[1987-09] Shane Black su “Fangoria”

Traduco questo profilo di Shane Black apparso nel numero 67 (settembre 1987) della mitica rivista specialistica “Fangoria“, in un articolo dedicato al film Scuola di mostri (Monster Squad) di Fred Dekker, co-sceneggiato da Black.

Vi ricordo che il blog La Bara Volante sta ripercorrendo la carriera di Shane Black, autore che stiamo tutti aspettando alle prese con The Predator (2018).


The Monster Squad and me

di William Rabkin

Shake Black, sceneggiatore e a volte attore,
potrebbe aver afferrato Hollywood per la coda

Qualsiasi sceneggiatore ad Hollywood vi dirà che il suo produttore sta segretamente tentando di portarlo alla tomba. Qualsiasi, ad eccezione di Shane Black: il suo produttore l’ha già infilato in una tomba – dopo averlo maciullato.

No, la truce morte di Black non è la risposta preventiva al previsto sciopero degli sceneggiatori dell’anno prossimo [quello a cui si dà la colpa per il rigetto della sceneggiatura di William Gibson per Alien 3. N.d.R.], è la conclusione visiva del debutto attoriale di Black nel successo di Joel Silver Predator.

«Il mio grande debutto consiste in tre scene prima di essere trascinato nella giungla e barbaramente ucciso», dice Black, che ha scritto Arma letale e co-sceneggiato Scuola di mostri con il regista Fred Dekker. «Non mi aspettavo riconoscimenti da parte della critica.»

Shane Black, il primo morto di Predator

Ma un sacco di critici hanno citato Black nelle loro recensioni. Può essere perché il suo personaggio è il primo a morire, o perché le barzellette che racconta sono così fastidiose che sono contenti sia il primo a morire, o perché la sua piccola parte ha più battute della rocciosa star Schwarzenegger. Ancora, probabilmente è perché ricordano che è il 26enne scrittore di Arma letale, film adorato dalla critica e che ha incassato 860 milioni di dollari al botteghino.

Questa estate, i critici hanno un’altra ragione per ricordare Shane Black. Si chiama Scuola di mostri ed è del tutto all’opposto di Arma letale. È un simpatico film su degli adorabili ragazzini che combattono per le loro vite contro i mostri più pericolosi del mondo.

«Fred Dekker ha avuto l’idea di fare una riduzione di Simpatiche canaglie», ricorda Black. «I ragazzini sarebbero stati simpatici, teneri, inventivi e avrebbero parlato come veri ragazzini. Allo stesso tempo ha avuto un’altra idea: portare indietro i vecchi mostri Universal che da quarant’anni non vedevamo se non in TV. Voleva renderli spaventosi com’erano nelle versioni originali.»

Così nacque Scuola di mostri, una combinazione dei due spunti. C’era solo un problema: Dekker venne incaricato di scrivere su commissione una sceneggiatura (ancora inedita) su un agente segreto adolescente e non aveva tempo per sviluppare la sua nuova idea. Così si rivolse al suo vecchio amico di scuola Black.

A quel tempo Black stava proprio rinunciando alle sue ambizioni di essere un attore. Aveva scritto un copione, Shadow Company, un thriller soprannaturale su dei fantasmi di soldati dispersi in Vietnam che recentemente la Universal ha acquistato, ed iniziava a considerare l’idea di fare lo sceneggiatore di professione.
[Non esistono film con il titolo citato, né sembra aver mai visto la luce il progetto di Black, ma guarda caso vene accreditato a Fred Dekker il soggetto di Chi è sepolto in quella casa? (House, 1985), un horror con dei fantasmi di soldati dispersi in Vietnam… N.d.R.]

«Fred mi dimostrò che non servivano quattro anni di scuola di cinema per fare bene un film: lui sapeva come fare grazie solamente ad un’intera vita a desiderare di dirigere. Ha passato anni ad essere un attento spettatore, facendo attenzione a cosa faceva reagire la gente, e come. Così ha imparato cosa rende buono un film, cosa fa gridare la gente e cosa sorridere. E sa come farlo lui stesso.»

La “Squadra dei Mostri”, da “Fangoria” n. 67 (settembre 1987)

Scuola di mostri era la chance di Black per mostrare che poteva fare la stessa cosa. «Fred mi passò l’idea e mi chiese di dare un’occhiata alla prima stesura», ricorda Black. «Era una bomba, la cosa più divertente che mi sia capitata come scrittore.»

