ALIEN 3 by David Twohy (1)

Dalle mie traduzioni del 2003 ripesco la versione di un altro dei “padri mancati” del progetto Alien III: David Twohy.

Dal 2000 Twohy è un nome noto perché ha creato quel capolavoro senza tempo che è Pitch Black, geniale piccolo film devastato e umiliato da sequel totalmente inguardabili. Nel 1988 Twohy esordisce nel cinema scrivendo con Mick Garris Creepshow 2, e l’anno successivo scrive da solo Warlock di Steve Miner. Insomma, nel 1989 è uno sceneggiatore non famoso ma stimato, ed il suo vero lancio in questa mansione arriverà quando partecipa – non accreditato – alla sceneggiatura de Il fuggitivo (1993). Nel 1997 riceverà le lodi di Ridley Scott per il suo lavoro con Soldato Jane, ma nel 1989 Twohy è ancora un piccolo sceneggiatore di horror: forse da lui potrà arrivare il nuovo Alien


ALIEN III

by David Twohy

(prima parte)

Dissolvenza

Uno sciame di meteoriti che sfreccia silenziosamente nello spazio profondo. All’improvviso un forte rumore: un’astronave sta inghiottendo i meteoriti più piccoli attraverso una grossa fessura sullo scafo.

Interno astronave mineraria

All’interno i meteoriti sono distrutti in piccoli pezzi da dei denti d’acciaio. Le rocce vengono scansionate da dei laser per la composizione minerale, per poi essere fatte rotolare via.

La fabbrica è efficientissima… finché i denti smettono di muoversi, le rocce non rotolano più, i laser muoiono e la fessura dello scafo comincia a chiudersi con un rumore assordante.

Interno astronave mineraria

Lungo i corridoi vuoti si sente l’eco del gran frastuono. Una volta cessato il rumore si sente il primo segno di presenza umana: rumore di passi. Il capo appare agitato: non sa perché i macchinari si siano fermati, ma sa cosa ne è responsabile. Si dirige verso una stanza e vi entra.

Interno stanza operativa

CAPO: E adesso che diamine succede?

Tutti gli schermi mostrano lo stesso messaggio:

«Blocco automatico P/24/97… Possibile individuazione di xenomorfo, settore 6»

CAPO: “Xenomorfo”? (premendo il tasto di riavvio) Schiaccialo!

Ma le macchine non rispondono, mentre gli schermi mostrano sempre lo stesso messaggio. Il capo esce di corsa.

Interno settore 6

Nella buia profondità del settore il capo usa una sbarra per cercare fra i resti dei meteoriti: alcune delle pietre sono viscide e dorate: ambra.

CAPO: Questi fottuti fossili…

Ne tira su uno: una figura sepolta nella pietra… un fossile. Quel poco che si vede ricorda una coda, una coda scura. Accigliandosi il capo allunga una mano: lo tocca, lo tasta, lo strattona e… tira fuori un pezzo di tubo.

CAPO (scrutando il soffitto): A pezzi: l’intera nave sta cadendo a pezzi lungo le saldature.

Continua a cercare. Finalmente abbandona il tubo e afferra un grande pezzo di ambra. Lo alza cercando una luce migliore: sembra che all’interno ci sia qualcosa sospesa.

Interno stanza operativa

CAPO (al pannello delle comunicazioni): … Nave mineraria della Compagnia WY M/263, Settore 118-M, Quadrante 4. Stesura rapporto come richiesto dalla sezione… sezione…

Sfoglia un grosso manuale per trovare le giuste referenze, ma poi lascia stare.

CAPO (continuando): trovato e raccolto un campione di “xenomorfo”, attualmente sospeso in un composto organico di resina e polimeri, meglio conosciuta come “ambra”. Fossilizzazione minima. Se lo volete, venite a prendervelo.

Preme un pulsante e sullo schermo appare «Messaggio inviato», per poi essere seguito da «Blocco sospeso». Tutto intorno si sentono i macchinari ritornare in funzione.

Il capo si gira a guardare il pezzo di ambra. Ora si vede al suo interno, sospeso nel liquido, un facehugger

CAPO: Dimmi allora: perché una grande Compagnia come questa è interessata ad una merdina come te, eh?

