[1993-03] Alien 3 su “Almanacco della Paura”

Che emozione quell’inizio di primavera del 1991, quando in edicola arrivò “L’Almanacco della Paura di Dylan Dog“, proprio all’apice della mia passione per il personaggio della Sergio Bonelli Editore. (Passione che di lì a poco sarebbe crollata in picchiata.)

All’epoca l’unica fonte esistente in Italia di informazione cinematografica era “CIAK” (Silvio Berlusconi Editore!), quindi avere una seconda fonte sul genere più in voga del momento fra i gggiovani, cioè l’horror, era un sogno che si avverava. I critici, quelli bravi, schifavano il cinema di genere quindi si sarebbero mozzati le mani prima di scrivere una qualsiasi recensione di una “porcata horror”. (Sì, proprio gli stessi identici critici che oggi si eccitano con Tarantino: i film che Quentin ama e cita loro ci sputavano sopra, e ora invece esce fuori che li hanno sempre amati!)

Ho letto e riletto con venerazione questo delizioso libretto di circa 160 pagine, stampato a colori sulla splendida carta porosa che all’epoca ancora si usava: l’ho davvero amato tanto, questo primo numero.

Bando ai ricordi, ed ecco i rarissimi riferimenti all’universo alieno dall’Almanacco della Paura: trattandosi purtroppo di film fanta-horror, sono considerati troppo horror per le riviste “fanta” e troppo “fanta” per le riviste horror… almanacchi compresi!


Almanacco della Paura 2 (1992)

da “Almanacco della Paura 2” (marzo 1992)

Predator 2 (potete ripescarlo in video, grazie alla CBS-Fox), diretto da Stephen Hopkins (reduce dal quinto episodio della saga di Freddy), ci mostra il cacciatore itinerante, con faccia di crostaceo e acconciatura “rasta”, che sceglie la Los Angeles del 1997 per una bella battuta. Cercano di contrastarlo due duri come Danny Glover e Gary Busey. Unico neo in questo piacevole sequel è il montaggio troppo frenetico che rende confuse le scene d’azione.


Almanacco della Paura 3 (1993)

da “Almanacco della Paura 3” (marzo 1993)

PEZZI DA NOVANTA. Ed ecco i grandi titoli usciti in piena stagione cinematografica. Sono grandi produzioni pubblicizzate da tutti i media, avvenimenti da non mancare e scottanti delusioni.

Alien 3: le critiche negative da parte degli appassionati sono state tutte per lui. In realtà, siamo stati abituati troppo bene con i due precedenti capitoli. Purtroppo il regista di turno, l’esordiente David Fincher, si è trovato alle prese con una sceneggiatura alla quale mancavano l’idea folgorante del primo film, diretto da Ridley Scott, e il ritmo bellico fragoroso del secondo episodio, diretto da uno scatenato James Cameron. La bella Sigourney Weaver fa la sua ultima apparizione nei panni dell’ufficiale di bordo Ellen Ripley. È stanca di dover combattere eternamente con i mostruosi xenomorfi, creati dallo scultore svizzero H.R. Giger, e si vede. L’ultima partita con la bestia d’oltre-spazio avviene su uno sperduto pianeta-carcere popolato unicamente da detenuti maschi (quasi tutti maniaci), e, anche se rapata a zero, Sigourney fa sempre la sua figura. Fortunatamente ci pensa l’alieno a sfoltire la fila di pretendenti, in una serie di agguati alla “mordi e fuggi”, girati con grande maestria. I punti di forza nel film sono l’atmosfera medievale del pianeta-carcere di sicurezza e la tensione che precede gli attacchi della creatura. C’è anche un lieto evento in vista: Sigourney è incinta di una regina aliena, ma il colpo di scena è talmente prevedibile che non occorre aspettare la rivelazione finale per sapere come stanno le cose. Nel film c’è anche una fastidiosa citazione da La Cosa (la nascita dell’alieno avviene grazie alla contaminazione di un cane) e un finale che assomiglia troppo a quello di Terminator 2 (la fornace purificatrice). Insomma, il film non è all’altezza dei suoi predecessori in quanto a originalità, ma si difende bene. Poteva andarci anche peggio, no? E poi, c’è Sigourney…

L.

– Ultime citazioni dai fumetti Bonelli:

5 pensieri su “[1993-03] Alien 3 su “Almanacco della Paura”

  1. Pingback: [2004-08] Quadrilogy su “Almanacco della Fantascienza” | 30 anni di ALIENS

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