[1991-09] Predator: Cold War

Cover di Ray Lago

Appena completata Big Game, la Dark Horse Comics si lancia subito in un’altra saga bella “fresca”: Predator: Cold War, che segna il ritorno del grande Mark Verheiden a scrivere per il personaggio, dopo la mitica Heat.
Ai disegni c’è Ron Randall, che aveva affiancato Chris Warner proprio in Heat e che per Verheiden scriverà la breve saga Timecop.

La particolarità dell’uscita è che le quattro copertine di Brian Stelfreeze si possono affiancare a formare un disegno unico.

Nel maggio 1993 questa saga – ancora inedita in Italia – viene raccolta in un bel volume TPB, con copertina di Ray Lago.
Nel maggio 1997 la collana “Spectra” della Bantam presenta la novelization della storia con un romanzo firmato da Nathan Archer.

Siberia del nord, 1990. Si sta bene, fa “solo” 24 gradi sotto zero: è in pratica estate!
I radar segnalano qualcosa di strano, un aumento di calore in un punto particolare, e ad indagare sull’accaduto parte una squadra guidata dalla tenente Ligachev. Cosa può mai esserci di “caldo” in quell’inferno ghiacciato? La risposta è ovvia… Un Predator!

Anche a Washington hanno registrato l’arrivo della navicella del Predator in Siberia, e un uomo ha subito capito che è iniziata la stagione di caccia: il generale Philips, il “capo” di Schwarzenegger nel film del 1987, l’uomo che ha seguito da vicino la stagione di caccia dell’anno prima a New York, raccontata in Heat.
Ma da quella saga Verheiden non recupera solo il generale, bensì anche i due protagonisti: Rasche, ora diventato sceriffo in Florida, e Schaefer… il fratello di Ducth.

Schaefer, fratello di Schwarzenegger!

La decisione del generale Philips è ovvia: prendere gli unici due uomini che sono stati così folli e cocciuti da affrontare i Predator e trascinarli in Siberia, dove ormai i nuovi cacciatori stanno massacrando tutto ciò che si muove intorno alla base sovietica.

Oltre le solite lance, stavolta a fumetti abbiamo sia il disco (chakram) che la rete metallica lanciata da un netgun, entrambi provenienti da Predator 2 (1990).

Netgun lancia-rete metallica

Scopriamo nuove tecniche di caccia. Per esempio i Predator hanno disseminato i ghiacci di tagliole a “corpo intero”: quando un umano vi finisce viene completamente immobilizzato, dalla testa ai piedi. E al cacciatore non serve altro che prendersi il suo trofeo.

Il sistema di trappole “predatorie”

L’arrivo degli americani, con Schaefer come consulente di un gruppo di esagitati militari, non è ben visto dai sovietici, e subito la situazione diventa molto più esplosiva per ragioni politiche che venatorie: i Predator d’un tratto sembra il minore dei problemi!
Solamente Schaefer e il tenente Ligachev trovano il sistema di mettere da parte questioni politico-culturali e uniscono le forze contro il nemico comune.

Questa sì che è “distensione” tra blocchi

Sono proprio loro due a trovare l’astronave e ad entrarvi per cercare di assestare il colpo finale ai Predator. Ma non sembra così facile…

Come in Heat, anche qui c’è il problema di non mettersi contro la razza dei Predator e il generale Philips saprà fermare Schaefer e Ligachev in tempo, per non dispiacere gli alieni che ogni anno visitano la Terra per andare a caccia, con il rischio che decidano di fermarsi in pianta stabile e massacrare tutti.
Ma stavolta i cacciatori non riusciranno ad andarsene indenni: stavolta saranno loro ad essere cacciati…

Proprio come per Aliens, neanche il ciclo di Predator scritto da Mark Verheiden ha avuto seguito né ha lasciato tracce nel futuro di questo universo, ma per fortuna ritroveremo presto il bravissimo autore.

Una curiosità. La Dark Horse tornerà a sfruttare la Guerra fredda l’anno successivo, con la ghiotta saga Terminator: Hunters and Killers (1992).

L.

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3 pensieri su “[1991-09] Predator: Cold War

  1. Ah, quella “Cold War” che mi aspettavo arrivasse in edicola a breve dopo “Big Game” ma che, con tutta probabilità, nemmeno venne considerata all’interno della ballerina gestione editoriale Play Press dell’epoca… Io, per dire, avrei preferito di gran lunga vederla pubblicata al posto della novelization a fumetti di Alien 3 (e, dopo più di un anno e mezzo di silenzio, era anche lecito pensare di vedere riprendere da qui la pubblicazione in ordine cronologico delle saghe “Predatorie” ingiustamente abbandonate dalla casa editrice).

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    • Sarebbe da stanare qualcuno della PlayPress e chiedergli se la “cancellazione” di Predator dalle edicole italiane fu dovuta ad un’effettiva mancata risposta del pubblico o a semplice scelta a casaccio. Malgrado noi amanti duri e puri, temo che non siano stati molti a seguire Big Game, mentre magari qualche lettore distratto un fumetto con su scritto “Alien 3”, nel periodo del film, avrà forse assicurato più vendite…

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  2. Pingback: [1991-12] Batman vs Predator | 30 anni di ALIENS

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