Tamburella sulla pietra: nessun movimento al suo interno. Si avvicina per cercare di distinguere più particolari. E proprio mentre ci aspetterebbe che il facehugger aggredisca il capo… qualcosa gli afferra il braccio.

ASSISTENTE: Che succede?

CAPO (agitando la mano): Una stupidaggine, torna a dormire: il tuo turno non comincia che fra tre ore.

Esterno nave

La grande fessura sullo scafo si riapre e ricomincia ad inghiottire meteoriti, uscendo dall’inquadratura. Dissolvenza sul logo della Weyland-Yutani.


Tre anni dopo

Dissolvenza sulla Terra

Luci di una civiltà attiva solcano le massi terrestri. Una nave da trasporto entra nell’inquadratura.

Lo spuntare del Sole illumina la Terra e la Stazione Spaziale. Di metallo nero, gotica, disegnata da Eiffel e scolpita da Rodin, è uno scorcio di inferno proprio dove dovrebbe essere il Paradiso.

All’interno della nave da trasporto i passeggeri sono colpiti: non l’avevano mai vista così da vicino. La nave atterra su un ponte illuminato da luci rosse.

PILOTA: Qui è MDT/67 fuori da Gateway. Richiediamo autorizzazione per attracco.

Il pilota attende mentre osserva la stazione.

PILOTA: Ripeto, qui è MDT/67: stiamo ancora attendendo autorizzazione per attracco.

Come risposta le luci della pista da rosse diventano gialle, formando un corridoio. La nave attracca senza problemi. Appena sbarcati un militare entra nella cabina passeggeri, brandendo i fucili.

MILITARE: Tutti in piedi!

I passeggeri si alzano, e solo ora si vedono le loro catene: sono tutti detenuti.

Nella sala di accettazione viene acceso lo scanner a raggi ultra-violetti. I passeggeri ci passano davanti infilandoci la mano dentro.

VOCE DELLO SCANNER: Russo, Susan Lee. F23837. Omicidio di secondo grado: vent’anni di condanna.

Lo scanner incide un numero di riconoscimento sulla pelle del detenuto.

CAPITANO (fuori campo): Al servizio manutenzione.

Il prigioniero successivo infila la sua mano.

VOCE DELLO SCANNER: Van Brunt, Carl Henrik. M23838. Massacro, 49 vittime: 49 anni di condanna.

Van Brunt, quarantenne scandinavo, si muove avanti lasciando arrivare il successivo prigioniero.

VOCE DELLO SCANNER: Kiryu, Cheryl. F23839. Possesso di esplosivo, incitamento alla rivolta, terrorismo: condanna a vita senza possibilità di appello.

Kiryu, una trentenne americana di origine asiatica, passa avanti.

VOCE DELLO SCANNER: Grimes, Howard Stumbo. M23840. Bigamia, rapimento, furto di oggetto strano e tentato omicidio: 32 anni di condanna.

Il capitano lo guarda dalla sua cabina.

CAPITANO: Che vuol dire “oggetto strano”?

GRIMES: Il mio uccello: è così grosso che non hanno voluto credere che fosse vero!

Una guardia lo spinge via.

GRIMES: Ehi, è vero! Mi hanno dato due posti per potermi sedere!

VOCE DELLO SCANNER: Domingo, Gustava Gomez Jesus Incantada.

I prigionieri si scostano per ammirare Domingo, ventenne latina.

VOCE DELLO SCANNER: M23841. Omicidio di primo grado, quattro vittime: pena di morte per ognuna.

I prigionieri applaudono. Si fa strada Styles, ma quando sta per mettere la mano nello scanner…

CAPITANO: Styles, Scott Taylor. Frode: 10 anni di condanna. Più 5 anni per fuga, più 8 anni per la seconda fuga. Credo proprio che ci darai dei problemi.

STYLES: Oh no, signore. Ho imparato la lezione… cioè, le lezioni.

CAPITANO: Alla fonderia.

Le guardie incatenano i cinque prigionieri insieme.

