Intervista a Brian Wood (PreviewsWorld 2018)

Traduco l’intervista che Vince Brusio ha condotto per il sito PreviewsWorld.com allo scrittore Brian Wood. (Ecco l’originale.)


Aliens Antagonize
Girl Power Resistance

da PreviewsWorld.com
28 novembre 2018

Brian Wood sentiva che c’era ancora qualcosa lasciato in sospeso nell’universo alieno per il suo personaggio Zula Hendricks. Ora, con l’uscita di Aliens: Resistance n. 1, Wood è in grado di tornare a parlare del personaggio che secondo lui incarna l’istinto di sopravvivenza. È “potere rosa” con pistole. Grandi pistole. E le cose si incasineranno.

Vince Brusio: “Aliens: Resistance” è presentato come il seguito di “Alien Isolation“, pubblicato nel 2014 come un lancio del videogioco omonimo. Cos’hai preso dal fumetto di Dan Abnett e Dion Lay (entrambi autori anche del gioco) per giustificare questo “seguito”?

Brian Wood: Be’, la cosa è un po’ più complicata di così. Ho scritto Aliens: Defiance nel 2015, ed inizialmente quel fumetto doveva parlare di Amanda Ripley: per varie ragioni, così non è stato ed insieme a Tristan Jones ho creato il personaggio di Zula Hendricks. Ma Amanda fa un paio di apparizioni cameo nella saga, a dimostrazione che il personaggio è sopravvissuto alla vicenda di Isolation.

Così quando è arrivato il momento di iniziare a parlare di ciò che poi è diventato Resistance, dall’alto è arrivato il via libera per usare Amanda a fumetti, ma volevano anche qualcos’altro con Zula: sembrava logico usarle insieme in una nuova storia, visto che si era già stabilito fossero amiche. Così Resistance è sia la continuazione della vita di Amanda Ripley che di quella di Zula. È però un po’ una forzatura definirlo il seguito di Isolation, visto che non abbiamo preso alcuno spunto narrativo da quel gioco.

Chiaro? È un po’ complicato, ma è tutta roba dietro le quinte. Posso riassumere dicendo che Resistance è importante perché rappresenta l’entrata di Amanda nel mondo dei fumetti, e ci racconta anche che Zula non è stato solo un personaggio a fumetti una tantum, ma un’aggiunta ufficiale e significativa al canone di Aliens.

Quindi Zula Hendricks è un nuovo personaggio? Cosa puoi dirci di ciò che l’ha spinta a diventare un Colonial Marine?

Sì, Zula è un nuovo personaggio… Defiance verte tutto su di lei e sulla sua storia. [Non è chiaro il senso di “new-ish” ma sembra che l’intervistatore non abbia idea dei fumetti che sta citando, e Wood cerca di dargli corda. Nota etrusca] Quando ho scritto di lei la prima volta volevo un personaggio che riequilibrasse ciò che avevamo visto dei Colonial Marine nel passato, in particolare in Aliens [1986], dov’erano stereotipi degli anni Ottanta, con un sigaro in bocca e la battuta pronta. Nella vita reale conosco alcuni Marine e volevo rendere il personaggio più simile a loro, con i loro problemi e la loro visione del mondo.

Amanda Ripley è diventato un personaggio iconico. La sua popolarità l’ha fatta apparire in romanzi [ma quando mai? Nota etrusca], in fumetti [ma dove? Nota etrusca] e in videogiochi [perché al plurale? Nota etrusca] sempre rispettando la sua caratteristica: non è mai truccata, è aggressiva, rabbiosa, in gamba ed empatica. Ha più livelli di lettura: ma li abbiamo visti tutti? Ci mostrerai altri aspetti della sua psicologia? Questa nuova storia ce la mostrerà come non l’abbiamo mai vista?

