[2008-01] AVP2 su “Fangoria” 269

Traduco questo articolo apparso sul numero 269 (gennaio 2008) della rivista “Fangoria” riguardo un film sfortunato: eseguito tecnicamente in maniera splendida ma con una sceneggiatura così ridicola da essere insalvabile.

Curiosamente AVP2 è l’unico film davvero “canonico” della saga, in quanto al contrario degli altri film inventa pochissimo e tiene conto di tutto ciò che è stato presentato in precedenza, in ogni medium, eppure i Talebani del Canone hanno deciso che non va preso in considerazione, sbattendolo “fuori canone”. Giusto per ricordare quanto valgono le parole dei “canonici”…

Il titolo Brothers in Claws è splendido ma intraducibile: è un gioco di parole fra brothers in law, “cognati”, e claws, “artigli”. Forse potrebbe rendersi con “Fratelli d’artiglio” ma onestamente preferisco lasciarlo in originale.


Brothers in Claws

di Carnell

da “Fangoria” n. 269 (gennaio 2008)

La nuova battaglia fra l’Alien e il Predator è così grande
da aver bisogno di due registi per mostrarla

Una densa nebbia ricopre il campo aperto che separa le file dei veicoli di ricreazione dalla tenda di controllo sul set di Aliens vs Predator: Requiem della 20th Century Fox (in sala dal 25 dicembre). Sulla destra, attraverso il parcheggio, grandi costruzioni che sembrano ferramenta, alcuni tecnici si agitano ai comandi. Il cast e la troupe va e viene, ma tutti prima o poi passano davanti ad uno dei veicoli ricreativi per un boccone o per bere qualcosa. “Fangoria” è stata invitata sul set in queste ore che precedono una nottata di riprese, così da incontrare i registi: i nuovi arrivati nel più popolare ciclo di film fanta-horror.

Colin e Greg Strause arrivano in un grande SUV, i cui pneumatici scricchiolano nell’aria umida. I Fratelli (il nome con cui tutti li chiamano) sono un po’ sorpresi: spalle ampie, capelli corti e un aspetto come se ogni tanto giocassero a football. Avvicinandosi si lanciano in ampi sorrisi di benvenuto, anche se si può sentire il nervosismo scorrere come una scarica elettrica. Iniziando a parlare, è chiaro che il sangue non è acqua: sono fratelli in ogni senso della parola, e all’apparenza comunicano l’un l’altro ad un livello così profondo che si finiscono l’uno le frasi dell’altro.

I Fratelli sono arrivati alla regia dopo un’incredibile storia di artisti degli effetti speciali, per Titanic (1997), Terminator 3 (2003), X-Men: The Last Stand (2006) e 300 (2006). In più, attraverso la loro compagnia Hydraulx (o Hy*draul”x, come dice il sito web) si occupano di videoclip e spot pubblicitari, il che porta questi ragazzi di Chicago appassionati di cinema in una nebbiosa zona di Vancouver, Canada, con le loro sedie da regista piantante su un importante franchise di una major.

I due raggiungono la loro roulotte e, una volta dentro, non si può fare a meno di notare come tutto sembri “disabitato”: è come se i fratelli passino ben poco tempo qui dentro, e sia più facile vederli in trench sul set. Si preparano ad una breve chiacchierata prima di tornare a lavoro.

«Colin ed io lavoriamo in questa industria ormai da dodici anni», dice Greg addentando un burrito per colazione: il tempo è poco e spesso tocca mangiare quando se ne ha l’occasione. «Circa cinque o sei anni fa abbiamo iniziato a girare videoclip e questo ci ha portato velocemente agli spot commerciali. Intanto svolgevamo il nostro lavoro negli effetti speciali e abbiamo lavorato a film sempre più grossi. Con il crescere della nostra compagnia – che aveva 10 dipendenti, poi 20, 40 ed ora 80 – abbiamo maturato l’esperienza necessaria con film come Titanic e Galaxy Quest. Poi abbiamo vinto un BAFTA [British Academy of Film and Television Arts] per The Day After Tomorrow. Questo ci ha creato, specialmente con la Fox, la reputazione di essere in grado di affrontare grandi film e fare grandi lavori. Intanto abbiamo portato avanti i nostri progetti: ci siamo proposti per il primo AVP, però la nostra idea era un po’ troppo impegnativa. Il film doveva essere ambientato nel mondo natale e c’erano 40 minuti senza dialoghi in inglese: questo ha li ha un po’ scoraggiati.»