CAPITANO: Daggs? (indicando Styles) Fuori dal blocco lo voglio sempre in catene e sempre sorvegliato a vista.

Annuendo la guardia chiamata Daggs guarda Styles, il quale guarda indietro rassegnato.

STYLES: Questo promette di essere uno di quegli anni…

Interno corridoio fuori dalla fonderia

Ascensori blindati trasportano il personale attraverso i vari livelli, sia in verticale che in orizzontale. Appaiono i cinque detenuti che si fermano davanti alla guardia di blocco, mentre Daggs rimane in ombra.

GUARDIA: … toccate una guardia e verrete punti. Date una risposta non appropriata ad una guardia – ad una qualsiasi guardia – e sarete punti. Rubate un’apparecchiatura e sarete punti…

GRIMES (a Styles): “Punti”?

STYLES: Non chiedere.

GRIMES (a Daggs): Che vuol dire “punti”?

All’improvviso, con un rumore stridulo, dalla parete sbucano fuori centinaia di piccoli pungiglioni acuminati.

GUARDIA (facendo rientrare gli aculei): Altre domande?

Silenzio. La guardia si muove verso una grossa porta e l’apre.

GUARDIA: Andate allora.

Finora la Stazione è apparsa tanto sterile quanto efficiente. Ma appena la porta si apre si spalancano alla vista delle enormi fornaci fumanti: è la guglia principale, dove il minerale grezzo raccolto nello spazio viene trasformato in acciaio. Il rumore è assordante: se l’inferno avesse degli incubi, questo sarebbe uno di quelli.

Interno fonderia

Detenuti dappertutto, indaffarati alle fornaci: trasportano pietre, oliano i meccanismi, incanalano i fiumi di metallo. L’inquadratura si fissa su Styles e Van Brunt: la polvere aggredisce i loro occhi, naso ed orecchie.

VAN BRUNT (fra colpi di tosse): Merce di classe G: viene utilizzata per carri armati di classe M e piccole navi.

STYLES: Sei un pilota?

VAN BRUNT: Timoniere. O almeno lo ero, finché un atterraggio non andò male. Due navi si scontrarono fra di loro: 49 morti.

STYLES: Non diventerai mai un pilota così! Cos’è stato, un difetto di equipaggiamento?

VAN BRUNT: Difficile da dire: ero talmente ubriaco che non ricordo molto…

STYLES: 49 anni…

VAN BRUNT: E tu? Venti anni o roba del genere?

VOCE: È lo stesso.

Si girano: la voce viene da un detenuto che dà le spalle alla telecamera.

VAN BRUNT: Hai detto qualcosa?

Il detenuto si volta: la sua pelle, i capelli ed anche gli occhi sono di un colore bianco avorio dovuto agli anni di lavoro con la pietra calcarea.

AVORIO: Tutte le condanne sono uguali. Tutte.

Interno magazzino attrezzature, con tubi, cavi e attrezzi vari

I lavoratori stanno accatastando sommariamente delle palette con dei tubi. Uno dei tubi cade dalla sommità proprio verso Kiryu: quest’ultima lo vede ma si blocca. All’ultimo secondo qualcosa colpisce il tubo e lo scaglia lontano. È Domingo, che probabilmente ha salvato la vita a Kiryu, la quale però non lo ringrazia e passa avanti.

Interno fonderia

Un lingotto bianco ardente, grosso e circolare, è abbandonato in una tanica, ed il vapore che ne fuoriesce attira l’attenzione di Grimes che sta lavorando proprio vicino alla tanica. Il lingotto viene estratto dalla tanica e messo in una centrifuga, la quale si chiude e comincia a rotare.

Grimes segue gli altri lavoratori alla finestra d’osservazione rivolta verso la Terra.

Esterno Stazione Spaziale

Crescendo in velocità la centrifuga esce dalla stazione e, con una forte esplosione, lancia il materiale verso la Terra.

Interno fonderia

GRIMES: Gesù… Dove andrà a finire?

LAVORATORE: Mare della Cina del Sud, una nave lo raccoglierà. Nel contatto con l’atmosfera si perderà solo il 15% circa.

