[1992-10] David Twohy su “Fangoria Horror Spectacular” 7

Traduco questo articolo apparso sulla rivista specialistica “Fangoria Horror Spectacular” numero 7 (ottobre 1992).

Il giovane David Twohy stava muovendo i primi passi (falsi) nel cinema prima che il capolavoro Pitch Black (2000) lo facesse entrare nel cuore di tutti i fan di fantascienza.

Ricordo che la sua ottima sceneggiatura rigettata per il terzo film alieno la trovate qui tradotta da me.

Alla fine del testo, metto anche il poster di Alien 3 in omaggio con la rivista!


Avventure nel tempo
e nello spazio

di Caroline Vié

da “Fangoria Horror Spectacular”
numero 7 (ottobre 1992)

Extraterrestri letali e visitatori malvagi
dal passato e dal futuro
sono i marchi di fabbrica di David Twohy

I fan dell’horror sicuramente hanno familiarità con i lavori di David Twohy, anche se magari non tutti ne conoscono il nome. È l’uomo che ha scritto sceneggiature innovative come Warlock [1989] e Critters 2 [1988]. Recentemente Twohy è stato molto occupato: ha seguito le varie riscritture dell’atteso Alien 3 e ha diretto il film televisivo di fantascienza Timescape, che ha esordito su Showtime lo scorso maggio.

Il film ha fatto furore all’International Festival of Fantasy, Thriller and Science Fiction che si è tenuto lo scorso marzo a Bruxelles: il pubblico ha adorato la commistione di umorismo, fantasia e dramma, assegnandogli il Grand Prize.

Twohy ha iniziato a ricevere complimenti per la sua prova registica. «Ho avuto più soddisfazioni dall’aver diretto un solo film che dall’aver scritto Critters 2 o Warlock», dice. «In quei film ero solo uno scrittore a servizio, i progetti non mi appartenevano. Mentre mi sono sentito personalmente coinvolto in Timescape, quindi sono molto orgoglioso quando vedo il pubblico reagire bene.»

Chiaramente, Twohy è più entusiasta della sua recente esperienza nel genere rispetto a lavori come sceneggiatore, o con i relativi film che poi sono usciti. Sebbene a lui piacciano i mostriciattoli di Critters 2, il film in sé non gli evoca bei ricordi. Non solo il regista Mick Garris ha riscritto gran parte della sua storia, ma Twohy non andava d’accordo con Robert Shaye, il presidente della New Line e produttore esecutivo che ha dato i natali ai film di Freddy Krueger.

«Il grande problema durante il mio lavoro per Critters 2 è stato trattare con la New Line», racconta lo scrittore. «Anche se si tratta di una compagnia indipendente, sono così grandi che si comportano come una major e non hai alcuna libertà di movimento. Bob Shaye era sempre in giro a darmi ordini e a cercare di spiegarmi come fare il mio lavoro. Era davvero noioso, perché non è la persona meno creativa al mondo!»

Per fortuna Twohy ha avuto un’esperienza migliore lavorando a Warlock con il suo amico, il regista Steve Miner. Prestando scrupolosa attenzione ai dettagli, ha viaggiato fino a Salem in due diverse occasioni per investigare sul passato della stregoneria e sulla storia di cacciatori di streghe come Giles Redferne, uno dei personaggi principali del film. Mentre era lì, lo sceneggiatore ha visitato molte biblioteche e musei per studiare credenze e stili di vita del XVII secolo. «Per me la stregoneria è un terreno molto fertile per l’immaginazione», spiega, «così per il copione di Warlock ho usato gli elementi più accurati che ho trovato. Ma quando è servito ho lavorato di fantasia, perché credo che la stregoneria sia fatta in fondo di fantasia.»

«Fare ricerche è utile a farsi nuove idee», continua, «ma il pericolo è che a farne troppe si diventa troppo tecnici e la storia deve invece avere sempre la priorità. È bene partire con qualcosa di reale, ma poi ci si deve distaccare per rendere più efficace il soggetto. Perché dopo tutto non va dimenticato che i film sono finzione.»

