Intervista a Randy Stradley (2010)

Traduco questa intervista del sito ComicAttack.net a Randy Stradley, uno dei grandi padri del fumetto alieno.

L’intervista di InfiniteSpeech è apparsa sul citato sito il 15 febbraio 2010, in occasione dell’uscita della saga Aliens vs Predator: Three Worlds War.


Vent’anni fa la Dark Horse Comics ha fatto incontrare due dei più letali personaggi del fanta-horror in un’opera chiamata Aliens vs Predator. Scritta da Randy Stradley con i disegni di Phil Norwood, la ministerie ha superato i sogni e le aspettative di qualsiasi fan. Ora Stradley torna, con l’artista Rick Leonardi, per portarci Aliens vs Predator: Three Worlds War, e ha trovato qualche minuto del suo tempo per chiacchierare con noi.

Comic Attack: Dopo un mare di crossover, romanzi, due film e varie reinterpretazioni a videogiochi, quando stavate pianificando Aliens vs Predator avevate una vaga idea di quanto sarebbe diventata enorme questa idea?

Randy Stradley: Be’, per noi i fumetti erano enormi. E sin da subito si è parlato di un film [come testimoniato qui. Nota etrusca], ma dopo cinque o sei anni in cui non è successo niente alla fine credo l’idea sia evaporata: sono contento che poi sia tornata in pista, e sono lieto di aver fatto parte della cosa sin dall’inizio. I giochi e i film hanno creato nuovo interesse sui fumetti che ho scritto vent’anni fa, il che significa che ora posso scriverne di nuovi. Non voglio fare anticipazioni, ma è stato interessante vedere come tutto si è sviluppato.

I tuoi fumetti di “Aliens vs Predator” hanno dettato la qualità di questa serie: i film del 2004 e del 2007 hanno mantenuto le tue aspettative o hai evitato di vederli?

Non mi sono mai aspettato che i film combaciassero con il materiale alla loro base, specialmente se si parla di fumetti.
Sono rimasto sorpreso quando hanno scelto di ambientare la storia ai giorni nostri. Secondo me l’assunto che gli umani abbiano già avuto contatti con gli alieni prima degli eventi del film Alien fa un pessimo servizio a quel primo film. Poi, dopo due film di Predator che hanno stabilito come i cacciatori preferiscano i climi caldi, ambientare AVP in Antarctiva è stato un azzardo. Non ho visto il secondo film.

La fantascienza è uno dei generi migliori per la narrativa: quali sono state le tue influenze?

Da ragazzino ho letto tonnellate di fantascienza. Ho amato i romanzi di Alan E. Nourse, Hal Clement, Robert A. Heinlein e via dicendo. Ogni anno rileggo La via delle stelle [Tunnel in the Sky, 1955; in Italia, Slan Libra 1971] e Fanteria dello spazio [Starshp Troopers, 1959; in Italia, Urania Mondadori 1962]  di Heinlein. Sicuramente erano pensati per lettori giovani, ma ciò che amo di loro è che la fantascienza in quelle storie è solo… decorativa. Non si parla di viaggi nel tempo o di incontri del terzo tipo, bensì di persone coinvolte in quegli eventi: del loro bagaglio emotivo ed intellettuale che utilizzano per affrontare le situazioni. E di come le cose dettino poi le loro azioni e decisioni. Questa è la parte interessante dello scrivere di AVP.

Sento gente dire che scrivere per questo franchise dovrebbe essere facile: metti insieme Aliens e Predator e li fai scontrare l’un l’altro. Vi posso garantire che senza l’elemento umano sarebbero storie che annoierebbero presto.

Ora che arrivano gli anniversari sia di Aliens che di Predator, vedremo altri progetti durante quest’anno?

Machiko, secondo Chris Warner

Non ne sono sicuro. Ovviamente in parte dipende da come verranno accolte le serie in corso ma, se il franchise continua, non sono sicuro che io ne scriverò ancora. Mi sto divertendo molto a scrivere ancora di Machiko Noguchi, ma non so se avrò ancora qualcosa da dire alla fine di questa saga. Naturalmente è la stessa cosa che ho detto quando mi hanno chiesto di scrivere questo fumetto.

Dopo un lungo periodo lontano da AVP, è stato difficile tornare a raccontare una storia originale?

All’inizio ho pensato che sarebbe stato terribile: davvero non sapevo che storia raccontare. Ma dovendomici tuffare a capofitto per via della scadenza pressante, insieme all’editor Chris Warner abbiamo parlato di alcune idee che mi hanno davvero aiutato a rendere solida la storia. Ora mi sto divertendo un mondo con Machiko e il suo gruppo.

