[Short Film] 40° Anniversary 6 – Alone (2019)

Ultima puntata della mia visione dei tanto lodati cortometraggi nati per festeggiare il 40° anniversario di Alien (1979): una parata di ottimi compitini tecnici del tutto poveri di passione, simbolo purtroppo di un universo molto più citato che amato.
Il 26 aprile 2019 l’iniziativa si chiude con Alien: Alone.

A presentare i vari filmati ci pensa IGN, ma poi è nato il canale YouTube Alien Anthology, da cui prendo le schermate di questo post.

Stavolta la durata è maggiore e si parla di 12 minuti di storia. La prima metà è abbastanza deludente: Hope (Taylor Lyons), l’unica passeggera di una navetta, muore di curiosità davanti ad una porta chiusa. Può andare ovunque e fare quello che vuole, ma c’è una porta che la sua qualifica le impedisce di aprire, e questo la fa impazzire.
Se il cortometraggio si chiamasse Alone, saremmo curiosi anche noi di sapere cosa si nasconde dietro quella porta chiusa, ma chiamandosi Alien: Alone, la risposta è così ovvia che metà corto se ne va via in pernacchia.

Un calo di energia fa aprire la porta – ammazza che sistemi di sicurezza! – Hope entra e finalmente scopre cosa mai doveva rimanere chiuso: com’era facilissimo intuire, si tratta di un facehugger. Occhio, che finalmente inizia la storia…

Con grande delusione del mostriciattolo, Hope è una sintetica, quindi non c’è modo di inseminarla. Il lungo viaggio nel freddo spazio dà tempo alle due entità di fare… amicizia!
Proprio come fosse un gattino, il facehugger si abitua alla presenza della sintetica, la quale si prende a cuore la sopravvivenza dell’esserino, sempre più a rischio. Lo studia e addirittura lo disegna, in una scena che temo voglia citare il “laboratorio di David”, il che mi deprime: qualsiasi cosa citi Alien: Covenant (2017) è degna di biasimo.

Quando finalmente la navetta giunge a destinazione, Hope ha preso la sua decisione: darà al facehugger la possibilità di… seguire la propria natura.

Inseminato una guardia salita a bordo, ora Hope non ha che da aspettare… prima di incontrare il suo nuovo grande amico chitinoso.

Proprio all’ultimo corto ci si solleva un po’ dalla totale nullità che ha contraddistinto l’iniziativa e si riscopre uno degli aspetti più intriganti dell’universo alieno: l’esplorazione della disumanità. Le storie di Alien dovrebbero andare là dove la bioetica e la morale non hanno il coraggio di metter piede, ma solo le migliori ci arrivano. Non so decidere se Alone sia una storia da annoverare fra le migliori, ma di sicuro ci prova e già questo va lodato. Al contrario degli altri corti, scritti da gente che forse una volta ha visto Alien in TV e da allora si crede fan.

Ecco il filmato da IGN, senza sottotitoli:

Ecco il filmato da Alien Anthology, senza sottotitoli:

L.

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Un pensiero su “[Short Film] 40° Anniversary 6 – Alone (2019)

  1. Sì, Alone almeno ci prova, a differenza degli altri. E, se Covenant non fosse mai stato girato, anche i momenti “da laboratorio” sarebbero stati da tenere in maggior considerazione (mentre qui siamo palesemente dalle parti dell’omaggio)…

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