ALIEN / Starbeast (1976) La sceneggiatura originale (5) FINE

Dalle mie traduzioni del 2003 ripesco Starbeast (1976), la sceneggiatura originale di Dan O’Bannon, su soggetto suo e di Ronald Shusett, prima delle manomissioni di Walter Hill (avendola comprata con la sua Brandywine) e relativi cambiamenti che avrebbero infine portato anni dopo al film Alien (1979).


Alien
precedentemente noto come
Starbeast (1976)

Sceneggiatura di Dan O’Bannon
Su soggetto di Dan O’Bannon e Ronald Shusett

(quinta ed ultima parte)


Roby comincia a premere pulsanti, e le foto dei geroglifici appaiono sugli schermi.

ROBY: Riuscite a scorgere un motivo in quei disegni?

STANDARD: Be’… sì… c’è un disegno… ma è senza senso per me.

ROBY: Lo so che sembra un guazzabuglio di forme, ma se guardate meglio riuscirete a distinguere delle forme.

HUNTER: Forme? Quali forme?

ROBY: Forme simboliche, molto stilizzate. Se ci fate caso vedrete le creature con cui abbiamo avuto a che fare.

HUNTER: Be’, immagino che la cosa a stella possa essere il parassita che ha preso Broussard. È questo che intendi?

ROBY: E subito vicino a questo, il disegno ovale rappresenta le giare nella piramide.

STANDARD: La cosa vicino, con sei gambe o tentacoli, è quella che abbiamo visto durante il pranzo.

ROBY: E quella dopo ancora dovrebbe essere…

HUNTER: … quello grosso. Ed infatti era quello.

In mezzo ai geroglifici sulla parete è diventato possibile riconoscere il ciclo vitale dell’alieno.

ROBY: È sempre la stessa creatura. Abbiamo visto i differenti stadi del suo ciclo vitale.

STANDARD: Allora la tomba… è una specie di tempio della fertilità, dove hanno riposto le uova, e forse svolto dei rituali…

HUNTER: … E Broussard è finito nel ciclo riproduttivo.

ROBY: Noterete, spero, che non ci sono altre fasi, ci sono solo quattro forme. Dopodiché il disegno ricomincia.

STANDARD: Il che probabilmente significa…

ROBY: … Altre spore stanno per arrivare.

Interno corridoi.

Faust gira un angolo velocemente, poi si ferma di colpo notando la porta d’accesso al livello superiore distrutta.
Esita, incerto sul da farsi, poi si sente un rumore in direzione del condotto d’areazione.
Faust esita poi si avvicina al portello.

Interno condotto.

La creatura è acquattata al centro, sgranocchiando un osso insanguinato. Non ha visto Faust.

Interno corridoi.

Scansandosi e nascondendosi Faust preme il pulsante dell’interfono, e parla.

FAUST (bisbigliando): È nel condotto principale… bloccate i condotti.

Interno ponte comandi.

Standard, Roby ed Hunter stanno fissando le foto. La chiamata di Faust sorprende Standard.

STANDARD (nella radio): Cosa?

FAUST (per radio): È nel condotto principale. Bloccate tutto.

Standard esita, sta per rispondere, ma poi cambia idea e corre alla console a premere dei comandi.

Interno condotto.

Con un rumore metallico il portello interno si chiude. La creature se ne accorge ed istantaneamente esce fuori dal condotto.

Interno corridoi.

La creatura atterra sul pavimento e dà un forte colpo a Faust, facendolo volare via. L’uomo grida dal dolore, mentre il portello del condotto si chiude sul suo corpo, tagliandolo a metà.
Sulla parete una luce verde si accende: “Porte interne chiuse”.

Interno condotto.

Malgrado il fatto che il portello non sia completamente chiuso, visto che il corpo di Faust lascia uno spazio di pochi centimetri, la porta esterna della nave si apre. Subito c’è un fortissimo sibilo di aria che fuoriesce.

Esterno nave.

Nel silenzio dello spazio c’è una fuoriuscita di materiale proveniente dalla nave. Ma tutto viene distrutto dallo sbalzo di pressione a contatto col vuoto assoluto.