Un ragione di questo divertimento era che Black aveva scritto il copione nello stile di Fred Dekker, il che significava riempire i passaggi descrittivi di battute e note che non sarebbero mai potute arrivare sullo schermo. Per esempio, una ragazzina è descritta come una bellezza che “crescerà e si rifiuterà di venire a letto con te”.

«L’idea è far capire alla gente sulla carta ciò che proveranno a film finito», spiega Black. «A volte questo significa scrivere di getto, a volte frasi brevi e decise, a volte battute e note mordaci. A volte mi sono spinto a srivere “Qui il pubblico va fuori di testa”.»

«È divertente, ma quelle cose poi sono quelle che la gente ricorda dei miei copioni: può essere il motivo per cui questi copioni si vendono, anche se poi magari non hanno molto a che vedere con quello che arriva sullo schermo.»

Il copione di Black di Scuola di mostri era tanto divertente quanto lui e Dekker avevano sperato. C’era solo un problema: il copione di Black finito era lungo 150 pagine, e si stimava che il film sarebbe costato 40 milioni di dollari.

«Ho voluto buttarci dentro tutto, pure il lavandino», confessa Black. «Per poi andare a bussare dai vicini per usare il loro lavandino.»

Black e Dekker hanno limato il copione fino a ridurlo a 106 pagine, e Dekker l’ha venduto velocemente a Peter Hyams e la Taft/Barish Productions. Il film finito, dice Black, è tutto ciò che aveva sperato.

«C’è tantissimo cuore, grazie principalmente alla grande cura che Fred ci ha messo dentro. Mi sparerò in testa, se la gente non farà la fila per vederlo.»

Mentre aspettava che Scuola di mostri entrasse in produzione, Black ha scritto e venduto Arma letale al produttore Joel Silver e alla Warner Bros.

Arma letale è un film più tradizionale rispetto a Scuola di mostri, un thriller poliziesco lineare, impreziosito da un eroe che è in realtà uno psicopatico. Ma ha un senso dell’umorismo che lo posiziona al di sopra degli standard del genere, tipo Ricercati: ufficialmente morti [1987] o Malone: un killer all’inferno [1987], e quell’umorismo – combinato con il fascino di Mel Gibson – lo rende uno dei successi dell’anno.

«Sono davvero contento del modo in cui è uscito fuori Arma letale», dice Black. «È proprio un western urbano come io volevo. Ci sono un sacco di trucchetti nel film, tipo far saltare in aria una casa per mettere a tacere una vittima, ma è un grande film di eroi. Non buono come Gli intoccabili [1987], comunque. Quanto mi sarebbe piaciuto scrivere quello.»

In effetti a Black sarebbe piaciuto scrivere qualsiasi cosa ora, tranne ciò che sta effettivamente scrivendo: Arma letale 2.

«È probabilmente un errore farlo», ammette Black. «Non c’è alcun bisogno di farlo: non amo i seguiti in generale, e Arma letale 2 dovrà essere qualcosa di speciale. Non può essere semplicemente un altro episodio di Arma letale. È dura perché tutti sanno che Gibson è matto e Glover è stufo. Devi rendere i cattivi più cattivi e la posta in gioco più alta. È estremamente difficile uscire con un’idea sufficientemente buona. Me ne viene una, la scrivo e poi dico “Ops, non è buona come il primo film”.»

Se non altro il lato positivo è che Black ha avuto la possibilità di scegliersi un collaboratore. Da lunga data fan della serie di romanzi del Destroyer, ha assunto il co-creatore di Remo Williams Warren Murphy per aiutarlo a scrivere il copione.

«Warren è incredibile», dice Black. «Lavoriamo insieme da un mese e stiamo già chiudendo la prima stesura. Lavoriamo come lui faceva con (il co-creatore del Destroyer) Richard Sapir: Sapir gli mandava mezzo libro, a volte interrotto a metà, addirittura a metà parola, e lui lo completava e lo mandava all’editore. Io ho scritto una rozza metà del copione e l’ho mandata a Warren. Lui scriverà la seconda metà, dopo di che… chissà?»

Grazie ad Arma letale Black ha potuto avere il suo debutto sul grande schermo con Predator Joel Silver, il produttore di Arma letale, aveva ingaggiato il suo epico Schwarzenegger e aveva bisogno di qualcuno per la piccola parte dell’operatore radio Hawkins. Chiese a Black di fare un provino.

«Siccome conoscevo Joel Silver molto bene, il mio provino è stato con una persona sola», ricorda Black. «Malgrado questo, lo stesso l’audizione mi ha intimidito.»

Non abbastanza, a quanto pare, visto che Black si è ritrovato presto su un aereo per la giungla messicana dove si stava girando il film.

