[1979-06] ALIEN Preview su “Starlog” 23

Traduco questo articolo apparso sulla rivista specialistica “Starlog” numero 23 (giugno 1979).


Special Preview: ALIEN

di Bob Martin

da “Starlog Magazine”
numero 23 (giugno 1979)

Visioni di una bellezza sovrannaturale…
Una terribile creatura misteriosa…
È il primo gothic thriller spaziale del cinema di fantascienza

In una qualche distante regione inesplorata dello spazio la malconcia astronave Nostromo trasporta sette astronauti, cinque uomini e due donne, in una spedizione commerciale. Sono viaggiatori indipendenti che fanno la spola fra i pianeti, estraendo petrolio e preziosi materiali, raffinandoli e infilandoli nel grande complesso di stoccaggio che la Nostromo si porta dietro. Molto del loro tempo è speso in “ipersonno”, un tipo di animazione sospesa, mentre attraversano le vaste distanze che separano i pianeti. Ora il loro sonno esteso è interrotto, perché il computer dell’astronave intercetta un messaggio di soccorso da un pianeta nelle vicinanze. L’equipaggio investiga sulla chiamata e così incontra l’orrore extraterrestre… l’alieno.

Questo è quanto la 20th Century Fox ha ufficialmente rivelato della trama di Alien, il loro primo grande film di fantascienza dopo Guerre Stellari. La sua uscita è prevista per il 25 maggio, due anni dal giorno della prima distribuzione in sala del successo di George Lucas.

Malgrado la “cospirazione del silenzio” della Fox riguardo la natura e l’aspetto dell’alieno, sono filtrate abbastanza informazioni attraverso il sipario di celluloide per suggerire che sarà una delle più strane creature mai apparse al cinema. Indiscrezioni rivelerebbero che cambia aspetto durante la storia. Veronica Cartwright, che interpreta la navigatrice Lambert (ed è stata vista l’ultima volta nel ruolo di Nancy Bellice in Terrore dallo spazio profondo), la descrive come un parassita che sceglie l’ufficiale Kane (interpretato dall’attore britannico John Hurt) come suo ospite.

H.R. Giger, l’artista surrealista svizzero che ha disegnato la creatura e l’aspetto della sua astronave, dice dell’alieno: «È elegante, veloce e terribile. Esiste per distruggere e distrugge per esistere. Una volta visto, non sarà mai dimenticato. Rimarrà a lungo, forse per sempre, con la gente che l’ha visto, magari nei loro sogni o incubi. Io stesso l’ho sognato, così spesso che mi è capitato di aver paura di andare a dormire.» Prima che le dichiarazioni di Giger possano essere accusate di esagerazione, è necessario vedere il suo precedente lavoro. I suoi dipinti, raccolti nel volume Giger’s Necronomicon, sono potentissimi: contrapposizioni stridenti di ossa, carne e macchinari in disegni intricati e dalla bellezza algida.

Dan O’Bannon, lo sceneggiatore che ha concepito la creatura, è particolarmente cauto nel discutere dell’alieno.

«Francamente», dice O’Bannon, «credo che la Fox stia giocando bene le sue carte. La gente pagherà 4,50 dollari per entrare, sedersi dire “Mostratemi”: e, ragazzi, glielo mostreremo!»

«Vi dirò questo, comunque: è pauroso. In effetti la Fox sta organizzando delle proiezioni in anteprima in diverse città per determinare se non sia troppo pauroso, prima di eseguire il montaggio definitivo.»

«Spero vivamente che non aspettino troppo e rovinino l’attesa. Sono cresciuto con tutti quei film e libri horror, e con Alien ho solo voluto vedere se riuscivo a creare qualcosa di altrettanto spaventoso, senza violenza o effettacci. Quello che è strano è che quando la Fox ha letto il copione ha detto: “Eh! Non è spaventoso!” Mentre stavamo facendo il film, diceva: “Eh, ancora non è spaventoso”. Quando è stato tutto montato, ha detto che ora era troppo spaventoso.»

