Predator compie 30 anni in Italia

da “La Stampa”, 12 agosto 1987

Trent’anni fa, il 12 agosto 1987, usciva nelle sale italiane il film Predator di John McTiernan, pronto a conquistare il pubblico e ad una fama che è regolarmente cresciuta con il trascorrere degli anni.

Per festeggiare, oltre a ricordarvi la bella recensione de La Bara Volante, quella del Cumbrugliume e la mia trascrizione dell’audiocommento del DVD Special Edition 2002 (prima parte, seconda parte e commento del regista), presento alcuni “ritagli di giornale” risalenti all’arrivo nel nostro Paese del film.


Mister Muscolo
combatte contro «Predator»

(senza firma)

da “La Stampa”, 22 giugno 1987

NEW YORK — Mister muscolo, e attore, Arnold Schwarzenegger non ha dubbi: come gli uomini politici, le star del cinema non devono mai deludere il pubblico ed è felice di concedere autografi. Se qualcuno gli dice «Ciao Arnold» risponde subito cordialmente. Nei corridoi degli uffici le segretarie lo coprono di sorrisi; la celebre mancanza di qualche dente non gli impedisce di sorridere ancora di più: «Dobbiamo pensare ai nostri fan, sempre».

Abbronzatissimo, mal senza il sigaro, è in città per lanciare con tutto il suo vigore «Predator», il nuovo film. Col tipico accento austriaco dichiara: «Essere attore è come essere un personaggio politico. Si deve fare ciò che loro vogliono. Altrimenti fuori della sala stanno ad aspettare solo tre persone. Ogni volta do al pubblico esattamente ciò che si aspetta: l’avventura di azione, l’orrore-commedia».

Negli Usa «Predator» è proiettato da una settimana: qualche critico ne è rimasto sconvolto, ma i tifosi di Schwarzenegger sono entusiasti più che mai. Stavolta impersona Dutch Shaefer, militare di carriera. Deve salvare alcune persone in una giungla dell’America latina.

Con la sua banda di supermuscolosi si imbatte in un mostro extraterrestre, un «Predator» che cattura le persone, le scuoia e le sventra. Uno dopo l’altro fa fuori tutti gli uomini di «Shaefer»: si salva un solo eroe. Nudo o quasi, senza armi, coperto di fango arriva al corpo a corpo col mostro. Indovinate chi vince, scrive un critico.

Stan Wlnston che vinse un «Academg award» per il suo lavoro in «Aliens», ha curato gli effetti speciali anche per «Predator», con efficacia fin più spaventosa.

«Conan the destroyer», «Conan il barbaro» e «Terminator» ebbero grande successo di cassetta. «Predator» ha buone speranze di superarli tutti.

Schwarzenegger ha 37 anni, e calcola: «Nel 1984 “Terminator” incassò più degli altri, e ora potrebbe andare ancor meglio».

L’attore debuttò nel successo con «Stay hungry» nel 1976. Prima si occupava di body building, ma subito passò ad altro. Continuò a fare milioni di dollari con i film, avviò con altrettanto successo un’azienda immobiliare, e sposò Maria Shriver, del clan Kennedy.

Ora ripete: «Stay hungry? avere tanta fame? Penso sempre a quelle parole, a quel titolo. Nacqui dopo la guerra, crebbi dove non c’era nulla. Chi viene su cosi lavorerà sempre sodo, avrà sempre paura che la fame torni».

Con un altro appassionato di culturismo. Frank Columbo, parecchi anni fa, Schwarzenegger avviò una piccola azienda di muratori. Un terremoto distrusse tanti comignoli in tutto il sud della California: gli affari prosperarono.

Arnold aveva una laurea in business della University of Wisconsin, e usò quei soldi per entrare nel settore immobiliare, che continua ancor oggi a dargli frutti.

Alto 1 metro e 88 cm, ha vinto sette volte il titolo «Mr. Olympia». Dice: «Non faccio più gare, ma non abbandono il body building. Insegno la disciplina che mi permise di realizzare i sogni».

E aggiunge: «Il mio libro “Arnold: education of a body builder” insegnò a una generazione che piegare il ferro è possibile, se lo si vuole. Entrai nella famiglia Kennedy facilmente: mi aiutò la sicurezza in me con cui avevo psicologicamente superato un altro body builder, Lou Ferrigno, in “Pumplng Iron”. Quella dei Kennedy è una famiglia famosa, ma ciò non influisce sulla mia vita con Maria. I suoi genitori mi hanno fatto conoscere una famiglia diversa, che pensa solo a fare del suo meglio per aiutare gli altri».

Gli Schwarzenegger abitano a Los Angeles. Per li futuro lui pensa a diventare produttore e regista: «Non perderò mai i contatti col pubblico, voglio sapere tempre ciò che esso desidera vedere. Fare personaggi seri? Odio la parola serio. Tutto è distrazione. E la distrazione dovrebbe essere divertimento, gaudio. Non c’è motivo per diventare seri. Si può fare un film con un ruolo serio, ma non lo si deve prendere troppo seriamente. È solo un altro film».


Dal 16 luglio al 4 settembre 1987 si svolge la grande rassegna Taormina Arte, che si apre con un festival cinematografico in cui viene presentato in anteprima il film di McTiernan.


da “La Stampa”, 18 luglio 1987

Schwarzenegger è come North

di Ernesto Baldo

da “La Stampa”, 18 luglio 1987

TAORMINA – Tutte le major d’Oltreoceano, dalla Fox alla Columbia, dalla Warner Bros alla Uip, sono presenti qui a Taormina in quella che vuol essere la rassegna delle anticipazioni del «cinema spettacolo» che l’industria americana immetterà poi sul circuito italiano delle «prime visioni» a settembre.

