La Storia di Alien 0. Introduzione

Il mio lettore Misterzoro mi ha stuzzicato, e io so resistere a tutto… tranne che alle tentazioni.
Nell’anno in cui si festeggia il quarantennale di Alien (1979-2019) ho cominciato a raccogliere materiale per un saggio in eBook che ne raccontasse la storia in modo diverso dal solito, parlando di argomenti che non vengono mai presi in considerazione. Ma il pubblico degli eBook e dei saggi di cinema – semmai esiste! – in generale non è interessato e sarebbe stata tutta fatica sprecata. Però quando è arrivata questa constatazione ormai avevo scritto parecchio materiale: che fare?

Ovvio: lo condivido con il popolo della Rete, l’unico che sia davvero curioso! Ecco dunque a puntate quello che è nato come un libro su Alien.


Introduzione

Chi mi credo di essere per promettere una storia come nessuno l’ha mai raccontata?

Su Alien esistono quarant’anni di leggende e mitologie, aneddoti e voci di corridoio, tutto accomunato dallo stesso problema: le fonti. In Internet potete trovare fiumi di racconti sul film, su ogni aspetto della sua lavorazione ed aneddoti a pioggia, ma quasi mai troverete la fonte da cui quelle informazioni traggono origine: purtroppo, spesso sono dicerie ripetute fino a diventare aneddoto. Quand’anche fossero vere, sono indimostrabili e quindi semplice pettegolezzo.

Per questo saggio ho ignorato qualsiasi informazione priva di fonte, qualsiasi “sentito dire” o pettegolezzo: i trivia di IMDb – le brevi curiosità che l’Internet Movie Database è sempre prodigo a dispensare – non trovano ospitalità in questo viaggio, semplicemente perché sono informazioni di cui si ignora la fonte: che sicurezza abbiamo che non se le sia inventate qualche fan troppo solerte?

Per assicurarvi che quanto scritto non siano mie opinioni, mie elucubrazioni o raccolte di fan facts – aneddoti che i fan adorano raccontarsi senza però starsi a chiedere se siano veri – alla fine di ogni capitolo c’è la voce “Fonti” dove riporto i testi da cui ho tratto le informazioni appena presentate: dove invece non esistono fonti e mi lancio in ipotesi, è sempre ben specificato che si tratta appunto di miei ipotesi, anche se si basano su fatti documentati.

Non è mio interesse alimentare leggende su un film che non ne ha bisogno: quello che mi preme è al contrario portare un po’ di documentazione nel mare di miti in cui Alien rischia di annegare.

I testi riportati in citazione sono da intendersi come tradotti da me: quando ho utilizzato testi già usciti in italiano, il traduttore è sempre specificato.


Prologo

Una tempestosa notte degli anni Quaranta. Il mondo è in guerra, morte e distruzione ovunque, e un bombardiere B-17 sta tornando alla base dopo aver distribuito la sua spietata razione di bombe sulla città di Tokyo. Il clima lo accompagna con pioggia sferzante e vento forte, per assicurargli un viaggio tutt’altro che riposante.

Gli uomini non vedono l’ora di tornare alla loro base, su un’isola del Pacifico, ma il viaggio verso casa viene interrotto da un problema a bordo: ad un certo punto è chiaro che nel velivolo è entrato qualcosa di vivo, seriamente intenzionato a mettere in pericolo la sopravvivenza dell’equipaggio: una creatura pericolosa che gli uomini dovranno impegnarsi ad espellere dall’aereo, se vogliono tornare vivi a casa.

La forma primigena della Nostromo

Questo appena raccontato è il soggetto di un copione a cui il giovane Dan O’Bannon stava lavorando prima di arenarsi senza sapere più come andare avanti, decidendo poi di infilarlo in un cassetto dove rimarrà per anni. Il titolo scelto è legato alle storie che i soldati della Seconda guerra mondiale raccontavano, soprattutto riguardo ai velivoli: creature che salivano a bordo con l’intento di danneggiare i macchinari tanto da mettere a rischio le vite dell’equipaggio. Il titolo del copione è Gremlins, con un paio di decenni di anticipo sul film omonimo di Joe Dante.

La prima stesura di Alien!!!

