The Predator (2018) Comic-Con di San Diego

Avete seguito la “diretta” dell’E3 commentata in differita da redbavon? Dovete farlo! Gli altri anni ho cercato di curiosare fra le novità dei videogiochi grazie a youtubers che hanno viaggiato fino a Los Angeles e hanno fatto video straordinariamente inconcludenti, in cui non hanno mostrato una mazza niente: a gratis, redbavon ti tira fuori una serie di post da leggere sgranocchiando come in un film, con commenti frizzanti e foto illustrative.
Perché dico tutto questo? Perché mi ha dato l’idea di raccontare la recente presentazione di The Predator al Comic-Con 2018 di San Diego. Purtroppo non sarò scoppiettante come redbavon – anche perché i partecipanti non hanno detto nulla! – ma mi diverte farlo.

Con la presentazione di Grae Drake, senior editor di Rotten Tomatoes, il 20 luglio 2018 We Live Entertainment presenta il video dell’intervento del cast di The Predator al Comic-Con di San Diego.

La Drake nerdeggia duro e ricorda quanti versus hanno visto Predator protagonista – da Batman a Judge Dredd, non stando a specificare che si tratta di ottimi fumetti, impossibili da rendere al cinema – e appena tutti gli attori del cast si accomodano chiede a bruciapelo ad Olivia Munn, l’unica donna del gruppo, cosa ne pensi di uno scontro fra il Predator e Sarah Connor: all’insegna dell’iniziare male per andare peggio. Il pubblico apprezza, ma l’attrice tace sorridendo imbarazzata. Qualcosa mi dice che la Munn a stento sa di cosa si stia parlando.

Non va molto meglio quando poi la presentatrice passa a Sterling K. Brown e  gli chiede cosa ne pensi di uno scontro fra il Predator ed Ash di Evil Dead: la risposta dell’attore… è che non ha mai visto Evil Dead. (Spero che siate saltati sulla sedia.) Anche ammettendo che sia uscito vivo dalla sala, merita un applauso lo sguardo schifato con cui Shane Black fulmina l’attore!

Gran brutta cosa da dire al Tempio della Nerditudine!

Resosi conto che la sua dichiarazione equivale ad aver detto “viva la carne” ad una convention di vegani, l’attore si scusa e lo toglie subito d’impaccio Keegan-Michael Key, che come sempre fa il buffone e si lancia in una lunga spiegazione per motivare la vittoria di Ash solamente se lo scontro con il Predator avvenisse nel celebre chalet di montagna dei primi due film.

La Drake evidentemente si era preparata domande simili per rompere il ghiaccio e continua a porre quisiti “nerdosi” a persone che chiaramente non sono interessate ad alcun argomento del genere.
Chi vincerebbe fra Predator e John Wick? «John ha fatto tutto quel casino per un cane, figuriamoci se il Predator ammazza più cani». E Predator contro Indiana Jones? «Vincono entrambi, ma dipende da come usano la frusta». E contro Han Solo? E contro James T. Kirk? E invece chiamare una presentatrice meno scema?
Mi sa che sono troppo vecchio per questi festival…

Nel paio di secondi a lui concessi Shane Black ci racconta che ovviamente il primo Predator è un capolavoro di pop art ma lui ha cercato la sua strada, anche per la costruzione dei personaggi.
Al che riprende la parola il pagliaccio del gruppo, ovviamente sempre Key, che ci rivela il profondo studio psicologico del cast: si riunivano nella sua roulotte a vedere su YouTube vecchi film blackspoitation, in uno dei quali c’è un tizio che indica tutto: i vari attori si sono impegnati a ripetere quel gesto in The Predator appena ne avessero occasione.
L’unico a cui non è piaciuta questa stupidata è Thomas Jane: sarà perché è l’unico attore serio del cast?

A quanto pare, un gesto che vedremo spesso nel film

Il clima da ultimo giorno di scuola continua e il grado di nullità dell’intervista si fa bello alto e doloroso, ma per fortuna la parola passa a Jake Busey: sono lontani i tempi di Starship Troopers (1997), non è più tempo di commediole giovanilistiche alla I gattoni (2001)  così come non è più il giovane psicopatico di The Hitcher 2 (2003), ma è sempre autorevole figlio di cotanto padre. Quel Gary Busey che troneggia nel cast di Predator 2 (1990).