L’altra sera si è cominciato con un giallo d’azione giocato nel ricordo di Hitchcock («La finestra della camera da letto» di Curtis Hanson); ieri sera si è rivisto Arnold Schwarzenegger («Predator» di John Mc Tiernan) impersonare il comandante di una squadra speciale di salvataggio il cui obiettivo è la liberazione di prigionieri Usa in mano ai guerriglieri nella giungla dell’America Latina.

Alla fine della proiezione c’era già chi aveva promosso Schwarzenegger «colonnello Ollie North».

[…] «Le case americane – sottolinea Osvaldo De Santis della Fox – partecipano ai festival per due motivi: fare un test del pubblico, e Taormina è una palestra ideale avendo a disposizione un teatro all’aperto di cinquemila posti, e osservare le reazioni della critica. Fino allo scorso anno per il “cinema spettacolo” c’erano anche le proiezioni di mezzanotte della Mostra di Venezia che offrivano occasioni di confronto tra pubblico e critica. Adesso, a questo genere di cinema, Venezia ha voltato le spalle per cui non ci rimane che Taormina.»


Ecco Predator,
un titano moderno con record d’incassi

di m.c.

da “La Stampa”, 12 agosto 1987

LONDRA – John McTiernan è il realizzatore di «Predator», il film che ha sbaragliato, nelle prime settimane d’uscita, ogni record d’incassi negli Stati Uniti. Protagonista del film è Arnold Schwarzenegger, uno degli attori più popolari del cinema internazionale, che aggiunge ora un nuovo tipo di personaggio nel genere avventuroso. Accanto ad Arnold prendono parte alla pellicola Carl Weathers, Bill Duke (American gigolo, Commando), Shane Black, Jesse Ventura (Il corpo), Sonny Landham (48 ore), Elpidia Carrillo (Salvador). Per il ruolo centrale del Predator è stato prescelto Kevin Peter Hall, già noto al pubblico per la sua interpretazione in «Harry and Hendersons» di Steven Spielberg, di prossima programmazione. Hall è alto due metri e venti, è senza dubbio l’attore professionista più alto del mondo.

da “La Stampa”, 12 agosto 1987

In «Predator» Arnold Schwarzenegger è Dutch Schaefer, comandante di un corpo speciale di salvataggio il cui obiettivo è la ricerca, la individuazione e la liberazione di prigionieri Usa ancora in mano ai guerriglieri nelle giungle dell’America Latina. Sembra una missione come tutte le altre: Schaefer ed il suo gruppo di esperti veterani individuano la base dei guerriglieri, l’attaccano, la distruggono per, alla fine, trovare tutti i prigionieri uccisi.

Inizia così il ripiegamento dal teatro della fallita missione, portandosi dietro una guerrigliera catturata. D’improvviso qualcosa di terrificante accade: uno dopo l’altro i componenti del gruppo vengono sorpresi e massacrati da un misterioso Predator.

Come per incanto, ogni contrasto tra i soldati scompare, essi non sono più i cacciatori, ma vittime di un nemico nascosto nella fitta foresta dalla quale, fulmineo, si manifesta con disumana ferocia. Braccato dall’invisibile nemico, Schaefer deve affidarsi a quelle risorse che la forza fisica e la tecnologia moderna non possono dargli.

Il regista John McTiernan, appena ventenne, ha iniziato a lavorare come scenografo, regista ed attore in teatri di provincia ed estivi. Ha studiato cinematografia alla New York State University. Successivamente ha creato una società di produzione scrivendo soggetti e curando la regia di oltre duecento spot televisivi. Ha esordito nel cinema con il film «Nomads», presentato con successo al Festival di Cannes.

Nel parlare di «Predator», il regista ha trovato alcuni paralleli della vicenda con storie e leggende della mitologia. «In sintesi – ha detto – si tratta di una lotta tra titani, soprannaturale. Forse ci si domanda: può un uomo essere tanto forte, coraggioso e determinato da superare questa terribile avventura? E chi meglio di Schwarzenegger potrebbe affrontare una lotta del genere ed uscirne illeso?»

«Ho sempre desiderato fare un vecchio film d’avventura – ha detto McTiernan – e Predator aveva tutte le carte in regola, che in fondo si riassumono in una parola: suspense. Inoltre, con gli eroismi da un lato, gli orrori dall’altro, mi ha ricordato le mitologie nordiche zeppe di eroi e semidei, dandomi l’impressione dei film di guerra e dei fumettoni d’una volta, dove i nostri erano di gran lunga più grossi della gente comune. Arnold Schwarzenegger è uno dei pochi al mondo ad avere i requisiti necessari.»


Chiudo con la Scheda di CIAK originale dell’epoca!

L.

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3 pensieri su “Predator compie 30 anni in Italia

  1. Agosto 1987, vai al cinema aspettandoti il nuovo film di Arnoldone e trovi un capolavoro che funziona come Action, come horror e come film di fantascienza, ci sono modi peggiori per passare un pomeriggio al cinema 😉 Grazie per la citazione! Cheers

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  2. Eh, i bei tempi andati in cui si scriveva un articolo su di un film facendo lo sforzo di documentarsi prima di cominciare a scriverlo (una scheda di Ciak ben fatta, pure… oggi queste cose sono diventate leggenda) 😉

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