[1979-04] Alien su “Starburst” 8

Traduco questo articolo apparso sul numero 8 (aprile 1979) della rivista “Starburst“: probabilmente il primo resoconto pubblicato sul film Alien.


Alien: An Exclusive Report

di Phil Edwards

da “Starburst” n. 8 (aprile 1979)

Da dietro il velo di segretezza al cui confronto “Incontri ravvicinati” sembra girato per strada,
“Alien” della 20th Century Fox promette di essere uno dei film più scioccanti dell’anno.
“Starburst” ha stracciato il velo e presenta questo resoconto speciale

Sin da Star Trek ed Incontri ravvicinati del terzo tipo i fan del cinema di fantascienza sembrano essere in perenne attesa del “prossimo grande film”. Battlestar Galactica ha esordito bene in America, ma con l’assenza del mago degli effetti speciali John Dykstra la serie sembra essere finita in un vecchio format del tipo Logan’s Run o Planet of the Apes. Le sequenze con effetti speciali vengono spesso ripetute e le idee di sceneggiatura sembrano provenire da titoli come Lost in Space e Viaggio in fondo al mare. Lo stesso continua ad essere popolare fra il pubblico giovane.

L’attesissimo multi-milionario Superman prodotto da Ilya Salkind è sembrato per un certo periodo l’articolo più atteso, ma sfortunatamente per quanto sia divertente Superman non potrà mai battere Guerre Stellari e il suo successo inarrestabile. Mentre le scene su Krypton hanno un fascino maestoso e quelle con Superman giovane e la creazione della Fortezza della Solitudine hanno una qualità quasi fantastica, l’umorismo di basso profilo – che ricorda troppo la serie TV Batman – alla fine secondo me distrugge le qualità magiche del film.

Cosa rimane allora da aspettare? La mania del sequel continua imperterrita: Lo squalo 2, L’impero colpisce ancora (cioè Guerre Stellari 2), Il presagio 2. La maledizione di Damien e un pettegolezzo persistente che Steven Spielberg sia rimontando ed aggiungendo nuovo materiale ad Incontri ravvicinati mentre lavora al suo ultimo film, 1941, uno sguardo comico ad un immaginario attacco giapponese di Los Angeles.

Intanto la 20th Century Fox, attualmente a lavoro su L’Impero colpisce ancora, sta preparando un altro grande film di fantascienza ad alto budget per la primavera. Alien, un film scioccante ambientato a bordo di un’astronave nello spazio profondo. La Fox spera ottimisticamente di ripetere il successo di Guerre Stellari facendolo uscire in America ad esattamente due anni di distanza da quel titolo di successo.

Basato su una sceneggiatura originale di Dan O’Bannon e Ronald Shusett, Alien è un ritorno al cinema fanta-horror degli anni Cinquanta, come La “cosa” da un altro mondo [The Thing, 1951] di Howard Hawks, L’invasione degli ultracorpi [Invasion of the Body Snatchers, 1956] di Donald Siegel, Assalto alla terra [Them, 1954] di Gordon Douglas e quel B-movie classico dimenticato che è Il mostro dell’astronave [It! The Terror from Beyond Space, 1958].

Nonostante la promessa di effetti orrorifici e scioccanti, il co-sceneggiatore e consulente visivo Dan O’Bannon non pensa che il film genererà preoccupazione nei censori. «Non credo che darà i problemi de Lo Squalo, un film che potrebbe traumatizzarvi in acqua! Non credo che toccherà nemmeno la psiche di qualche bambino, perché non parla di aberrazioni mentali o di persone violente gli uni con gli altri. La minaccia in questo film è totalmente fantasiosa e la violenza non arriva da esseri umani, bensì da questa creatura fantastica. Non penso che turberà i bambini, ma sarà molto sanguinoso.»

Alien originariamente doveva essere diretto da Walter Hill, ma il suo impegno nel film Driver, l’imprendibile gliel’ha impedito e la Fox ha ingaggiato Ridley Scott. Alien era stato già fortemente disegnato [storyboarded and designed] con uno stile più in linea con l’idea iniziale del film a basso budget quando la Fox è subentrata, ingaggiando un nuovo regista e un budget più ampio (all’incirca sui nove milioni di dollari), allora il film è stato ristrutturato con l’aggiunta di alcuni artisti come H.R. Giger, Jay Teitzell e Ron Cobb. Ridley Scott è stato parimenti responsabile del grande cambiamento visivo del film. Così come Dan O’Bannon e Ron Cobb, Scott è un artista e un designer di suo, ed è un inesauribile vulcano di idee. L’unico precedente film di Scott, I duellanti, è stato molto curato dal punto di vista del design, tanto che alcuni critici l’hanno trovato particolarmente curato dal punto di vista stilistico.

La sezione miniature è sotto il controllo di Brian Johnson che è anche a capo degli effetti speciali, una mansione che ha ricoperto mentre lavorava anche alle astronavi del film L’Impero colpisce ancora. L’artista svizzero H.R. Giger, il cui libro The Necronomicon è al momento disponibile e contiene alcuni dei disegni per il progetto Dune (e contiene anche alcuni contributi di O’Bannon e Cobb) era a capo dei disegni del paesaggio alieno, degli oggetti e della creatura stessa. Ron Cobb, artista e designer, era responsabile per la tecnologia umana. Come racconta O’Bannon, «Nel film non accade niente davanti ad un vero paesaggio: tutto avviene nell’astronave o davanti ad un paesaggio alieno». Jay Teitzell era responsabile di una delle forme intermedie dell’alieno – chiamata familiarmente the face hugger e che, nonostante la strettissima vigilanza della Fox sul film, è stata presentata in anteprima alcuni mesi fa sul “Los Angeles Times”.

Come molti altri film ad alto budget, anche in questo caso ci sono stati dei problemi. In particolare O’Bannon si è imposto prepotentemente contro la sceneggiatura e i tagli apportati per ridurre i costi, e con il procedere delle riprese è diventato chiaro che alcuni tagli avevano lasciato dei buchi nella storia, così O’Bannon e Ronald Shusett hanno potuto reintrodurre alcuni elementi originali che erano stati cancellati.

La Fox ha mantenuto uno stretto controllo sulla sicurezza, quindi chi si ritrovava a visitare il set poteva vedere ben poco ciò che veniva girato, e proprio nulla riguardo all’alieno. Ron Cobb dice in modo ambiguo che «potresti dire che la creatura ha molte forme». Sembra possibile che O’Bannon abbia introdotto elementi presi dal suo progetto sospeso, They Bite, in cui ci sono metamorfosi fra oggetti inanimati ed insetti e ragni.

Sarebbe scorretto nei confronti della Fox e peggio ancora nei confronti del pubblico rivelare di più della storia mozzafiato di Alien, è sufficiente dire che alla fine pochi dell’equipaggio sopravvivono alla più originale e spaventosa delle creature.


L.

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5 pensieri su “[1979-04] Alien su “Starburst” 8

  1. Mi ha colpito la frase: i fan del cinema di fantascienza sembrano essere in perenne attesa del “prossimo grande film”. Dà proprio il senso dei tempi cambiati. Delle novità che venivano proiettate sui grandi schermi. E già si lamentavano dei sequel?!
    Interessante anche le considerazioni in merito all’impatto sul pubblico, citando il film Lo Squalo: Alien è molto più spaventoso.

    Piace a 1 persona

  2. Pingback: La Storia di Alien 13. Reazioni | Il Zinefilo

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