[1993-05] Predator: The Pride at Nghasa

Cover di Derek Thompson

Bella annata, il 1993, quando un maestro come Chuck Dixon scriveva una storia in tre puntate per la rivista mensile “Dark Horse Comics” di Mike Richardson (già capo della casa omonima), dove portava un Predator nell’Africa degli anni Trenta con i disegni del grande bonaerense Enrique “Quique” Alcatena.
Dal n. 10 (maggio 1993) al n. 12 (agosto 1993) esce Predator: The Pride at Nghasa, raccolta poi nel marzo 1995 all’interno dell’antologia Predator: Jungle Tales.

Serengeti, Africa, 19 agosto 1936. Le leggende dei locali parlano di un corpo celeste chiamato “la stella cacciatrice” (hunting star), che arriva una volta ogni vita – due volte, se si ha la fortuna di vivere a lungo – e sempre in una stagione di caldo eccezionale. Quando la terra brucia e l’aria è intrisa dell’odore del sangue.

I britannici accampati nella zona ridono di questi racconti da selvaggi: ridono di meno, mentre un Predator li polverizza…

Puoi non credere al Predator… ma lui crede in te!

Quando la notizia arriva ai guardiacaccia della Kildeer Station – John Copeland (l’io narrante), Reginald Barrows e Waji – ovviamente non credono ai locali, che parlano di “diavolo della foresta”, e lasciano che dell’incidente di Nghasa si occupi l’emissario della Corona appena arrivato: Sir James Neville Ramsay.
Mentre i nobili si fanno salamelecchi britannici, nella notte un’ombra attende di tornare a caccia…

Il riposo del cacciatore

Non serve molto perché i guardiacaccia arrivino a Nghasa e si ritrovino davanti il Predator in piena stagione di caccia. Malgrado la supponenza britannica, le loro armi sono ridicole di fronte a quelle del cacciatore alieno, e in breve tempo rimane in vita solo Copeland.
Può fuggire perché disarmato, ma la sua vera fortuna è che in Africa c’è un predatore in grado di avere la meglio anche sul Predator: il coccodrillo.

Scontro di titani!

Ferito gravemente, il Predator non molla la preda e sarà dura per Copeland sfuggire e nascondersi, e ciò che lo salva è il fatto che sentendosi ormai vicino alla morte, il cacciatore si lascia sprofondare in un fiume. Che fosse un dio o un demone, è stato sicuramente un grande cacciatore.

Storia veloce e ghiottissima, disegnata da un maestro e scritta da un altro: bei tempi quando in fumetteria potevi trovare riviste con queste storie…

Chiudo con la cover gallery:

L.

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13 pensieri su “[1993-05] Predator: The Pride at Nghasa

      • … Ed è un doppio peccato, visto che -appunto- grazie a quelle due storiche testate Alcatena non è esattamente uno sconosciuto nel nostro paese. Disegnò ai tempi anche una storia di Dottor Destino per la Marvel, se non ricordo male. Il fatto è che da noi, al di fuori del collaudato bacino Eura/Aurea, gli altri suoi lavori rischiano di rimanere sconosciuti ai più…

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      • Io infatti l’ho conosciuto in quel circuito, e in pratica a parte Eura/Aurea ho saputo che gli argentini sono “leggermente” bravi a disegnare grazie agli speciali di Tex, che spesso e volentieri ne hanno chiamato qualcuno ai disegni. “Ah però”, mi sono detto, “bravino ‘sto tizio, questo tale José Ortiz” 😀
        E sì che fra italiani e argentini c’è un legame strettissimo, ma se il disegnatore non ha un nome americaneggiante non sembra accattivante…

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  3. Ma é un One Shot?
    No, per secondo me merita una storia cosi.
    Forse sono uno dei pochi che avrebbe voluto vedere almeno in un film un Predator contro un’animale, e invece…Qui abbiamo due Coccodrilli contro un Predator!
    Fantastico!😍

    Piace a 1 persona

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