[1978 inverno] ALIEN su “Cinefantastique” (V8) 1

Traduco questo articolo apparso sul volume 8, numero 1 (inverno 1978) della rivista “Cinefantastique“, con deliziose anticipazioni di Alien dal 1978!


Dan O’Bannon

di Dave Schow

da “Cinefantastique” Vol. 8 n. 1 (inverno 1978)

L’idea di Alien è nata durante un difficile periodo per Dan O’Bannon e Ronald Shusett in seguito alla cancellazione del progetto Dune. Sebbene il film Alien sia protetto da quel tipo di campo di sicurezza tipico del cinema di fantascienza di questi giorni, la 20th Century Fox stessa ha lasciato trapelare dettagli concernenti la trama, in una presentazione sponsorizzata da Charles Lippincott alla 1978 World Science Fiction Convention di Phoenix, Arizona, lo scorso agosto. Ecco nello specifico ciò che ha rivelato la Fox.

Il vascello mercantile interstellare Nostromo sta ritornando sulla Terra dopo una spedizione nello spazio profondo, al che intercetta una trasmissione radio di natura chiaramente aliena. Scesi su un pianeta arido per investigare, l’equipaggio scopre un enorme relitto, apparentemente abbandonato. Sceso all’interno della nave aliena, il membro della Nostromo Kane (John Hurt) scopre una camera contenente ciò che appare come una serie di forme ovoidali. Mentre ne esamina una, la superficie d’un tratto si spalanca e ne fuoriesce un parassita che sembra provenire da Fiend Without a Face (1958), che si attacca al casco di Kane. Sfondando il vetro, l’essere avvinghia le sue dita scheletriche al volto dell’uomo e spinge una protuberanza giù nella sua gola. È in queste condizioni che Kane viene recuperato e portato nella nave, privo di conoscenza ma vivo. Quando l’alieno e la sua vittima salgono a bordo della Nostromo, diventa chiaro che l’orrore sta per iniziare. Questo, in aggiunta alla presentazione dei disegni e delle foto dei set, è la presentazione della Fox.

A colpo d’occhio l’inizio di Alien sembra un macabro ibrido dei più succosi elementi dei film di fantascienza anni Cinquanta come Il mostro dell’astronave (It! The Terror from Beyond Space, 1958), A 30 milioni di Km dalla Terra (20 Million Miles to Earth, 1957), Fiend Without a Face (1958) e Night of the Blood Beast (1958). Ma la Fox vede Alien più di un semplice film di serie B ad alto budget – lo testimonia il budget di 6,5 milioni di dollari che lo studio ha sborsato per la produzione, e che potrebbe diventare di dieci milioni, oltre a nove milioni messi in bilancio per la campagna pubblicitaria – eppure lo scrittore Dan O’Bannon originariamente ha concepito il progetto come un film a basso costo: non più di mezzo milione di dollari.

Oltre a dover rimanere riservato sulla trama per ordine della Fox, O’Bannon è comprensibilmente reticente a discutere aspetti precisi della storia perché «priverebbe il pubblico del piacere della sorpresa».

«Ho scritto Alien in qualcosa come tre mesi, il che è molto veloce per me. Ron Shusett mi ha aiutato: in realtà dormivo sul suo divano e non avevo altro posto dove andare, dopo la cancellazione di Dune, e sapevo che dovevo fare qualcosa in fretta per uscire da quella situazione. Così scrivemmo Alien ed ha funzionato: Ronny ora è produttore esecutivo del film

La Brandywine Productions ha comprato un’opzione sulla sceneggiatura all’inizio del 1977. Walter Hill era uno dei partner e mi ha mostrato lo stile che aveva sviluppato per le sceneggiatura, un formato semplice e facile da leggere che sembrava quasi una poesia. Per lui è diventato un sistema perfetto, si è seduto ed ha scritto Alien in quel formato prima di presentarlo alla Fox. La Fox l’ha comprato ed ha accettato di pianificare la pre-produzione. Sono stato ingaggiato per fare qualche disegno con Ron Cobb [che ha lavorato con O’Bannon a Dark Star], e abbiamo tirato dentro Chris Foss [anche lui da Dune], un eccellente artista londinese. In seguito abbiamo avuto H.R. Giger, un fantastico artista svizzero che ha lavorato sul concept dell’alieno. Io e Cobb siamo andati in Inghilterra alla fine del gennaio 1978 per lavorare alla pre-produzione, e siamo rimasti lì circa sei mesi.»