«Sforava un po’ il budget», ride Colin, dimostrando che un pensiero sincrono. Mentre parlano, l’ascoltatore inizia a pensare di star assistendo ad un match di tennis, con la testa che si muove da una parte all’altra. «Quando uscì l’idea del seguito, l’abbiamo presa al volo. La cosa davvero importante da ricordare sui film è che è davvero facile per chiunque avere un’opinione diversa su come debba essere. In questo caso, tutti la pensavano all’unisono. Volevano qualcosa più alla Non aprite quella porta, più un piccolo film come fece Ridley Scott con Alien

«Non volevano fare un semplice seguito del precedente film», aggiunge Greg. «Volevano fare qualcosa di differente…»

«… con però personaggi che avrebbero interessato gli spettatori, e una storia che fosse davvero paurosa. Crediamo che da un po’ si sia perso l’orrore dal franchise di Alien.»

La prospettiva di Requiem è molto diversa dal precedente Alien vs Predator ed è più un ritorno allo spirito originale dei due mostri. «Volevamo ritrovare quella grinta», spiega Greg, «e ce l’hanno permesso. Sarà davvero qualcosa di completamente diverso dal precedente film.»

«È bello avere sangue che esplode dal petto», aggiunge Colin.

Il processo di casting era un fattore da considerare in quanto i due autori avrebbero potuto ingaggiare un gruppo di attori che avrebbero fatto lievitare il budget fino al soffitto. «Usare attori meno noti è stata una decisione strategica che abbiamo dovuto attuare», dice Greg fra un morso e l’altro, «perché alla fine volevamo il miglior film possibile ed avevamo già due delle creature più famose della storia del cinema.»

«Una volta che avevamo il Predator e gli alieni, volevamo trovare qualche attore interessante», interviene Colin. «È molto importante per noi che nessuno risulti poco convincente o artificioso.»

«La maggior parte del cast è costituita da veterani dei teatri di New York», fa notare Greg. «Abbiamo veri attori teatrali, passando da un casting severo, ma alla fine della fiera in locandina ci sono alieni e Predator. Da un punto di vista del marketing, è solo di questo che si parla. Comunque ci siamo assicurati che gli umani fossero interessanti, perché se loro sono bidimensionali o fasulli, diventano solo carne da cannone e a nessuno importa di loro. [Proprio come è successo! Nota etrusca.] In Aliens chi è che parteggia per la Regina? Tutti stanno dalla parte di Ripley, Newt ed Hicks.»

«In Alien», interviene Colin aggiustandosi sulla sedia, «i personaggi sono dei camionisti, come dice anche Ridley nelle interviste: è più facile parteggiare per loro. Stanno cercando di negoziare per un salario maggiore, roba che la gente capisce bene. C’è molto più coinvolgimento rispetto ad un gruppo di mercenari o di miliardari. [Opinione altamente discutibile! Nota etrusca.]»

«O come nel caso dei carcerati di Alien 3», dice Greg. «Ti dispiace per loro? Riesci ad instaurare un rapporto con degli assassini e stupratori? Tutti hanno avuto un qualche parente camionista o soldato: l’America centrale conosce bene queste persone, le capisce e ci sta male quando muoiono. Chi si sente male quando muore un miliardario? Questo era un concetto importante del film: volevamo assicurarci che tutti in questo film fossero degni di empatia come negli altri film, senza farne copie, e che quando succedono cose cattive il pubblico si dispiaccia per loro.»