I lavoratori si disperdono, mentre Grimes rimane a guardare il lingotto svanire.

GRIMES: Mi piacerebbe spedirne uno sull’appartamento della mia ex moglie.

Una guardia lo riporta a lavoro.

Primo piano su un piccolo macchinario che sputa fuori monete, scure e fatte di scarti, ma con un logo familiare: Weyland-Yutani. A fine turno i detenuti se ne vanno in file come dei morti viventi, scuri in volto. Le guardie pagano i lavoratori con quelle monete. Styles sta per essere afferrato da Daggs quando…

VOCE DA UN ALTOPARLANTE: Il detenuto M22197, faccia un passo avanti. Il detenuto M22197 faccia un passo avanti.

I detenuti si guardano, ma nessuno si muove.

VOCE DA UN ALTOPARLANTE: Ripeto, il detenuto M22197, faccia un passo avanti. Il detenuto M22197 faccia un passo avanti.

Improvvisamente un uomo scatta e comincia a correre alla cieca.

Le guardie imbracciano i loro fucili ed aprono il fuoco: dalle canne dei fucili escono delle strane sfere, le quali colpiscono l’uomo, imbozzolandolo in un filamento di metallo. Cade sul pavimento pochi passi più avanti da dove era partito: è il prigioniero Avorio.

STYLES: Per cosa si è offerto volontario?

DAGGS: Rimanere qui per parecchio tempo. I suoi appelli potrebbero finalmente essere ascoltati. È divertente il modo in cui corrono… (rivolto a Styles)… come se credessero di poter fuggire da qui, eh?

Interno corridoio di sicurezza

Di nuovo incatenati insieme i cinque nuovi arrivati camminano per il corridoio. La guardia apre una porta e li fa passare.

Interno guardiola, una stanza circolare dalle robuste pareti

La guardia aziona dei comandi e la stanza comincia a muoversi: le finestre si aprono sul blocco celle. È una vista sbalorditiva: è nel mezzo di un immenso cilindro, con le celle su tutto il perimetro. La stanza trasporta i cinque detenuti come animali persi lungo le file di celle: strato dopo strato il paesaggio è tutto uguale.

DOMINGO: Dio santo…

Finalmente la stanza si ferma e le porte di sicurezza si aprono: la guardia libera i detenuti e se ne va.

STYLES: Che cella abbiamo?

GUARDIA: Qualunque riusciate a trovare.

I cinque cominciano a camminare in un corridoio, mentre le porte si chiudono dietro di loro. Kiryu conta i passi da dove sono usciti a quel corridoio: quanti strati ci saranno lì?

GRIMES: Credo ci sia un errore.

VAN BRUNT: Nel senso che sei innocente?

GRIMES: Oh no, sono colpevole. Solo non così colpevole!

I cinque si guardano intorno: un detenuto si sta lavando i denti, le mura sono piene di graffiti, una banda di detenute sta flirtando con un detenuto maschio. Un tizio sta facendo jogging sul corridoio circolare. Le celle non contengono più di tre detenuti.

Due detenuti passando toccano in modo ambiguo Domingo, che scaccia via le loro mani: loro ridono e gli mandano baci.

VOCE DA UN ALTOPARLANTE: … quest’anno gli Yankee sono a 13 vittorie, 3 delle quali fuori casa contro il Tokyo, Nagoya e Osaka. E martedì notte c’è la partita con gli Hitachi Indians…

Ad un certo punto si fermano: hanno girato tutto il corridoio ma non hanno trovato una cella libera.

VOCE: Non avete avuto fortuna, eh?

Si voltano a guardare: la voce proviene da un omuncolo che sorride loro. Bellhop.

BELLHOP: I vacanzieri hanno difficoltà a trovare posto in questo hotel.

STYLES: Ma scommetto che tu sai dove trovarlo.

BELLHOP: Certamente. Sarò felice di portarvi in posti liberi… per due monete.

DOMINGO: Vaffanculo, amico! Ho passato più di venti ore a tagliare tubi per guadagnare cinque monete. E adesso tu ne vorresti due? Fottiti!

Ma Styles allunga una moneta a Bellhop.

