[1979-10] ALIEN su “Cinefantastique” (V9) 1 (sesta parte)

Nell’autunno del 1979 (nel titolo ho specificato “ottobre” per mere questioni di ordinamento cronologico) la rivista statunitense “Cinefantastique” (volume 9 numero 1) esce con un numero speciale quasi interamente dedicato ad Alien, con interviste al cast tecnico del film.

Ecco l’intervista al celebre curatore degli effetti speciali Bolaji Badejo, il grafico commerciale che nel tempo libero si è ritrovato ad indossare lo scomodo ed asfittico costume dell’alieno. Occhio, però, maglrado sia un celebre “interprete” della creatura, pochissime delle scene che ha girato sono poi effettivamente finite nel montaggio definitivo del film.


Making Alien 6:
Bolaji Badejo

di Frederick S. Clarke e Alan Jones

da “Cinefantastique”
volume 9 numero 1 (autunno 1979)

L’alieno che non vedete in Alien è interpretato dal nigeriano 26enne Bolaji Badejo, alto più di due metri. Bolaji studia arte grafica a Londra ed ha viaggiato con i genitori dall’Etiopia, dove studiava arte, e dagli Stati Uniti, dov’è vissuto per tre anni a San Francisco. È arrivato al ruolo di alieno per puro caso, una serie di coincidenze che sembra degna di un film.

La produzione ha fatto un annuncio di casting per attori molti alti e molto magri. Bolaji è finito davanti agli occhi dell’agente Peter Archer mentre questi stava bevendo in un pub nel West End di Londra. Archer pensò subito ad Alien appena vide il ragazzo, e gli offrì la possibilità di fare il provino per la parte. «Appena entrai», racconta Bolaji, «Ridley Scott seppe che aveva trovato la persona giusta.»

Scott cercava un giocatore di pallacanestro ed aveva provinato Peter Mayhew per l’alieno, ma l’insieme dei valori di Badejo – l’altezza, la longilineità e la postura – gli è valsa la parte. Il ragazzo ha firmato a maggio e subito sono iniziati i lavori per creare il suo costume: ad agosto girava le scene dell’alieno agli Shepperton.

Originariamente Ridley Scott voleva che Bolaji facesse parte di una squadra di tre artisti che interpretassero l’alieno, incluso un mimo e un esperto di karate. Visto che era impossibile trovare persone con le capacità richieste e le qualità di Bolaji, quest’ultimo iniziò a prendere lezioni di mimo ed uno stuntman lo sostituì nelle scene pericolose.

La maggior parte del girato con l’alieno non funzionava, ma c’è una breve scena in cui Bolaji esegue la sua mimica in costume, nella sequenza in cui attacca Veronica Cartwright. «L’idea», dice Bolaji, «era che la creatura dovesse avere una certa grazia così come fosse viscida e con movimenti volutamente lenti. Ma alcune azioni dovevo compierle molto velocemente. Ricordo che dovevo calciare Yaphet Kotto e lanciarlo contro la parete. Veronica Cartwright era davvero terrorizzata. Dopo aver fatto volare Yaphet Kotto con la mia coda, mi giro e mi dirigo verso di lei, con il sangue alla bocca, e lei era incredibile: non stava recitando, era paralizzata dal terrore.»

Bolaji ha lavorato all’incirca per quattro mesi al film, fino alle riprese finali agli Shepperton in novembre. Generalmente lavorava tre o quattro giorni a settimana, a volte nei weekend, e veniva chiamato a rigirare scene quando l’azione non funzionava. «Mi dicevano: “Torna a ripetere la scena”, ma una volta lì volevano che facessi qualcos’altro. Avevano per le mani sempre nuove idee.»

Solamente a Bolaji e a H.R. Giger era consentito guardare i giornalieri con le scene dell’alieno, insieme a Ridley Scott, così potevano risolvere i vari problemi insieme e rappresentare al meglio la creatura e i suoi movimenti. La maggiora parte delle scene che Bolaji ha interpretato non sono finite nel film, per via di alcuni problemi. «Ridley aveva molte più idee di quante se ne vedono su schermo, ma alcune erano impossibili. C’era una scena in cui io pendevo dal soffitto a tre o quattro metri da terra, e dovevo rannicchiarmi. Ero come un bozzolo che poi doveva aprirsi lentamente. Ma non riuscivo a farlo. Avevo questa imbracatura attorno al mio stomaco che mi soffocava quando cercavo di fare quei movimenti.»

