[2017-04] Prometheus: Life and Death – Final Conflict

Cover di David Palumbo

I quattro grandi cicli che compongono “Life and Death” sono giunti a termine, ma c’erano dei fili ancora da tirare, dei discorsi ancora da completare, così il 26 aprile 2017 la Dark Horse Comics a presentato il 18° numero conclusivo del lungo viaggio: l’emozionante Prometheus: Life and Death – Final Conflict.

Dan Abnett (il nuovo grande “papà” dell’universo alieno) chiude il suo discorso lasciato aperto su due fronti.
Uno è quello di LV-223 dove i Colonial Marines devono vedersela con un Ingegnere sopravvissuto e particolarmente violento – il cui agire è nebuloso e incomprensibile esattamente come l’ha voluto Ridley Scott per il suo Prometheus (2012).
L’altro fronte è quello di Angela Foster e altri due superstiti, fra cui un sintetico, rimasti intrappolati a bordo di una nave degli Ingegneri in volo spaziale. La direzione? Il pianeta Terra…

Su LV-223 scopriamo un bassorilievo (che Brian Thies disegna in modo “gigeresco”) che mostra come gli Ingegneri creino nuove forme di vita mediante il black goo – che ben conosciamo dalla saga “Fire and Stone” – e cominciano a nascere domande. LV-223 è in pratica solo un deposito di anfore di black goo? La piramide è in fondo solo un magazzino? E – come suggerito dal film Prometheus (2012) – l’umanità è solo una delle tante creazioni di questo accelerante evolutivo che gli Ingegneri cercano di gestire?
Belle domande a cui però la Dark Horse non può dare risposta: purtroppo tutto risiede unicamente nella confusa e folle mente di Ridley Scott, quindi finché non spara la prossima cacchiata in un film dobbiamo rimanere in sospeso…

Scoperto che la nave degli Ingegneri sta facendo rotta verso la Terra, dove plausibilmente ha intenzione di distruggere quella brutta razza “venuta male”, Angela Foster e gli altri prendono l’unica decisione possibile: dirottarla. E qui scatta il domandone: se, come delle tracce fanno supporre, le navi degli Ingegneri si spostano non solo nello spazio ma anche nel tempo… ora che questa è dirottata, dove sono finiti i protagonisti?

L’ultima vignetta dell’ultimo albo ci lascia con qualcosa che non vi rivelo… ma che sembra un dannato geniale aggancio con Alien: Covenant
Solo Dan Abnett poteva essere così geniale, solo la Dark Horse così coraggiosa!

Spero che quando tornerà l’inverno… tornerà anche un nuovo grande ciclo alieno.

Chiudo con la consueta cover gallery:

L.

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