[2016-11] Sigourney Weaver su “Sci-Fi Now”

Traduco un’intervista rilasciata da Sigourney Weaver in occasione della presentazione britannica del film Sette minuti dopo la mezzanotte (A Monster Calls, 2016), apparsa sul mensile britannico “Sci-Fi Now” n. 126 (novembre 2016).

Riporto solo le parole dedicate al progetto di film alieno con Neill Blomkamp, all’epoca ancora non completamente accantonato.

Anticipo una questione scottante: esiste una vera e propria sceneggiatura, scritta da Blomkamp, con il “destino” di Ripley ed Hicks. Spero che qualche fan riesca a metterci le mani e a renderla pubblica…


Sigourney Weaver on Sci-Fi

di Julide Tanriverdi

Abbiamo parlato con la leggenda di genere riguardo “A Monster Calls”,
“Alien 5”, il futuro di Avatar e come la fantascienza abbia cambiato la sua carriera

Sigourney Weaver sta guardando una foto che ritrae una miniatura di Ellen Ripley. «Non mi assomiglia proprio», conclude, «ma apprezzo che abbiano aggiunto Jonesy!» Ha 75 titoli come attrice, ma la saga di Alien l’ha resa un fenomeno di portata mondiale.

Weaver è particolarmente ben disposta durante questa intervista a New York in occasione dell’uscita di A Monster Calls. È molto orgogliosa di questo film, e le è piaciuto lavorare con il regista spagnolo J.A. Bayona, che lei chiama un «talento straordinario».

[…]

Hai sfondato con i fan della fantascienza: sei sorpresa delle loro reazioni?

(ride) Be’, non so quanto dipenda da me, ma sono stata molto fortunata ad interpretare alcuni personaggi. Ho fatto molti film ed alcuni di questi erano ambientati nello spazio, ma se non fosse stata per i Comic-Con non avrei modo di incontrare i fan. Il Comic-Con è una straordinaria opportunità per attori e registi di incontrare il loro pubblico, e sono molto grata per questo. La gente ti saluta per la strada, ma quando sei al Comic-Con i fan si presentano con i loro figli e capita che li abbiano chiamati Ripley, quindi è una riunione di famiglia. Indossano costumi ed è tutto molto commovente. Raccomando ad ogni attore di fare almeno un film di fantascienza così da poter partecipare ad un Comic-Con: è un’esperienza che non va persa.

[…]

Due anni fa hai detto che saresti stata disposta a fare un nuovo film di Alien solo se ci fosse stata qualche trama intrigante e un buon regista. Cosa c’è di intrigante nell’approccio di Neill Blomkamp che ti ha convinta?

Quando stavamo lavorando a Chappie [in Italia, Humandroid], in Sud Africa, abbiamo cominciato a chiacchierare su Alien, ed esce fuori che lui è cresciuto guardando quei film in cassetta. Ha iniziato a raccontarmi come i fan avrebbero amato un film che fosse ambientato dopo Aliens. Il copione che Fincher scrisse non aveva mai avuto spazio per Newt ed Hicks insieme a Ripley. Disse che un sacco di persone avrebbero adorato sapere cosa fosse successo se Aliens fosse continuato. Ed io risposi: “Be’, è molto interessante”. Non ci ho mai pensato, e poi gli ho detto che in effetti non mi piace averla lasciata [Ripley] a fluttuare senza senso nello spazio intorno alla Terra in Alien Resurrection.

È davvero difficile fare un buon sequel, e non ho mai avuto la sensazione di aver trovato il regista giusta o lo sceneggiatore giusto per finire quella storia. E quando Neill ha iniziato a parlarmi mi sono ritrovata a pensare: “Oh mio Dio, ecco perché non l’abbiamo mai fatto: perché stavo aspettando lui”. Quindi, chissà? Lui ora è impegnato con altre cose, e poi vogliono dar prima tempo a Ridley [Scott] di fare il suo film Prometheus [intende Prometheus 2 che però all’epoca è già diventato Alien: Covenant. Nota Etrusca]. Spero ritorneremo sul discorso: in questo ambiente non si può mai dire, ma di sicuro è stato divertente lavorare con Neill e vedere il copione svilupparsi. È davvero un gran bel copione, quindi penso che se anche rimanesse tale sarebbe comunque soddisfacente, perché so cosa le è successo [a Ripley].


L.

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4 pensieri su “[2016-11] Sigourney Weaver su “Sci-Fi Now”

  1. Sci-Fi Now non è niente male come rivista, hanno cercato di portarla pure in uno strambo Paese a forma di scarpa, esperimento durato lo spazio di un mattino. Ma in generale la sua versione originale di solito si lascia leggere, grazie per l’ottima chicca aliena 😉 Cheers

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    • Ogni tanto ci provano da noi, se non sbaglio qualche tempo fa è uscito nelle nostre edicole pure “Empire”: c’è ancora? Temo che tutti quelli che in Italia a chiacchiere si dicono amanti della fantascienza in realtà non abbiano davvero idea di cosa sia quel genere, e di sicuro non spenderebbero per una rivista di settore, in un Paese dove le riviste di settore sono belle che morte da anni. (A parte quelle che prendono soldi dallo Stato o da altre parti.)

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      • Vero, ogni tanto ci provano e gliene va dato atto… ma ogni volta con meno convinzione, temo, vista la risposta dei potenziali interessati (che, appunto, sembrano essere sempre più “potenziali” che non di fatto davvero “interessati”) 😦

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      • Già quando un tempo le riviste di settore erano l’unica fonte di informazione, in epoca pre-internet, c’era grossa crisi: figuriamoci ora che la prima fonte di opinione è Google! Se lo spettatore medio non ha voglia di informarsi neanche cliccando sui primi link consigliati da Google, figuriamoci se è disposto a raggiungere a piedi un’edicola e tirare fuori dei soldi! (Purtroppo conosco gente che non sa nemmeno dove sia la sua edicola di quartiere…)

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