Aliens Infestation (2011) Recensione

Cover di Chris Bachalo

Il blogger noto come il Moro, curatore di Storie da birreria e di Ucrònia, è stato così gentile da condividere le sue impressioni su un videogioco alieno: gli cedo subito la parola, ringraziandolo per la disponibilità.

Aliens Infestation

Aliens Infestation è un gioco per Nintendo DS uscito nel 2011, che sfrutta un espediente classico per i giochi dedicati alle saghe cinematografiche: raccontare una storia parallela. Ricorderete la USS Sulaco, la nave su cui si imbarcavano Ripley e compagni alla fine di Aliens e dalla quale venivano eiettati loro malgrado all’inizio di Alien 3 dal sistema di sicurezza automatizzato, per via di un incendio a bordo. Nient’altro ci hanno detto i film sulla USS Sulaco, e quindi ecco pronto arrivare questo videogioco a dirci la verità. C’era davvero un incendio… o era qualcos’altro?

La nave USS Sephora intercetta la USS Sulaco alla deriva nello spazio, e una forma di vita viene rilevata a bordo. Un contingente di marine viene inviato a investigare, e qui inizia Aliens infestation.

Un plot interessante, che dà il via a una trama in stile puramente “action” che ricorda da vicino quella di Aliens. La nave è infatti infestata, oltre che dagli ovvi xenomorfi, anche da soldati di una fazione sconosciuta e androidi da combattimento fuori controllo, un mucchio di gente da far fuori con le armi che abbiamo visto in azione nei film.
Non dovremo però andare avanti a tritare carne all’acido come dei forsennati: il gioco non è uno shooter d’azione, come la maggior parte dei giochi dedicati alla saga, ma un metroidvania fatto e finito.

Gli appassionati di videogame non avranno bisogno di farsi spiegare di che cavolo sto parlando, ma questo è un sito su Alien non è detto che qui lo sappiano tutti, quindi: il termine metroidvania deriva dai due capostipiti del genere, Super Metroid (Super Nintendo, 1994) e Castlevania Simphony of the night (PLaystation, 1997). Si tratta di platform d’azione quasi sempre bidimensionali con visuale laterale, basati sull’esplorazione di una vasta mappa di gioco nella quale alcune aree non saranno disponibili fino a che non riusciremo a raccogliere i dovuti potenziamenti. Questo costringe quindi il giocatore a tornare spesso sui suoi passi per riuscire a raggiungere quella piattaforma o aprire quella porta che prima era fuori della sua portata. Il backtracking, che può sembrare un espediente per allungare il brodo, in questo genere di giochi è invece un punto di forza, data la soddisfazione portata dal riuscire finalmente a raggiungere quell’obbiettivo visto magari chissà quanto tempo prima.

In Aliens Infestation controlleremo una squadra di al massimo quattro marine, perfettamente intercambiabili: tra l’uno e l’altro cambiano solo il colore dei vestiti e alcune linee di dialogo. Una volta che il marine che stiamo controllando morirà, non ci sarà modo di resuscitarlo: i morti restano morti. A meno che gli alieni non decidano di usarli come incubatrici, in tal caso avremo ancora qualche minuto di tempo per provare a salvarli. Questi marine sostituiscono in pratica le “vite”, per fortuna il gruppo si può integrare con altri soldati di altre squadre che si possono trovare in giro… ma non se ne possono avere comunque più di quattro.

Come metroidvania è abbastanza limitato rispetto ad altri giochi del genere. I potenziamenti disponibili sono pochi e non sono poi granché, la mappa non è così enorme, gli scontri con i boss (spesso i punti in cui l’estro dei programmatori dei metroidvania si scatena maggiormente) qui sono abbastanza piatti (seppur dannatamente difficili), e la maggior parte delle ambientazioni sono molto simili tra di loro.

Si potrebbe anche criticare la scarsità delle abilità a disposizione dei nostri marine, che possono portare una sola arma per volta (più le granate e la pistola, utile per solleticare gli xenomorfi), correre, rotolarsi e saltare, e basta. Poco, confronto alla miriade di abilità a disposizione di una Samus o di un Alucard, ma in questo caso particolare è giusto così: questi sono umani, non vampiri o cyborg, e i nemici sono potenti quanto e più di loro.

Ed è proprio questo il bello: se come metroidvania abbiamo visto di meglio, come gioco su Alien mica tanto. Incredibile come un gioco 2D con sprite colorati e giocato su uno schermetto minuscolo mentre si è seduti in bagno possa trasmettere questa sensazione di tensione.

Sarà l’elevato livello di difficoltà, saranno le poche ma splendide musiche o il ticchettio del rilevatore di movimento (che ci mostrerà sulla mappa gli alieni in agguato), sarà che i personaggi sebbene identici dal lato grafico sono abbastanza ben caratterizzati che la loro eventuale morte dispiace davvero (il design e gli avatar dei personaggi, così come la copertina, sono opera del noto disegnatore di fumetti Chris Bachalo), ma questo gioco è capace di tenerti incollato alla sedia (sperando che tu sia su una sedia e non dove dicevamo prima) per la tensione. Oltre a farti buttare giù un gran numero di santi durante gli scontri con i boss.

Insomma, da provare per gli amanti dei metroidvania, ma da avere assolutamente per gli amanti di Alien. Volete mettere fare il gioco del coltello sulla mano di Bishop con lo stilo?

Il Moro

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2 pensieri su “Aliens Infestation (2011) Recensione

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