[2014] Cofanetto: Alien Anthology (Blu-ray)

Cofanetto in
versione standard

Ricordo ancora quando la trasmissione radiofonica “2024” (Radio24) presentò – credo in diretta ma potrei sbagliare – la convention americana in cui in pratica si decise il vincitore di una curiosa “battaglia tecnologica” in cui in realtà a perdere siamo stati noi consumatori. Seguii dall’ufficio quella trasmissione, all’incirca nel 2006, con un lettore mp3 pen-drive con radio incorporata: un affarino che avrebbe velocemente perso la sua battaglia con l’iPod e i suoi fratelli.

Quel giorno si vaticinò che il Blu-ray sarebbe stato il nuovo formato dell’home video, contro l’HD-DVD, che infatti di lì a poco scomparve nel nulla. In Italia il DVD aveva all’incirca sei anni di vita – contro i quasi venti del VHS – e già era dato per spacciato. Il Blu-ray avrebbe vinto tutto perché aveva una capacità stratosferica, c’entravano intere filmografie, e per i contenuti speciali… uh, tenetevi forte perché passerete il resto della vita a guardare i “dietro le quinte” dei film che un Blu-ray può contenere.
Tutte chiacchiere, sciolte come neve al sole nel giro di pochissimo tempo.

Cofanetto con
fumetto e cartoline

Ciò che ha reso il Blu-ray morto nella culla è lungo da dire, chi l’ha progettato avrebbe dovuto studiarsi il successo delle VHS prima di pensare a inventare qualcosa di nuovo, ma il crimine di cui accuso maggiormente questo ingrato formato è il contenere meno materiale di un DVD.
Nel 2001 ho comprato i miei primi DVD di grandi film – prima bazzicavo solo filmetti di genere – e avevano almeno cinque lingue e secchiate di speciali. Nel 2014 il cofanetto Blu-Ray Alien Anthology ha due lingue, italiano e inglese, e un cazzo di niente come contenuto speciale. Però i film si vedono ad altissima definizione… se io avessi i soldi per permettermi un impianto home theater in grado di mostrare la differenza. Infatti i film di Alien me li rivedo sempre in DVD…

Malgrado le tante e variopinte edizioni in cofanetto che girano, va sottolineato chiaramente una notizia che dev’essere ben chiara a tutti i collezionisti: esiste una, ed una sola edizione Blu-ray dei quattro film di Alien. E quando dico una, intendo una: la Fox Video si limita a cambiare custodia ed immagine di copertina, ma il disco all’interno di TUTTI i cofanetti è SEMPRE lo stesso. Se provate – come ho fatto io – a mettere il Blu-ray singolo di Alien nel lettore e subito dopo ad infilarci il disco del film da Alien Anthology, il lettore vi chiederà: “Ripartire dall’ultima posizione?” Il disco, ripeto, è uno ed uno solo.

Questo cofanetto dunque contiene i quattro dischi dei quattro film alieni nella loro “formazione classica” sin dal 2003: il film in versione cinematografica e quello in versione Director’s Cut.
Come unico contenuto speciale c’è l’audio-commento del regista e degli attori, ammucchiate di gente senza alcuna possibilità di capire chi stia parlando.
Possibile che un disco dalla capienza sterminata non avesse altro spazio per qualcosina in più? Che so, il trailer, una galleria di immagini, roba che anche i DVD pezzenti hanno, ma che evidentemente il “formato del futuro” non è in grado di affrontare.

Contenuto aggiuntivo di certe edizioni di “Alien Anthology”

Il cofanetto Alien Anthology esiste in due versioni, distinguibili solamente dalla presenza in una del fumetto Alien: The Illustrated Story (1979), novelization del film Alien in versione “tascabile” nella ristampa Titan Books, e la confezione “Alien Art Cards“: otto cartoline rappresentanti i celebri disegni di H.R. Giger per la pre-produzione di Alien. Proprio quelli che trovate tranquillamente su Google.
Se il venditore non specifica la presenza di questo materiale aggiuntivo al cofanetto, non c’è modo di capirlo dalla copertina. Io l’ho scoperto per caso: comprato su Amazon il cofanetto normale, in un negozio dell’usato ho trovato il cofanetto “più cicciotto”, palesemente più “rigonfio” per via del fumetto in più.

