[1986-08] Stan Winston su Fangoria 56 (1)

Traduco questo articolo apparso sul numero 56 (agosto 1986) della rivista “Fangoria“: si tratta della prima parte di un profilo dedicato al mago degli effetti speciali Stan Winston.


Gli alieni assassini di Stan Winston

di Adam Pirani

da “Fangoria” n. 56 (agosto 1986)

È la grande estate di questo professionista del makeup
portando in vita i demoni spaziali di “Invaders from Mars” ed “Aliens”

Trovare attori capaci di interpretare i protagonisti di film come Invaders from Mars [giugno 1986] ed Aliens [luglio 1986] non è facile. Quindi, invece di rivolgersi a qualche agenzia extraterrestre, i produttori hanno trovato una soluzione più efficace ai loro problemi di casting: Stan Winston.

In una carriera di 15 anni, preceduta da tre anni (o, come dice Winston, «6 mila ore») di addestramento ai Disney Studios, il suo makeup e i suoi effetti speciali hanno reso Winston uno degli artisti di punta in questo campo.

Ha costruito il robot di Terminator [1984], concepito il bambino allungato di Starman [1984], ha lavorato a The Wiz [1983], Morti e sepolti [Dead and Buried, 1981] e Heartbeeps [1981]; ha disegnato il cane-cosa di The Thing [1982], la disintegrazione di Mr. Dark [Jonathan Pryce] in Qualcosa di sinistro sta per accadere [Something Wicked This Way Comes, 1983] e una famiglia di Wookiee per lo speciale televisivo di Star Wars [1978]. I suoi primi lavori includono i televisivi The Autobiography of Miss Jane Pittman [1974] e I Gorgoni [Gargoyles, 1972] – entrambi vincitori di un Emmy per il makeupRadici [Roots, 1977] e W.C. Fields and Me [1976].

L’ultima sfida degli effetti speciali presentatasi a Winston è stata la creazione di Invaders from Mars del regista Tobe Hooper, remake del film classico del 1953. Il compito di Winston era di creare nuove versioni dei marziani della storia: il loro leader, l’Intelligenza Suprema, e i droni.

«Io amo il film originale, so che non dimenticherò mai i droni originali: erano così sciocchi», spiega Winston. «L’Intelligenza Suprema originale era la faccia di un uomo inserita in una sfera di vetro, con una grande testa (simbolo di grande cervello) e tentacoli che fuoriuscivano dappertutto, fluttuando liberamente nella sfera. Era un look classico.»

«Tobe aveva delle idee su come dovesse apparire il suo Intelligenza Suprema: la testa doveva essere alla fine di una lunga coda serpentiforme; una serie di tre tentacoli uscivano dalla schiena e dalla testa, e lo avrebbero fatto muovere. Bill Stout stava lavorando ai disegni dei droni e ha fatto alcune cose molto buone.»

«Ciò che ho tentato di far risaltare nella Suprema Intelligenza è… l’aspetto dell’intelligenza», continua Winston. «Quindi ho speso molte energie cercando di trovare la faccia giusta, più che altro gli occhi, che avesse l’aspetto giusto.»

«Poi, perché non sembrasse semplicemente un tizio con una maschera e una grande testa, ho disegnato la creatura in modo che le proporzioni e la disposizione dei suoi occhi – in confronto alla bocca e alla dimensione della testa – non avessero nulla di umano.»

Con l’approvazione di Hooper del design concept, Winston e il suo gruppo ha costruito la creatura. «Gli occhi e le espressioni erano radiocontrollate», spiega Winston, «e la bocca era mossa a mano. C’era un sistema di aria compressa che muoveva i lobi ai lati dell’Intelligenza Suprema, così che sembrassero degli organi, con tanto di vene pulsanti all’interno.»

«Avevamo due forme della testa, una delle quali con un’espressione più intensa, di dolore ed agonia, per la scena in cui viene colpita. Quindi c’erano due elementi facciali differenti, ma una sola creatura. Aveva una spetto molto pulito eppure aveva i suoi bei problemi tecnici.»

La sfida successiva è stata la creazione di un aspetto innovativo per i droni. «Nel copione originale», rivela, «ho letto che i droni, chiamati a quel punto androidi, erano in parte macchine e in parte uomini, alti circa due metri e con scatole craniche di vetro trasparente per i cervelli fluttuanti. Erano un po’ ridicoli e non volevo farli. Sentivo che dovessero essere mostri organici: non volevo fare un’altra macchina, un altro uomo in tuta metallica. Avevo appena fatto una cosa orribile chiamata Frankenstein Factor, che era appunto un tizio in tuta metallica.»