STYLES: Mostraceli. (Rivolto a Domingo) Offro io.

Interno blocco celle – Scale

Zig-zagando, Bellhop porta i cinque nuovi venuti giù attraverso il blocco celle, da strato a strato. Arrivano così allo strato più basso: il livello sotterraneo.

BELLHOP: Eccoci qui: primo piano!

I cinque si guardano intorno: ci sono molte celle libere.

DOMINGO: Dov’è la fregatura?

BELLHOP: Prego?

DOMINGO: Come mai il resto di questo posto è strapieno ma non qui? Che c’è sotto?

BELLHOP: Be’, qui siamo vicini ai generatori di gravità, così vi sentirete un po’ più pesanti e vi muoverete più lentamente. Anche la luce non è come dovrebbe essere.

Tutto qui. Ispezionano le celle: tutto funzionante.

STYLES (a Bellhop): È tutto?

BELLHOP: Sono belle stanze, veramente. Non posso fare di meglio.

Styles tira fuori la seconda moneta. Senza perdere altro tempo Bellhop fa per andarsene.

DOMINGO: Ci sono dei fottutissimi topi qui, vero?

BELLHOP: Oh no: non avrete certo problemi di topi!

Se ne va. Styles e Van Brunt entrano nella prima cella. Grimes prende la seconda e Domingo la terza. Kiryu può scegliere fra condividere la cella di Grimes il violentatore o Domingo l’assassino: sceglie Domingo.

GRIMES: Grazie tante, stronza!

Styles, nella sua cella, cerca di farsi una doccia per togliersi di dosso la sporcizia e la stanchezza della giornata, ma dopo un po’ i tubi emettono un rumore ed il rubinetto smette di far uscire l’acqua, mentre lui non aveva ancora finito… Asciugato esce con Van Brunt per fare un giro per il blocco celle.

Gli altri detenuti sembrano essere degli scarti: Hiker, un paraplegico che cammina solo con l’aiuto di un macchinario che muove le sue gambe. Un uomo talmente magro da sembrare una lastra di se stesso. Gasher, una donna mutante.

STYLES: Che bel vicinato!

Un aborigeno, che ha dipinto le pareti della propria cella con pitture primitive. Prima che Styles possa vedere meglio…

VOCE DALL’ALTOPARLANTE: Coprifuoco: 30 secondi al coprifuoco.

Si vedono tutti i nuovi venuti agitarsi e muoversi per corridoi e scale.

VOCE DALL’ALTOPARLANTE: Coprifuoco: 10 secondi al coprifuoco.

Styles e Van Brunt riescono a rientrare in cella proprio mentre le porte si stanno chiudendo.

VOCE DALL’ALTOPARLANTE: Coprifuoco attivo.

La porta principale si apre ed entrano dei cani da guardia che partono alla ricerca di chi è rimasto fuori. Uno dei cani si ferma davanti alla cella di Grimes e guarda dentro amichevolmente.

GRIMES: Ehi, cagnolino.

Il cane scatta in un attacco fulmineo, scontrandosi sulle sbarre prima di poter afferrare la gola dell’uomo.

GRIMES: Merda. La fottuta Lassie è tornata a casa, eh? Sparisci!

La porta si chiude e le luci si spengono.

Più tardi Domingo si sveglia dal sonno: il letto balla e ci sono dei sospiri e affanni che vengono dal letto sotto di lui. Da Kiryu. Domingo sorride, credendo che Kiryu si stia masturbando. Pensando che abbia bisogno di assistenza scende dal suo letto… e si ritrova una piccola sbarra di metallo proprio sotto il suo mento. Kiryu l’ha appena staccata dal sostegno del suo letto.

DOMINGO: Ho solo pensato che forse tu…

KIRYU: Lo so cosa hai pensato. Ora tornatene a letto prima che ti infili questo fino a quel piccolo cervello.

Lui si scosta, ma con un colpo velocissimo fa cadere di mano la sbarra alla donna. Per un attimo Domingo rimane immobile, e l’unica domanda è se la violenterà prima o dopo averle tagliato la gola. Invece Domingo si rimette a letto e si gira.