Interno ponte comandi.

Inizia subito una violenta bufera, provocata dallo sbalzo di pressione, mentre l’aria della nave fugge nello spazio.
Una sirena comincia a suonare e le luci rosse lampeggiano: “Depressurizzazione critica”.
Dopo il primo momento di panico e confusione, Roby esce dalla sala.

Interno corridoi.

Fogli di carta e altra roba vola via con un tremendo rumore. Arriva Roby, un po’ correndo un po’ trascinato dal violento turbinio.

Esterno nave.

La fuoriuscita di materiale continua imperterrita.

Interno corridoi.

Preso dal risucchio, Roby riesce a fermarsi addosso ad una parete. Esita un attimo, cercando di ritrovare l’equilibrio, quando vede la creatura trascinata via da un altro corridoio.
Ignorando il mostro, Roby ricomincia a correre. Si ferma afferrando lo stipite di una porta, alla fine del corridoio, davanti al portello aperto. Qui la violenza del risucchio è fortissima, i suoi vestiti si cominciano a strappare di dosso, ed il rumore è assordante.
L’uomo comincia a muovere una leva, la quale aziona la chiusura del portello. Una volta chiuso tutto quello che era in aria, compreso Roby, cade a terra. L’uomo è ansimante e respira a fatica.
Massaggiandosi la gola torna dagli altri, Standard ed Hunter, anche loro senza fiato. Cercano di parlarsi, ma la voce esce a stento. Standard mugugna qualcosa e gli altri lo seguono.

Interno sala serbatoio d’aria.

La porta si apre e Standard entra. Ci sono diverse grandi taniche di ossigeno, tutte connesse ad alcuni bocchettoni.
Standard le apre e si sente un sibilo di aria che fuoriesce: tutti si avvicinano per respirare.
Una volta ripreso fiato si siedono a terra.

ROBY: Quanto ossigeno abbiamo perso?

Standard si alza e guarda i contatori.

STANDARD: Abbiamo ancora sei ore di autonomia.

HUNTER: O mio Dio!

STANDARD: Qualcuno sa cos’è successo?

ROBY: Ho visto Faust incastrato sotto il portello principale: il suo corpo ne ha impedito la chiusura.

STANDARD: Possiamo raggiungerlo?

ROBY: No, ho sigillato l’intero settore. Perderemo ancora più aria se proviamo ad aprirlo.

Interno portello principale.

Il corpo di Faust galleggia nell’aria senza peso, con la faccia piena di sangue rappreso.

Interno ponte comandi.

I tre sopravvissuti – Standard, Roby ed Hunter – si siedono ai loro posti. Il gatto arriva dal suo nascondiglio, pieno di paura.

ROBY (prendendo il gatto): Povero micio, puss puss puss.

STANDARD: Almeno abbiamo bloccato il mostro: dovrebbe essere stata la prima cosa risucchiata via dalla nave.

ROBY: Non siamo così fortunati. L’ho visto correr via per uno dei corridoi.

HUNTER: O, no! Non possiamo combattere con quella cosa. Ci sono solo sei ore di aria… siamo morti.

STANDARD: Non mi do per vinto, c’è ancora tempo per distruggerlo e metterci nell’ipersonno.

HUNTER: Come?

STANDARD: È il momento delle drastiche misure.

ROBY: Per quello era tempo qualche giorno fa.

STANDARD: È inutile parlarne adesso. Voglio sentire qualsiasi tipo di idea, anche la più assurda.

HUNTER: Non possiamo ucciderlo a bordo: potrebbe avere quantità incredibili di acido in corpo.

ROBY: Ho un’idea, ma non vi piacerà.

STANDARD: Sentiamo.

ROBY: Va bene. Per prima cosa smorziamo tutti i sistemi vitali della nave.

STANDARD: Ma così la nave esploderà!

ROBY: Esatto, ma ci vorranno alcuni minuti prima del collasso, durante i quali potremo andare nella scialuppa di salvataggio e lasciare la nave.

HUNTER: Far esplodere la nave?

