Alien: Covenant su “Metro” (2017)

Presentazione di Alien: Covenant sul quotidiano gratuito “Metro (Roma)” dell’11 maggio 2017.


«In questo nuovo “Alien”
ci sarà più sangue del solito»

di Silvia Di Paola

Ridley Scott racconta “Alien: Covenant”, sesto episodio del film interpretato da Michael Passbender in un doppio ruolo

E siamo al numero sei. Alien sesto episodio, secondo prequel della serie, è in corsa verso la rivelazione delle misteriose origini della madre di tutti gli alieni. Ridley Scott dopo ‘Prometheus” del 2012, ricomincia dal viaggio dell’astronave Covenant quando l’equipaggio e altri 2mila uomini sono addormentati nell’iper-sonno, mentre Walter (Michael Fassbender), l’androide a bordo, gestisce da solo ogni cosa. Viaggiano verso il pianeta Origae-6 dove sperano di stabilire un nuovo avamposto per l’umanità. Viaggiano nel silenzio profondo finché un’esplosione stellare distrugge le vele di raccolta di energia della astronave e la storia comincia. Ecco “Alien: Covenant” (da oggi in sala) che Ridley Scott voleva più spaventoso di sempre, pieno di sangue («Faremo un film tosto vietato ai minori, e ci servirà un sacco di rosso sangue», diceva al produttore Mark Huffam nella loro prima conversazione), di tensione e di sorprese: «Il punto è che non puoi continuare a fare inseguire gente da un mostro, è noioso chiosa Scott così mi è venuto in mente che nessuno si era posto la domanda: chi ha fatto questo e perché. Potresti dire che sono mostri dello spazio, o divinità spaziali o ancora degli ingegneri dello spazio esterno che li hanno inventati. Ma non è così. “Alien: Covenant” stravolgerà tutto».

E Fassbender, qui nel doppio molo di due androidi, uno di vecchia e l’altro di nuova generazione, uno contro l’altro armato, sintetizza: «Uno è una sorta di super maggiordomo che deve proteggere e servire. Come un buon agente di polizia, è assolutamente logico e privo di emozioni, anche se tutti intorno cercano una sorta di connettività emotiva con lui. L’altro, David, da “Prometheus” a oggi si è lasciato andare, sta vivendo da solo su un pianeta esplorando il lato creativo di se stesso: suona musica, dipinge e disegna».

L.

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2 pensieri su “Alien: Covenant su “Metro” (2017)

  1. Ehm, forse invece ce la eravamo anche già posta la domanda “chi ha fatto questo e perché”, solo la risposta (visto che Prometheus portava in quella direzione, a prescindere dal ritenerla soddisfacente o meno) pareva dovesse trovarsi proprio negli Ingegneri ora liquidati con un laconico “Ma non è così”… In pratica, come aver aspettato cinque anni il prosieguo di una storia che NON verrà raccontata. O, perlomeno, non secondo le premesse delle quali era lecito aspettarsi uno sviluppo più che uno stravolgimento… vabbé che tanto, alla fine, la mania di completismo mi fregherà comunque e nella cineteca personale ci finirà di sicuro pure Covenant.

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    • La verità è dentro gli Ingegneri, e però… è sbagliata!
      Purtroppo la mania della collezione ovviamente colpisce anche me, e mi ritroverò a dovermi mettere in casa questa sonora vaccata di film, che ovviamente insieme a Prometheus finirà in un angolo buio…

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