[2003-05] Joss Whedon su Alien Resurrection


Traduco la breve parentesi che il saggio Joss Whedon: the Genius behind Buffy (maggio 2003) dedica al film Alien Resurrection (1997).

Il testo è di Candace Havens ma purtroppo non ci sono riferimenti per le parole dello sceneggiatore Joss Whedon: i suoi virgolettati dunque non si sa da dove arrivino.

Da notare l’incredibile astio che nutre Whedon per il quarto film alieno, odio così profondo che… l’ha spinto a diventare regista!


La frustrazione di Joss per Waterworld si dissolse presto quando ricevette l’occasione della vita: gli venne chiesto di scrivere una sceneggiatura per Alien 4, un’opportunità che aveva sognato sin da quando aveva visto Alien, ancora quattordicenne. Ma di nuovo, quella che poteva essere una bella esperienza divenne un incubo e quasi lo scoraggiò riguardo al mondo del cinema.

La prima volta che gli venne chiesto di scrivere l’episodio successivo della saga di Alien Joss non ebbe esitazioni. Quel primo film era un “testo sacro” e Joss non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione. Inchiodato davanti allo schermo con Alien ed Aliens, Whedon sentiva (come molti altri) che Alien 3 era una delusione. «Credo che i fan siano stati derubati del terzo episodio. Hanno ancora una scena dove gente che non si conosce viene uccisa dall’alieno. È Jason, ed è una cazzata perché non c’è niente di più noioso di gente che non conosci che viene uccisa. [Alien 3] era bello ma non era né emozionante né spaventoso, il che è assurdo. Avrei voluto che ogni scena contenesse meraviglia. Volevo ricreare le parti minacciose di Evil Dead e una volta entrati in azione, dopo una ventina di minuti, non ci sarebbe più stata sosta.»

A Joss fu data l’occasione d’oro di cambiare il futuro del franchise di Alien, scrivendo una sceneggiatura destinata a futura gloria. Inizialmente la 20th Century Fox non era sicura di poter avere Sigourney Weaver di nuovo nel ruolo di Ripley, quindi a Joss venne chiesto di scrivere una sceneggiatura senza Ripley, che in fondo era morta alla fine del terzo film. Lui tirò fuori un soggeto senza Ripley ed era soddisfatto del risultato.

Qualche mese dopo lo studio entrò nel panico, rendendosi conto che non avrebbero potuto avere quel successo al botteghino che speravano senza la Weaver. Le fecero un contratto che l’attrice non poteva rifiutare e chiesero a Joss di tornare alla macchina da scrivere. All’inizio lui si ribellò, pensando “stronzate, lei è morta!”, ma poi si rese conto che riportando in vita Ripley la storia poteva essere molto più potente. Ma, più di quanto ha provato a fare nella sesta stagione di Buffy, Joss voleva rendere reale la resurrezione della donna, e non senza un prezzo.

«Non stiamo solo dicendo “L’abbiamo portata indietro, vai con il film”. È l’elemento centrale del film, il fatto che l’abbiamo riportata indietro. Sappiamo che una volta fatto nulla poi sarà più los tesso. Quando qualcuno torna indietro dalla morte, specialmente in un film dove la morte è la minaccia definitiva, non puoi semplicemente dire “Okay, chiunque muoia può tornare”. È molto importante per me che sia un processo tortuoso, grottesco, così che la gente possa sentire a livello viscerale cosa significhi rinascere in un laboratorio. E quindi l’intera questione su cosa sia lei adesso. Ripley è umana? È cambiata? C’è il particolare che era inseminata da un alieno: è ancora una donna? C’è qualcosa di sbaglaito in lei? Insomma, un sacco di elementi di cui tener conto.»

C’erano un sacco di belle idee e di scene commoventi in Alien Resurrection, in particolare la scena in cui Ripley scopre ciò che resta dei precedenti tentativi di clonarla. Il personaggio è complesso e subdolo, non si sa bene chi sia e fin dove arrivi la sua lealtà. In Alien Resurrection alla Weaver è stata data l’opportunità di impersonare una Ripley “rinata”, in parte aliena. Ed è stato lasciatoa Whedon il compito di trasformare la supereroina Ripley in un personaggio molto più tosto dell’originale!

Alien Resurrection andò bene al botteghino ma ricevette critiche contrastanti. La critica più dura arrivò da Whedon stesso, secondo il quale il regista aveva rovinato un copione eccellente. «Mi piaceva la sceneggiatura di Alien Resurrection», ha spiegato. «Ma il film? Io… l’ho odiato. Penso sia diretto male ed è pessimo in quei punti che non credevo potessero venire così male. Ho imparato più da quel film che da qualsiasi altro sono stato coinvolto. Penso avesse un pessimo cast e sia stato diretto male. Non mi piace il design: tutto ciò che era sbagliato nel copione è stato incredibilmente amplificato dal design, e tutto ciò che era giusto è stato coperto, con giusto un paio di eccezioni. Semplicemente non potevo credere di poter odiare in questo modo un film. Non sono stato realmente coinvolto nella produzione. Andavo ogni tanto ai giornalieri e pensavo “Non mi sembra giusto, ma sono sicuro che andrà bene”. Ho visto il director’s cut e ho cominciato a piangere. Poi ho iniziato a fare buon viso a cattivo gioco e a lavorare in squadra, perché la Fox è casa mia. Ma penso sia passato abbastanza tempo: il film è uscito in video e posso impunemente dire che è una merda.»

«Avevo davvero grandi speranze», aggiunge, «ho lavorato duro e a lungo. Ma sai una cosa? È stata una rivelazione. Dopo quel film ho detto “La prossima persona che rovina uno dei miei soggetti… potrò essere solo io!” Ho sempre voluto dirigere, non sono solo uno scrittore amareggiato che cerca di proteggere la propria roba.»


L.

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6 pensieri su “[2003-05] Joss Whedon su Alien Resurrection

  1. Quindi avrebbe dovuto scrivere anche Waterworld? Gli proponevano davvero solo soggetti complicati al nostro Joss, dopo Kevin Costner e i fumatori marini, riportare in vita Ripley deve essere sembrato quasi roba facile 😉 Cheers!

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    • Ho scoperto che molto prima di essere sceneggiatore Joss Whedon era uno script doctor, e lo chiamavano a sistemare copioni. Non solo ha lavoratoa Waterworld, ma anche a Speed con Keanu Reeves, dove sembra aver fatto un buon lavoro nel sistemare un paio di buchi di sceneggiatura.
      La settimana prossima presenterò un estratto di un suo libro di interviste dove racconta di quando ha lavorato in doppia veste ad Alien 4, cioè come sceneggiatore e poi come script doctor, e ci sono un paio di rivelazioni esplosive! ^_^

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  2. Pingback: Storia dei fumetti alieni 7. Clonare la donna sbagliata | 30 anni di ALIENS

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