ROBY: E la creatura con lei. Potremo raggiungere Irth nella scialuppa di salvataggio.

STANDARD: Ma la scialuppa non può raggiungere la velocità necessaria.

ROBY: Non importa, siamo già a quella velocità. Una volta staccati dalla nave continueremo ad esserlo, e starà poi alla Colonia recuperarci.

HUNTER: E che sarà di tutte le prove prese dalla nave aliena? Senza quelle sarà stato tutto inutile.

ROBY: Le nostre vite sono più importanti. Comunque potremmo portarne un po’ nella scialuppa.

STANDARD: No, non funzionerà e ti dico il perché. C’è solo una capsula per l’ipersonno nella scialuppa: solo uno di noi potrebbe sopravvivere.

ROBY: Già… dimenticavo.

STANDARD: Ma l’idea è buona, se potessimo aggirare il problema. Potremo invece portare l’alieno nella scialuppa, riempirla di esplosivi e azionarli a distanza, una volta che è dentro.

ROBY: Credo che sia quasi impossibile portarlo nella scialuppa.

HUNTER: Potremmo usare il lanciafiamme.

ROBY: Non funzionerà.

STANDARD: Non puoi dirlo. Io credo sia un buon piano.

HUNTER: Il lanciafiamme ha bisogno di carburante.

STANDARD: Giusto. Abbiamo del lavoro da fare, muoviamoci.

Interno magazzino.

I tre uomini scendono dalle scale nella parte più sporca della nave, piena di attrezzatura di ogni genere.

HUNTER: Quale esplosivo dovremmo usare?

STANDARD: Io suggerirei l’N-13: è facilmente trasportabile ed ha un detonatore radio.

Hunter comincia a raccogliere dell’esplosivo. Intanto Roby guarda i raccoglitori, toccandone uno.

ROBY: È strano, sai? Questa roba che abbiamo faticato tanto per trasportare, arriverà lo stesso su Irth, ma in un altro modo… e senza di noi!

STANDARD: Qui, prendi questo.

Hunter prende dell’altra attrezzatura.

ROBY (afferrandolo): Ehi, attento!

STANDARD: È stabile, non c’è pericolo.

Cominciano a trasportare l’esplosivo per le scale.

Interno corridoi.

Mentre portano l’esplosivo il rilevatore di movimento lancia un segnale.

HUNTER: È lui!

Si fermano, mentre il suono continua. Hunter posa a terra l’attrezzatura e muove il rilevatore.

HUNTER: Lassù.

Tutti si guardano, poi Standard posa l’esplosivo ed afferra il lanciafiamme.

ROBY: Ed ora che facciamo? Lo ignoriamo e continuiamo a caricare l’esplosivo nella scialuppa, o lo cominciamo a spingere da adesso?

STANDARD: Adesso. Se riusciamo a farlo entrare nella scialuppa non avremo bisogno di farla esplodere: semplicemente lo lanciamo nello spazio.

Standard stringe il lanciafiamme e comincia a salire le scale.

Interno scalinata.

Il volto di Standard è teso mentre avanza. D’improvviso si sente un rumore metallico: l’uomo si immobilizza.
Poi prosegue. Si guarda intorno, poi vede da un oblò il corpo di Broussard che galleggia nello spazio.

STANDARD: Potete venire, è sicuro.

Gli altri arrivano.

ROBY (guardando il corpo): O… Gesù…

Il corpo di Broussard è blu e malconcio. Sbattendo sul vetro dell’oblò sembra che voglia entrare.

STANDARD: L’attrazione gravitazionale della nave deve averlo catturato.

HUNTER: Dovremmo andare a prenderlo?

STANDARD: No, è troppo rischioso. Forse dopo aver distrutto la cosa.

Si allontanano dall’oblò.
Arrivano davanti al corridoio che connette alla scialuppa di salvataggio. I tre uomini si avviano trasportando l’esplosivo. Arrivano a poca distanza dalla scialuppa.

Interno scialuppa.

La navetta è un veicolo molto semplice.

STANDARD (puntando): Lungo tutta la base.

Cominciano a posizionare l’esplosivo contro le pareti della scialuppa.

