Addio, Brian Wood

In America sei davvero famoso solo quando ricevi un’accusa di molestie sessuali, ovviamente da qualcuno meno famoso di te. È appena successo a Brian Wood, autore di fumetti accusato in questi giorni da una donna: invitata in un bar, le avrebbe strappato un bacio contro il suo volere e ci avrebbe provato con lei.
Stabilire le responsabilità dello scrittore starà alle autorità competenti, se la donna sporgerà denuncia invece di limitarsi a twittare.

Com’è usanza americana, subito si è fatta terra bruciata e la Dark Horse Comics – per la quale da anni l’autore scriveva (male) – ha già dato fuoco a ogni fumetto con su scritto “Brian Wood”, probabilmente per paura che i genitori seccati impediscano ai propri figli di comprare i fumetti di una casa “che protegge gli stupratori”, o roba simile.
Finora la vittima più eccellente è la tanto (immotivatamente) attesa saga a fumetti “Aliens: Colonial Marines – Rising Threat“, prevista per la seconda metà di settembre e invece pare cancellata dalla Dark Horse.

Qui tocca aprire una parentesi dolorosa, perché gli unici che potrebbero a ragione accusare Wood di molestie sono gli xenomorfi: da tre anni l’autore sta umiliando e svilendo un universo trentennale con le sue storie orrendamente brutte. Dalla seconda metà di Aliens: Defiance (2016) è stata tutta una caduta verticale verso la buffonata imbarazzante, passando per la ridicola Aliens: Resistance ed ora con la buffonesca Aliens: Rescue,  quindi a rischio di sembrare insensibile devo dire che sono liberato che Brian Wood si allontani dall’universo alieno, in cui ha fatto danni che purtroppo reputo irreversibili. Mi spiace solo della modalità con cui questo avviene: avrei preferito che la Dark Horse si fosse resa conto delle porcate che Wood scriveva, invece di aspettare la puntuale accusa di molestie sessuali di turno.

Chi oggi aspettava questa nuova saga a fumetti sui Colonial Marines probabilmente non ha letto nei primi anni Novanta quella già uscita, in dodici deliranti volumi, e magari non ha seguito la lapidazione che è stata fatta ai danni del videogioco Aliens: Colonial Marines (2012): quest’ultimo forse non meritava il mare di melma che gli è stato gettato addosso, mentre la saga Aliens: Colonial Marines (1993) rimane un capolavoro di ignominia.
Brian Wood scrive da schifo dal 2016 e ha portato solo male all’universo alieno: non c’era una sola vaga speranza che questa sua saga sui Colonial Marines potesse essere altro che la solita stupidata buttata via a casaccio, quindi se davvero è stata cancellata dalla Dark Horse non c’è da rattristarsi: con misericordia ci è stato evitato solo del dolore inutile.

Quello che invece c’è da sperare, è che ora a gestire l’universo alieno chiamino, che so, magari qualcuno che sa scrivere. La butto lì così…
O magari, come spero con tutto il cuore, finalmente la Dark Horse lasci morire il marchio e passi “Aliens” e “Predator” a…. non so, magari una casa di fumetti? La butto lì così…

Intanto ecco le splendide copertine di Tristan Jones per questa pallottola schivata.

Cover di Tristan Jones

Cover di Tristan Jones

Cover di Tristan Jones

Cover di Tristan Jones

L.

22 pensieri su “Addio, Brian Wood

  1. Non lo so perché Brian Wood è un nome famoso, nessuno dei suoi fumetti mi ha mai galvanizzato. La Dark Horse lo avrà voluto perché era un grosso nome, ora che invece è famigerato, non lo vuole più. Non capirò mai come uno posso restare senza lavoro per un Tweet, che evidentemente pesa di più di un giudizio in tribunale, sta di fatto che ora dovranno trovare un altro, si spera uno che sappia il fatto suo questa volta. Cheers!

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    • E’ davvero assurdo anche che basti la semplice maleducazione o comunque un comportamento biasimevole a passare per maniaci sessuali, e automaticamente si ha la propria vita distrutta. E senza neanche un’accusa formale a cui ribattere!
      Comunque, al di là delle accuse, a parte il nuovo Robocop Wood non mi sembra abbia azzecato molto, è un mago dell’allungatura di brodo e della chiacchiera vuota. Spero che la Dark Horse chiami stavolta uno bravo a scrivere del povero universo alieno…

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  2. Anche Mr Hankey è stato licenziato dalla città di South Park per dei tweet… Ah, aspetta, quella era la parodia di ciò che sta succedendo nel mondo reale! Gente licenziata per dei tweet di 150 parole! È un mondo strano, però mi piace un sacco che tu veda il lato artisticamente positivo della cosa, cioè che la Dark Horse abbia licenziato un pessimo autore! :–)

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    • Sul sito della Dark Horse (in cui non ho trovato tracce della notizia di Wood) sono scomparse le anteprime dei Colonial Marines ma ci sono ancora gli altri due numeri di Rescue più il TPB, anche perché se non ho capito male fanno da base al romanzo Titan che uscirà a fine ottobre. Poi vedremo che succederà: mi pare strano che tengano inedita una intera saga annunciata con strombazzi e già pronta!
      Ah, grazie per la dritta: mi sono dimenticato di specificare che ho letto da te la notizia ^_^

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  3. Al di là delle accuse, è meglio che la DH si sia sbarazzata di Wood dopo le ultime oscenità.
    Chi lo sa, magari si sono resi conto dell’errore di aver ingaggiato Wood e hanno sfruttato queste accuse per levarselo di torno ahahahah.

    Ad ogni modo, speriamo ora arrivi qualcuno che possa tornare a dare un senso a queste storie. L’idea di Rising Threat era carina, ma sudavo freddo nel vedere il nome di Wood.

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  4. La saga del 1993? Ma pure quella era diventata un capolavoro assoluto se confrontata al Brian Wood alieno di questi tempi… Il suo allontanamento era ormai una necessità fisiologica, anche se sarebbe dovuto succedere per questioni professionali e non “altro”, in effetti 😟

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  5. Purtroppo anche questo è un segno dei tempi, uno ci prova con una in un bar, cosa che è sempre successa, e invece di prendersi uno schiaffo viene denunciato sui social. Non sappiamo “quanto” si siano spinte effettivamente in là le avances, magari ha davvero esagerato, ma ho comunque l’impressione che anche questa vicenda sia figlia del “metoo” e tutta la porcheria che ne è conseguita e che sta rovinando tutto l’ambiente cinematografico e televisivo, con l’inserimento forzato in ogni sceneggiatura di cosiddette “donne forti” (che risultano essere nella stragrande maggioranza dei casi ridicole macchiette) e maschi buoni a nulla.
    Denunciare una molestia sessuale è un conto. Un altro conto è cavalcare coscientemente l’onda del nuovo, becero e dannoso femminismo per vivere qualche istante di notorietà riflessa, denunciando qualsiasi maschio anche solo un po’ famoso che osi provarci con te.

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    • Con il risultato che a forza di gridare al lupo poi le vere vittime di vere molestie sessuali potrebbero finire per rimanere nel “rumore di fondo”.
      Sull’effetto del metoo sulla narrativa popolare c’è solo da far calare il silenzio, con del femminismo da due soldi che si limita a rovinare personaggi e tematiche. Le donne forti nella narrativa di tutti i generi ci sono dagli anni Ottanta, ma una cosa è una sceneggiatura che lo preveda, un’altra è appiccicare a casaccio una tizia solo per lisciarsi il pubblico…

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