ALIENS versus BOYKA 2: Gynoid (fan fiction) FONTI

ALIENS versus BOYKA 2: Gynoid

LE FONTI

Questa fan fiction è una storia originale che utilizza però personaggi e situazioni pre-esistenti, estratti da varie fonti: ecco la specifica del materiale a cui ho attinto per la stesura di Aliens vs Boyka 2: Gynoid.

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Boyka – personaggio cinematografico nato nel film Undisputed II: Last Man Standing (2006) di Isaac Florentine, prodotto dalla NU Image / Millennium Films. Nato come cattivo, conquista talmente il pubblico che diventa protagonista assoluto del successivo Undisputed III: Redemption (2010): dopo un vano tentativo dell’attore Scott Adkins di diventare “attore normale”, nel 2016 gira il terzo film nei panni del personaggio, la cui uscita però è ripetutamente slittata.

Personaggio venerato in ogni angolo del mondo, tranne in Italia dove è totalmente inedito, Boyka è un detenuto del carcere duro di Gorgon, campione indiscusso dei combattimenti illegali finché il buono del secondo film gli ha spezzato una gamba. Diventato buono (e religioso), riesce a riabilitarsi e sebbene zoppo partecipa al campionato di Gorgon sbaragliando ogni avversario. Dopo Fang, lo spadaccino monco cinese, e Zatôichi, lo spadaccino cieco giapponese, Boyka è un nuovo grande crippled master del cinema marziale.

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Dunya, generale Rykov e Dimitri sono personaggi del videogioco Aliens vs Predator 2 (2001) prodotto dalla Sierra, ma ho preso in considerazione anche l’espansione Primal Hunt (2002).

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Olimpia – Sebbene il personaggio sia completamente inventato, il nome Olimpia è comunque un omaggio alla prima ginoide della cultura occidentale, concepita nel 1815: quella Olympia del racconto “L’uomo della sabbia” (Der Sandmann) di E.T.A. Hoffmann che ha riempito di paure l’Europa e ha fatto la gioia di Sigmund Freud, che giudicò il racconto “perturbante” (unheimlich)

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Per quanto riguarda Eloise e il dottor Lichtner… be’, serve una parentesi: giuro che ne varrà la pena.

L’idea di uno scienziato fuori dagli schemi che in un posto lontano crei una donna non è certo nuova: nasce nell’agosto 1952 quando Fritz Leiber pubblica sulla rivista “Galaxy” il racconto “La casa del passato” (Yesterday House): la prima storia di una donna clonata. (Il film Ex machina del 2014 “clona” palesemente questo racconto, anche se la donna è robotica.) Per Eloise però mi sono rifatto ad una fonte più squisitamente “aliena”.

Il 22 febbraio 1997 gli scienziati danno al mondo l’annuncio ufficiale della nascita di Dolly, pecora nata nel luglio 1996 mediante clonazione: sarà stata qualche fuga di notizie, fatto sta che esattamente due mesi prima di quell’annuncio la 20th Century Fox ha depositato il titolo del suo nuovo progetto in fase di realizzazione sin dal novembre ’96: Alien Resurrection. Lo sceneggiatore Joss Whedon aveva saputo in anteprima della nascita di Dolly, l’unica degli otto embrioni clonati giunta alla nascita? Oppure è stata una incredibile coincidenza che abbia scritto della rinascita di Ellen Ripley, ultima di otto esperimenti di clonazione? In realtà sulla questione del numero otto è più facile che Whedon abbia scopiazzato l’idea dal film “Priorità assoluta” (Eve of Destruction, 1991), in cui la dottoressa protagonista costruisce varie copie robotiche di se stessa e solamente l’ultima, l’ottava, ottiene dei risultati.

Quale che sia la fonte di Whedon, fatto sta che il 1997 si apre con la lavorazione del quarto film alieno ed evidentemente la Dark Horse Comics deve seccarsi di brutto: dal 1988 i suoi fumetti di alta qualità hanno ampliato l’universo di Aliens e guadagnato milioni di lettori, e di nuovo la Fox manda a scatafascio tutto? Già con l’apocrifo e raffazzonato Alien 3 la Dark Horse si era vista segare via tre intere saghe, campioni di incasso, con Newt ed Hicks protagonisti, ed ora la Fox vuole di nuovo sparare a casaccio? Serve una vendetta in grande stile: il 27 agosto 1997, a due mesi dalla prima proiezione del film con la Ripley clonata, la Dark Horse presenta Aliens: Purge, storia di una donna clonata da DNA alieno…

Su Sybaris 503 il dottor Lichtner compie vari esperimenti, tra cui la creazione di una donna partendo da materiale genetico alieno: uno xenomorfo a forma di donna di nome Eloise. Quando i nuovi “padroni” del dottore vengono a prendere possesso dell’impianto, Eloise massacrerà tutto ciò che respira e rimarrà regina del suo piccolo impero.

Il fumetto è uno one shot, non ha seguito, è una storiella breve in pratica nata solo per bruciare la Fox sul tema della donna clonata: è un peccato che Eloise – o una sua clone! – non riappaia più nell’universo alieno…

Ovviamente questo fumetto è inedito in Italia, come la stragrande maggioranza degli Aliens Comics.

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Tutto quello che scrivo sulle ginoidi lo potete trovare in forma ampliata, insieme a tantissimo altro materiale, nel mio saggio “Gynoid. Duecento anni di donne artificiali”.

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Il torneo DOA (Dead Or Alive) è ovviamente una citazione del celebre videogioco della Koei Tecmo che ha dato vita anche ad un omonimo film del 2006. Curiosamente il gioco viene distribuito la prima volta nel novembre 1996, cioè esattamente quando iniziano le riprese di Alien Resurrection.

– Altre puntate:

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2 pensieri su “ALIENS versus BOYKA 2: Gynoid (fan fiction) FONTI

  1. Beh, ma poi Eloisa è riapparsa nell’universo alieno… su queste pagine, in una valida e più ampia versione alternativa dello “one shot” del 1997. E, oltre tutto, a differenza di quest’ultimo, il seguito ce l’ha 😉

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