[2009-06] Predator: Prey to Heavens

Cover di Raymond Swanland

Il 25 maggio 1979 esordisce negli Stati Uniti il film Alien di Ridley Scott: il 27 maggio 2009 la Dark Horse Comics festeggia i trent’anni del cult movie affidando ad una delle sue colonne portanti – John Arcudi – la creazione di una saga che lo omaggi.
Ecco dunque Aliens: More Than Human, a cui il successivo 24 giugno fa seguito l’inizio della “serie sorella” Predator (su Amazon a circa 2 euro), senza altro titolo, disegnato magnificamente da Javier Saltares e con in più le copertine del dio in terra Raymond Swanland.

In realtà l’anniversario è doppio, come viene spiegato nelle note finali del primo numero da Chris Warner (non c’è la sua firma ma la descrizione riporta a lui, all’epoca editor della casa):

Cover di Chris Warner

«Vent’anni fa, questo mese, la Dark Horse pubblicava il primo fumetto di Predator, basato sul successo cinematografico della Fox diretto da John McTiernan ed interpretato da un tizio che al momento risiede nella casa del governatorato californiano. Difficile da credere che sia passato così tanto tempo, ma forse più difficile credere all’attuale professione di Arnold Schwarzenegger. (A proposito di fantascienza!)
Tornando a quell’epoca, io ero principalmente un disegnatore e quel Predator è stato il primo lavoro di alto profilo in cui sia stato coinvolto. Seguendo il successo della serie “Aliens”, Predator fu un alto punto messo a segno dalla Dark Horse e preparò la strada ad Aliens vs Predator, che fu un vero fuoco d’artificio.»

Al momento di uscire in Volume cartonato TPB, il 28 aprile 2010, la saga prende il nome di Predator: Prey to Heaven (su Amazon a circa 10 euro).

Mentre nella citata saga aliena Arcudi ci racconta dell’equipaggio della Vidar, che raggiunge il pianeta Chione perché non ha più notizie dei membri della Honito Enterprises lì sbarcati, di cui sopravvive solo David l’androide – tre anni prima di Prometheus (2012)! – intanto con la saga di Predator ci fa rimanere sulla Terra, precisamente nell’Africa dell’est, dove tra le beghe politico-religiose umane sono appena giunti dei cacciatori a “risolvere” ogni problema a modo loro…

Caccia grossa in Africa

Thorpe e gli altri contractor sono lì per proteggere gli affari del presidente Mengistu ma si aspettavano qualche ribelle armato di fucile: non dei cacciatori spaziali! In una città che sembra totalmente disabitata – ma dove svetta un citazionistico Yutani Building! – Thorpe e i suoi dovranno sopravvivere all’assalto di Predator… armati in modo molto “umano”!

Un gruppo di cacciatori armato “all’umana”

Davvero curioso questo abbandono delle armi classiche in favore di fucili molto simili a quelli umani: sarà mica un’evoluzione degli armamenti?

Ma una volta non usavano lance e dischi volanti?

Ad un certo punto però diventa chiaro che c’è un “amico misterioso” che sta aiutando i soldati umani, che altrimenti non avrebbero alcuna possibilità di sopravvivenza: un “Predator ribelle” sta seriamente colpendo il gruppo di cacciatori: perché lo sta facendo?

Un Predator ribelle per motivi ignoti

L’unico che può capire cosa passi per la testa di un Predator è Thorpe, perché anni prima mentre era di stanza in Gabon è stato fatto prigioniero insieme ai propri commilitoni proprio da un Predator: gli altri sono stati fortunati perché sono morti subito, lui invece ha subìto cose… che voi umani non potreste immaginare! Ma che “cose”? Boh, non ci viene detto. E come si è liberato? Non ci viene detto…

Ma è buono o cattivo?

Quindi ora gli umani si fanno aiutare dal Predator ribelle? No, arrivano i carri armati e si comincia a sparare, facendo esplodere mezza città senza che nessuno se ne accorga, in fondo siamo un Paese fantasma.

Fuochi d’artificio finali!

Davvero un peccato che Arcudi crei ottime “strade” che però all’ultimo albo rimangono tutte inesplorate. Abbiamo assistito ad un gruppo di Blooded Warrior a caccia di un Bad Blood rintanatosi in Africa? Non si sa, tutto viene lasciato in sospeso esattamente come Arcudi crea mille domande senza risposta in Aliens: More Than Human, con la sua “città vivente” e la nuova razza di alieni. Teoricamente il discorso doveva chiudersi con Aliens vs Predator: Three Worlds War (gennaio 2010), che è un’ottima storia ma non tira alcuno dei fili lasciati in sospeso…

Cover di Raymond Swanland

Un’ultima parola va spesa per le titaniche copertine del divino Swanland. Nelle note finali Chris Warner si chiede:

«Dove si era nascosto questo tizio finora? O più precisamente, dove sono stati gli editori a fumetti finora? Imbattersi nel suo lavoro è stato del tutto casuale. Ho visto un paio di carte di Magic: The Gathering che lui aveva disegnato ed quasi esattamente ciò che cercavo in termini di colori, composizione e tono per la copertina del primo Predator. Ho contattato Raymond e lui ha immediatamente firmato, facendo notare che era un grande fan di Predator ed era esattamente il personaggio che avrebbe voluto disegnare.
Quando Raymond presentò la copertina per questo numero (dopo aver mandato non uno, non due ma otto sketch digitali a colori), la mia mascella è caduta sul tavolo. Naturalmente questo è avvenuto prima che mandasse la copertina del secondo numero, che è senza alcun dubbio la più figa copertina di Predator che io abbia mai visto.

Chiudo con la cover gallery:

L.

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