[2004-05] AVP su “Fangoria” 232

Traduco questo breve articolo apparso sulla rivista specialistica “Fangoria” numero 232 (maggio 2004), con cui la rubrica “Monster Invasion” presenta in anteprima l’atteso film sul più celebre degli scontri alieni.


Alien vs Predator
La battaglia arriva sulla Terra

di Mark Salisbury

da “Fangoria”
numero 232 (maggio 2004)

Mai mettersi
tra i Predator e la loro preda

Tutto è cominciato nel 1990 con una veloce scena alla fine del Predator 2 di Stephen Hopkins: fra i molti trofei nell’astronave del Predator c’era il teschio di un guerriero alieno. Non serviva altro per far impazzire i fan all’idea che i due mostri più iconici del cinema contemporaneo si affrontassero. Subito la Dark Horse pubblicò il primo di una serie di fumetti di successo della serie Aliens vs Predator [FALSO: è il film a citare il fumetto preesistente, non viceversa. Nota etrusca] un’idea che velocemente ha perso consistenza tra i fan di entrambi i franchise e si è trasformata in una serie di videogiochi. Molti pensarono che una versione filmica fosse l’ovvio passo successivo, visto poi che la Fox era la detentrice di entrambi i diritti. Ahimè, proprio come il recente Freddy vs Jason, il progetto è finito in un inferno produttivo durato decenni, con sceneggiature scritte e scartate a valanga.

Questo finché l’anno scorso il cineasta britannico Paul W.S. Anderson (quello di Resident Evil) è salito a bordo come sceneggiatore e regista, e il progetto di lunga data finalmente ha iniziato a prendere forma. Fan da sempre dell’Alien di Ridley Scott, Anderson ha a lungo sognato il suo personale Alien vs Predator prima che gli venisse offerta l’opportunità di farlo.

«Ho avuto l’idea per la storia del film probabilmente nove o dieci anni fa», racconta durante una pausa fra le riprese, su un set di Praga. «Si è formata in modo naturale, stando seduto in un pub a chiacchierare e a chiedersi cosa sarebbe successo se un alieno avesse aggredito un Predator. Chi è il più duro fra i due? È come una di quelle cose che dici da ragazzino: chi vincerebbe fra uno squalo e una tigre? Alien vs Predator è quello che dici da adulto.»

AVP, come Anderson preferisce chiamarlo, è stato ideato come sequel dei film di Predator e un prequel della saga di Alien. Inizia con qualcosa di sinistro (ma invisibile) che accade in un porto di balenieri nell’Antartica del 1904, prima di saltare avanti di cento anni e scoprire un’enorme piramide sepolta sotto i ghiacci antartici. Un gruppo di scienziati guidati dal Charles Bishop Weyland di Lance Henriksen, l’esploratrice Alexa “Lex” Woods di Sanaa Lathan e l’archeologo Sebastian De Rosa di Raoul Bova, va ad investigare. Una volta dentro la piramide, il gruppo incontra ben più di quanto si aspettasse: la struttura è stata utilizzata da migliaia di anni dai giovani Predator come addestarmento per diventare cacciatori adulti. Il loro arrivo – ce ne sono tre, questa volta – fa sì che vengano liberati dei guerrieri alieni, deposti per l’occasione dalla Regian Aliena.

«La Regina è stata messa in criostasi», spiega il supervisore degli effetti speciali John Bruno, «piazzata qui dai Predator solo per deporre uova e creare nuovi alieni, così da averne sempre a disposizione per i loro scontri». Ma sono gli umani stavolta a far partire il gioco, e con le mura della piramide che si riconfigurano ogni dieci minuti si ritrovano intrappolati all’interno, nel mezzo di una sanguinosa battaglia tra due specie assassine. Come recita la frase di lancio: «Chiunque vinca, noi perdiamo».

La presenza di Henriksen non è una coincidenza, né il nome del suo personaggio: è il modo di Anderson di collegare AVP al franchise alieno. Weyland è un industriale miliardario nonché la metà della Weyland-Yutani Corporation, la famigerata Compagnia che insegue gli alieni sin da quando Ian Holm ha preparato il sacrificio dell’equipaggio della Nostromo, nel film originale di Scott. È anche il modello fisico per Bishop, l’androide interpretato da Henriksen in Aliens ed Alien 3. [Quello del terzo film NON è un androide! Nota etrusca.]

