Escono dai fottuti pixel! (4) Aliens Versus Predator [Parte I]

Condivido la secodna parte di un post capolavoro firmato da redbavon di Pictures of You, apparso sul suo blog l’11 luglio 2018, ringraziando l’autore per la disponibilità.



Dopo avere introdotto la rubrichetta aliena, foriera di biancheria intima insozzata, e avere percorso all’indietro il tempo fino ai primi anni Ottanta raccontano dei primi esperimenti di procurarci un colpo apoplettico con manciate di pixel in Alien per Atari VCS, Alien , Project Firestart e Aliens – The Computer Game per Commodore 64, ZX Spectrum e altri computer 8bit, balziamo in avanti nel 1999.

A livello evolutivo quindici anni nei videogiochi corrispondono più o meno al passaggio dall’Era della Pietra all’Era del Bronzo nell’evoluzione umana, tanto che la neonata rubrichetta dovrebbe già cambiare nome: da Escono dai fottuti Pixel! a Escono dai fottuti poligoni!

La mia copia di Alien Versus Predator

Alien Versus Predator è un videogioco sviluppato da Rebellion Developments e pubblicato da Fox Interactive nel 1999 per PC Windows.

Quando si tira in ballo la paura e la fantascienza, è impossibile non citare Alien e Predator e, per essere costretti a riassortire il nostro corredo di biancheria intima, cosa è meglio di averli entrambi, buttandoci in mezzo anche la specie umana? Questo post meriterebbe di essere sponsorizzato da una nota marca di intimo superlativo.

Uhé! Dici a me? E io che c’entro con gli alieni e i mostri schifosi?!?

La fine degli anni Novanta è per il genere “survival horror” densa di titoli destinati a essere ricordati.
Nel 1998, gli zombi e l’Umbrella Corporation ritornano in Resident Evil 2, dal Giappone e solo per gli USA (in Europa non verrà mai pubblicato) Parasite Eve contamina l’action RPG con il fenomeno “J-horror” scatenatosi lo stesso anno con la versione cinematografica del romanzo di Koji Suzuki, Ring; non mancano esempi anche nelle avventure “punta & clicca” con Sanitarium in cui il nostro alter ego è un uomo, colpito da amnesia in seguito a un incidente stradale, che si ritrova in uno strano manicomio alla ricerca della sua identità.
Nel 1999 avviene la definitiva consacrazione del genere come colonna portante dei videogiochi: Silent Hill, Dino Crisis, System Shock 2, Resident Evil 3: Nemesis, Parasite Eve II e D2.

Per aumentare il fattore “paura” i videogiochi “survival horror” utilizzano sequenze scriptate e conseguenti  “jumpscare” (salti sulla sedia) e altri “mezzucci” quali munizioni e punti di salvataggio limitati.

Nel 1999 appare sugli schermi dei PC, Aliens Versus Predator (AvP), in apparenza uno spara-tutto con visuale in prima persona, emulo di Doom.

AvP è un’esperienza di terrore in cui scivoli lentamente come nel primo film di Alien, con la differenza che sei armato con un fucile d’assalto e lanciagranate, capace di polverizzare le creature ostili in pochi secondi. Se il pensiero vola al secondo capitolo cinematografico di James Cameron e a una rivincita della Marina Coloniale in memoria di Apone e degli altri commilitoni sterminati su LV-426, siete fuori strada.
AvP è un’esperienza terrificante moltiplicata per tre.

Tenete bene a mente la frase di Hudson in Aliens dopo che la navetta da sbarco viene distrutta da uno Xenomorfo, impedendo qualsiasi via di fuga ai Marine:


Questa è bella… Questa è bella davvero, ragazzi! E ora che accidenti si dovrebbe fare?! Ora sì che siamo sepolti nella merda!!!”

AvP riesce a sconfiggere la maledizione dei “tie-in” che perseguita i videogiochi ispirati ai film: cattura l’essenza di Aliens e Predator.

AvP è “tre giochi in uno”. Nello stesso scenario è possibile interpretare uno Xenomorfo, un Marine coloniale e un Predator: la trama si sviluppa attraverso una serie missioni (principali e bonus) e ogni personaggio ha le sue specifiche.

Mesdames et messieurs, faites vos jeux. Scegliete la vostra morte.

AvP prevede tre campagne separate in una sanguinaria battaglia per la sopravvivenza tra le tre specie più feroci dell’universo.
Tra i tre contendenti, sebbene nella storia della specie umana vi siano fulgidi esempi di ferocia sia verso i propri simili sia verso le altre specie viventi sul pianeta, il Marine coloniale è quello che si avvicina di più alla “carne da cannone”.

Ogni campagna sembra un episodio inedito del film ispiratore, ogni specie è immersa in situazioni e agisce esattamente come visto sul grande schermo.

Predator a Xenomorfo: “Te l’avevo detto che l’umano non era adatto al ballo!”

I Marine Coloniali avanzano nell’oscurità con i fucili a impulso spianati, pronti con i lanciafiamme e ignari di ciò che li attende. Gli Xenomorfi sono sospesi al soffitto negli angoli più bui, in attesa di piombare sulle loro prede e sfondare toraci e crani con la lingua fornita di mascelle zannute (in AvP è possibile!). Il Predator è sempre pronto alla caccia: segue la preda e si apposta attendendo il momento giusto, le sue armi non danno scampo, ma sono limitate (a differenza dei Marine che dispongono di un volume di fuoco superiore).

Ogni specie ha punti deboli e di forza, spetta al giocatore comprenderli e utilizzarli al meglio. Una prima critica mossa all’epoca ad AvP, infatti, è quella di essere un’esperienza non equilibrata. Vero per quanto riguarda lo Xenomorfo, ma in realtà è un errore se consideriamo il risultato ai fini dell’atmosfera e dell’”economia” di gioco complessiva.

Nella seconda parte la descrizione delle tre specie antagoniste, le loro caratteristiche e stile di gioco nonché l’ardua sentenza se Alien Versus Predator ha resistito ai giorni nostri oppure se i due CD-Rom della mia copia sono più utili come sottobicchieri per la birra (almeno mi salvano dagli aloni sul tavolo e cazziate di mugliera).

SE NON TI SEI ANCORA ABBASTANZA ALIEN-ATO, LEGGI ALTRI
Videogiochi di paura!

P.S.
Ringrazio di cuore redbavon per la recensione e per la disponibilità a ripostarla.
L.

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4 pensieri su “Escono dai fottuti pixel! (4) Aliens Versus Predator [Parte I]

  1. Silent Hill, Dino Crisis, , Resident Evil 2, 3: Nemesis, Parasite Eve II e D2.li ho giocati tutti e finiti tranne D2 perchè era in giapponese ed esclusiva per Sega Dreamcast, la Rebellion tra l’altro ha fatto pure la saga di Sniper Elite

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