[1992-11] Alien 3 su “Consolemania” 13

Riporto il breve articolo apparso sul numero 13 (novembre 1992) della rivista italiana “Consolemania” riguardante il videogioco tratto dal film Alien 3.


Alien ³

di Marco Auletta

Avete già visto l’incredibile, meravigliosa
ma contrastata opera prima di Fincher? Beh, fatti vostri…

Nonostante quello che ha detto svariata gente, Alien 3 è un film di incredibile atmosfera, meravigliosamente diretto, fotografato stupendamente e soprattutto avvincente e inquietante – perlomeno, per chi non si aspetta un nuovo Aliens tutto azione e spargimento d’acido. La disperazione, l’atmosfera cupa, quasi medievale e la crudezza di alcune scene sono a dir poco magistrali – ma evidentemente non tutti la pensano come me, altrimenti Max non lo avrebbe tacciato del non molto lusinghiero commento «È una mezza cavolata (eufemismo)». Comunque, siamo qui non per parlare dei film ma dell’omonimo gioco uscito in questi giorni sotto gli auspici della Arena (non quella dei surgelati) e programmato dalla Probe, gli stessi autori di Terminator per la Virgin.

A questo punto, come insegna “Il Manuale del Perfetto Recensore di Videogiochi” Zingarelli, si dovrebbe procedere con la trama del gioco, o del film nel caso si tratti di un tie-in: quelli che hanno intenzione di vederlo, meglio che saltino al paragrafo che inizia con IL GIOCO VERO E PROPRIO (wow, sembra un librogame!). Alex, lo so che non l’hai ancora visto, ma la recensione te la leggi lo stesso perché devi morire (non so se fidarmi di più di te o di Max… Mi sa che la recensione la faccio correggere a Francesco di PC Action. NdAlex). Salutoni.

Allora, alla fine di Aliens, Ripley si addormentava sull’astronave Sulaco insieme a Newt, Hicks e ai rimasugli del sintetico Bishop. Con loro però c’è almeno un paio di quei simpatici alieni a forma di manona, che in mancanza di intrattenimenti vari durante il viaggio hanno la bella pensata di “appropriarsi” del tenente dormiente e fanno scattare l’allarme antincendio con dell’acido caduto sul pavimento. I tubi criogeni vengono così caricati automaticamente su una microscialuppa di salvataggio e sparati su un ameno pianetino chiamato Fiorina 161, abitato solo da ventisette carcerati, due guardie e un medico. Durante l’atterraggio – ma sarebbe meglio dire nell’impatto – muoiono sia Hicks sia Newt (e dire che Ripley nel secondo episodio si era fatta un mazzo così…). I carcerati si sono accorti dell’arrivo piuttosto frettoloso di un bidone dallo spazio, e partono alla ricerca dei rottami. Nel corso del recupero della navicella, cane entra in contatto con un alieno e… Vabbè, la smetto, altrimenti poi le foto dove le mettono se occupo io tutto lo spazio? E poi, pensiamo un po’ a quello sf… ortunatone di Alex che quasi senza dubbio starà leggendo ’sta recensione più o meno verso le due di notte (il ritardo è il suo hobby) (o nostro, eh Marco? NdAlex) e soprattutto pensate a me che sempre quasi senza dubbio sarò con lui… (dovevo finire di leggere… NdAlex). Vabbè, dove ero rimasto? Ah, sì:

IL GIOCO VERO E PROPRIO

Ci siete? Meno male. Mettiamola così: tra una balla e l’altra, il gioco non ha assolutamente niente a che vedere con il film – più che altro, potrebbe andare bene come tie-in di Aliens, visto che guidate Ripley (pelata come nel film) attraverso una serie di labirintici quadri tutti piattaforme, ascensori, scale e condotti d’areazione armata esattamente come lo era nel secondo episodio della saga (fucile a impulsi, lanciafiamme, lanciagranate e bombe a mano nonché localizzatore) e tutto quello che deve fare è spiattellare alieni a volontà salvando nel frattempo un nutrito numero di prigionieri “imbozzimati” entro un dato limite di tempo di solito, non eccessivamente clemente. Di tanto in tanto si incontrano anche alcuni alieni più grossi in stile “nemico di fine livello” da tirare giù con un ingente quantità di munizioni (per la cronaca, sono contate) o livelli “speciali” privi di prigionieri o privi di alieni (mai tutti e due, però!).