Il coinvolgimento di Twohy in Warlock non si è limitato alla pagina scritta. Spesso era presente sul set, per dare a Miner sia un consiglio che una mano. «Lavoriamo molto bene, e Steve mi ha insegnato un sacco di cose sulla regia. Ma abbiamo avuto un sacco di problemi con gli attori. La ragazza, Lori Singer, non solo era una pessima attrice ma era anche difficile lavorarci insieme, il che è la peggiore combinazione che si può avere sul set. Il suo trucco era terribile e nessuno può davvero credere che invecchi durante metà del film!»

Al di là di questi problemi di produzione, Warlock – la storia di uno stregone maligno i cui tentativi di conquistare il mondo vanno dai processi di Salem alla Los Angeles del Ventesimo secolo – è stato veloce e divertente. Nondimeno, Twohy se ne dice seccato. «Steve Miner ha perso un sacco di scene che avrebbero aiutato la storia ad essere più chiara», si lamenta. «Non credo che il film sia venuto fuori molto bene, e gli attori hanno la loro bella parte di responsabilità, in questo.»

Amareggiato e rattristato dal vedere i propri progetti rovinati da altri, Twohy ha cercato di diventare regista lui stesso, pensando che «sembrava la naturale evoluzione». Trovare il soggetto per il suo primo film non era un problema: lo sceneggiatore ha adattato Stagione di vendemmia (Vintage Season, 1943), un romanzo di Henry Kuttner e Catherine L. Moore che aveva letto da ragazzo. Trovare i soldi invece è stato qualcosa di completamente diverso.

«Timescape spaventava i grandi studios», spiega, «perché pensavano che il copione fosse tropppo spavaldo. Era difficile da racchiudere in una categoria e gli studios non capivano se fosse fantascienza o una storia drammatica. Poi la compagnia che ha prodotto Re-Animator 2 [1989], Wild Street, si è proposta di finanziare il progetto e gliene sono grato. È stato meglio per me dirigere il mio primo film per una compagnia indipendente.»

Timescape racconta la storia un gruppo di ricchi (e annoiati) viaggiatori del tempo che arriva dal futuro per assistere a calamità naturali. Jeff Daniels interpreta un tranquillo padre di famiglia pronto a viaggiare nel tempo per salvare la sua bambina e la sua città da un meteorite distruttore. Sebbene non sia un film horror, c’è un aspetto oscuro nella storia. «Ero affascinato dall’idea di gente così annoiata da appassionarsi a vedere altra gente morire, come facessero parte di un Club Med della morte», rivela Twohy.

Girare il film è stata un’esperienza intensa, Twohy ha lavorato sei giorni a settimana con un budget di poco più di sei milioni di dollari. «Fare il regista è dura come spingere un piano sulla spiaggia», ammette. «Era strano per me comportarmi da regista, perché ero abituato a lavorare da solo e a non dover sentire le continue domande e richieste della gente. Comunque è un’esperienza che ho amato! È stato come tornare bambini quando i genitori non erano in casa!» Sfortunatamente, i “genitori”, cioè i produttori, sono tornati giusto in tempo per tagliare alcune scene in fase di montaggio. «Ne sono ancora seccato», sospira Twohy.

È stato durante la pre-produzione di Timescape che Twohy è stato contattato per la prima volta per scrivere la sceneggiatura di Alien 3. Sebbene all’inizio fosse riluttante ad accettare l’ingaggio, volevo focalizzare tutta la sua energia nel proprio film, ma alla fine ha lasciato che l’eccitazione per la sfida lo vincesse. «La produzione mi disse subito che Sigourney Weaver non ci sarebbe stata», ricorda. «Abbiamo fatto diverse riunioni con quelli della 20th Century Fox, parlando di ciò che volevano. Poi mi hanno lasciato solo a scrivere la prima stesura, su un campo di concentramento dove scienziati fanno esperimenti su uomini e alieni.»