Gli splendidi disegni di Walt Simonson ci perdono, in versione mini-pocket

Per fortuna Alien Anthology nella sua pezzenteria costa poco – sui 13 euro o qualcosa del genere – quindi è buono per chi voglia recuperare i quattro Blu-ray dei film a basso prezzo, ma a meno che non siate un collezionista malato come me non c’è motivo per prenderlo in considerazione.

L.

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21 pensieri su “[2014] Cofanetto: Alien Anthology (Blu-ray)

  1. Sulla sciatteria degli Extra presenti sui Blu-Ray dipende dagli editori e concordo con te che spesso lasciano a desiderare. Sembrano un po’ buttati lì a fare numero. Dopo la. visione del film, sopratutto se mi è piaciuto, indugio negli Extra per fissare meglio certi particolari o scelte di regia, fotografia o sceneggiatura. Posso dire che in alcuni casi passo più tempo con gli Extra che con il film.
    In merito al Blue-Ray come nuovo supporto ottico però non concordo: grazie alla sua capacità di dati posso godermi in Full HD o 4K l’immagine senza artefatti causati dalla necessaria compressione su un DVD. Su un CRT non noti le differenze ma prova a vederlo un un LCD Full HD o su un recente 4K e tutte le magagne della compressione video saltano fuori.
    Inoltre il Blue-Ray permette di godere di una traccia audio “lossless” cioè non compressa. Le tracce audio su DVD anche in Dolby Digital e DTS sono dati audio compressi.
    Sul Blu-Ray leggi sigle come DTS True HD o Dolby Atmos che invece rendono un suono comparabile a quello di una sala cinematografica di livello.
    Occupano però parecchio spazio ed è questo il motivo del minore numero di lingue disponibili. Certo se non utilizzi un impianto home theatre non te ne accorgi, ma sono scelte personali.
    Ci sono magagne anche sul lato audio perché gli editori spesso utilizzano per l’italiano tracce Dolby e DTS non True HD, mentre in inglese è sempre adottato il formato “lossless”. C’è una bella differenza per le orecchie!
    La vera morte del Bli-Ray è stata causata dalla distribuzione digitale illegale è legale e poi dai servizi di streaming. A chi interessa oggi acquistare un film che vedrà una volta quando ha un’offerta enorme al costo di un film al mese?
    Aggiungi il prezzo scandaloso delle novità in 4K (ingiustificato perché il supporto è identico e la stampa costa uguale) e hai messo una croce sul disco blu, che è diventato solo oggetto “per collezionisti” (da spennare)

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    • Sono tutti vantaggi indiscutibili, ma il problema è che sono diretti esclusivamente a quei pochi appassionati che 1) sanno apprezzarli e 2) hanno i soldi per permettersi un televisore adatto per il video e un impianto home theatre adatto per l’audio.
      Non ci sarebbe nulla di male in una divisione fra “ricchi e poveri” – chi non può permettersi tutto quell’armamentario, si prende un DVD e via, che tanto siamo cresciuti coi film visti nella nebbia della grana grossa e se era bello non contava nulla! – ma il problema è che non ci sono così tanti “ricchi” che spendono in queste cose, quindi poi i produttori non possono dare la colpa ai film illegali o alle piattaforme: chi si vede i film pirata girati al cinema non sarà mai loro cliente, cioè non spenderà mai così tanti soldi per un numero di film in altissima risoluzione capace di mantenere in vita il mercato.
      Inoltre puntare tutto sulla qualità tecnica ha fato sì che oggi mediamente il pubblico è anestetizzato: i film durano un’ora e poi scompaiono per sempre, che senso ha conservarli? Conservare cosa? Quale film? Oggi ho dovuto spiegare che nel 2011 è uscito il remake di “Conan il barbaro” e nessuno mi credeva: è colpa della pirateria o del cinema che fa prodotti di merda venduti male?
      Se non c’è memoria, non c’è conservazione: noi avevamo case piene di cassette che si vedevano da schifo, spesso registrate da TV o copiate da videoteca con una qualità che oggi sarebbe chiamata “impossibile da distinguere ad occhio umano”, ma amavamo così tanto quei film che avremmo fatto di tutto per conservarli. Poi certo che può scattare la botta di matto, come io che ho pagato quasi il doppio per “Quel che resta del giorno” in edizione Widescreen, formato che all’epoca cominciava ad essere usato anche per le VHS, ma non l’ho fatto per la qualità tecnica, bensì perché era un film che amavo. Le altre 600 cassette di casa non erano in Widescreen, ma amavo lo stesso quei film.
      Quanti oggi “amano” un film? Davvero pochi per costruirci un mercato, e con la crisi scoppiata proprio all’uscita di questo formato – che è costato una ventina d’euro per anni, e che solo ora che non lo compra nessuno si è abbassato di prezzo – è davvero un’invenzione tecnologica che mi ricorda più i Laserdisc o i CD-i. Roba per pochissimi collezionisti danarosi o comunque disposti a spendere tanti soldi per un film solo, tutta roba lontana dal boom delle VHS e dai DVD, roba proletaria per tutti.
      (Infatti le scene tagliate di “Aliens” sono disponibili in home video dal 1991 ma solo su Laserdisc venduto esclusivamente negli Stati Uniti: non stupisce che a parte voci e leggende, siano diventate note solo nel 1999 con l’uscita dell’edizione DVD proletaria!)