La decisione di andare con Tom Woodruff jr. ed Alec Gillis della Amalgamated Dynamics Inc. per gli effetti speciali delle creatura è stata facile da prendere. «Prima di tutto», spiega Greg, «Tom Woodruff è un eccellente interprete. La gente sembra pensare che tutto dipenda solo dal costume, invece non è così: uno dei fattori principali è chi lo indossa. È ancora più importante di come sia fatto il costume.»

«Poi c’è la loro grande passione nel progetto», dice Colin. «Tom ha scolpito il guerriero alieno quando lavorava per Stan Winston: lavora a questa roba da vent’anni e l’ha indossata in molti dei film.»

«Questi ragazzi hanno davvero potenziato la scienza e la tecnologia degli animatronix controllati», continua Greg: «la loro roba è impressionante.»

«L’altra cosa che ci ha spinto ad utilizzarli è che quando ingaggi la loro compagnia, sono loro a lavorare al progetto», aggiunge Colin. «Li trovi a tutti gli incontri e sono sul set ogni giorno. Tom è quello nel costume.»

«Tom ed Alec sono davvero molto coinvolti nelle operazioni di ogni giorno, ed hanno un senso del design davvero incredibile. Attraverso quella fase del progetto ci sono state varie cose che abbiamo stabilito, circa le creature ed ogni sorta di suppellettile del film. Loro ci hanno stupito con alcune nuove armi del Predator e varia roba che ci ha fatto gridare “Whoa! Sarà grandioso!”.»

Quella è stata la risposta di molti fan davanti al trailer presentato in Internet la scorsa estate, che mostrava un alieno e un massacro umano. I Fratelli comunque insistono che il sangue e le budella sono usati con giudizio per la censura. «L’idea è che non volevamo essere gratuiti», spiega Greg. «C’è un punto in cui, dopo che hai mostrato un tizio colpito per dieci minuti, viene da dire “Ok, ho capito”, ma non è spaventoso. È sanguinoso ma non spaventoso. Comunque c’è roba forte in questo film. Non sarà assolutamente sul tipo del finale di Silent Hill, dove ci sono quindici minuti di gente che viene massacrata dal filo spinato, ma ci sono momenti molto estremi.»

«In realtà», rivela Colin, «una parte è così estrema che ci siano sorpresi che lo studio ce l’abbia fatta fare.»

I dettagli del soggetto di Requiem (scritto da Shane Salerno) sono stati tenuti volutamente ambigui, ma gli Strause rompono il silenzio per “Fangoria” e ci anticipano qualcosa. «C’è un incidente e il Predator deve arrivare a pulire il casino», rivela Greg. «L’analogia che usiamo sempre è che il nostro Predator [interpretato da Ian Whyte] assomiglia a Wolf, il personaggio di Harvey Keitel in Pulp Fiction. Non è qui per cacciare, bensì per ripulire. È interessante perché permette di vedere un Predator in un modo differente, inoltre non è lo stesso cacciatore che conosciamo: è un po’ più grande, uno più in alto in grado. Mettiamola in questo modo: non ha bisogno di 40 chili di armatura.»

«È un Elder Predator», dice Colin, con un ghigno sulla faccia come un bambino in un negozio di caramelle. «Scherzando ci riferiamo a lui come il nostro Predator da History of Violence. È più magro, più muscoloso e più cazzuto. Di nuovo, abbiamo tenuto presente l’originale ma poi volevamo roba nuova.»

«Qualche nuovo giocattolo, qualche nuova arma e una maschera totalmente ridisegnata», aggiunge Greg. «È un genere di Predator completamente differente.»

«Alcune delle nuove armi non sono tecnologico», nota Colin: «sono semplicemente brutali.»

Una versione iniziale del copione di Requiem è trapelata in Rete, ma i Fratelli affermano che quel soggetto è stato abbandonato da tempo, addirittura prima che loro fossero ingaggiati. «Non abbiamo mai letto quel copione di cui tutti parlano in Internet», dice Colin con enfasi. «Quel soggetto non è più preso in considerazione da quando siamo saliti noi a bordo, e da allora il film è stato riscritto due volte. Abbiamo stravolto parecchi cose, cambiando la storia e i personaggi.»

