[1989-06] Predator: Heat (Concrete Jungle)

Cover di Chris Warner

Cover di Chris Warner

La Dark Horse Comics nel 1988 fa il botto acquistando il marchio “Aliens” e i fumetti inediti che presenta, con la firma del grande Mark Verheiden, conquistano subito i fan. Bisogna battere il ferro finché è caldo così la casa di Mike Richardson tenta di ripetere il successo acquistando anche il marchio “Predator” dalla Fox, e affidando il personaggio – che ha solo due anni di vita! – alle capaci mani di Mark Verheiden di nuovo.
Il risultato supera le aspettative: da trent’anni i fumetti di Predator sono amati da milioni di fan. E qualche briciola è caduta per sbaglio anche in Italia.

Nel settembre 1990 i quattro numeri di questa saga vengono raccolti in un volume TPB che decide di ribattezzare la storia Concrete Jungle.

Questa saga è apparsa in Italia a puntate in appendice alla testata “Aliens” della PlayPress di Mario Ferri, dal n. 2 (maggio 1991) al numero doppio 4/5 (luglio/agosto 1991), con la traduzione di Alessandro Bottero.

Primissimo Predator a fumetti, firmato Chris Warner

Primissimo Predator a fumetti, firmato Chris Warner

Nel giugno del 1989 Verheiden presenta la breve saga Heat, con gli strepitosi disegni di Chris Warner: il successo è tale che già nel settembre successivo la casa ristampa subito tutti i numeri!
Il soggetto è così semplice che verrà ricopiato da Jim e John Thomas per il film che uscirà nel novembre 1990: Predator 2. Dalla giungla… la caccia si sposta alla città!

Stephen Hopkins e Joel Silver hanno letto bene questa saga Dark Horse!(© 20th Century Fox)

Stephen Hopkins e Joel Silver (© 20th Century Fox)

Siamo in un futuro imprecisato ma non molto lontano, visto che fa caldo «più dell’estate del ’91». E in TV Charlie Manson dirige il programma “Charlie’s Devils” in diretta da San Quintino: per favore, qui scatta un applauso!

Hot town, summer in the city
Back of my neck getting dirty and gritty

Così cantavano i Lovin’ Spoonful in Summer in the City (1966).
Il caldo, si sa, fa impazzire la gente e gli omicidi aumentano sensibilmente di numero, tanto da dare doppio lavoro ai detective Rasche e Schaefer. Non è un’omonima, Schaefer è il fratello del Dutch protagonista di Predator, ed è disegnato proprio immaginando uno Schwarzenegger in giacca e cravatta.

Si capisce che è il fratello di Schwarzenegger?

Si capisce che è il fratello di Schwarzenegger?

Siamo a New York in piena guerra tra bande, e quando i rispettivi capi si incontrano per trattare una pace… qualcuno li massacra in pochi minuti.
Poco dopo un treno metropolitano pieno di rampanti “cowboy corporativi” (banchieri, broker e affaristi vari, tutti armati nella sana tradizione americana) viene aggredito e qualcuno massacra tutti i viaggiatori.
Insomma, qualcuno sta anticipando tutti i temi di Predator 2! Solo che l’incontro fra il Predator e il protagonista avviene molto prima…

Sferra il tuo colpo migliore!

Sferra il tuo colpo migliore!

Schaefer non è certo uno che si fa spaventare dalle dimensioni del proprio nemico, e imbastisce subito un bello scontro fisico con la creatura, senza neanche chiedersi chi sia mai. Ovviamente ha la peggio, e qui scatta una novità purtroppo non più utilizzata in seguito: il Predator “marchia” la sua vittima, la lascia cioè in vita ma con addosso un segnalatore così da poterla ritrovare in qualunque momento.

Diamogli un ricordino...