Questo progetto mai portato a termine ci presenta subito uno degli “eroi” di questa storia, e la sua innata e forse inconsapevole propensione a lasciarsi ispirare da opere precedenti: il soggetto qui raccontato sembra ricalcare il celebre cartone animato Falling Hare (ottobre 1943) scritto da Warren Foster, in cui un Bugs Bunny in periodo bellico deve occuparsi di un gremlin dispettoso a bordo che vuole sabotargli l’aereo.

Quando i Gremlins diventarono amici

Il filmato d’animazione è distribuito dalla Warner Bros guarda caso lo stesso anno in cui la Random House porta in libreria The Gremlins, racconto illustrato in cui un giovane Roald Dahl scrive per la Walt Disney una storia di creaturine amiche – disegnate identiche al cartone animato con Bugs Bunny – che aiutano i piloti durante le loro missioni di guerra.

I gremlins hanno il vizio di stare in pizzo alle ali…

Giusto per sottolineare come O’Bannon si rifaccia ad una antica tradizione di “idee condivise”, visto che lo stesso 1943 delle due opere citate è lo stesso anno in cui W.E. Woosnam-Jones scrive un racconto sui gremlin e sul numero di ottobre della rivista “Fantastic Adventures” appare il racconto Tink Fights the Gremlins di William P. McGivern. Non bastasse tutto questo, magari nel buttar giù il suo soggetto O’Bannon ha pensato ad Incubo a 6000 metri (Nightmare at 20,000 Feet, 1962), celebre racconto di Richard Matheson portato in TV l’anno successivo con protagonista il giovane William Shatner: tocca a quest’ultimo l’ingrato compito di essere l’unico passeggero di un volo di linea a notare come un gremlin stia manomettendo il velivolo.

«All’improvviso Wilson pensò alla guerra e ai numerosi articoli di giornale che riferivano le presunte “visioni” dei piloti nel cielo. Secondo queste voci esistevano degli esseri misteriosi, abitatori dell’aria, che affliggevano gli aviatori. Il loro nome, rammentò, era gremlin. E se fossero esistiti davvero? E se il vento fosse stato popolato di creature sconosciute, dotate di aspetto umano e, apparentemente, di un certo peso, ma immuni alla gravità?»
(Traduzione di Giuseppe Lippi)

Sì, ai gremlin piace decisamente stare sulle ali!

Chissà se sono state queste parole del 1962 di Richard Matheson ad ispirare il giovane O’Bannon. Perché trasformato l’aereo in astronave, tolto di mezzo il nome “gremlin” ma rimasta la voglia di ispirarsi fortemente ad opere precedenti, ciò che resta del suo soggetto è la base su cui è nata quella costruzione barocca dal nome Alien.

L’idea “riciclata” di O’Bannon… riciclata ancora!

P.S.

Grazie al mio fedele angelo custode Giuseppe scopro che O’Bannon ha riciclato la sua idea primigena per il segmento “B-17” del film d’animazione Heavy Metal (1981), il cui primo doppiaggio italiano è perduto e che è probabilmente più famoso per l’eroina succintamente vestita Taarna, trasformata recentemente in fumetto ma all’epoca diretta da un giovane regista di belle speranze: John Bruno, che – amico personale di James Cameron – vent’anni dopo dirigerà un film Alien-like che vedremo sul Zinefilo martedì 10, all’insegna della Notte Horror 2019.

Puoi girare per l’universo quanto ti pare, ma alla fine torni sempre ad Heavy Metal

(Continua)


Fonti:

  • Ed Sunden II, Alien is here! And screenwriter Dan O’Bannon talks about it, da “Fantastic Films” n. 10 (settembre 1979)
  • The Gremlins. A Royal Air Force Story by Flight Lieutenant Roald Dahl, From the Walt Disney Production, Random House, New York 1943
  • Richard Matheson, Nightmare at 20,000 Feet, racconto apparso originariamente nell’antologia “Alone by Night” (Ballantine Books, gennaio 1962) e più volte ristampato, con varie grafie. In Italia arriva tramite l’antologia monografica “Shock 3” (1966), Oscar Mondadori n. 1777 (luglio 1984), con traduzione di Giuseppe Lippi

L.

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