Styles intanto nella sua cella sta cercando di dormire, ma i rumori della prigione (gente che piange, bagni che scaricano, cani che abbaiano) gli riempiono le orecchie. Un rumore in particolare desta la sua attenzione.

Non viene dall’alto come gli altri, ma addirittura dal corridoio vuoto. Si alza e si avvicina alle sbarre, guardando fuori. Era solo il cane? C’è silenzio adesso, e fa per tornare al suo letto quando riappare il rumore.

Dalla sua cella si vedono solo le lunghe tubature che percorrono tutto il corridoio: è da lì che viene il rumore. Styles cerca la fonte del rumore con gli occhi, seguendolo… proprio davanti alla sua cella. Proprio sotto i suoi piedi si è fermato quel qualcosa che sta provocando il rumore, ed ora gratta come se volesse attraversare il pavimento di metallo. Styles è paralizzato. Poi però il rumore si sposta e si allontana. Respirando di nuovo Styles guarda davanti a sé fra le sbarre, e vede che l’uomo magrissimo lo sta guardando dalla sua cella.

Interno reparto di isolamento

Una cella singola ha la porta aperta. Dall’interno della cella buia una faccia bianca guarda fuori.

Interno camera del gas

Le guardie spingono il detenuto Avorio su una sedia a forma di trono.

Interno blocco celle

Le luci si accendono tenuamente, seguite da un coro di sbadigli.

GRIMES (svegliandosi): Dieci minuti. Hanno spento le luci solo dieci minuti fa…

Styles e Van Brunt si svegliano.

VAN BRUNT: Non c’è nessun posto come casa…

Nella cella di Domingo Kiryu si sta vestendo, mentre il suo compagno rimane a letto.

DOMINGO: Si fottano: non tornerò in quel covo di matti. Che diavolo possono farmi: non pagarmi? Si fottano!

Sugli schermi delle celle appare l’immagine di Avorio sulla sedia. Un cappuccio scuro viene calato sulla sua testa, e sotto la sedia viene messo del gas che, salendo, lo circonda. L’uomo cerca di trattenere il respiro, ma ad un certo punto è costretto a respirare. Cominciano gli spasmi, e dopo un po’ l’uomo è morto. Una morte rapida ma brutta… sotto gli occhi di tutti.

Domingo rimane a bocca aperta a guarda il monitor: si sentono degli applausi lungo il corridoio.

GRIMES: Giusto per curiosità, Domingo, quanti appelli hai in corso?

Domingo scatta giù dal letto e comincia ad infilarsi i pantaloni.

DOMINGO: Che stiamo facendo ancora qui? Andiamo, andiamo. Ehi, aprite queste fottute porte, forza!

Nella camera del gas il corpo senza vita di Avorio giace sulla sedia… quando all’improvviso prende un forte respiro. Si tira via il cappuccio. Mentre la sua mente sta morendo scopre che il suo corpo è da qualche altra parte. È seduto in una stanza senza finestre e con i monitor spenti. «Sono morto… sono morto… devo essere morto».

Prova ad alzarsi: ci riesce. Accende le attrezzature, ed un monitor mostra la vista esterna: il terreno al di fuori della stanza è desolato e ventoso.

«Che pianeta è questo? E come diavolo ci sono finito?» Trova le brandine del resto dell’equipaggio, ma c’è solo lui.

C’è del movimento sul monitor: se l’è immaginato? Lo fissa finché non succede di nuovo: qualcosa è passato proprio davanti alla telecamera, oscurandola per una frazione di secondo.

Un rumore lo fa girare: qualcosa è proprio là fuori che sta studiando la situazione…

WHUMP. L’uomo arretra. WHUMP. Le giunture cedono. WHUMP. L’uomo cerca in giro una qualsiasi arma: niente. WHUMP. L’alieno è dentro.

L’inquadratura si allarga sulla stanza: la scritta “Laboratorio P-4”, pareti finte, macchine per il vento… è tutto falso… Tranne le grida.

Interno Camera di controllo del laboratorio P-4

Su un monitor passano le immagini della morte dell’uomo prese da una telecamera nascosta.

(continua)

L.

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