«Sembrava divertente vedere in prima persona un’operazione complessa come le riprese di un film», ricorda Black. «Durante le riprese dei film che ho scritto io passeggiavo sui set mangiando hamburger, guardando attraverso i miei occhiali e dicendo “Oh, forte”, e passando oltre. Stavolta invece era un po’ più impegnativo. Ho imparato molto, nel caso mi venisse voglia di dirigere.»

Inoltre ha imparato che era stata una buona idea smettere di recitare al college. «Sono spaventato dalla recitazione», confessa l’ex studente della UCLA. «Mi spaventa stare di fronte all’obiettivo. Se si potesse fare a modo mio, senza tutto quello stress, magari farei ancora l’attore. Ma di sicuro non continuerò in questo modo.»

“Fangoria” n. 67 (settembre 1987)

Meglio così, perché Black sembra intenzionato ad essere occupato nella scrittura per parecchio tempo. C’è Arma letale 2 da finire e Shadow Company da piazzare con i produttori Walter Hill e Michelle Manning. E di sicuro poi ci sarà un altro progetto d’azione da curare. E se avesse tempo, magari farebbe qualcosa di diverso…

«Credo di starmi bruciando con grandi prodotti di eroi sparatutto», riflette Black. «La prossima volta vorrei provare qualcosa nel campo della commedia. Stavo riguardando Turno di notte [1982] di Ron Howard: è un film incredibile, così divertente senza bisogno di barzellette. Dà lustro al genere commedia. Mi piacerebbe provare qualcosa su quel genere, con veri personaggi, dialoghi divertenti alla fin fine del cuore.»

«E se questo non dovesse funzionare», conclude, «posso sempre scrivere di un agente CIA rinnegato e del poliziotto che ha dodici ore di tempo per acciuffarlo…»

Poster del Predator a doppia pagina apparso su “Fangoria” n. 67 (settembre 1987)


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9 pensieri su “[1987-09] Shane Black su “Fangoria”

  1. Shane, quintali di Shane, che meraviglia! 😀 Ti ringrazio molto per le citazioni e per aver tradotto questa gran intervista, mi avevi pronosticato che mi sarebbe piaciuta un sacco, avevo totalmente ragione 😀

    In effetti la non convinzione di Black nello scrivere “Arma Letale 2” è coerente, il risultato finale, ovvero la sua prima sceneggiatura intitolata “Lethal Weapon 2: Play Dirty” era come la descrive qui, più dura e violenta, peccato sia stata modificata quasi tutta.

    Altro passaggio bellissimo, il modo in cui Shane descrive la regia del suo amico Fred Dekker, in poche parole ha centrato un regista che abbiamo artisticamente perso troppo presto. Inoltre bravissimo ad aver notato il parallelo tra “Shadow Company” e “Chi è sepolto in quella casa?”, la radice dei due soggetti è la stessa.

    Spero di riuscire a scrivere qualcosa di sensato su “Shadow Company” per la rubrica su Shane Black, per essere un film che non è mai stato realizzato, sulla carta poteva essere molto ma molto gustoso, visti soprattutto i nomi coinvolti. Gran post, grazie per la traduzione! Cheers

    Liked by 1 persona

    • Adoro ripescare dichiarazioni di registi (o attori) in cui si sbilanciano e ci fanno capire cosa pensavano in un dato momento: vedendo come sono poi andate le cose, si può capire cos’è successo nel frattempo.

      E’ incredibile pensare a Shane Black e al papà di Remo Williams scrivere insieme, un pezzo per uno! 😀

      Spero di riuscire a trovare altre info o interviste su Shadow Company, per scoprire se davvero poi si è trasformato in quel film horror e perché c’è solo i nome di Dekker fra i crediti.
      A presto con nuove interviste fumanti! ^_^

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  2. Uno Shane d’annata per aneddoti e ricordi d’annata (Fred Dekker con quel gioiellino di Scuola di Mostri)… non sarebbe male un Remo Williams riveduto e corretto da lui, no 😉

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    • Se il povero Remo non andava bene per il cinema luccicante degli anni Ottanta, è impossibile che oggi possa avere una chance. Eppure i suoi romanzi se non sbaglio continuano ad uscire, ed hanno da parecchio superato i 300 titoli, a dimostrazione che – in America – gli spettatori e i lettori sono pubblici totalmente diversi. (Mack Bolan, il papà di tutti i giustizieri-punitori-vendicatori-rambi, dal 1969 continua ad uscire in libreria tranquillamente, ma non ci hanno mai provato a fare un film: visto che in ogni romanzo stermina tipo mille persone, far passare la censura sarebbe un problemino 😀 )

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