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      • E c’è da considerare che, molto spesso, quelli che saprebbero e vorrebbero apprezzare appieno -da amanti del cinema e non solo della semplice tecnica- tutti i vantaggi di cui sopra finiscono poi per essere gli stessi privi di disponibilità economiche tali da poter adeguare a sufficienza video e impianto home theatre mentre, viceversa, sulla certezza di un’autentica passione cinefila da parte di chi può permettersi il top del top io non metterei ogni volta la mano sul fuoco (ammesso che, in qualità di “ricchi”, acquistino sempre regolarmente senza mai andare alla ricerca di versioni rippate)…

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      • Il Blu-ray è una scelta in più, per chi può apprezzarne la qualità audio e video, è giusto che ci sia, però l’hanno presentato come il grande formato che avrebbe rimpiazzato i DVD come questi hanno rimpiazzato le VHS, e così non è stato né c’era alcuna premessa per esserlo. Avere un miliardo di giga di spazio e metterci un film e basta è davvero uno spreco imperdonabile.
        Nel 2001 circa ho comprato il DVD di “La Cosa” di Carpenter, in cinque lingue, un documentario di un’ora e secchiate di altri contenuti. Oggi c’è il Blu-ray con le stesse identiche caratteristiche: perché dovrei comprarlo? Ho una piccola TV pagata d’occasione e nessun impianto stereo: il mio DVD del 2001 si vede perfettamente e mi soddisfa a pieno: il Blu-ray possono tenerselo. Avessero usato quello spazio per altri contenuti speciali, sarei stato il primo a comprarlo… Ah, e perché il Blu-ray de “La Cosa” ha così tante lingue e speciali mentre i Blu-ray di Alien non hanno manco il trailer?

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      • Eh, questi son misteri più insondabili degli spazi profondi! Tornando al nuovo supporto (tecnicamente i vantaggi ci sono, eccome, ma non è mai stato questo il vero punto) che avrebbe dovuto rimpiazzare del tutto il precedente, cosa si pretendeva esattamente da noi tutti? Forse che ricomprassimo in Blu-ray un’intera collezione di titoli in DVD costata tempo, scelte mirate e, soprattutto, soldi? Perché allora questa opzione sì che avrebbe realmente garantito il sorpasso definitivo, ma spero che nessuno sano di mente l’abbia mai considerata nemmeno per un momento fattibile su larga scala! Per umano rispetto, tacciamo poi riguardo a tutti quelli che, legittimamente, si erano avventurati nell’ottimo -ma già segnato dal destino- HD-DVD…
        Ah, e posso testimoniare quanto bene si veda il DVD di “La Cosa”, avendolo pure io (tv Full HD di medio “polliciaggio” preso usato a sostituzione del povero CRT schiattato dopo circa vent’anni di onorato servizio, al quale per i DVD tengo collegato un buon lettore capace di upscaling di qualità accettabile, insieme ad una soundbar multicanale comprata in una di quelle occasioni “fuori tutto a metà prezzo/sconti pazzi/ecc.ecc.) 😉
        P.S. A proposito di HD-DVD, tempo fa sono riuscito a trovare “La Cosa” pure in questa versione (ovviamente un eccellente rip di grandi dimensioni con codec VC-1, dato che lettori appositi e relativo supporto sono ormai scomparsi da anni)… 😉