O’Bannon non è d’accordo nel trattare Alien come un altro Guerre Stellari. «Entrambi costano milioni di dollari ed entrambi hanno astronavi: ecco tutta la loro somiglianza. Io avrei sperato di creare un film con un formato ed un sonoro normale, ma la Fox ha deciso per i 70 millimetri e per il suono in Dolby. Credo che il pubblico si stancherà di essere pressato sulle loro poltrone dalla colonna sonora.»

«Ma questo non è un altro film tutto “effetti speciali”. Abbiamo degli effetti speciali, ma in film come Guerre Stellari e Superman ogni tre minuti viene mostrata una qualche meraviglia e tu pensi: “Oh, grande, effetti speciali”, e credo che vada bene per film di quel genere, ma non per Alien. Niente aiuterà ad evadere dalla “realtà”, una volta che le premesse sono accettate, altrimenti rovinerebbe la suspense

«La Fox vede parecchie somiglianze fra Alien e Guerre Stellari, e fra Alien e Il presagio, principalmente perché vorrebbero sfruttare due mercati caldi. Un sacco di gente pensava che John Williams avrebbe scritto la colonna sonora. Io e il regista, Ridley Scott, volevamo un compositore giapponese di nome [Isao] Tomita, invece ho capito che ora le musiche le sta componendo Jerry Goldsmith

«Probabilmente la ragione per cui la Fox non ha ingaggiato Tomita è la loro riluttanza a lavorare con tizi che non facciano parte del settore: ho avuto la stessa difficoltà a convincere la casa ad ingaggiare Giger per disegnare l’alieno.»

«All’inizio della pre-produzione la Fox ha avuto difficoltà nel trovare un regista, dopo essersi rifiutata di considerarmi per quel posto. Ho lavorato con Giger e con Alejandro Jodorowsky alla produzione di Dune e lo volevo per Alien, ma non sono riuscito a convincere la Fox. Alla fine, quando hanno ingaggiato Ridley, ho mostrato a quest’ultimo il lavoro di Giger e lui ha convinto la Fox a lavorare con l’artista.»

«Devo dar credito a Ridley di aver salvato il film in quella fase della lavorazione, prima del suo arrivo le cose erano andate talmente per le lunghe che rischiavano di ristagnare. Lui è arrivato e ha rimesso tutto insieme: ha letteralmente tirato fuori il progetto dalle sabbie mobili. Ha preso tutto il lavoro di pre-produzione che avevamo fatto e l’ha ristrutturato per adattarlo alla sua personale visione. Come potete vedere nel suo film I duellanti, lo stile visivo è una parte molto importante del suo lavoro.»

«Quando Giger è salito a bordo, è stato un sogno poter lavorare con lui. Non corrisponde affatto all’immagine che potreste farvi di lui, guardando il suo lavoro. Una volta che abbiamo deciso l’aspetto della creatura aliena, lui ne ha fatto un dipinto. Lavora su grandi tele e lavora tutti quei minimi particolari con l’aerografo. Dopo aver dipinto l’alieno, l’ha scolpito e il suo modello è stato utilizzato per fare i calchi della creatura del film.»

O’Bannon è particolarmente interessato al credito che merita il gruppo di artisti che ha assemblato per lavorare al design del film. Sospetta infatti che il loro lavoro possa rimanere all’ombra degli art director Les Dilley e Roger Christian, e del costume designer John Mollo. Tutti e tre insigniti di Premi Oscar per il loro contributo a Guerre Stellari.

«Chriss Foss, un artista britannico specializzato nel fantastico, e Ron Cobb hanno disegnato la tecnologia terrestre, mentre le incredibili tute spaziali sono state disegnate da Jean Giraud, un artista francese il cui lavoro è pubblicato con il nome di Moebius. Ho sentito che Giger e Cobb saranno accreditati come “concept artists“, il che davvero non rende la quantità di lavoro artistico che loro hanno realizzato, mentre Giraud e Foss riceveranno ancora meno credito.»