«Ho cercato di essere il più possibile diplomatico con Tobe, e ho detto avrei preferito fare una creatura organica: Tobe è stato completamente d’accordo, era esattamente quello che anche lui voleva. Uno dei bozzetti di Stout aveva ginocchia che andavano in direzioni opposte, il che mi ha dato l’idea di un uomo in una tuta rovesciata, ed ho detto “Questa è una grande idea: mettiamo un tizio in una tuta all’incontrario”. Prima abbiamo discusso l’idea di usare due contorsionisti. Ho detto a Tobe che sarebbe stato splendido utilizzare una coppia di contorsionisti e ritrarli in posizioni strane ed utilizzandole per disegnare i mostri.»

«C’erano però difficoltà tecniche con questa lavorazione, così me ne uscii con quest’altra idea di una persona con un nano sulla schiena, con i due che guardano in direzioni opposte. Il nano avrebbe usato le gambe per muovere la bocca della creatura, e le braccia per le altre appendici. In pratica una creatura che aveva sei appendici ed una completa articolazione.»

Ad Hooper è piaciuta l’idea. «Tornai al mio studio», continua Winston, «e ho preso un’armatura umana e poi ho creato un’armatura più piccola, unendole perché potessero essere indossate da un uomo con un nano sulle spalle. Ho scattato una foto e poi ho iniziato a disegnare un mostro intorno alla foto.»

«Una volta che ad Hooper è piaciuto il risultato, ho cominciato fare il casting: non volevo fare altro lavoro prima di sapere esattamente cosa fare. Ho selezionato culturisti in base a quanto fossero in grado di camminare all’indietro ed usare le braccia per compiere azioni differenti. Ho messo loro il nano sulle spalle per vedere quanto fossero in grado di muoversi, e così li ho fotografati.»

«Da quelle foto, che ritraevano ciò che esattamente c’era all’interno, ho potuto disegnare le bozze finali di come i droni sarebbero apparsi all’esterno, sia di fronte che di profilo. Non stavo disegnando qualcosa che poteva non funzionare, a livello tecnico. Quindi, in pratica, i droni sono concept disegnati e concepiti dall’interno all’esterno, e hanno funzionato perfettamente. Hanno uno splendido design: simpatico, strano, grande e lento. Ha tutta la praticità del classico “tizio in tuta”, perché effettivamente c’è qualcuno dentro che si muove, ma non sembra un “tizio in tuta”.»

Il costume del drone è stato adattato sia per l’uomo che per il nano. «L’apparato finale sembrava una piccola cabina di pilotaggio: apparato d’areazione, un impianto radio, un monitor TV per l’uomo e una camera in miniatura per il nano che così poteva guardare attraverso il naso della ceratura.»

«La bocca del mostro era mossa dalle gambe del nano, mentre le braccia muovevano delle appendici che le uscivano dalla testa; gli occhi, il ringhio e le articolazioni facciali erano radiocontrollate da un operatore esterno. Ne avevamo due, di tutte di questo genere.»

Invaders from Mars, il primo film di Winston con il regista Hooper, è stata un’esperienza molto proficua. «È stato molto piacevole lavorare con Tobe», fa notare Winston. «Mi ha dato completamente campo libero: l’avrò visto sì e no due volte durante i quattro mesi della pre-produzione. Una volta che ha dato l’okay al progetto, è passato giusto un paio di volte a vedere come stavano andando i lavori. Sa cosa gli piace ed è quindi semplice lavorare con lui. Come sempre, il successo finale di Invaders from Mars dipende dal talento e dalla dedizione del mio gruppo, guidato artisticamente da Shane Mahan, John Rosengrant, Tom Woodruff ed Alec Gillis, e guidato nella parte tecnico-meccanica da Richard Landon, David Nelson e Rick Lazzarini

Il progetto di Winston successivo ad Invaders si occupa degli effetti speciali delle creature per il seguito di Alien [1979]. Aliens è scritto e diretto da James Cameron e prodotto da Gale Anne Hurd. Winston ha già lavorato con entrambi nel loro precedente film, Terminator.