Dato quanto appena detto, per soddisfare i fan dell’una e dell’altra creatura sarà importante il momento della battaglia fra le due. «È una storia umana davvero avvincente», dice Greg. «Poi inizia la storia del Predator e degli alieni, con intrigo e mistero. Sicuramente ci sarà dell’azione, ma non volevamo creare una situazione con 50 minuti di wrestling fra alieni e il Predator. È importante ricordare che “meno” è sempre “di più”, e devi nascondere nell’ombra il più possibile. Ecco perché letteralmente in ogni inquadratura ci sono tonnellate di fumo. L’intero ultimo terzo del film è al buio e sotto la pioggia.»

«In Alien avevano tubi e luci al neon, cose che aiutavano a nascondere la creatura», continua. «Il problema con AVP era che si trovavano in questo tempio e non c’erano molti posti per ricreare l’atmosfera. Se vedi troppo della creatura, la demistifichi e non ne hai più paura. Divetnano tizi in costume che corrono in giro picchiandosi. Se guardi al Predator originale, raramente ci sono inquadrature pulite: noi abbiamo usato la stessa mentalità. Vedrai sempre e solo parti della cosa, perché l’abbiamo tenuta misteriosa. Se mostriamo troppo, non sappiamo poi più dove andare.»

Questo dona al nuovo film uno stile che lo accomuna ai primi titoli di entrambe le serie. «La parola d’ordine è “grintoso” [gritty]», dice Colin. «La seconda metà del film è stata girata con cinepresa a mano, tecnica mai usata prima nel franchise

«I film spesso diventano una specie di cartoni animati, dal punto di vista visivo», dice Greg. «Abbiamo spnito parecchio per ottenere Daniel Pearl [come direttore della fotografia]; lui ha fatto l’originale Non aprite quella porta e anche il remake di Marcus Nispel del 2003. Gli piace lavorare con le ombre, e in tutto ciò che fa “meno” è “di più”.»

«Con Daniel abbiamo lavorato ai videoclip e agli spot commerciali», rivela Colin. «Ha davvero uno sguardo unico ed è una cosa davvero importante.»

Guardando al futuro, la coppia sospende ogni decisione finché non avranno finito Aliens vs Predator: Requiem. «Probabilmente dopo torneremo a Los Angeles per il montaggio», dice Greg che nel frattempo ha ricevuto un SMS. «Poi, nei fine settimana, cominceremo a leggere roba. Abbiamo un divertente film catastrofico che vorremmo fare che però ha bisogno di essere ripulito, prima di essere girato fuori città. Questo film sta già raccogliendo molte aspettative. [Probabilmente si riferisce all’assurdamente brutto Skyline 2010. Nota etrusca.

«Aspettate però di vedere dove vi porteremo con questo film», dice Colin con quel ghigno ormai familiare. Si alza in piedi e va verso la porta. «Ci porterà davvero in un posto molto interessante.» [Infatti ha portato entrambi i registi nel dimenticatoio. Nota etrusca.]


R is for Requiem

di Carnell

da “Fangoria” n. 269 (gennaio 2008)

Malgrado il successo finanziario del primo Alien vs Predator, la batosta inferta dalla critica e, quel che è più importante, dai fan ha avuto lo stesso effetto di un linciaggio. Col senno di poi molta gente ha incolpato lo studio, in parte per aver preso la decisione di fare un film per tutti con il PG-13.

Per fortuna questo non è il caso di Aliens vs Predator: Requiem, come è chiaro dal trailer “vietato” rilasciato in Rete qualche mese fa. Tom Rothman, dirigente dei Fox Studios, prima che iniziasse la produzione ha dichiarato alla stampa che il nuovo film sarebbe stato violento e grintoso. «Ed è esattamente quello che stiamo facendo», assicura il co-regista Colin Strause durante le riprese.

