[2013-10] Joss Whedon: A Creative Portrait

Come si è capito chiaramente, Joss Whedon odia Alien Resurrection (1997), sebbene l’abbia scritto lui. Non avevo mai sentito queste sue lamentele, ma temo che in Italia non sia mai arrivato nulla.

Riporto il capitolo dedicato al quarto film alieno tratto dal saggio biografico Joss Whedon. A Creative Portrait: From Buffy the Vampire Slayer to Marvel’s The Avengers (ottobre 2013) di David Lavery, in cui le dichiarazioni di Whedon sono tratte da varie interviste. Purtroppo i codici “JWC” non sono riuscito a capire cosa significhino.

Traduco dunque questa compilation di lamentele, che temo tradiscano un difetto di fondo: Whedon, forte dell’enorme successo del Buffyverse – che in America sfiora lo status di religione! – non sembra in grado di lavorare a qualcosa che non sia una sua totale proprietà, e su cui lui non abbia il controllo completo. Ovvio che un artista voglia avere l’ultima parola sul proprio lavoro, ma il cinema non è arte: è organizzazione di una quantità titanica di professionalità e di fattori di cui tener conto. Nel cinema “artista” non è quello che sa pensare ad un grande film, ma quello che sa realizzarlo riuscendo a risolvere i miliardi di problemi che nascono.

Per capirci, James Cameron è un artista del cinema, non perché il suo lavoro abbia chissà che profondità o che filosofia di base, ma semplicemente perché Jim è un organizzatore nato: sa cosa vuole e sa cosa fare per ottenerlo.
Joss Whedon ha scritto su un pezzo di carta una storia che lui considera molto bella, e poi si è seccato perché – per varie motivazioni – gli hanno chiesto di cambiarla. E il risultato non corrisponde al film che si era fatto in testa. Forse queste lamentele nascondono un problema comportamentale, più che artistico.


La possibilità di scrivere il quarto film della saga di Alien era per Whedon qualcosa di completamente diverso da film come Speed, Toy Story, Waterworld e Twister. In quanto appassionato di «sequel, franchise e grandi storie epiche che continuano e continuano» e grande devoto dei «film estivi, sebbene siano tutti spazzatura», l’interesse era ovviamente alto, e la Fox aveva abbastanza fiducia negli interventi di Whedon per commissionargli un copione. La sua prima stesura era senza Ripley: Sigourney Weaver non era interessata a fare un altro film. Dopo che venne convinta a girarne ancora un altro, comunque, la successiva stesura di Whedon con Ripley la convinse. (Nel secolo successivo, va notato, Whedon ha di nuovo convinto la Weaver a partecipare ad un film, in questo caso Quella casa nel bosco.) Una volta che Jeunet, il regista francese che parla poco l’inglese, autore di film come Delicatessen (1990) e La città perduta (1995), ha firmato per dirigere (dopo che Danny Boyle e Peter Jackson, fra gli altri, avevano rifiutato), Alien Resurrection ottenne luce verde.

Sebbene il film che stava per essere girato da una sua sceneggiatura lo avrebbe fatto piangere (in realtà, «una singola lacrima da maschio», [single manly tear]); sebbene insista sarcasticamente con Tasha Robinson che l’episodio di “Boy Meets World” (ABC 1993-2000) che non ha mai scritto (malgrado un erroneo credito di IMDB) lo ha reso molto più fiero rispetto ad Alien Resurrection (“Onion AV Club” 2001), in retrospettiva è stata un’esperienza istruttiva. Riportare la sua eroina indietro dalla morte – Ripley (Sigourney Weaver) è clonata con un alieno dentro di lei, duecento anni dopo la sua morte – usa lo stesso processo creativo metaforico che è il suo marchio di fabbrica sin da quando ha creato il Buffyverse. Ecco come racconta a shebytches.com:

«Quando stavo scrivendo Alien Resurrection cominciai a capire, ad un livello mai conosciuto prima, ciò che stavo cercando di fare. Era semplice: “Che tipo di esperienza possono vivere questi personaggi perché gli spettatori possano provare empatia? Cos’è che fa dire alla gente “Io sono Ripley”, piuttosto che semplicemente “Toh, c’è Ripley”?”. Dovevo gestire questa situazione perché lei stava tornando dalla morte e dovevo farlo accettare al pubblico. Così capii: “Devo rendere difficile per Ripley l’idea di essere tornata dalla morte, perché sarà difficile anche per gli spettatori accettarla: in questo modo si immedesimerà con il personaggio.» (JWC 141)

In “Buffy” naturalmente adotterà lo stesso sistema, quando Buffy tornerà in vita nella stagione 6.

Whedon fornisce una precisa identificazione di cosa è andato storto con Alien Resurrection in una conversazione con Will Harris, ammettendo infine che «non era una questione di fare tutto in modo diverso, sebbene abbiano cambiato il finale». La fonte del suo dolore era «in gran parte per il fatto che venisse fatto tutto sbagliato».

«Gli attori pronunciavano quasi le stesse battute del mio copione, ma le dicevano tutte in modo sbagliato. E il cast era sbagliato, e il design era sbagliato, e la colonna sonora era sbagliata. Hanno fatto tutto in modo da renderlo il più sbagliato possibile. C’è una lezione di cinema da apprendere, perché tutto ciò che hanno fatto sembra corrispondere alla sceneggiatura, così che la gente pensa che visto che io odio il risultato finale allora vuol dire che hanno cambiato la sceneggiatura.»