La prima cosa che ho notato di questa nuova serie è che gli xenomorfi sembrano molto diversi da qualunque altro visto finora. È un cambiamento estetico o c’è una ragione per la reinterpretazione?

C’è una ragione, ma i lettori vedranno anche gli alieni “standard” nella serie. La ragione di quelli “zannuti” [tusked] sarà spiegata: dovete avere pazienza.

«Che la distruzione abbia inizio, liberate i mastini della guerra!» (Star Trek VI)

La serie di Predator è spettacolare ma ha lasciato alcuni di noi a grattarsi la testa, nel finale: i fan devono presumere che quella storia non sia ancora finita? Vedremo di nuovo Thorpe?

Infatti Thorpe apparirà in Three Worlds War. Be’, una specie. I lettori ne sapranno di più nel secondo numero.

Notando che i nuovi alieni vengono mostrati con il clan Predator nel primo numero di “Three Worlds War”, queste due serie sono legate in qualche modo?

Vedi la mia risposta precedente.

Machiko si è evoluta dalla sua prima apparizione in “Alien vs Predator” [1990]: ci sono grandi cambiamenti in vista per lei?

Non grandi, né grandi rivelazioni. In aggiunta al personaggio che tutti hanno già conosciuto, vedrete accanto a lei una presenza che vi sorprenderà. Lei è maturata, con l’età, ma non vuol dire che sia meno pronta all’azione.

«Don’t you know you’re riding with the king?»

Sembra che i Predator abbiano fatto qualcosa che i militari e la Weyland-Yutani non possano fare: controllare gli alieni su vasta scala. Com’è nata questa idea? E la sua attuazione verrà rivelata?

La storia avrà decisamente a che vedere con “cattivi” Predator e la loro capacità di controllare gli alieni. Devo stare attento a non rivelare altro, perché non voglio rovinare alcun elemento della vicenda.

Nel numero zero di “Alien vs Predator” intravediamo uno scorcio di vita dei Predator nel loro pianeta d’origine: ci sono possibilità di avere un numero o due che espanda quel soggetto?

Cover di Paul Mendoza

Pianeta d’origine? Credo che tu debba dare una riletta a quel numero. Siamo stati molto cauti a non rivelare nulla sul mondo dei Predator al di là di quello che è stato mostrato nei film. Di base sappiamo che è caldo ed ha un’atmosfera differente da quella della Terra.

Nel numero zero del 1990 abbiamo mostrato dei Predator che si apprestano alla caccia all’alieno su tre mondi differenti. Uno di questi era Ryushi, dove si svolge la trama della prima serie, e gli altri due erano lasciati senza nome ed inesplorati (sebbene il pianeta di paludi è stato rivisitato nella storia Blood Time).

Nessuno di questi pianeti era quello d’origine dei Predator: quel pianeta è un mistero che non siamo ansiosi di rivelare.

UAU mi sono sbagliato tutto questo tempo? Assurdo. Quali sono i tuoi momenti preferiti della saga “Aliens vs Predator”? Sia tuoi che di altri.

Una delle mie scene, che ho scritto principalmente perché mi rendeva felice [made me happy], era quella in Aliens vs Predator: Duel in cui i Colonial Marine arrivano su Ryushi davanti alla casa vuota di Machiko. Se i lettori non avevano letto il primo AVP era solo una baracca vuota, ma in chi l’aveva letto sarebbe nata la domanda: cos’è successo a Machiko?

Inoltre mi è piaciuto il finale del secondo numero di Three Worlds War. Rick Leonardi è davvero sorprendente.

Ripley contro Machiko… chi vincerebbe?

Mmmm. Dipenderebbe sul motivo del loro scontro. Machiko è sicuramente più veloce, ma una volta che Ripley raggiunge il punto di non ritorno, nessuno può fermarla. Probabilmente, però, andrebbero d’accordo: non sarebbero mai migliori amiche ma non credo che si odierebbero.

Chris Warner e la sua Machiko

Questo è tutto: qualche minuto con Randy Stradley e ho scoperto di essermi sbagliato per tutto questo tempo sul pianeta d’origine dei Predator! Be’, è stato un piacere quindi grazie ancora a Randy e alla Dark Horse Comics e non dimenticate di acquistare Aliens vs Predator: Three Worlds War.


L.

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5 pensieri su “Intervista a Randy Stradley (2010)

  1. Non si preoccupi più di tanto InfiniteSpeech per essersi sbagliato riguardo al mondo d’origine dei Predator, può capitare. Del resto, pure Stradley credeva che fosse stato AVP a rendere un pessimo servizio all’Alien originale…eh, quando si dice aver parlato troppo presto 😉

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