Scott ha cercato di filmare la stessa scena con uno stuntman che scendeva sopra Harry Dean Stanton, ma non riuscì a farla funzionare. Scott ha girato diverse varianti della sua idea del mostro che scende dell’alto, ma nessuna di queste ha funzionato. In una, Badejo era legato a un grosso braccio oscillante che poteva essere alzato fino a cinque metri da terra. Quando però scendeva, Bolaji si ritrovava a testa in giù, confuso per tutto il sangue alla testa. Quando è troppo è troppo! Bolaji si rifiutò di ripetere quella scena, così Scott dovette far provare allo stuntman, ma anch’egli fallì. Scott provò anche a legare un costume vuoto al braccio meccanico per filmare la scena, ma senza qualcuno al suo interno quel costume non funzionava.

Alla fine il regista filmò alcuni secondo con lo stuntman che scende su un altro stuntman che fa la parte di Harry Dean Stanton, e alla fine ha adottato un montaggio serrato che lasci solo suggerire la sequenza.

H.R. Giger fece i costumi alieni in latex su misura per Bolaji e per lo stuntman, al costo di più di 250 mila dollari. Il costume consisteva in circa quindici pezzi separati, montati su una tuta nera a corpo intero. La coda era attaccata separatamente e mossa da una serie di cavi; i piedi erano come scarpe e la testa veniva posta per ultima. A Bolaji piaceva indossarla, perché sentiva come se fosse infilata in mezzo ad una enorme banana. «Devo tendere la testa ben dritta, questo è il segreto di indossare questo costume», dice. «Il set della Nostromo è alto solamente due metri, mentre io con il costume sono circa due metri e mezzo. Dovevo muovervi con molta cautela. Nel costume poi faceva un cado d’inferno, soprattutto nella testa: potevo tenerlo solamente per quindici o venti minuti per volta. Quando me lo toglievo, la mia testa era zuppa.»

In aggiunta alla normale testa, Bolaji ha indossato anche la testa meccanica creata da Carlo Rambaldi, per i primi piani. «Era tutta manovrabile, controllata in remoto», dice Bolaji. «C’è giusto lo spazio per la mia testa, all’interno.»

«Devono aver utilizzato duemila confezioni di K-Y jelly», ride, «solo per ottenere l’effetto di tutto quello slime che mi fuoriesce dalla bocca. Una parte mi veniva spruzzato in faccia, a volte vedevo a malapena cosa mi succedesse intorno, a parte quando ero in posizione per girare: in quei momenti avevo dei buchi dai quali potevo vedere.»

Bolaji ha indossato il costume solo per le sequenze in cui si vede il corpo intero dell’alieno. Per le scene dove si vede solo un braccio o una parte del corpo, chiunque poteva fare da modello. Bolaji per esempio ha interpretato la scena con Tom Skerritt nel canale di ventilazione della Nostromo, dove solamente parte della creatura accucciata si può vedere. Per altre sequenze è stato usato un manichino in costume, come per esempio quando l’alieno viene risucchiato dai motori della nave e poi liquefatto. Quell’ultima scena ha rappresentato alcuni problemi per Bolaji, e ha generato la maggior parte del suo girato poi finito nel film.

Salire e poi scendere dall’angusta paratia della navetta, scena dopo scena, ha messo a dura prova il costume, che si è iniziato a rovinare. «Uscire da quel complesso costume non era facile», esclama Bolaji: «devo averlo strappato due o tre volte, uscendone, e ogni volta che scendevo dalla paria la coda si staccava. Però non sembrava essere un problema per i tecnici, perché avevano più costumi. Ricordo di aver dovuto ripetere un’azione per circa quindici volte, e alla fine ho detto basta. Era pieno di fumo ed era difficile respirare, oltre al caldo insopportabile.»

A Bolaji dispiace che nessuno possa riconoscerlo nel film, ma ripensando a Boris Karloff, Christopher Lee ed altri attori di successo che hanno iniziato le loro carriere interpretando mostri, aggiunge: «Il fatto che io abbia interpretato l’alieno per me va già bene: legalmente mi verrà data la possibilità di tornare ad interpretarlo se ci sarà un seguito.»

Sebbene abbia studiato per la carriera da grafico commerciale, Bolaji afferma: «Non se arriva un altro film!»


L.

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7 pensieri su “[1979-10] ALIEN su “Cinefantastique” (V9) 1 (sesta parte)

  1. Poi in effetti un altro film arrivò, ma il nuovo regista aveva idee diverse riguardo a una resa degli xenomorfi che si allontanasse il più possibile dal rischioso effetto finale del semplice uomo in costume, e così la carriera aliena di Bolaji Badejo rimase per sempre al palo…

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