HUNTER: Questo dovrebbe andare.

ROBY: Lo spero! E faremo meglio ad essere ben distanti dalla scialuppa quando esploderà.

STANDARD: Lo saremo.

HUNTER: Quello che ci serve è un po’ di carne per l’esca.

ROBY: Be’, se ci fosse me la mangerei: comincio ad aver fame.

Una volta finito, escono.

STANDARD: Bene, ora dobbiamo attirare qui la creatura.

HUNTER (nervoso): Ho paura che qualcuno dovrà rimanere qui per chiudere la porta una volta che la cosa è entrata, e fungere così da… da…

ROBY: “Esca”?

HUNTER: Senti, qualcuno dovrà avere le mani libere per chiudere dentro la creatura.

STANDARD: Sì, e magari lanciare e distruggere la scialuppa… se gli altri sono feriti.

ROBY: A chi toccherà il privilegio?

Usano di nuovo il metodo dei pezzi di carta: ne estraggono tre a sorte.
Roby apre il suo… e vi trova la X sopra.

Più tardi, Hunter mostra il piccolo detonatore a Roby.

HUNTER: Basta che premi questo pulsante quando la scialuppa sarà lontana dalla nave, nient’altro.

ROBY: È già attivo?

HUNTER: Se premi adesso il pulsante salterà l’intera nave!

ROBY: Grazie della notizia! (si infila il detonatore in tasca).

STANDARD: Bene, Martin, rimarremo in contatto con te tramite radio.

ROBY: E mi farete sapere quando lo state trascinando qui…

STANDARD: Tienti in disparte quando arriviamo, e poi chiudi il portello, lancia la scialuppa e…

ROBY: Boom!

Il volto di Hunter si contrae nervosamente.

STANDARD: Andiamo, non abbiamo molto tempo… né aria.

Lasciano il settore. Standard porta il lanciafiamme, Hunter il rilevatore di movimento.
Roby si posiziona ai comandi, familiarizzandoci: prepara il lancio della scialuppa.
Si sente la voce di Standard per radio.

STANDARD (per radio): Abbiamo rilevato del movimento, dovrebbe essere lui: è troppo grosso perché sia il gatto.

HUNTER (per radio): Arriva da lassù.

Roby sente alcuni rumori strani.

Interno corridoi.

Standard tiene pronto il lanciafiamme mentre Hunter osserva il rilevatore.

HUNTER: Deve essersi fermato: non rilevo più niente.

STANDARD: Vado per primo, stammi dietro.

Lentamente Standard avanza per il corridoio. Poi all’improvviso sbuca fuori la creatura davanti ad Hunter, e lo colpisce. Hunter grida.
Standard si gira e vede la cosa afferrare Hunter: fissa la scena senza sapere cosa fare.

HUNTER: Il lanciafiamme!

STANDARD: Non posso… spruzzerà acido!

La creatura stacca via a morsi un pezzo di Hunter, il quale grida più forte.
Standard non resiste più: punta il lanciafiamme e spara. Ma la creatura si fa scudo col corpo di Hunter, il quale si prende tutta la carica di fuoco.
Standard cessa di sparare, ma adesso Hunter è una palla di fuoco e fiamme.
Roby intanto sta ascoltando ciò che accade, finché la radio rimane muta.

ROBY: Ehi? Standard? Hunter?

Aspetta una risposta, ma sembra che non ne verranno. Si prende la faccia fra le mani: ha un problema da risolvere, ora.
Comincia a ripercorrere la strada fatta dai suoi compagni, tenendo fra le mani il rilevatore di movimento. Vede in terra il lanciafiamme di Standard, lo prende e lo imbraccia, al posto della sua piccola pistola.
Continua a procedere seguendo il rilevatore di movimento, che gli indica qualcosa in movimento giù per le scale.
Arriva al magazzino, dove il rilevatore indica che il segnale in movimento proviene da sotto i suoi piedi. Guarda giù e vede che si trova su una lastra di metallo. Si inchina a terra e toglie la lastra, rivelando un’apertura scura. Usando il rilevatore come torcia, Roby scende tenendo sempre pronto il lanciafiamme.

