Alien 3 nell’anno 2525

Presentando il ritaglio di giornale qua di lato, proveniente da un passaggio di Alien 3 (1992) su Rete4 nel febbraio 1998, il mio lettore ed angelo custode Giuseppe mi ha fatto notare come la curiosità della trama – che misteriosamente data la vicenda del film all’anno 2525 – si potrebbe spiegare con il fatto che uno dei personaggi minori di Fiorina 161 mentre fa le pulizie canticchia proprio la canzone In the Year 2525.
All’inizio sono stato d’accordo con lui, scherzando, poi però i giorni sono passati e il tarlo mi è rimasto in testa: io proprio non la ricordo quella canzone nel film…

La prima volta che ho conosciuto la canzone del 1968 di Denny Zager e Rick Evans è stato nei titoli di testa del delizioso film Gentlemen Broncos (2009): non so perché non mi sia mai capitata nei decenni precedenti, ma è andata così.
Dunque in quel minestrone di sceneggiature sono riusciti pure ad inserire un inside joke con una canzone che parla della vita futura, sebbene Alien 3 non sia così avanti nel futuro: si svolge sempre nel 2179 di Aliens (1986), sebbene queste date siano solo il prodotto della passione dei fan e non siano “ufficiali”.

Che lavoraccio: ti credo che uno canta…

Di sicuro la scena era presente già nella prima versione della sceneggiatura di Vincent Ward, l’abbiamo vista nella versione scritta da John Fasano:

FRATELLO KYLE:

Lui spera nella discesa di una stella,
dov’è la sua paziente fortuna.
Lui conosceva il corso di ogni malattia,
fosse questa fredda o calda, umida o secca.
Fratello John, vorrebbe essere un dottore.

Nel film lo sberleffo del cantante nei confronti del “frate medico” John – diventato poi Clemens – si trasforma in una semplice canzone da lavoro eseguita da Murphy (Chris Fairbank). Nel romanzo del film Alan Dean Foster accenna alla cosa ma non scende nei particolari della canzone.

Murphy canticchiava attraverso la maschera antigas, mentre depurava le scorie prima che venissero risucchiate dall’aspiratore.

Nel film invece sentiamo l’attore cantare a squarciagola, nel rumore della ventola: ecco l’audio originale, presente sia nella versione cinematografica che in quella speciale del film.


Ecco la strofa che canta:

In the year 7510
If God’s a coming, He oughta make it by then
Maybe He’ll look around Himself and say
Guess it’s time for the judgment day

Nell’anno 7510
Se mai Dio verrà, è allora che lo farà.
Magari si guarderà in giro e poi dirà:
«È tempo per il giudizio universale, mi sa».

Non ho resistito a mettere la traduzione in rima!

Murphy, un cantante a perdifiato

Il doppiaggio italiano non si mette certo a “rimeggiare”, come ho fatto io, ed anzi di solito all’epoca è già in voga l’abitudine (comprensibile) di lasciare invariate le canzoni bofonchiate dai personaggi: sono lontani i tempi in cui si doppiavano le canzoni, come per esempio S*P*Y*S (1974) e la sua deliziosa versione italiana di Side by Side (1927).
Eppure Tonino Accolla per la Video 2 (stando ad Antonio Genna) si diverte a creare una versione italiana della canzone: sarebbe bello sapere se anche altre lingue hanno fatto lo stesso, ma nei Blu-ray alieni tocca ringraziare se hanno messo il film, figuriamoci inserire qualsiasi altra cosa. (Com’è che gli altri Blu-ray della Fox hanno ore di speciali e quelli del ciclo Alien invece sono roba da pezzenti?)

È incredibile come non avessi mai fatto caso a questo piccolo passaggio del film, ma ecco cosa canta Murphy:


Non riesco a sentire bene, se non le ultime due strofe:

Nel 7029
Verrà ??? il Signore.

Tutti buoni noi saremo,
niente più prigioni avremo,
tutto il male sparirà.

Se riuscite a capire di meglio, fatemi sapere.

Questa deliziosa doppia versione si ripete con la novelization a fumetti del film, che evidentemente si rifà ad una versione precedente della sceneggiatura perché stavolta Murphy canta Paint it Black (1966) dei Rolling Stones.

Dalla novelization di Steven Grant

«I see a red door and I want it painted black» è il primo verso cantato da Mick Jagger nella canzone, ed ovviamente non ci sarebbe bisogno di tradurlo in italiano… ma il fido Michele Camarda lo fa, quando il fumetto arriva nelle nostre edicole nel novembre 1993.

Versione italiana del fumetto

Se il nostro Michele, ottimo traduttore del periodo, avesse voluto fare davvero un colpo di genio, avrebbe dovuto scrivere «Di notte il cielo senza stelle è tutto nero»: cioè il primo verso della versione italiana di Paint it Black, cantata da Caterina Caselli con il titolo Tutto nero

Chiudo con In the Year 2525, la canzone che parte quattro secoli dopo questo film!

L.

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3 pensieri su “Alien 3 nell’anno 2525

  1. AHH, maledetta Weyland Yutani, credevo quasi che mi avesse innestato dei falsi ricordi! 😀
    Ovviamente Chris Fairbank stava cantando proprio quella strofa vicina al “Terminus” del pezzo di Zager e Evans: non me ne sarei mai accorto se avessi ascoltato solo il doppiaggio di Accolla… 😉

    Piace a 1 persona

  2. Pingback: [2021-08] AVP e Alien 3 su Rai4 | 30 anni di ALIENS

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