«Ha fatto i soldi con la navigazione e la robotica, ed ora è un gigante delle multinazionali. Il problema però è che sta morendo», rivela Henriksen. «Quindi questa è la sua ultima opportunità di fare qualcosa che lasci un segno: qualcosa che rimanga, al contrario dei soldi.»

Parte di ciò che distingue la visione di Anderson dai prodotti che l’hanno preceduto è che la storia è ambientata sulla Terra, invece che nello spazio. «Moltre delle storie portano il Predator sul mondo degli alieni, e io credo non sia una coincidenza che la Fox non le abbia mai trasformate in film», dice Anderson. «Per molte ragioni sembrano familiari. Cioè, avete visto i quattro film alieni, ora ne vedrete un altro che sarà anch’esso ambientato tra i corridoi di un’astronave. La gente invece è eccitata all’idea degli alieni sulla Terra.»

Infatti è palpabile l’eccitazione di ritrovarsi sul set nebbioso, a guardare l’ADI di Tom Woodruff jr. ed Alec Gillis, da lungo tempo membri della squadra di Alien, posizionare un modello animatronico della Regina Aliena. «Ha più punti di movimento del T-Rex di Jurassic Park, ed è stato un ottimo modello con cui iniziare», rivela Woodruff, che in aggiunta alla creazione degli effetti speciali di nuovo indossa il costume di alcuni guerrieri alieni.

Appena la Regina raggiunge i suoi cinque metri di altezza, ed è pronta ad affrontare Lex ed il Predator noto con il nome di Scar, dato il segno sulla sua maschera, Anderson può a mala pena contenere il suo entusiasmo da fan nel rivelare che questa è la prima volta che la Regina Aliena e un Predator sono insieme nella stessa inquadratura. [Ovviamente a fumetti lo sono già stati dal 1990! Nota etrusca.] È un momento iconico del film, ma AVP è anche un’arma a doppio taglio, che l’ha tenuto sveglio qualche notte.

«Ho sempre voluto fare un film di Alien, ed ora che l’ho fatto tutto ciò che sento è un’enorme pressione, perché ho fatto un film di Alien», spiega. «È davvero eccitante ma anche davvero preoccupante.»


L.

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4 pensieri su “[2004-05] AVP su “Fangoria” 232

  1. “Davvero eccitante ma anche davvero preoccupante”… Paul, nemmeno tu potevi prevedere a quali abissi alieni saremmo arrivati, altrimenti ai tempi saresti stato di certo molto più rilassato 😟

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    • Mi ha parecchio stupito che Anderson dimostrasse di non avere la più vaga idea di cosa fosse il fenomeno “Aliens vs Predator”, dopo più di dieci anni di titoli ovunque. Il mio timore è che al di là delle chiacchiere sulla passione da fan, al massimo ha visto delle copertine al negozio senza mai degnare di un solo sguardo il prodotto che si prende la responsabilità di portare al cinema.
      Visto che però la trama filmica è palesemente scopiazzata (male) dal fumetto-madre, che Anderson preferisca passare per incompetente piuttosto che scopiazzone? 😛

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  2. Eh, non è un bel film AVP, ma d’altronde questo Anderson ha regalato poco di bello al cinema in tutta la sua carriera… però il mio bel DVD ce l’ho lì ed ammetto che almeno un paio di volte in questi ultimi dieci anni me lo sono riguardato!

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    • In prospettiva ci ha guadagnato: in confronto alle ultime produzioni aliene, AVP è un signor film 😛
      Se avessero scelto un’altra attrice (una qualsiasi altra attrice), e avesser ingaggiato un vero sceneggiatore (un qualsiasi altro sceneggiatore) avremmo la nostra Machiko anche in video, il che non sarebbe male. Curiosamente continuano ad uscire miniature ed action figure di Machiko, segno che i fan la amano ancora, ma il cinema continua ad ignorarla…

      Piace a 1 persona

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