L’interno è molto buio, ma con la debole luce riesce a vedere un ambiente terribile: ossa, capelli, pezzi di carne e di vestiti. Qualcosa si muove nel buio, Roby illumina tutto intorno.
Pendente dal soffitto c’è un bozzolo, di un materiale strano, che dondola. Col lanciafiamme pronto, Roby si avvicina al bozzolo, ed appena è abbastanza vicino vede che il bozzolo è trasparente, ed dentro questo si vede il corpo di Standard.
All’improvviso Standard apre gli occhi e fissa Roby, che salta indietro violentemente.

STANDARD (sussurrando): Uccidimi…

ROBY (impaurito): Che ti ha fatto?

STANDARD: Guarda…

Roby muove la torcia dove Standard indica. Un altro bozzolo dal soffitto, ma è diverso. È più piccolo e scuro… ed è identico alle giare trovate nella tomba nella piramide.

STANDARD (sussurrando): Quello era Melkonis… ha mangiato Hunter…

ROBY (cercando qualcosa in giro): Riuscirò a liberarti.

STANDARD: No… ha mangiato troppo di me…

ROBY (con l’orrore sul volto): Cosa posso fare?

STANDARD: Uccidimi…

Roby lo guarda con orrore, poi si fa indietro e spara col lanciafiamme. Quando tutta la stanza è divorata dal fuoco, si gira e sale le scale.
Si ferma un attimo a riprendere fiato, poi prosegue.

Sul ponte comandi trova il gatto vicino alla cuccetta, la quale è attrezzata per il sonno criogenico. Prende il gatto, lo chiude dentro, lo saluta ed aziona la cuccetta. In pochi secondi l’animale dorme. Presa la cuccetta, Roby continua a camminare.
Arriva vicino ad un canestro di metallo. Legge sull’etichetta.

ROBY: Che cosa sarà, Kitty? Ecco, Tacitum-35, dieci chili. Con questo potrei comprarmi un’isoletta o un simpatico pianetino.

Infila il canestro nella borsa e torna alle scale.
Con la cuccetta del gatto, il lanciafiamme ed il canestro, Roby entra nella sala comandi.
Si avvicina al pannello principale, poggia a terra il suo “bagaglio”, e studia i nomi dei pulsanti.
Una sirena comincia a suonare.

COMPUTER: Attenzione. Il processo di autodistruzione sarà completo in 4 minuti e 50 secondi. Attenzione…

Finalmente Roby chiude l’ultimo contatto. Nervosamente afferra tutta la sua roba e corre via.
La sirena continua a farsi sentire.

COMPUTER: Attenzione. Il processo di autodistruzione sarà completo in 4 minuti e 30 secondi. Attenzione…

Arriva alla scialuppa di salvataggio… e trova la creatura ad aspettarlo, dentro la scialuppa. Il mostro sibila davanti a lui.
Roby scatta sui comandi e preme il pulsante per far abbassare il portello della scialuppa, intrappolando il mostro dentro.

COMPUTER: Attenzione. Il processo di autodistruzione sarà completo in 4 minuti.

Indeciso, Roby fissa il pulsante di lancio della scialuppa. Si può sentire il mostro che si agita dentro.
Finalmente si decide e torna indietro correndo nella sala comandi. Come un pazzo corre fra i corridoi, livello dopo livello.

COMPUTER: Attenzione. Il processo di autodistruzione sarà completo in 3 minuti e 30 secondi.

Roby entra nella sala comandi quasi sfondando la porta. La stanza è piena di fumo ed i circuiti sono danneggiati, mentre la temperatura è altissima. Corre ai controlli e comincia a disattivare il dispositivo di autodistruzione.
Ma la sirena continua a suonare.

COMPUTER: Attenzione. Il processo di autodistruzione sarà completo in 3 minuti.

Roby preme un pulsante e parla in un microfono.

ROBY: Computer, ho annullato la sequenza di autodistruzione: cosa c’è che non va?

