[1984-04] Veronica Cartwright su “Starlog”

Traduco questo articolo apparso sulla rivista specialistica “Starlog” numero 81 (aprile 1984).

Si tratta di una lunga intervista all’attrice Veronica Cartwright in occasione dell’uscita del film Uomini veri (The Right Stuff, 1983): mi limito a riportare l’interessantissimo passaggio in cui Veronica ricorda la lavorazione di Alien.

Da notare come pone l’accento non solo sulle scene inedite girate ma scartate dal montaggio – chissà se le abbiamo poi viste tutte! – ma sullo strano cambiamento della sua “morte” nel film: per l’occasione, riporto anche le dichiarazioni dell’attrice rilasciate nel suo audio-commento per il cofanetto Alien Quadrilogy (2003), presente anche nel Blu-ray del 2012.


Veronica Cartwright
is Betty Grissom

di Robert Greenberger

da “Starlog Magazine”
numero 81 (aprile 1984)

Veronica Cartwright finalmente rivela il suo “decesso originale” [in Alien] e lo paragona a quello che abbiamo visto sullo schermo. «Da quel che ho capito…», comincia, «ricordate quando Yaphet Kotto viene ucciso? Era previsto che io sgattaiolassi lungo la parete e mi andassi ad infilare in uno sgabuzzino: lo stesso in cui prima c’era il gatto. L’alieno doveva rintracciarmi grazie ai suoi sensi ed io… morivo di paura [I die of fright]. Be’, questo è quanto mi hanno detto, ma subito dopo mi ritrovavo appesa ad un gancio da macellaio.»

«Tutto ciò che mi viene in mente è che sono stata violentata dall’alieno. In più, quelle erano le gambe di Harry Dean Stanton. Se guardate il film, lui indossava scarpe da tennis e pantaloni blu. Io invece indossavo pantaloni bianchi e stivali da cowboy. Quando ho visto il film al cinema, sono rimasta molto sorpresa.»

«Molte scene che sono state girate non ci sono nel film finito. Credevo che certi avvenimenti andassero in tutt’altra direzione rispetto a come vanno in Alien, e questo mi ha sorpreso.»

«Era molto claustrofobico, e noi dovevamo continuamente fare i conti con l’anidride carbonica. Quegli elmetti erano terribili, ci si aspettava che mandassero ossigeno ma si dimenticarono il mio e sono svenuta: quello fu interessante. Tutti noi svenimmo.»


Dall’audio-commento
di Alien Quadrilogy (2003)

Queste sono le gambe di Harry Dean…

… perché io porto pantaloni bianchi e stivali da cowboy per tutto il film.

La prova “vestiaria” che la morte di Lambert è invece quella di Brett!

Ma quello è preso dalla scena dove l’alieno viene più in quella specie di magazzino: hanno manipolato l’immagine per non farla sembrare blu, ma quella non è neanche la grata che sta sul pavimento.

Ricordo che la prima volta che lo vidi al cinema, alla fine ovviamente i giornalisti mi chiesero: «Com’è stato?» Io risposi: «Non saprei, perché non lo chiedete ad Harry?» Ero arrabbiatissima. Cioè, anni dopo funziona, quindi va bene, ma avrebbero potuto avvisarmi.

Ma ecco, la scena della morte non venne mai completata. Quello che dovevo fare era strisciare via e praticamente morivo di paura nella cassa [discutibile traduzione di locker. Nota etrusca], e doveva essere la stessa cassa in cui c’era stato Jones. Ma quella cosa non venne mai girata. E chiedevo quando avremmo finito la scena, perché passarono subito a girare qualcos’altro.


L.

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2 pensieri su “[1984-04] Veronica Cartwright su “Starlog”

    • Visto che siamo in pieno quarantennale, magari un bel librone fotografico con le scene girate ma scartate sarebbe stato carino farlo. Quello in uscita ad aprile mi puzza di replica patinata del mitico “La storia di Alien”…

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