[2014-10] Aliens Reunion su “Rue Morgue” 149

Traduco questo breve articolo apparso sulla rivista specialistica “Rue Morgue” numero 149 (ottobre 2014), interamente dedicato ad H.R. Giger.

Non manca a sorpresa una breve intervista cumulativa al cast di Aliens (1986), riunito al Calgary Comic and Entertainment Expo.


Ritorno ae Hadley’s Hope

di Last Chance Lance

da “Rue Morgue”
numero 149 (ottobre 2014)

Quest’anno il Calgary Comic and Entertainment Expo ha ospitato la riunione del cast
del film che presenta le creature di H.R. Giger al loro massimo terrore.
Ecco alcuni estratti da “Aliens Expo(sed)”

Sono passati 28 anni da quando l’equipaggio della USS Sulaco ha messo piede sul pianeta LV-426 per investigare sulla presunta scomparsa di segnali dalla colonia di ricerca e terraformazione Hadley’s Hope. Dopo aver scoperto l’invasione aliena, doveva essere una semplice caccia all’insetto, ma ben presto è diventata una lotta per la vita contro un’armata di creature orribili con pelle rinforzata ed acido al posto del sangue.

Non capita spesso che un sequel sorpassi l’originale al botteghino, ma il successo del 1986 di James Cameron ci è riuscito. Sebbene l’Alien di Ridley Scott abbia impostato la qualità del genere fanta-horror a seguire, in qualche modo Cameron ha alzato l’asticella fino a portarla in orbita.

Lo scorso aprile il Calgary Comic and Entertainment Expo ha riunito il cast di Aliens per la prima volta dalla presentazione del film, ed ha partecipato ad una sessione di domande e risposte curata da Garrett Wang di “Star Trek Voyager”. “Rue Morgue” era lì e ha preso alcuni estratti dei ricordi condivisi dagli attori.

Michael Biehn (Hicks)

Non sono mai stato intimidito [da James Cameron]… Il peggio per me è stato quella volta in cui appena finita una scena Jim mi ha guardato e ha detto: «È esattamente ciò che non voglio», e io ho risposto: «Va bene, stronzo, dammi una frase da dire e la farò in quel modo. So che sai fare il lavoro di tutti sul set, meglio di tutti, non sai anche recitare!»

Jenette Goldstein (Vasquez)

Era il mio primo film ed ero un po’ nervosa. Parlando [con James Cameron] di ciò che volevo per il mio personaggio lui ha detto qualcosa del tipo: «Ce l’hai, non ti preoccupare: ho fiducia in te», e quello ha significato tutto per me.

Carrie Henn (Newt)

L’unica cosa un po’ traumatica è stata la bava. Non solo sul set, ma anche in seguito. James Cameron ci offrì una stanza in un vicino hotel così potevo andare a pulirmi e a farmi una doccia, e mia madre era tutta “No, no, no, non agitarti, andiamo subito a lavarci”. E dal set andavamo di corsa in hotel mentre io indossavo ancora il mio costume ricoperto di bava: ci volevano sulle quattro ore per togliermelo dai capelli!

Lance Henriksen (Bishop)

Ero così nervoso di partecipare ad Aliens che ho esagerato nella preparazione. Ho speso i miei ultimi soldi in alcune lenti a contatto che creavano due pupille in ogni occhio, e dissi: «Jim, ho avuto questa idea che quando Bishop si mette in allarme gli appaiono due pupille in ogni occhio… e lui vede la merda che sta arrivando». E lui mi rispose: «Va bene, Lance, proviamo». Facemmo la scena in cui disseziono il facehugger e mi volto a guardare il tizio, avendo due pupille in ogni occhio. E Jim disse: «Lance, non va bene: metti più paura tu dell’alieno!»

Bill Paxton (Hudson)

L’APC aveva questa specie di barre che scendevano e ti bloccavamo, e Jim sedeva dove doveva essere Sigourney Weaver e qualcosa cadde, colpendolo in testa: una fontana di sangue, dovettero mettergli dodici punti. E mentre lo ricucivano, lui continuava a dirigere. È cresciuto giocando ad hockey, quindi quello non era gran che per lui.

Paul Reiser (Burke)

Ero geloso [del resto del cast] perché sono stati insieme per un paio di settimane ed avevano tutti questi giocattoli divertenti: pistole, munizioni e via dicendo. Io avevo un quaderno e una matita.

Mark Rolston (Drake)

C’era sempre una tensione sessuale tra Vasquez e Drake, perché Vasquez era bollente!

Ricco Ross (Ross)

Credo che uno dei momenti più divertenti e memorabili che io ricordi è stato quando stavamo uscendo dall’APC e chiesti a Jim se voleva che mi girassi a destra o a sinistra. Lui mi guardò e disse: «Sì».

Sigourney Weaver (Ripley)

Ero molto sensibile alla questione del controllo delle armi e non sapevo come Cameron volesse impostare il film. Era davvero ad alta potenza di fuoco: ogni tipo di armi che potete immaginare, alcune addirittura disegnate da lui. E il mio momento preferito… è stato quando ho dovuto sparare con la mitragliatrice senza pallottole agli stuntmen vestiti da alieni, ho dovuto dare fuoco a manichini e sparare con il bazooka ad altra roba. Si fidavano completamente di me, ed io avrei potuto uccidere qualcuno!


L.

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