Jeunet e gli altri «semplicemente hanno fatto in modo di rendere tutto quasi inguardabile» (Harris). L’esperienza ha spinto Whedon a reagire con il suo caratteristico umorismo: «il prossimo che rovina uno dei miei copioni sarò io» (JWC 81, 131).

Tuttavia, in un film tanto disprezzato lui comunque vede «i germi di tutto ciò che ho provato a fare nella mia carriera. È quando Winona Ryder, che è una bellezza di porcellana, guarda se stessa e dice “Guardami, sono disgustosa”. È in questo momento che dico “Ok, ora capisco costa sto facendo con la mia scrittura” (JWC 141). E inoltre impara che preferirebbe «lavorare su qualcosa che non è posseduta e controllata da 19 persone» (Robinson, “Onion AV Club”, 2001).

In un’ottica non-whedoniana, Alien Resurrection non è stato un disastro. Con un budget di circa 70 milioni ne ha guadagnati 161.295.658 nel mondo, e le critiche – sebbene raramente positive – a volte hanno avuto cose buone da dire. Mentre Roger Ebert lo ritenga «una meraviglia da nove giorni, uno spettacolo da nerd concepito per vincere un weekend o due al botteghino e poi scomparire dalla memoria», e Stephen Hunter (in “The Washington Post”) lo riduce a «un film artistico con mostri che fuoriescono dal petto della gente», Laura Miller (in “Salon”) loda «le battute scherzose dei contrabbandieri» che ricordano «uno degli aspetti migliori del primo Alien, quel ritratto di quotidianità nei viaggi spaziali». Quasi ogni recensione esalta la prova di Sigourney Weaver come über Ripley.

È rivelativo il fatto che la più grande critica dei recensori di “Ain’t It Cool News”, che in anteprima hanno letto la sceneggiatura, è che il film non è fedele ad essa: «È come se ogni volta avessero fatto la scelta meno ispirata. Per esempio c’era la possibilità di realizzare il sogno di Cameron di avere la persona all’apparenza meno capace a fare le cose più incredibili, con Winona, e invece non le hanno dato molto spazio.» Ed Hunter testimonia la sua sorpresa con il suo solito umorismo: «Il film non scala mai le vette del puro orrore come aveva fatto Ridley Scott. E non sviluppa mai il ghiotto massacro “marine contro mostri” del film di James Cameron. Ma si limita ad una storia di gangster infilata nel mondo dei petti esplodenti». Hunter crede a torto che l’aspetto da commedia nera sia da attribuire a Jean-Pierre Jeunet, invece è Whedon che ha aggiunto le parti più divertenti, specialmente in bocca a Ripley. È lui che ha scritto questo scambio fra Call e Ripley:

Call: You’re a thing, a construct. They grew you in a fucking lab. [nel doppiaggio italiano: «Sei una cosa, una riproduzione: ti hanno prodotto in un cesso di laboratorio». Nota etrusca]
Ripley: But only God can make a tree [frase assente nel film!]

È probabilmente la prima volta di sempre che la fantascienza cita Joyce Kilmer [La risposta di Ripley, But only God can make a tree, è il verso finale della poesia Trees (1913) dello statunitense Kilmer. Nota etrusca].

È Whedon che poi fa chiedere Ripley a Call «Are you programmed to be such an asshole? Are you the new asshole model they’re putting out?» [nel doppiaggio italiano: «Sei programmata per essere un’imbecille? Sei il nuovo modello di imbecille immesso sul mercato?». Nota etrusca.]

Ed è sempre Whedon a dare a Ripley una risposta molto in stile Buffy:

Distephano: man, i thought you were dead
Ripley: I get that a lot

[nel doppiaggio italiano:

Distephano: Credevo che fossi morta!
Ripley: Già, me lo dicono spesso

Nota etrusca.]

Sebbene Whedon dica a Tasha Robinson che ha sempre amato le sfide di aggiustare sceneggiature, notando che il processo non è diverso dall’«essere un produttore esecutivo, scoprire cosa ci sia di sbagliato con una storia e aggiustarlo» (JWC 148), di sicuro dalla sua esperienza degli anni Novanta ha sviluppato un’avversione alle «stronzate in serie. Quando presenti un buon copione da cui poi lo studio tira fuori qualcosa di ridicolo, e tu ti chiedi: “Com’è successo?” Se inizi ad usare quella prospettiva finisci per impazzire. E nessuno ha la soluzione.» (Legel, Comic-Con Interview). Whedon e Neil Gaiman sono d’accordo con la natura dell’“odore” che sentono nell’industria cinematografica:

Gaiman: Si tratta dei dirigenti che amano l’odore della propria urina e quindi adorano urinare su tutto. E poi arrivano altri dirigenti e anche loro urinano. E poi si ricomincia. Alla fine, hanno questo risultato che semplicemente odora d’urina, e non piace a nessuno.
Whedon: Non c’è davvero modo migliore per descriverlo.

(Grossman)

Ricevuta l’opportunità di tornare al medium televisivo, Whedon molla la carriera da script doctor e mette in pausa la sua carriera cinematografica così deludente.


L.

– Ultimi post simili:

5 pensieri su “[2013-10] Joss Whedon: A Creative Portrait

  1. Pingback: Alien Resurrection: Firefly (2002) | 30 anni di ALIENS

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.