«Avevano contattato Dick Smith per alcuni effetti di makeup di Terminator e Dick ha raccomandato me per quel tipo di lavoro, essendo una portata di lavoro maggiore rispetto al suo solito», ricorda Winston. «Ne ho fatti di robot nella mia carriera, abbastanza strani: ho sviluppato il robot per la band Styx, Mr. Roboto [1983], che è stato usato anche per la copertina dell’album, e sono stato nominato agli Oscar per Heartbeeps. Ho lavorato anche con marionette, e le due cose vanno spesso insieme.»

«Jim è venuto da me e mi ha mostrato dei disegni che aveva fatto per il Terminator: ne rimasi molto colpito. Inizialmente voleva semplicemente che io creassi una testa e qualche effetto di makeup, eppure io sentivo che potevamo costruire il robot a dimensione reale e muoverlo come una marionetta. Questa cosa interessava anche a lui, quindi creammo il modello a grandezza naturale e la miniatura per le animazioni.»

Soddisfatti del lavoro e dell’entusiasmo di Winston, Cameron e la Hurd lo hanno ingaggiato di nuovo per Aliens. Lavorare contemporaneamente ad Invaders (girato in California) e ad Aliens (girato a Londra) significava avere un team su entrambi i lati dell’Atlantico da supervisionare simultaneamente. Descrivendolo come un «periodo piuttosto impegnativo», Winston aggiunge: «è stata una grande sfida ma tutto ha funzionato bene.»

Winston non è preoccupato delle somiglianze fra gli esseri extraterrestri in questi due film. «Sono totalmente differenti», afferma. «Ho disegnato le creature di Invaders, che poi ovviamente sono state migliorate dal mio gruppo di lavoro, e niente è mai esattamente come lo disegno. Quelli erano miei disegni mentre tecnicamente i disegni di Aliens sono di Jim Cameron, dai quali poi noi siamo partiti. Quindi non c’è niente di simile.»

Dopo la lavorazione di Invaders from Mars ed Aliens, Winston si prende una vacanza e c’è solo un piccolo progetto nella sua agenda: un breve ritorno in TV. «Sto curando un segmento di “Storie incredibili” [Amazing Stories], con Robert Zemeckis alla regia», dice. «Si intitola Il capo della classe [2×08: Go to the Head of the Class, 21 novembre 1986] e mi occupo dell’effetto di Christopher Lloyd senza testa.»

Un progetto di più vasta portata di cui Winston si è occupato – quando i diritti appartenevano ad un altro produttore – è stato Howard e il destino del mondo [Howard the Duck, agosto 1986], che uscirà il prossimo mese per Universal e Lucasfilm. «Non ho nulla a che vedere con quella roba», nota Winston. «Io ho fatto qualche disegno originale per Howard, ma ora degli effetti si stanno occupando quelli della ILM [Industrial Light & Magic].»

Winston non sta cercando un tipo specifico di progetto per il suo prossimo film. «Sono molto aperto, non mi piace incasellarmi, dicendo “Be’, farò solo questo o farò solo quello…”. Se mi arriva qualche ottimo copione, ed è eccitante, con belle cose da fare o belle creature da disegnare, allora voglio essere coinvolto. Se poi è un mio progetto, mi piace ancora di più.»

«Sto sviluppando i miei progetti, per creare miei personaggi e dirigerli. Quindi in definitiva è questo che vorrei fare, dirigere i progetti in cui sono coinvolto. Questo però non diminuisce il piacere di sviluppare creature.»


L.

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6 pensieri su “[1986-08] Stan Winston su Fangoria 56 (1)

  1. Nuuuoooo! Ho una passione (esagerata) per Mr. Roboto degli Styx, ma non avevo idea che il robot fosse anche questa un’opera del genio di Stan Winston, una chicca clamorosa questa! 😀 Sai già della mia passione per il grande Stan quindi mille grazie per le citazioni e per questo regalone! Cheers

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  2. Eh, c’è poco da dire, i suoi effetti sono un grandissimo valore aggiunto anche in titoli non troppo memorabili come il remake di Invaders from Mars o ancora Frankenstein Factor, che io conosco come The Vindicator (qui è stato troppo severo con sé stesso: la sua “creatura” bio-cibernetica fa guadagnare punti al film 😉 )… e va detto che Stan prometteva assai bene già con i suoi terrificanti Gargoyles dell’omonimo film che riuscii pure a vedere, qualche tempo fa.
    Adesso allora aspettiamo di conoscere i suoi segreti alieni: probabile però che li conosca già, essendosi Adam Pirani occupato di Stan Winston anche in quel rarissimo speciale Starlog su Aliens pubblicato da noi all’epoca 😉

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