[2008-09] Predator: Omnibus 4

Cover di Ray Lago

Quarta parte di una corposa serie antologica con cui la Dark Horse Comics raccoglie tutte le storie di Predator edite all’epoca, in ordine cronologico.
Ecco il contenuto di Predator: Omnibus volume 4, che trovate a buon prezzo su Amazon in digitale:


[1997-07] Predator: Primal  Denali, National Park, Alaska. Un’oasi naturale dove è davvero troppo facile cacciare la fauna locale: il Predator che qui è atterrato non sembra molto contento, perché in fondo non c’è alcun onore in questi trofei. Ci vorrebbe un animaletto un po’ più combattivo… tipo un orso!
Il Predator ottiene ciò che vuole, una lotta ad armi pari ed anche particolarmente cruenta, da cui ricava ferite che cura con quel medikit visto in Predator 2 (1990) e poi mai più: a meno che non abbiate giocato ad Aliens vs Predator 2 (Sierra 2001).


[1997-12] Predator: Nemesis  Il 16 agosto 1896 il capitano Edward Soames si reca al Diogenes Club perché convocato da Mycroft Holmes in persona: c’è un nuovo assassino a Londra, e non è Jack lo Squartatore. Soames ha il compito di indagare, con l’aiuto dell’ispettore Lestrade, e nel caso uccidere il maniaco. Ben presto il capitano scopre che la creatura da cui era fuggito anni prima in India l’ha raggiunto a Londra: è ora di affrontare la sua nemesi.
Il protagonista della storia è l’antenato della Jaya Soames di Predator: Hunters (2017) e Predator: Hunters II (2018).


[1999-03] Predator: Homeworld  Un guerriero giunge sulla Terra per la consueta caccia rituale, ma stavolta trova due altri tipi di cacciatori: un’ecologista e un fotografo, entrambi umani, entrambi curiosi di capire chi sia l’alieno. E anche noi siamo curiosi di capire perché… sembri un Predator vecchietto!
La storia, letta oggi, non mi sembra chissà che. La solita agenzia governativa che vuole mettere tutto a tacere dopo aver acquisito informazioni, la domanda sospesa “chi è peggio, l’alieno onorevole o l’umano infame?”, altre cose non particolarmente entusiasmanti e fra queste annovero i variopinti disegni di Toby Cypress, che non mi fanno proprio impazzire.


[1999-08] Predator: Xenogenesis  Le Nazioni Unite lanciano un programma per neutralizzare i Predator a “casa loro”: cioè in una piramide precolombiana cinque anni prima dell’Alien vs Predator (2004) di Paul W.S. Anderson! Intanto un uomo continua la sua sfida solitaria con uno Predator, che culminerà in un duello alla spada… undici anni prima del Predators (2010) di Nimród Antal!
La confusione dei disegni e della trama – che appare decisamente una minestra allungata all’infinito – mette a dura prova il lettore e rende queste miniserie decisamente dimenticabili.


[1998-02] Predator: Hell Come a Walkin’  Settembre 1863, Altopiano d’Ozark, da qualche parte al confine tra Missouri ed Arkansas. Un gruppo di soldati sudisti fa un brutto incontro.
Quello che segue è un mare di chiacchiere scritte in dialetto sudista inframezzato da tedesco, visto che uno dei personaggi viene dalla Germania, e ovviamente dà per scontato che le guerre americane siano non solo ben note al pubblico, ma di straordinario interesse. Quindi ciò che si presenta è una storia noiosissima dove ogni soldato parla del diavolo che una volta ha incontrato, finché non arriva un Predator. Così, a casaccio.


[1998-05] Predator: Captive  Tyler Stern, delle Stern Industries, ha costruito in Texas un’oasi naturale per il suo Predator in cattività, sotto l’occhio attento del colonnello Falkner – che ha incontrato un Predator già nel 1984 in Nicaragua. Fingendosi morto, la creatura spinge Stern a far uscire una squadra medica: è l’inizio del massacro.
Una storia breve ma deliziosa, anche se mi rimane il dubbio che il Predator monco possa riferirsi a qualche storia precedente: che sia la creatura vista in Predator: Kindred (1996)?


[1998-11] Predator: Demon’s Gold Il nostro Claudio Castellini regala disegni-capolavoro ad una storiella breve apparsa su “Dark Horse Presents”.
Llanganati Mountains, Ecuador. I nazisti arrivano, distruggono tutto e usano un ragazzino di dieci anni per farsi guidare dove sanno esserci l’oro degli Inca. Il bambino sa che l’uccideranno, che non esiste parola d’onore fra quegli uomini, così prega i suoi dèi… e uno di loro interviene.
Castellini ci regala oro e disegni mozzafiato!


Ecco le rispettive copertine nell’edizione Omnibus:

L.

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