Ma le cose si muovono velocemente ad Hollywood. D’un tratto, la Fox è passata di man a Joe Roth, un nuovo dirigente di produzione che aveva un’idea completamente diversa sul modo in cui le cose dovevano essere fatte. «Mi chiamò per dirmi che non era pronto a mettere trenta milioni di dollari su Alien 3 se Sigourney Weaver non accettava di recitarci», racconta Twohy. «Non esisteva che avrebbe fatto il film senza una star. Quindi mi chiese di aggiungere Ripley al copione. Come se fosse facile inserire un personaggio che non c’entra niente in una storia già finita! A quel punto, volevo rinunciare perché ero preso dalla regia del mio primo film, e non volevo rovinare la pre-produzione di Timescape

La Fox ha cercato di convincere Twohy a scrivere una seconda sceneggiatura con Ripley all’interno. «Mi dissero di non preoccuparmi», ricorda, «che l’avrebbero convinta a tornare nel film. Ma visto che io di carattere sono uno che si preoccupa, ho deciso di chiamare direttamente Sigourney per essere sicuro di non star lavorando per niente. Quando le parlai, mi disse che non aveva sentito nulla del progetto.» Così Twohy volò a New York per incontrare l’attrice e passare un fine-settimana con lei, e parlare della sua parte. «Una volta che fui sicuro che le piacessero le mie idee, richiamai quelli della Fox per dire loro che ero pronto a scrivere una nuova sceneggiatura. Poi velocemente ho abbandonato del tutto il progetto.»

Dopo essere tornato a Timescape, Twohy non ha più saputo nulla di Alien 3 per un po’. Ha avuto modo di leggere il copione finale solo una volta ultimato il suo film, e non riesce a trovare il suo nome fra i crediti. «Hanno riscritto la sceneggiatura molte volte», spiega, «ed ora è molto differente dalla mia versione, e si svolge in una colonia penale. L’atmosfera della nuova storia è molto vicina al primo film, ma credo onestamente che avrebbero potuto fare meglio. Ora, gli avvocati stanno lottando senza sosta per vedere quali nomi dovranno apparire fra i crediti. È un processo legale molto difficile e non so come andrà a finire.»

Alien 3 è già storia vecchia, per quel che riguarda Twohy, uno a cui non importa molto di queste cose. Sta già andando avanti con la sua carriera ed ha diverse cose in ballo. «Arnold Kopelson, il produttore di Warlock e Platoon, ha comprato i diritti della vecchia serie TV “Il fuggitivo”», racconta. «Mentre era sul set di Warlock, mi ha chiesto di pensare ad una sceneggiatura per un film basato su di quella, ed ora vuole anche che lo diriga io. Sono molto eccitato per questo progetto. Proprio ora sto scrivendo il soggetto e sono sicuro sarà una grande cosa. [Il fuggitivo con Harrison Ford e co-sceneggiatura di Twohy esce nel luglio del 1993. Nota etrusca] Sto anche scrivendo una sceneggiatura per la Disney chiamata Terminal Velocity, su uno sciatore e un assassino professionista, ma non voglio dirigerla perché davvero non posso fare tutto!» [Uscirà nel settembre 1994 per la regia di Deran Sarafian. Nota etrusca]

Stando ai vari soggetti di questi nuovi film, Twohy non corre il pericolo di finisce inquadrato come scrittore horror, sebbene non rinneghi il genere. «Non mi è mai dispiaciuta l’idea di essere inquadrato in una categoria», spiega, «ma sono felice di essere in grado di fare altro rispetto agli horror. Lo stesso, non avrei problemi a tornare al genere se ne avessi l’opportunità. Le mie ambizioni sono molto semplici: voglio solo dirigere un film ogni anno e mezzo. Mi basta questo per essere felice.»


L.

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2 pensieri su “[1992-10] David Twohy su “Fangoria Horror Spectacular” 7

  1. Sarebbe interessante trovare da qualche parte un’intervista a Lori Singer riguardo a Warlock e ai suoi rapporti con Twohy sul set 😉
    Per il resto, rivediamo come già ai tempi il cinema alieno cominciasse a mostrare l’attitudine a buttare nel cesso tutte le idee (responsabili delle suddette compresi, ovvio) che avrebbero potuto garantire alla xeno-saga tutt’altro futuro… Non che nei progetti precedenti David fosse stato trattato con chissà quale riguardo, certo. Alla fine, Timescape è stata per lui una più che comprensibile e sacrosanta valvola di sfogo.

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