«Il sangue è un elemento che mancava nell’ultimo film», aggiunge suo fratello Greg. «L’ultimo AVP è stato l’unico film del franchise a non avere alcun divieto.»

«Si sa che puoi raddoppiare l’incasso se non metti divieti», continua Greg.

«E raddoppiare i posti dove puoi pubblicizzare il film», dice Colin, completando il pensiero del fratello. «Se fai un film vietato, non puoi pubblicizzarlo su certi canali o a certi orari né presentarlo in certi posti. Perciò è una specie di azzardo, per lo studio. È dura quando stai investendo in un film di fantascienza, e se è vietato è doppiamente difficile venderlo. Ma allo stesso tempo hai la libertà di fare ciò che vogliono i fan. Per alcuni film funziona bene, ma per altri è la rovina. È un investimento rischioso quindi ti danno meno soldi.»

«È un fatto che se fai un film vietato», conclude Greg, «avrai molte meno risorse.»

Ma ci sono sempre altri sistemi che possono essere utilizzati per avere la parola finale su un film in cui si crede: Internet, per esempio. Il web è andato in fermento con le voci di corridoio e le speculazioni riguardo al trailer.

A quanto pare ci saranno alcune sequenze con i chestburster. In maggio, l’assistente art director Andrew Li ha detto in un’intervista on line: «La differenza principale nel nostro guardaroba è che qualcuno dei vestiti si dovrà tagliare per fare spazio ai chestburster». A gennaio, in un’altra discussione in Rete, il burattinaio Morris Chapdelaine ha detto: «Ci sarà certamente una varietà di creature in questo film. I fan impazziranno nel vedere cos’abbiamo in programma per loro».

Fin qui, tutto bene.

Per quel che riguarda le armi, tornano le shuriken del Predator, ma ancora nessuna traccia del disco dal film Predator 2. Nel trailer, una frusta acuminata è utilizzata dal cacciatore extraterrestre per fare un alieno a pezzi. «Non è l’ultima delle cose che accadono a quell’alieno», ha scritto Colin sulla bacheca dei messaggi di IMDb. Inoltre, ci sono immagini di cannoni da spalla usati a mano.

Ma è la presenza del Predalien, confermato dalle foto ufficiali rilasciate dalla produzione così come dal nuovo trailer, che ha raccolto l’entusiasmo principale del fan. Altre voci includono l’utilizzo di una cinepresa subacquea per una scena che prevede «un massacro e gente che muore». Certe inquadrature nel trailer mostrano un Predator combattere contro più alieni sul soffitto di un edificio. Di nuovo, Chapdelaine ha detto: «Ci saranno un sacco di scene grandiose, ma devo dire che la battaglia sul tetto è stata meravigliosa. Ci abbiamo lavorato per due settimane ed è stata brillante. C’è della roba che non si è mai vista prima: armi, oggetti e combattimenti corpo a corpo che piaceranno a tanti». Questo è qualcosa che Fangoria può confermare, sin da quando tutti parlano in tono eccitato della sequenza dopo aver visitato il set.

Ammettendo di vagliare Internet per i gossip sul loro film, i fratelli Strause sono apparsi sulla bacheca dei messaggi di Aliens vs Predator per altre chicche. Hanno confermato che ci saranno pochi alieni in CG, ma la maggior parte del tempo sarà Tom Woodruff in un costume con una coda digitale, e queste creature per fortuna non si vedranno alla luce del sole.

Con tutte queste congetture sul film mesi prima della sua uscita, uno può chiedersi se i fratelli non abbiano anticipato troppo con il trailer e con le foto rilasciate in Rete. In un altro messaggio su IMDb, Colin assicura che hanno molte più sorprese in serbo: «Non preoccupatevi, ci sono ancora un sacco di momenti scioccanti che non saranno mai mostrati in alcun trailer.»