COMPUTER: Il processo ha superato il punto di non ritorno. Il processo di autodistruzione sarà completo in 2 minuti e 35 secondi.

Sul viso di Roby si forma uno sguardo di terrore. Si gira e ricomincia a correre fuori dalla stanza. Di nuovo attraversa i corridoi della nave, mentre il computer continua l’autodistruzione.
Senza fiato si ritrova davanti alla scialuppa di salvataggio. Si accorge che questa è aperta: afferra il lanciafiamme ed entra. Si guarda velocemente intorno per cercare di scovare la creatura.

COMPUTER: Attenzione. Il processo di autodistruzione sarà completo in 90 secondi.

Dopo aver ispezionato la scialuppa, Roby stabilisce che il mostro dev’essere uscito in sua assenza. Porta a bordo la cuccetta del gatto e la borsa.

COMPUTER: Attenzione. Il processo di autodistruzione sarà completo in 60 secondi.

Roby si avventa sul pulsante di lancio, e lo aziona. La scialuppa di salvataggio viene lanciata lontano dalla nave madre. Durante l’accelerazione Roby si lascia andare sulla poltrona. Si sfila la tuta e sistema la cuccetta del gatto.
La Snark ormai è un puntino lontano nello spazio… poi c’è l’esplosione. Una palla di fuoco arancione si espande in lontananza. L’onda d’urto si infrange sulla scialuppa, facendo tremare tutto. Poi torna la quiete.

Roby guarda la scena dall’oblò, ed il suo viso è illuminato di arancione, con una strana espressione, dovuta al fatto che ha perso tutto: la propria nave ed i propri amici.
Il gatto all’improvviso soffia… e la creature esce fuori dal suo nascondiglio, dov’era sempre stata.
Roby si lancia violentemente all’indietro, mentre il mostro tira fuori un suo trofeo: un braccio umano. Comincia a mangiarlo guardando l’uomo terrorizzato.

Il primo pensiero di Roby va al lanciafiamme, ma sfortunatamente questo giace proprio davanti al mostro. Poi si guarda in giro cercando un posto dove nascondersi, ed i suoi occhi incontrano un piccolo ripostiglio contenente le tute spaziali, la cui porta è rimasta aperta.
Comincia a muoversi in quella direzione, ma si immobilizza quando la creatura sibila e mette giù il braccio umano. Roby scatta e si infila nel ripostiglio, chiudendosi dietro di sé la porta.
L’alieno scatta anche lui, ma viene fermato dal pannello di vetro del ripostiglio, attraverso il quale Roby fissa la creatura a distanza ravvicinata. Poi il gatto distrae l’alieno. La creatura si avvicina alla cuccetta dentro la quale il gatto le soffia contro. La afferra coi suoi tentacoli.
Cercando di distogliere il mostro dal gatto, Roby batte sul vetro, ma l’alieno reagisce così velocemente che in un attimo è di nuovo davanti al volto di Roby. L’uomo si immobilizza, e la creatura torna alla cuccetta.

Roby si guarda intorno e la sua attenzione cade su una tuta spaziale. Velocemente comincia ad indossarla.
L’alieno afferra la cuccetta fra i tentacoli, mentre il gatto si agita e mentre Roby indossa la tuta. Il mostro getta la cuccetta a terra, aprendola e cercando con un tentacolo di afferrare il gatto all’interno.
Roby intanto indossa il casco della tuta e il respiratore. Su uno scaffale vede una pistola langia-ganci. Batte di nuovo sul vetro, la creatura si volta e torna davanti a lui.

ROBY: Prova un po’ questo, fottuto bastardo.

Apre la porta con un calcio. La creatura fa per scattare in avanti, ma viene colpita dal proiettile della lancia-ganci.
Si sente un rumore orribile, mentre del sangue acido schizza via dalla ferita.
Prima che l’acido tocchi il pavimento, Roby apre di scatto il portello principale, il che provoca una rapida fuoriuscita di aria, e della creatura sanguinante, nello spazio. Roby si regge ad una sbarra d’acciaio per non essere risucchiato via, ma appena la creatura passa davanti a lui, venendo risucchiata, questa si aggancia con un tentacolo alla sua caviglia.