«Ero sul set, in quegli anni Ottanta in cui girarono Predator 2, ed era fico: si svolgeva nel futuro e mio padre girava con questa giacca e diceva “Ecco come vestiranno nel 1997”. Io ero molto impressionato, all’epoca mio padre aveva 46 anni, ed io ho speso 25-26 anni di carriera nel cercare di scostarmi dalla sua immagine. Insomma, ogni giorno qualcuno mi diceva: “Ehi, ma lo sai che assomigli proprio a Gary Busey?” E dopo tutti questi anni a costruirmi una carriera nell’industria cinematografica, Shane mi chiama, mi propone l’idea ed io accetto. Così mi ritrovo sul set di un film di Predator alla stessa età di mio padre ai tempi di Predator 2

C’è sempre bisogno di un Busey, contro un Predator

Il nulla si impadronisce della conferenza e tutti parlano degli affari propri, ma il capolavoro si ottiene quando si apre lo spazio al pubblico: hai viaggiato chissà quanto, hai attraversato gli Stati Uniti, hai pagato uno sproposito per entrare al San Diego Comic-Con, hai fatto cento ore di fila, hai pagato ancora per la conferenza, sei riuscito ad entrare nella rosa di quelli che potranno fare domande al cast, ti passano la parola e ti ritrovi in diretta mondiale, stringi il microfono… e chiedi «Chi vincerebbe in uno scontro fra Predator e Deadpool?»
Quanto sarebbe stato bello se fosse entrato qualcuno vestito da Predator e si fosse portato via quel beota…

Purtroppo i beoti sono tanti, gente su gente si alterna a chiedere agli attori chi vincerebbe contro Predator: che infinita tristezza. Io avrei affrontato il viaggio, i costi e l’attesa solo per chiedere: «Chi vincerebbe in uno scontro fra Predator e quella zoccola di tua sorella?» Ne sarebbe valsa la pena…

Un momento simpatico è quando chiedono l’esito dello scontro fra Predator e Ripley, e Shane Black dice «Ripley troverebbe il modo» (Ripley would find a way), che mi sembra la risposta migliore ipotizzabile.

Una volta non era maleducazione dare le spalle al pubblico?

Con la solita parata di selfie si conclude l’incontro più inutile della storia di Predator: vuoi mettere la soddisfazione di vedere le schiene degli attori e sperare di essere uno dei mille pixel nel loro selfie?

Curioso che la Fox abbia rivelato al Comic-Con che uno dei Predator del film è una femmina – ne ho parlato qui – visto che alla conferenza una del pubblico ha chiesto proprio se “vedremo mai un Predator femmina” e tutti hanno nicchiato, buttandola in scherzo sul fatto che non hanno mai controllato “sotto” (below).
Tutti si entusiasmano quando Shane Black dice che vuole bene ad AVP (2004) e l’idea di uno scontro con gli xenomorfi non è affatto accantonata, il che in soldoni vuol dire meno di niente.

Shane non ha detto niente e ha cercato di fare il gggiovane, risultando più vecchio di quel che è. Mancava che si mettesse a dire «Bella, zio!» per rendere completa l’immagine del vecchio giovane. E certo circondarsi di mentecatti a mo’ di attori non ha aiutato.
Il migliore del gruppo è sicuramente Thomas Jane, perché al contrario degli altri è un adulto, e sta lì solo perché lo prevede il contratto: fa facce tese, contratte e si vede che si sta smaronando assai. Il momento più alto è quando rivela al mondo che fino a tre anni fa è stato membro della Barefoot Society, andando lui sempre scalzo e amando «toccare le cose con i piedi». Un triste giorno però è dovuto entrare in un ristorante e si è quindi ritrovato costretto ad indossare scarpe: questo l’ha fatto cacciare dal club…

Voi direte, ma che c’entra con The Predator? Perché, era una conferenza su The Predator?

L.

