[1979-03] ALIEN Preview su “Starlog”

Traduco questo articolo apparso sulla rivista specialistica “Starlog Magazine” numero 20 (marzo 1979) che però presenta palesemente un testo scritto mesi prima, visto che dà il Natale 1978 come ancora da venire!

All’inizio sembra quasi che in queste prime interviste sul film Dan O’Bannon appaia tollerante e positivo, ma fa piacere man mano vederlo “scoprirsi” e, caduta la maschera, ritroviamo il livoroso ed astioso Dan che conosciamo…


ALIEN Movie Preview

di Richard Meyers e Phil Edwards

da “Starlog Magazine” numero 20 (marzo 1979)

Durante gli ultimi due anni, i fan del cinema di fantascienza sono stati inondati da film con orde di fantastiche creature aliene amichevoli. Chewbacca, l’altissimo Wookie irsuto, ha combattuto al fianco dei suoi compagni umani in Guerre Stellari. I visitatori d’oltre-mondo di Incontri ravvicinati del terzo tipo hanno abbracciato l’umanità intera in un incontro quasi mistico. Superman ci mostra l’abitante di Krypton fermamente impegnato a salvare la Terra dal male nel grande film di questo Natale. Il prossimo anno, comunque, apparirà una ruga nella benevolenza aliena… vista la luce decisamente minacciosa che proviene dalla produzione multimilionaria della 20th Century Fox, Alien.

Dan O’Bannon, che ha co-sceneggiato e supervisionato i concetti visivi [visual concepts], descrive la particolare premessa della produzione in modo enigmatico. «Cosa succede», chiede, «quando vieni coinvolto da una creatura fortemente sessuale ma il cui corpo non è compatibile con gli esseri umani?»

O’Bannon, noto per il suo contributo nella creazione del classico di culto Dark Star e per gli effetti dei computer in Guerre Stellari, prende una pausa per lasciar sedimentare le implicazioni della sua domanda. «In effetti», continua, «in questo film abbiamo un incontro cosmico di tipo completamente differente, che scatena una sorta di strano amore.» A questo punto, O’Bannon si lancia in una grossa risata satanica… che getta una luce sinistra sulla fantomatica “love story” del film.

«È una combinazione di due generi classici», spiega il produttore di Alien Gordon Carroll, «il racconto horror gotico in cui la gente è intrappolata in uno spazio isolato con in più il confronto fra uomo e terrore spaziale tipico della fantascienza.»

«Non c’è nulla di nuovo», specifica O’Bannon. «Risale agli anni Cinquanta e a film come La “cosa” da un altro mondo (1951), Assalto alla terra (1954) e L’invasione degli ultracorpi (1956). Ma essendo noi negli anni Settanta ed essendoci stato Guerre Stellari e tutti gli altri film, Alien ha un sapore decisamente anni ’70.» O’Bannon lancia un altro suo sorriso e poi si richiude nel silenzio.

O’Bannon e tutti gli altri della produzione di Alien rifiutano di discutere i particolari del loro misterioso film, non importa quanto li si preghi. Comunque gira un foglio che riporta come il succo della storia girerebbe intorno ad un gruppo di impavidi astronauti minacciati da una creatura che può cambiare forma a piacimento. O’Bannon non conferma né smentisce queste informazioni, dicendo che «Gordon continua a dire che non appena trapelasse qualche indiscrezione, finirebbe in TV la settimana successiva!»

O’Bannon è comunque più che felice di discutere la storia di Alien, un thriller noto in alcuni ambienti come “Lo Squalo in versione fantascientifica”. «Originariamente», inizia, «il copione mio e di Ronald Shusett è stato acquistato da un’azienda di nome Brandywine Production, composta da tre uomini: Gordon Carroll, Walter Hill e David Guiler. [Svista per Giler. Nota etrusca.] All’inizio doveva dirigerlo Hill, poi portarono il copione alla Fox e lo studio è diventato molto nervoso… prima, durante e dopo il nostro accordo. Pensavano che sarebbe stato un prodotto un po’ troppo violento, dopo il loro successo con Guerre Stellari. In verità sono ancora nervosi, ma piano piano stanno diventando anche entusiasti.»

Ad alimentare il loro entusiasmo c’è una squadra produttiva che include alcuni grandi artisti, disegnatori ed esperti di effetti speciali. Fra i pittori internazionali chiamati a creare costumi, macchinari e concept extraterrestri c’erano Chris Foss, Moebius, Ron Cobb e il controverso europeo H.R. Giger. A bordo del treno di Alien c’era anche Brian Johnson, famoso nel mondo per il suo lavoro di effetti speciali su Spazio 1999 e attualmente a lavoro sugli effetti de L’Impero colpisce ancora, il primo seguito di Guerre Stellari.

