[2017-05] Alien: Covenant (novelization) 2

Seconda parte della mia scheda-recensione del romanzo Alien: Covenant di Alan Dean Foster, tratto dal pessimo film omonimo di Ridley Scott.


Indice:


Religione

Mentre in Prometheus Scott si è lasciato andare ad indigesti sermoni religiosi, qui si sente che c’è un certo auto-controllo forzato: vorrebbe dire… vorrebbe pontificare… vorrebbe officiare messa… ma forse gli è stato detto di smussare un po’ la cosa.
Alan Dean Foster però aggiunge elementi religiosi che probabilmente erano nei piani iniziali: sono troppo calati nella visione scottiana per sembrare invenzioni del romanziere.

Ecco dunque alcuni brani del romanzo assenti nel film.

La Bibbia che Oram teneva sottobraccio, in un’antiquata versione a stampa, era di conforto quanto la presenza rassicurante di Mamma.

Che i capitani delle astronavi abbiano antichi libri con sé è usanza nota da Kirk in Star Trek, anche se in quel caso era un omnibus di Shakespeare.

Rosenthal sfilò dalla scollatura della maglietta l’antico simbolo che portava appeso alla catenina e lo baciò. Era una Stella di David che, per quanto di metallo, le sembrò meno fredda dell’ambiente circostante.

Dal nome dell’inutile personaggio era plausibile aspettarsi un riferimento anche all’ebraismo: Scott si è dato al multiculturalismo religioso?

«Mamma, riesamina la registrazione al rallentatore. Cerca gli schemi sonori di singole parole ed elimina il rumore di fondo. Poi riallinea la sequenza e trasmettila di nuovo. Al contrario
«Eseguo», rispose la nave. «Attendere, prego.»
«La parola di Dio capovolta…» adesso Oram sembrava parlare più a se stesso che agli altri. «Il linguaggio della menzogna, la lingua del diavolo.»

Per fortuna la voglia di fare del capitano un invasato religioso è stata poi soppressa.

Per finire, non è un elemento religioso ma mi è assolutamente impossibile – sin dalla prima visione in sala – pensare che il personaggio di Daniels si leghi al petto un chiodo da carpentiere senza alcun retropensiero religioso. Andiamo! È l’America dove Mel Gibson ha guadagnato fiumi di soldi vendendo chiodi della Croce come gadget del suo film The Passion, gli stessi identici chiodi che Daniels mostra nel film. E volete prendermi in giro con la storiella dello chalet di legno da costruire su un pianeta lontano?

E vogliamo parlare della sottilissima metafora del colpire il diabolico David con un chiodo della Croce? Si vede che Scott ama le finezze…

Chiamate a raccolta le energie rimaste, lei afferrò il chiodo di ferro che portava legato al collo, lo strappò dallo spago e lo conficcò nell’occhio dell’androide.
[…] Ripresosi subito dalla sorpresa, lui sollevò una mano, afferrò il chiodo e lentamente se lo sfilò dal bulbo oculare. Considerando i suoi sistemi di autoriparazione, il danno era solo provvisorio. Una pellicola lattiginosa rivestì l’occhio e una capsula interna che non aveva equivalenti nel corpo umano cominciò a produrre i tessuti di rimpiazzo.

In effetti un androide autoriparante è un’idea che è meglio accantonare e non specificare: nel film infatti il chiodo Daniels glielo ficca sotto il mento.


Date

A sorpresa, per la prima volta Foster inserisce date nei suoi romanzi alieni: se le abbia prese dagli appunti di Ridley Scott o se le sia inventate di sana pianta purtroppo non si sa. Comunque finiscono nella mia grande Cronologia aliena.

«Sono tuo padre», disse Weyland, nel silenzio.
Sir Peter Weyland. Nato il 1° ottobre 1990. Insignito del titolo di baronetto nel 2016. Lo scrutò a lungo prima di replicare. «Umano.»
«Sono tuo padre», ripeté Weyland.

Tocca poi alla povera dottoressa Elizabeth Shaw, ottimo personaggio che Scott ha umiliato e dilaniato: rimaniamo in attesa di conoscere bene la sua storia nel futuro Alien: Origins sempre di Foster.

L’iscrizione recitava:

ELIZABETH SHAW 2058-2095

L’urna era circondata di reliquie della vita della dottoressa.

Stando a questa data, Elizabeth e David sono stati insieme circa un anno…

«Ricordi la Prometheus?» chiese.
Daniels si girò a guardarlo. «La nave scomparsa… sì. Al tempo aveva fatto notizia, ma poi la gente l’ha dimenticata, come accade sempre.»
«Esatto», confermò lui. «È stato dieci anni fa. La missione era finanziata dalla Weyland Industries.»

Quindi la vicenda del film si svolge dichiaratamente dieci anni dopo gli eventi di Prometheus, che si chiudeva il 1° gennaio 2094: siamo autorizzati a pensare dunque che Alien: Covenant sia ambientato nel 2104, diciotto anni prima dell’incidente della Nostromo (2122). Diciotto anni da riempire di altri pessimi film…


Alla prossima puntata per nuove chicche dal romanzo!

L.

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3 pensieri su “[2017-05] Alien: Covenant (novelization) 2

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