Roby viene trascinato fino quasi fuori la scialuppa dalla creatura. La colpisce con un calcio, ma non serve. Riesce ad afferrare la leva del portello e la tira. Il portello si chiude, lasciando l’uomo dentro la scialuppa, ma tranciando un tentacolo della creatura. Roby riesce a liberarsi dalla presa del tentacolo.
La creatura ora galleggia nello spazio, tenuta alla scialuppa dal tentacolo incastrato nel portello, il quale comincia a sanguinare e a colare acido, mangiando il metallo.
Roby corre ai comandi e preme il pulsante con su scritto “Reattori di accelerazione”. I reattori si trovano proprio davanti all’alieno: questi si accendono solo per pochi secondi, ma bastano per incenerire la creatura e spargerne i resti nello spazio.
Roby guarda il mostro allontanarsi attraverso l’oblò della scialuppa.

Nella scialuppa ripressurizzata Roby, senza tuta, si siede sulla poltrona di comando, con il gatto sulle gambe.

ROBY (dettando): … Così sembra che tornerò alle Colonie come previsto, dopotutto. Dovrei essere a destinazione nel giro di 250 anni circa, ed allora, con un po’ di fortuna, la rete di controllo mi verrà a prendere. Non sono più così ricco come lo ero giorni fa, ma almeno sono vivo. Accidentalmente sono riuscito a salvare un piccolo souvenir di tutta questa faccenda.

Fruga nella borsa e ne tira fuori il teschio alieno.

ROBY: Il povero Yorick, qui, proverà che non sono pazzo. Mi chiedo se avessimo incontrato lui invece di quel mostro… magari le cose sarebbero andate in modo diverso.

Ripone il teschio in una teca.

ROBY: Qui parla Martin Roby, ufficiale esecutivo, unico sopravvissuto del vascello mercantile Snark. Passo e chiudo. Andiamo, gatto, è ora di dormire.

Roby spegne il registratore e, con il gatto, entra nella capsula per l’ipersonno.
Il teschio alieno gli fa da sentinella.

Esterno spazio.

La scialuppa di salvataggio procede lenta nel suo viaggio di 250 anni verso Irth.

Appena la nave è passata, si vede un’urna di spore aliene attaccata allo scafo…

FINE


L.

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6 pensieri su “ALIEN / Starbeast (1976) La sceneggiatura originale (5) FINE

    • Scopriamo così che Cameron è andato a ribasso 😀
      Rimane misterioso il fatto che questa sceneggiatura si apra con una nota che specifica come la nave stia facendo rotta verso la Terra (Earth) però poi durante tutto il testo O’Bannon parli di Irth. Il copione – che si può trovare ovunque, in rete – mostra uno schizzo con le “colonie”, quindi potremmo ipotizzare che Irth sia una delle colonie intorno alla Terra… ma che scrittore pigro è quello che chiama Irth la colonia di Earth? 😀

      "Mi piace"

  1. Finalmente sono riuscito a terminare la lettura! Spettacolare questo copione! Ok, con idee prese qua e là (dove “là” sappiamo che è un punto ben preciso!), però ha una forza incredibile e lo dimostra il fatto che il film di Scott lo usa direi al 75%!

    C’è addirittura pure la scena che poi fu tagliata dell’ultimo sopravvissuto che col lanciafiamme uccide un suo compagno “imbozzolato” dallo xenomorph! Idea poi ripresa alla grande da Cameron in Aliens….

    Grazie ancora per aver scritto sul blog questa perla!!!

    Piace a 1 persona

    • Grazie a te, e leggere queste sceneggiature è anche un modo per apprezzare poi il lavoro di rifinitura fatto per il film definitivo.
      Le famose scene tagliate di Alien – quelle presenti nel DVD del 1999 – a occhio mi sembra ci siano tutte, e dalla lunga intervista a Ridley Scott pubblicata l’altra settimana pare che le scene non solo tagliate ma mai girate interessino più modifiche successive del copione, mentre le idee di O’Bannon ci sono tutte.

      Piace a 1 persona

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