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      • Ah, ma allora ambisci ad avere tutte le edizioni de “La Cosa”: ad aver conservato l’edizione d’annata con la scritta in italiano sarebbe un bel colpo ^_^
        La fine del VHS dopo così tanti anni di onorata carriera, in favore di un formato dalle prestazioni mille volte superiori sia in video che in audio che in conservabilità, è stato un passaggio di un’evoluzione chiara: rispettando quella legge (di cui non ricordo il nome) il progresso tecnologico avrebbe compiuto passi sempre più veloci, quindi il prossimo passo sarebbe arrivato presto. Ma il Blu-ray non è stato il “passo successivo”, sebbene le premesse fossero identiche.
        Le prime VHS e i primi DVD costavano un boato, ma poi hanno preso piede e più si abbassavano i prezzi più vendevano. Il Blu-ray ha provato lo stesso identico percorso, ma il prezzo non si è abbassato per anni, temo perché nessuno ormai era disposto a spendere così tanto per un film. C’era già forte la crisi del cinema, con le sale vuote e i locali che chiudevano: chi non è disposto a spendere 7 euro per un film su grande schermo, perché dovrebbe spenderne 25 o 20 per lo stesso film ma su schermo piccolo?
        L’affiancamento di VHS e DVD è durato qualche anno (ad occhio, almeno in Italia, dal 1999 al 2004 o 2005) mentre ormai da dieci anni il Blu-ray è un “di più”, che è giusto che ci sia – sono sempre a favore della possibilità di scelta del consumatore – ma ogni speranza di sostituzione è chiaramente svanita.
        Un’ultima parola poi va detta per il caso italiano, dove la distribuzione in home video è una barzelletta. Spulciando l’Amazon tedesco ho scoperto che ci sono film in Blu-ray che da noi non esistono neanche in DVD e se li vuoi vedere devi trovare su eBay le VHS del 1990! Come detto più volte sul Zinefilo, esistono edizioni Blu-ray americane o giapponesi di film italiani da noi introvabili al di fuori del circuito illegale: ovvio che un sistema gestito male, diretto a persone che ormai palesemente non anno alcun interesse a conservare film, in un’epoca in cui raramente un film merita di essere conservato, il Blu-ray non potrà neanche assomigliare lontanamente al DVD e al suo successo. Per tacere del successo del VHS, qualitativamente primitivo rispetto ai due ma la cui penetrazione nell’ambito popolare andrebbe studiata a scuola per la sua portata stratosferica. (E ovviamente, da bravi italiani piazzaloretisti, abbiamo immediatamente rinnegato ciò che abbiamo venerato per vent’anni…)

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      • Ah, nel piazzaloretismo non ci smentiamo mai: ancora ricordo i forum specializzati dove utenti abituali, accaniti fruitori/sostenitori/recensori di DVD, si trasformavano all’improvviso in sarcastici e sprezzanti denigratori degli stessi al suono di irritanti commenti tipo “Va bene tutto, basta che non sia un DVD! AH AH AH!”, “Un DVD upscalato non è paragonabile nemmeno al più infimo Blu-ray”, “Io mi vedo i film in qualità audio/video eccezionale, mentre voi vi accontentate!” (dove il voi era rivolto ai “pezzenti” che osavano far notare quanto il disco blu fosse ben lontano dall’essere una rivoluzione epocale quanto il suo predecessore, tutt’altro che morto come gli arroganti neo-blu-entusiasti avrebbero voluto far credere), ecc. ecc.
        P.S. Su un (molto) vecchio numero di Film TV un lettore dichiarò la propria contrarietà al DVD con un “Ebbene sì, preferisco il VHS!”, al che il pacato ed esperto recensore gli fece educatamente notare quanto inutile fosse la sua difesa soggettiva dell’analogico, di fronte all’oggettivo salto di qualità rappresentato dal nuovo supporto digitale 😉