«I fan chiedono a gran voce di vedere il franchise di AVP tornare potente», dice Woodruff a “Fangoria”, «ed è proprio quello che vogliono i fratelli Strause e la Fox. Sono onorato di essere stato invitato, insieme ad Alec Gillis, a tornare in gioco con loro. I fan sembrano essere eccitati alla prospettiva, e a dicembre sarà davvero un bel regalo di Natale.»


L.

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8 pensieri su “[2008-01] AVP2 su “Fangoria” 269

    • Guarda, è una questione spinosissima. Inutile girarci intorno, “AVP” è una cagata immane, ma solo per colpa di una sceneggiatura diarroica, con personaggi sbagliati oltre ogni umana immaginazione.
      Se però ignori la storia, i dialoghi e tutto ciò che succede, e ti focalizzi sul punto di vista tecnico, lo spettacolo è titanico. I fratelli Strause sono gli unici che hanno tenuto conto dei film precedenti, sono andati a prendersi tutti i campioni audio giusti, hanno chiamato i tecnici giusti e hanno tirato in ballo pure il Predalien preso dal mitico videogioco del 2001: se esiste un film “canonico”, questo è AVP2.
      Però, ripeto, la trama è una mostruosità inguardabile…

      Piace a 1 persona

      • Diciamo che dalla svolta del Duemila non si presta ALCUNA attenzione alla trama, ma se funzionasse uno ci potrebbe passare sopra: quando andiamo a vedere il blockbuster del momento, vogliamo divertirci non approfondire tematiche filosofiche. Il problema è che sono film fatti male che non funzionano, perché sono poveracciate senza alcun criterio e vengono giustamente dimenticate un attimo dopo. (Come purtroppo “The Predator” ha tutte le carte in regola per essere..)
        Se ti capita, vediti AVP2 ma andando avanti nelle parti con gli umani, che sono inutili e fastidiose: guardati solo la caccia del Predator agli alieni e poi lo scontro sul tetto con il Predalien. Vedrai che come spettacolo è davvero ghiotto 😉

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      • Eh sì, siamo sulla stessa lunghezza d’onda credo, io mi ero tenuto un po’ meno drastico! Hai ragione: se guardo Die hard non voglio filosofia, ma mi piace che la trama abbia un senso e che i personaggi funzionino e facciano cose che hanno un senso. Purtroppo questa cosa ultimamente si è persa.

        Appena recupero in DVD AVP2 (se lo trovo a poco ma poco poco!) me lo guardo!

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      • In TV non credo lo diano mai 😛

        “Die Hard” è un fuoriclasse, basterebbe mille volte meno, basterebbe un motivo valido per muovere il personaggio e che i comprimari dicessero cose non stupide, e addirittura ci fosse una trama e un finale normale, mica chiedo tanto. No, solo stupida noia dall’inizio alla fine, ma tanti effetti speciali…

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  1. Ah, io di AVP2 riesco a tollerare bene anche le parti con gli umani, visto come poi vengono quasi tutti di mezzo a mo’ di giustizia poetica 😉 Comunque è davvero assurdo che proprio questo film (assieme al predecessore) sia caduto sotto la mannaia del canon… gli Strause Brothers hanno studiato, perlomeno, senza pretesa di “reboottare” o rifare pedissequamente alcunché. Di quanti altri, oggigiorno, si potrebbe dire altrettanto?

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    • ahahah Cosa ti è piaciuto dei personaggi umani? Che muoiono! 😀
      Mentre Scott ha studiato tutti i film precedenti per poterli smerdare uno per uno, fumetti compresi, almeno i fratelloni hanno studiato per poter omaggiare e tirar fuori un prodotto che almeno tecnicamente fosse a tutti gli effetti in sintonia con gli altri. Sulla carta è anche ghiotta l’idea del Predator “spazzino” che viene a ripulire i casini e si trova questi fastidiosi umani per i piedi. Con un altro sceneggiatore, con altri attori e con parecchie altre cose diverse sarebbe stato sicuramente un filmone 😛

      "Mi piace"

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