Alien, come Guerre Stellari, affonda le sue radici nella fantascienza avventura del pulp, ma l’azione è raccapricciante e realistica, e la trama fa pensare ad un film horror nello spazio.

«Adoro i film horror, e sono cresciuto negli anni Cinquanta con i film di mostri. L’idea per il mostro di Alien originariamente è nata da un mal di stomaco che ho avuto. La creatura è una versione semplificata di quella che avevo sviluppato per un romanzo a cui ora sto lavorando, intitolato They Bite, che originariamente avevo pensato come film. I produttori a cui ne ho parlato mi hanno risposto che era troppo strano e soprattutto troppo costoso da fare, per via dei tanti effetti speciali coinvolti. Ma tutti ammettono che la storia mette paura. Quando mi sono ritrovato a scrivere Alien ci ho inserito un paio di idee da They Bite e le ho trasportare nello spazio profondo.

H.R. Giger ha disegnato, scolpito e dipinto l’alieno agli Shepperton. Ha un’immaginazione incredibile per cose strane e spaventose. L’idea che ho avuto io è stata quella di una forma di vita che funziona in modo totalmente diverso da quello umano.

Ridley Scott, che è il regista del film, ha veramente una visione brillante (I duellanti) e mi piace molto. Prima di iniziare a lavorare ad Alien si è seduto e, dietro mio consiglio, si è visto Non aprite quella porta (The Texas Chainsaw Massacre, 1974), e ne rimase estasiato: l’ha amato! E mi ha sorpreso perché i film di Ridley sono così lussureggianti e romantici. Lui poi ha spinto tutti a vedere Non aprite quella porta, che è duro e violento.

Dirò che uno degli ultimi giorni prima di lasciare l’Inghilterra, l’ultima scena che ho visto girare vede l’intero cast ricoperto da un impermeabile, ricoperto di sangue dalla testa ai piedi. Gli attori camminavano sul set e vedevano la troupe così vestita e le apparecchiature coperte di plastica. E si rivelò una precauzione necessaria: non so come verrà sullo schermo quella scena.»

Alien era stato impostato per utilizzare ad un certo punto l’animazione in stop motion per ritrarre la creatura, ma questa tecnica è stata abbandonata in favore di una creazione meccanica a cura di Carlo Rambaldi. I disegni delle tute spaziali sono il prodotto della partecipazione al film di Jean “Moebius” Giraud, e tutta l’attrezzatura vista in Alien è stata disegnata da Ron Cobb. Sia a Cobb che a Giger è stata promessa una menzione nei crediti come “concept artist” per la creazione dell’alieno, nonostante il fatto che Michael Seymour sia accreditato come “production designer“.

Si è iniziati a girare Alien gli Shepperton Studies britannici il 15 luglio, e i visitatori sul set sono stati fatti allontanare quando si dovevano girare le sequenze con l’alieno. Con il suo alto budget, la Fox spera di ricreare il successo di Guerre Stellari, quando il film sarà presentato il prossimo maggio. Un problema potrebbe derivare dal divieto ai minori, che vorrebbe dire perdere il proficuo mercato infantile, ed è qualcosa di molto plausibile se il film è stato girato come ci viene raccontato. O’Bannon nega questa eventualità, assicurando che «ho sentito dalla Fox che il film avrà il Rated R [vietato ai minori non accompagnati. Nota etrusca], e nessuno sembra essere turbato dalla cosa.»

Tom Skerrit è Dallas, capitano della Nostromo, e Veronica Cartwright è l’ufficiale scientifico Ripley, che affronta l’alieno da sola e rimane l’ultimo superstite della Nostromo. [Chissà se ha capito male il giornalista o se all’epoca il ruolo di Ripley toccava sul serio alla Cartwright. Nota etrusca.] Il cast è composto anche da Yaphet Kotto, Ian Holm, Harry Dean Stanton e Sigourney Weaver.

Il reparto miniature ed effetti speciali di Alien è sotto il controllo di Brian Johnson, che sta lavorando simultaneamente anche a Star Wars II. Quando interrogato sul suo contributo agli effetti di Alien, O’Bannon commenta: «dirò che ho un contratto che garantisce che farò io gli effetti speciali di Alien, ma dirò anche che non li ho fatti io.»


L.

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10 pensieri su “[1978 inverno] ALIEN su “Cinefantastique” (V8) 1

  1. Quando si sapeva come pubblicizzare un film (con riferimenti-chicca come “Fiend Without a Face”, per di più: se si vuol dare un’occhiata ad alcuni possibili lontani cugini del facehugger, li si può trovare qui) 😉

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