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      • Ah, i forum specializzati… I giovani d’oggi con il loro facebook sono dei principianti: nei forum sì che ci si menava di brutto 😀 L’odio e il disprezzo che girava da quelle parti travalicava spesso i confini dell’umano…
        Ognuno ha avuto esperienze personali che lo portano a preferire un formato invece di un altro, ma rimangono appunto esperienze personali. In uno di quei forum (nei primi anni Duemila) ricordo che un tizio diceva che tutti i DVD presentano qualità alta del riversamento e tanti speciali, perché ovviamente bazzicava solo film di serie A e blockbuster di grande richiamo: cercai di spiegare la giungla di filmacci semplicemente riversati da cassetta che esisteva ai margini dell’oasi dei filmoni di serie A, con DVD con unico contenuto speciale “accesso diretto alle scene”, ma non ci sono riuscito.
        Potrei tirare fuori la mia sensazione personale, che le VHS avevano un controllo del film impensabile sul lettore DVD, dove se devi tornare indietro di un secondo è meglio che ti passi la voglia (mentre col telecomando in mano ero padrone di ogni scena su nastro!) ma ovviamente non dimentico la voglia che per anni ho avuto di vedere un film senza nebbia, senza grana, senza scariche elettrostatiche, senza salti del nastro, e magari addirittura nel formato originale. (Gli estimatori di Alien dovrebbero sapere che noi all’epoca abbiamo visto un film totalmente diverso, fatto di inquadrature che non si sa cosa inquadrassero semplicemente perché il 4:3 tagliato da 16:9 lasciava fuori gran parte dell’oggetto dell’inquadratura!)
        Per finire, a parte l’universo alieno, quando mi capitano Blu-ray a due spicci ne approfitto, se ci sono speciali, audiocommentari e dietro le quinte, ma la farraginosità del software (sia su lettore che su PC) me lo rende davvero un formato scomodo, non avendo alcuno strumento per gustarne le particolarità tecniche.

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      • Sul discorso “ricchi vs poveri” non concordo. Il mio primo home theatre costava una cifra abbordabile è inferiore a quanto costa oggi uno smartphone di fascia medio-bassa. Altrettanto oggi per iniziare un home theatre “consumer” ha un prezzo di uno smartphone medio. Sicuramente il “purista” del suono inorridirebbe ma la resa audio è migliore delle casse di una TV e ci si può godere l’effetto “spaziale”. Una TV Full HD ormai è nelle case di tutti. Il lettore Blu-Ray ha un prezzo di 70 euro, ma se si ha una PlayStation 3 o 4 già ce l’hai.
        Insomma è una questione di scelte: c’è molta più gente che spende per uno smartphone anche di più. Non è che senza non puoi stare, ma non è nemmeno una scelta per “pochi ricchi”, almeno se vuoi iniziare e anche a livello medio “consumer” il prezzo di un sistema home theatre non arriva a cifre folli di uno smartphone di ultima generazione.

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      • Per carità, conosco così tante persone con in tasca un iPhone da mille euro che mi fa specie siano poi le stesse che parlano di “crisi”, ma questo non vuol dire che un prodotto da mille euro sia per tutti. Anche in quel caso si parla di qualità superiore e di grandi prestazioni, ma è plausibile pensare che lo smartphone da 100 euro sia più venduto fra chi non può permettersi investimenti superiori in tecnologia, o semplicemente non abbia voglia di farlo.
        Nel 2000 ho speso quattro milioni di lire (a rate) per acquistare un DVD Recorder della Philips, unico modello in Italia, così da registrare su supporto digitale quando ancora i film in DVD nei nostri negozi si contavano in qualche decina: non ho nulla contro l’investire in qualcosa, quando hai la passione, ma non è che puoi pretendere che tutti siano disposti a fare le stesse scelte. Io non spenderei mai un euro in una vacanza e altri non spenderebbero mai un euro in un film da conservare in casa, ecco perché il Blu-ray rimane un prodotto per puristi e collezionisti che siano disposti a spendere soldi per un prodotto non di largo consumo.
        Il DVD qualsiasi, preso a tre euro su bancarella, lo può vedere chiunque, anche chi come me non ha più alcun impianto audio e non dà più alcuna importanza all’aspetto tecnico di un film: ecco perché dico che il DVD è proletario mentre il Blu-ray è per chi è disposto ad investire.
        Se facessi altre scelte economiche magari potrei permettermi il caviale, ma questo non lo renderebbe accessibile a tutti come pane e salame.