La difficoltà del gioco è data dalla particolare aggressività degli alieni, dal numero di munizioni a disposizione non molto alto e dallo scarso tempo a disposizione per completare le varie missioni, ma soprattutto dal piazzamento incasinatissimo dei prigionieri, spesso e volentieri nascosti negli angolini più lontani proprio come lo sporco impossibile.

I pregi del gioco sono pochi, ma non indifferenti: innanzitutto la grafica è più che efficace, nitida e essenziale ma molto curata. Lo schema di gioco merita un tondissimo zero come innovazione, ma è lineare, avvincente, incalzante e molto ben collaudato: bisogna ammettere che nelle prime partite può non convincere più di tanto, ma giocando si prende la mano e ci si appassiona.

L’unica vera, grande nota negativa è costituita dalla mancanza quasi-totale di una sequenza finale (l’ha finito Gabriele): terminate l’alienone di turno e verrete gratificati da una schermata di Ripley controluce (se va bene ad Alex, dovreste riuscire a vederla da qualche parte) (affermativo. NdAlex) con i nomi dei programmatori che scorrono. Che squallido! Bah, ricapitoliamo: è un bei gioco, ha uno schema classico ma molto “acchiappante”, la grafica è bella e la confezione ha l’illustrazione più bella che si sia mai vista (e io c’ho la maglietta): comparatevelo, anche se il film non vi è piaciuto. Tanto io vado a rivedermelo…


L.

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5 pensieri su “[1992-11] Alien 3 su “Consolemania” 13

  1. Lo ricordo benissimo! Ce l’ho questo numero. Marco Auletta, poi, era uno dei pochi redattori di Consolemania che si poteva leggere: uno stile suo, poteva non piacere, ma le sue recensioni non erano delle “caciare” o zeppe di considerazioni personali gratuite che non c’entravano nulla con l’oggetto della recensione.
    Comprai questo gioco per la Super Nintendo. Pensa che ricordo vivido di quando lo andai a comprare e anche del negozio dove l’acquistai. Prezzo: 69.000 lire.
    Quel voto era eccessivo. Non gli avrei dato più di un 70 su 100. Prima o poi arrivo a recensirlo…mi sa più “poi” che “prima” 😉

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    • 69 mila lire????? Per Alien 3??????? All’epoca mi sembrarono esagerate le 16 o 17 mila lire di “Predator 2” per C64 😀
      Pensa che tempo fa un collega si ritrovò in casa la scatola vuota del gioco e me l’ha regalata: è sempre collezionismo, anche una scatola vuota!
      Di Alien 3 ne hanno fatte non so più quante versioni, serviresti proprio tu a mettere ordine ^_^

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      • Non era un prezzo indecente per una cartuccia per SNES, visto che si aggiravano intorno alle 100.000 lire, dipendeva dall’avidità dei negozianti.
        Non puoi compararlo con i giochi per C64 perché, a parte che il C64 all’epoca era defunto, ma il supporto fisico della cartuccia era immensamente più costoso e veniva ricaricato alla fonte della royalty che gli editori pagano a Nintendo per ogni singolo pezzo prodotto (non venduto eh, ma prodotto).
        Insomma tecnicamente su due pianeti differenti e su supporti differenti. Per farti un esempio, i giochi Amiga originali, più o meno coevi alla SNES potevano avere un prezzo tra 18.000 lire e 69.000 lire, ma anche questi erano su un supporto molto più economico da produrre (il floppy disk) e non scontavano royalty da pagare a Commodore.
        Le scatole vuote vengono vendute su EBay anche a prezzi imbarazzanti: tra scatola e spese di spedizioni puoi arrivare anche a 10 euro!

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