Se c’è una cosa che apprezzo di Amanda è che è come sua madre, l’immagine di una donna che lavora duro… una protagonista che non era proprio la norma nel cinema degli anni Settanta, così come nel mondo dei videogiochi da tripla A. Scaltra, piena di risorse e tosta, ma non nel senso che nulla la scalfisce o la spaventa. Le donne come lei ce la fanno e sopravvivono malgrado siano spaventate a morte. Le loro storie non parlano di potenza ma di sopravvivenza, il che le rende un po’ più realistiche.

Amanda Ripley secondo Robert Carey

In Resistance, senza rivelare troppo, ad Amanda viene data la possibilità di confrontarsi con alcuni ricordi traumatici di ciò che si porta dietro da Isolation. Sia lei che Zula combattono duramente contro gli alieni, e sebbene siano sopravvissute le loro storie sono in qualche modo tragiche. Ora avranno la possibilità di fare i conti e magari trovare un po’ di pace.

Cosa rende speciale questa storia? Cosa ce la fa sentire come “scottante”?

Presentiamo un sacco di roba nuova, qui. Defiance è stata una storia voluta espressamente più simile allo stampo del film originale: con Resistance abbiamo avuto mano libera per sviluppare e mostrare cose mai viste nell’universo alieno. Sai, in tanti hanno parlato dell’interesse della Weyland-Yutani di utilizzare la biologia degli xenomorfi per costruire armi: lo sappiamo, ci è stato detto. Ma abbiamo mai visto cosa voglia dire? Non parlo dei laboratori, ma dei test sul campo, di applicazioni specifiche. È di questo che parlerà Resistance.

Com’è stato lavorare con un artista come Robert Carey? Come interpreta le tue visioni? Ci sono state sorprese durante la produzione?

Illustrazione di Tristan Jones

È un grande, così come il nostro colorista Dan Jackson e i nostri copertinisti Tristan Jones e Roberto De La Torre. Ma quando lavori a qualcosa del genere, cioè a un prodotto di cui non sei il creatore originale, tutti hanno la propria personale esperienza con il materiale. Tutti abbiamo visto i film e ci siamo fatti le nostre opinioni su ciò che ci è piaciuto, perciò ho dovuto fare un passo indietro, scrivere un copione pulito e permettere agli artisti di esprimersi e portare la loro personale prospettiva sul lavoro. Tutti hanno fatto un grande lavoro, e penso che tutti saranno contenti.

Detto questo, devo aggiungere che vedere il mio personaggio Zula prendere vita sotto la penna di un altro artista, in una nuova storia, e sapere che la 20th Century Fox la considera un personaggio canonico [canon character] insieme a tutti gli altri… è davvero grandioso. È un onore.


L.

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5 pensieri su “Intervista a Brian Wood (PreviewsWorld 2018)

  1. Non so quanto possa essere davvero considerato un onore sapere che un proprio personaggio viene considerato “canonico” dall’attuale 20th Century Fox, così mirabilmente impegnata nel progressivo sfascio del franchise…

    Piace a 1 persona

    • Temo che Wood non abbia ben capito le regole del gioco: al massimo, e dico proprio al massimo, è la Dark Horse a considerare canonica Zula. Alla Fox dei personaggi a fumetti non frega una stramazza, e i sedicenti fan darebbero volentieri fuoco alla carta dove sono stampati! La DHC ne ha tirati fuori di personaggi in questi trent’anni, decisamente migiori di quell’ameba informe di Zula, eppure non è mai fregato niente a nessuno, tanto meno alla DHC.
      Va be’, posso immaginarmi l’entusiasmo di una utore che veda il proprio personaggio entrare in una qualsiasi “scuderia”, ma temo che il suo entusiasmo non durerà a lungo…

      "Mi piace"

      • L’entusiasmo di un autore -se tale vuole rimanere senza diventare un semplice passacarte- si esaurisce nel momento stesso in cui si rende conto di che razza di gabbia creativa sia quel “canone” imposto dalla scuderia a cui si fregia di appartenere, mi sa…

        Piace a 1 persona

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