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      • Il dvd a 3 euro è una gran cosa, così come ho trovato blu-Ray a 5 euro.
        Ho acquistato tanti DVD e una certa catena ormai scomparsa mi vedeva spesso vagare per i suoi scaffali alla ricerca dell’offerta alla quale “non puoi dire di no”. Ho speso decisamente di più per un DVD: Monsters & Co. per la folle cifra di 30.000 lire, che non rimpiango perché ho consumato entrambi i dischi (film ed Extra). Per un blu-ray in media 7-8 euro.
        Il discorso che fai sul “largo consumo” se lo applichi quando esisteva il DVD esclusivamente funziona esattamente nello stesso modo. Il DVD aveva gli stessi prezzi di un Blu-Ray. Oggi è come dici tu, ma grazie all’avvento del Blu-Ray, che è diventato ormai un prodotto per appassionati con l’offerta di Netflix e compagni.
        Il passaggio da VHS a DVD è stato epocale sia per qualità, durata (il VHS si smagnetizzava e si vedeva male dopo un paio di visioni) e versatilità. Ci hanno “spennato” come si deve. Oggi hai l’alternativa del digitale e dei servizi di streaming a pagamento, concorrenza spietata al Blu-Ray. VHS e DVD non hanno mai avuto una “concorrenza” così forte come valore e comodità. È il passaggio che ha investito molto prima il mercato musicale. Le novità dei Cd audio costano ancora 12 euro: nel 1986 quando i miei genitori regalarono a mio fratello e me un lettore CD, Born in the USA che acquistammo in quell’occasione costo’ esattamente lo stesso prezzo: 25.000 lire, davvero poco “popolare”.
        È una naturale evoluzione del mercato che le aziende sfruttano per tenere alti i profitti.
        Insomma io benedico il DVD, ma non tornerei indietro: il Blu-Ray è un deciso passo in avanti sia per qualità video sia audio a un prezzo decente.
        Forse non mi sono spiegato bene in merito ai prezzi di un home theatre: non occorre spendere 1000 euro, ne basta meno di un terzo. Sony BDVE2100 è un sistema entry level con 5 casse, su woofer e anche lettore Blu-Ray a 250 euro; Samsung HT-Z220 con lettore DVD incluso a circa 200 euro. Marche più specializzate come Onkyo offrono amplificatore True Surround e output 4K a meno di 500 euro.

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      • Sì, non è questione di prezzi: se solamente un numero ristretto di appassionati è disposto a spendere per un impianto che permetta di vedere al meglio il Blu-ray, automaticamente il Blu-ray è un prodotto di lusso, non perché abbia chissà che puzza sotto il naso, ma semplicemente perché si rivolge ad un pubblico ormai diverso, che non è più minimamente interessato alla conservazione com’eravamo noi, per cui il passaggio dall’analogico al digitale è stato epocale. I CD a 25 mila lire erano una botta ma in famiglia li abbiamo consumati a forza di sentirli, invece di dover subire le musicassette che si rovinavano e poteva capitare che distorcessero il suono, per non parlare di quanti smadonnamenti calavano sugli LP 😛
        Chi si abbona ai servizi streaming non ha alcun interesse nella conservazione o anche solo nel cinema, visto che sono una giungla inestricabile studiata a tavolino per dare il peggio (tipo mettere il terzo episodio di una serie ma non i primi due titoli!): tutto quel pubblico, ed è grande, non è minimamente interessato all’home video e quindi DVD e Blu-Ray sono parole prive di senso: eppure ogni mese escono secchiate di DVD e tanti Blu-ray, segno che qualcuno è rimasto. Golem, Butterfly, A&R Productions sono case lodevoli che stanno recuperando film d’annata mai apparsi in home video, titoli perduti e riportati in DVD: se lo fanno da anni, ogni mese, evidentemente c’è un numero sufficiente di appassionati che all’alta fedeltà audio-video preferisce vedere per la prima volta in sessant’anni un film che nessun italiano ha potuto vedere dall’uscita in sala.
        Dal mio punto di vista chi è rimasto è appassionato di cinema e quindi se potesse scegliere fra un video che pesa mille miliardi di giga o un normalissimo film ma con una valanga di speciali (o addirittura il doppiaggio italiano d’epoca, come offrono le case citate) opterebbe per la seconda opzione, ma ovviamente è solo la mia personale opinione.