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9 pensieri su “The Predator (2018) Comic-Con di San Diego

  1. In pratica la presentatrice non aveva uno straccio di idea su come portare avanti l’intervista e ha pensato bene di buttarla in caciara. Ma io dico, cazzarola hai Shane Black ad un metro da te e il massimo che riesci a fare è questa robetta? Bah.

    La famiglia Busey spacca, Tom Jane si conferma comunque un signore e hai riassunto tutto, ore ed ore di fila per fare domande così cretine? Ad una Lucca Comics di una vita fa, per assistere alla presentazione di Leo Ortolani sono arrivato ore prima, quando ho avuto l’occasione gli ho fatto una domanda e il venerabile ha esordito dicendo «Questa è una bella domanda» (storia vera), non lo dico per fare quello che piscia più lontano, ma ci va pure poco, considerano che quello prima di me aveva chiesto «Farei Rat-Man in versione emo?» (risposta di Ortolani, «ehm, non so cos’è»).

    Quando hai citato “…quella zoccola di tua sorella?”, mi è venuto in mente Bryan Cranston al Comic-Con di qualche anno fa, un tipo di Albuquerque gli ha chiesto cosa ha gradito della città, nel tempo che ha passato lì a girare “Breaking Bad”, risposta di Cranston: “Your mother” e microfono gettato a terra, ti lascio il video perché merita:

    Avrei pagato oro per vedere Shane Black fare lo stesso 😀 Cheers

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    • ahhahaha oddioddio ma l’ha fatto davvero!!! 😀
      Mi sa che trattare male i fan viene spontaneo, dopo un po’ che ci stai a contatto. Ad avere avuto Shane lì accanto come fai a non chiedergli: “Col tuo amico Fred, avete fatto… Black&Dekker?” Dài, come si fa a non chiederlo? 😀
      Rat-Man in versione emo è da applauso: spero che Leo si sia informato e prima o poi lo faccia!!!

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  2. Come riuscire a sputtanare “leggermente” una grande occasione (nonostante, per fortuna, la signorilità di Jane e un Busey mattatore), ecco… laggiù, nella terra dello Zio Sam dove si fanno convention come se piovesse, almeno dal mio “misero” punto di vista italico. E, forse, parte del problema sta proprio lì: la consuetudine alla lunga abbassa il livello dell’offerta, sia riguardo alla possibilità di trovare ancora fan competenti e non rincoglioniti che a quella di avere sempre ospiti in grado di poter davvero dire qualcosa (di Cranston o pari livello non ne nascono come funghi, in effetti), per non parlare della scelta dei/delle presentatori/presentatrici…
    P.S. A questo punto, perché non proporre un bel Rat-Man vs Predator? In fin dei conti altri suoi super-colleghi il match l’hanno già affrontato 😉

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    • Queste convention sono miniere d’oro, alzano cifre spaventose, per questo mi stupisco che con tutto quello che pagano i fan spennati poi non approfittano minimamente della situazione, pretendendo dei contenuti e non aria fritta.
      L’unica vera scoperta della serata è che davvero Thomas Jane va sempre in giro a piedi nudi: nei campi lunghi di altre presentazioni del film lo vediamo a ditini all’aria!

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      • Probabilmente il suo è stato un atto di onestà nei confronti dei fan presenti in sala: lanciar loro il messaggio tra le righe -tra le dita, meglio- che quel panel era stato davvero realizzato coi piedi…

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  3. Sul sero? Chi vincerebbe tra DEADPOOL e un Predator? Ció significa semplicemente che il tizio non conosceva assolutamente il personaggio di Predator…cioé, vuoi mettere un mutante con capacitá rigeneranti cosí potenti da renderlo letteralmente immortale, contro un Predator che seppur potente e ben equipaggiato perirebbe davanti alla Piscina della Morte?…Ma anche il resto della conferenza é stato un disastro, gente che chiede solo chi vincerebbe contro Predator, giusto Busey ci regala una perla del passato e un pezzo della sua storia…

    P.S.
    Quanto tempo é che non ci si vede Lucius?…scusa se non mi sono fatto piú vedere per diverso tempo da queste parti…

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  4. Pingback: [2018-09] The Predator su “Starburst” (2) | 30 anni di ALIENS

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