Una volta stabilito il gruppo degli effetti speciali, il regista Hill si è ritrovato a non essere disponibile, per impegni già programmati. I produttori hanno risolto il problema assumendo immediatamente Ridley Scott, un regista acclamato dalla critica per il suo premiato I duellanti (1977). Il cambio di piani si è rivelato fruttuoso per la squadra di Alien.

«Sono molto contento di Ridley», afferma O’Bannon. «Ha una immaginazione davvero intensa, vivida, ed ha riconcettualizzato la mia scarna idea trasformandola in qualcosa di estremamente ricco. E ti dirò, Ridley lavora davvero duro. Ron Cobb dice che per farlo dormire la notte lo devi prendere a pugni! Fosse per lui lavorerebbe 24 ore al giorno.»

L’energia di Scott è contagiosa, così da quando la produzione di Alien è arrivata agli Shepperton Studios britannici l’intero progetto è stato ridisegnato da zero. Moebius ha gestito il disegno finale dei costumi, Ron Cobb ha pensato ai macchinari e Giger ha creato un incredibile schieramento di extraterrestri, così alieni da far impallidire quelli visti nella scena della cantina di Guerre Stellari. Il più grande problema della squadra di Alien è ora prendere le anatomie aliene di Giger e trasformarle in una creatura cinematografica vivente.

O’Bannon, da alcuni mesi coinvolto nella produzione di Alien, non ammette visitatori sul set quindi non sappiamo come la squadra sta risolvendo il problema. Comunque è disposto a divulgare qualche segreto. «È tutto fatto in modo meccanico, in una maniera o nell’altra», dice. «Non utilizzeremo alcun tipo di animazione in stop-motion. I produttori non capiscono questo tipo di animazione, non la vogliono toccare neanche con un bastone, specialmente da quando Carlo Rambaldi ha creato quell’omino gommoso per CE3K [Forma contratta per Close Encounters of the Third Kind. Nota etrusca] Che razza d’animazione! Che razza di patetica bambola! Ora sono tutti eccitati per quanto sono fantastiche le sue tecniche. Possibilmente i nostri effetti saranno molto semplici. Nick Allder sta gestendo gli effetti base ma il “mostro” è di competenza di un’altra squadra e le persone che ci stanno lavorando sono un segreto.»

Infatti, più di un terzo del budget di Alien è stato speso in attività segrete il cui risultato, insiste il produttore Carroll, consisterà «negli effetti speciali più incredibili mai visti.»

«Niente avviene a terra», racconta O’Bannon, «o in qualsiasi altro posto “che esista”. Tutto avviene nei pressi o a bordo dell’astronave Nostromo, della scialuppa Narcissus e al massimo in un paesaggio alieno. Se chiedi quale percentuale di Alien sarà creata con effetti speciali, possono dirti che il 100 per cento del film sarà un effetto speciale!»

Con l’intero film costruito dalle fondamenta, Alien avrà più degli schermi di computer, delle miniature e degli effetti speciali largamente utilizzati. «Ho fatto alcune schermate di computer per Guerre Stellari», commenta O’Bannon, «ma in Alien sono stato più ambizioso: stavolta utilizziamo un vero computer. Stiamo facendo grandi cose con esso, grazie ai disegni di Ron Cobb. Stiamo lavorando ad alcune incredibili schermate di computer e progetti che riguardo la nave. Faremo tutto ciò che è immaginabile fare.»

L’immaginazione sembra essere la parola chiave di tutti quelli coinvolti in Alien. Le riprese, che sono iniziate alla fine dell’estate scorsa, sono andate così bene che l’inizialmente ansiosa 20th Century Fox sta preparando la sua scuderia di pubblicitari per dare a questo “fanta-horror” [sci-fright] un lancio grandioso nella primavera del 1979. I cinema di tutto il Paese sono stati già prenotati per un’anteprima da costa a costa il 25 maggio, una data che la Fox ha usato due anni fa per rilasciare il loro primo grande successo di fantascienza, Guerre Stellari. Sebbene la Fox stia ancora cavalcando l’onda di consenso di quel film, lo stesso sono pronti a specificare che Guerre Stellari ha a che fare con Alien quanto Bambi ha a che vedere con Psycho.

Descritto in modo appropriato come science-fiction horror film, Alien potrebbe essere l’unica proposta del 1979. A questo punto, è già di sicuro un film “particolare” sia per gli aspetti tecnici che artistici. «Stiamo avendo qualche problema con la censura per certe scene», ridacchia diabolicamente O’Bannon. «Naturalmente sono proprio quelle scene di cui non posso parlare… se non per dire che saranno l’apice dell’intero film!»


L.

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2 pensieri su “[1979-03] ALIEN Preview su “Starlog”

  1. Chi si aspettava davvero una creatura capace di cambiare forma a piacimento avrebbe dovuto pazientare ancora per qualche anno… almeno fino al 1982, e non per mano di Ridley Scott 😉
    Comunque, a parte tutto, dall’intervista traspare un grande rispetto per Carlo Rambaldi e per le sue fantastiche tecniche 😀

    Piace a 1 persona

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