        Però, tornando a bomba e come dicevo a Giuseppe, perché il Blu-ray de “La cosa” è identico al DVD che ho comprato nel 2001 – cinque lingue, un documentario di un’ora e secchiate di speciali – mentre altri Blu-ray non hanno una mazza di niente? Forse il problema non è il peso del video, ma esattamente come per i DVD ci sono case che investono e case pezzenti che non ti danno niente. La mia obiezione è che hanno inventato un serbatoio da mille litri e ce ne mettono dentro dieci: non è un progresso, è una fregatura, visto che per i soldi che chiedono potrebbero pure fare il pieno!
        Poi sta a me scegliere se non mi frega niente degli speciali e prendere l’edizione “basica”, mentre per esempio la Fox ti vende un cofanetto di Alien che è l’apoteosi del pezzentume e poi in edizione limitata la versione con tre dischi in più, con all’interno paro paro il cofanetto DVD del 2003, con la stessa qualità. Non è progresso, è una fregatura, perché dieci anni dopo quel mitico cofanetto è scomparso: progresso sarebbe stato ricrearlo identico ma con i film in alta qualità, allora sì che sarebbe stata un’evoluzione.
        Se le case vendessero un Blu-ray “pieno”, con dieci film e dieci ore di speciali al prezzo di un film, allora sì che parleremmo di un vero progresso e potrebbero addirittura far concorrenza allo streaming.

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  4. Nelle varie edizioni dell’Anthology volevo ricordarti quella col cofanetto “uovo” (che esteticamente è una spanna sopra a quelle di cartone). Al suo interno, stessa roba che hai citato in questo post, ma almeno in più ha che l’uovo si illumina 🙂

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  5. Ce l’ho assieme alle altre edizioni. Malato di collezionismo non potevo farne a meno.
    Così come il testone con tutti i DVD che campeggia sulle mie librerie. (Tra l’altro volevo segnalartelo per ricordartelo, ma non sapevo in che pagina farlo).

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  6. ciao, ho riguardato il primo film (scaricato dal mulo) e ho notato che il doppiaggio e’ “raipli” … non ricordavo sta cosa. poi ho messo l’audio originale e in effetti la pronuncia e’ “ripli” … sai il perche’ di questa storpiatura e sai se ci sono versioni dvd dove viene chiamata come si deve o ho beccato io un audio fasullo? grazie per le info

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    • Purtroppo il primo film appartiene ad un periodo, gli anni Settanta, in cui il doppiaggio italiano si prendeva molte più licenze di quanto il buon gusto gli consentirebbe: i direttori del doppiaggio avevano le loro idee, sia sulla pronuncia che sulla dizione che sull’accento, e godendo di totale impunità prendevano decisioni altamente discutibili. Dall’Esorcista a Star Wars a Solaris, sono tanti i film dell’epoca il cui doppiaggio è molto più “licenzioso” del dovuto.
      Dell’universo alieno non frega niente a nessuno, men che meno alla Fox, che addirittura “toglie” doppiaggi invece di aggiungerne. (L’edizione Blu-ray di “Aliens” non fa che perdersi per strada brani di doppiaggio italiano per via del demenziale sistema di inserire le scene tagliate.) I pirati fanno lavori decisamente migliori: perché la Fox non ingaggia i pirati per curare le proprie edizioni home video? 😛
      A parte poche parole doppiate per la versione estesa (dove non mi sembra ci siano nomi) il doppiaggio del primo “Alien” è sempre quello. Dovrei rinfrescarmi la memoria ma pure il nome Kane aveva dei problemi.
      Uniformare non è mai interessato alle case, costa troppo e sono “robe da fan”, di quelle che ai fan stessi non importano, cioè non spendono soldi per premiarle. Prova ne è che tutti i cofanetti Blu-ray dell’universo alieno non fanno che ripetere la stessa identica edizione di custodia in custodia: la Fox si limita a cambiare locandina per rivendersi le stesse cose anno dopo anno. Pensa quanto gliene può fregare della pronuncia italiana di Ripley 😀

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