione scoprire che Jim ha messo le sue mani piene di dita anche su “Alien Nation”, malgrado non venga attestato da nessuna parte se non in questa intervista. Avendo il film in VHS e DVD, oltre alla storica novelization di Foster, mi sa che sposto tutto vicino alla collezione aliena 😛

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