Un altro problema di crediti riguarda la sceneggiatura stessa. Il copione originale di O’Bannon, scritto insieme al produttore esecutivo Ron Shussett, è stato rielaborato da Walter Hill, uno dei co-produttori del film, meglio noto per il suo controverso film I guerrieri della notte. Di conseguenza il bollettino ufficiale dell’American Film Institute ha pubblicato un articolo in cui suggeriva che Hill, più di O’Bannon, fosse responsabile per la qualità professionale del copione finale. O’Bannon ha preso l’articolo come un “insulto personale” e ha informato “Starlog” che i crediti di sceneggiatura di Alien sono sotto revisione del Writer’s Guild per determinare se il nome di Hill debba essere rimosso dai crediti. Se questo avvenisse, O’Bannon e Shussett saranno gli unici autori del film.

«Il contributo di Hill si è concentrato principalmente sulla caratterizzazione, e ha trasformato il copione nel suo proprio formato», dice O’Bannon. «Inoltre ha aggiunto un sacco di dialoghi da quattro lettere, il che secondo me, in un film come Alien, è una distrazione che distrae dalla suspense. Per fortuna, molto di quel materiale è stato rigettato.»

«Il mio copione era professionale e la suspense era tutta lì. Ho passato tutti gli anni fra il mio primo lavoro filmico, Dark Star, a studiare come scrivere una buona suspense in un copione. E nel frattempo sto scrivendo un romanzo che dimostrerà ciò che ho imparato.» [Del romanzo che O’Bannon cita in tutte le interviste del periodo non esiste traccia. Nota etrusca]

Nonostante il suo espresso disincanto nei confronti del sistema hollywoodiano in generale, e della Fox in particolare, O’Bannon rimane in attesa del debutto del film, il 25 maggio.

«Quando tutto questo è iniziato, nel 1975, ero davvero a terra», dice O’Bannon. «Io e John Carpenter avevamo riversato tutti noi stessi in Dark Star e riposto parecchia speranza nel progetto. Quando è uscito, molti dei meriti per il film andarono a John come regista. [O’Bannon diresse gli effetti speciali e co-sceneggiò il film, oltre ad interpretarlo. Nota del giornalista] Poi c’è stato il progetto di Dune, che sarebbe stato un film incredibile di cui avrei diretto gli effetti speciali. Dopo due milioni di dollari spesi in pre-produzione, i produttori si tirarono indietro e il progetto venne chiuso. Mi ritrovai a Los Angeles, senza un soldo, e Ron Shussett è stato l’unico ad offrirmi un posto in cui stare. Il primo giorno che mi sono presentato alla sua porta mi ha detto: “Dan, credo che faremo qualcosa di grande insieme: lo sento”. Qualche settimana dopo stavamo rielaborando un mio vecchio copione, Star-Beast, rintitolandolo Alien. È grandioso vedere tutto prendere vita dopo quattro anni di sforzi.»

Fortemente debitore dell’influenza di O’Bannon, Alien promette di essere anni luce distante dalle fantasie offerte da Guerre Stellari, Incontri ravvicinati del terzo tipo e Superman. Senza nulla togliere alla qualità di questi film, i fan della fantascienza sperano che Alien proverà che le serie speculazioni sulla bellezza e l’orrore del cosmo inesplorato riusciranno ad essere un’esperienza ugualmente appassionante.


L.

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2 pensieri su “[1979-06] ALIEN Preview su “Starlog” 23

  1. Sempre diplomatico il nostro Dan 😉 E però, ancora una volta (Cit. “Io avrei sperato di creare un film con un formato ed un sonoro normale, ma la Fox ha deciso per i 70 millimetri e per il suono in Dolby. Credo che il pubblico si stancherà di essere pressato sulle loro poltrone dalla colonna sonora.”), NON aveva visto lontano…

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