Diamogli un ricordino…

Deciso ad indagare su qualcosa che invece le autorità vogliono mettere a tacere, Dutch riesce a parlare con il generale Phillips – disegnato proprio come l’attore R.G. Armstrong del primo film – ma da questi ottiene solo altro mistero: suo fratello Dutch ha trovato qualcosa che non doveva trovare, eviti di fare anche lui questo errore.
Schaefer è deciso più che mai: prende e parte per il Sud America, e se ne va a Rosucio in Colombia. Dove nella giungla trova un cratere: cioè i resti dell’esplosione che chiude il film Predator.

Pronto per il secondo round?

Pronto per il secondo round?

Anche lo scontro nella giungla è cruento, ma stavolta il “colpo fortunato” è dalla parte di Schaefer e riesce ad uccidere la creatura. Scoprendo che nulla finora era avvenuto per caso: il generale Phillips lo aveva seguito da vicino e si aspettava di vederlo cadavere… invece ora dovrà ricredersi!
Qualcosa di losco sta avvenendo, ma quel che è sicuro è che «la merda sta per arrivare in città». (Splendida ed efficace traduzione italiana di un originale meno potente, «The shit’s about to hit the van».)

«Hot Town, Summer in the City...»

«Hot Town, Summer in the City…»

Scahef finisce dalla padella alla brace: da preda di un cacciatore alieno si ritrova preda dei servizi segreti americani, che stanno compiendo strani esperimenti in Colombia per cercare di trovare un equilibrio con i Predator: loro cacciano un po’, quando fa particolarmente caldo, e il Governo cancella le tracce e insabbia tutto. Così si limitano i danni.
Schaefer è arrivato a scuotere questo “equilibrio del terrore” ed ora i Predator sono leggermente incacchiati, e non c’è Governo che tenga!

A New York ci sbarcano proprio tutti...

A New York ci sbarcano proprio tutti…

Lo scontro finale è per le strade di New York, dove le astronavi dei Predator cominciano a far sentire la loro presenza. Ma ciò che i cacciatori spaziali ignorano è che le gang della Grande Mela non sono seconde a nessuno, in quanto a violenza.
Contro l’invisibilità delle creature i celebri idranti di New York – messi in funzione ad ogni estate, stando almeno a quanto vediamo al cinema – saranno perfetti: la battaglia campale può iniziare!

Neanche i Predator possono nulla contro i newyorkesi!

Neanche i Predator possono nulla contro i newyorkesi!

Come possono i poliziotti cittadini, qualche soldato di un corpo deviato del Governo, dei teppisti e Schaefer battere i più valenti cacciatori della galassia? Alla fine non ce ne sarà bisogno, perché la fine arriverà… con la fine dell’estate!
D’improvviso tutti i Predator si fermano e tornano sulle navi: la stagione della caccia all’umano è ufficialmente chiusa. E Schaefer li saluta sprezzate: «Ci vediamo l’anno prossimo.»

E anche quest'estate è andata...

E anche quest’estate è andata…

Riletta a quasi trent’anni di distanza ritrovo tutta la passione che provai all’epoca, malgrado la lettura fu impegnativa visto che usciva a brevi puntate. L’ho dovuta rileggere più volte per apprezzarla in pieno, ma da allora mi è rimasta nel cuore.
Malgrado non sia ufficialmente riconosciuto, è impossibile che Jim e John Thomas non conoscessero questa storia quando nel giugno del 1990 hanno depositato la sceneggiatura di Predator 2, perché davvero gli elementi ci sono tutti e il film si limita a cucinarli in modo diverso.

Giusto una "leggera" ispirazione...

Giusto una “leggera” ispirazione…

Questo rimane il fumetto che apre le porte a trent’anni di narrativa “predatoria”, quindi va ancora oggi ringraziato e apprezzato.

Aggiungo che il 14 giugno 2017 è uscito un volume pregiato per i trent’anni del primo film: il primo numero della serie “Predator: The Original Comics Series” contiene proprio la ristampa di questa storia, che appare con il titolo Concrete Jungle, che ha sin dalla prima ristampa del settembre 1990.

Chiudo con la cover gallery:

L.

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  20. È da un po’ che ho preso in considerazione l’idea di iniziare a leggere i fumetti di Predator, volevo comprare in blocco i mensili usciti finora della saldaPress, ma ho alcuni dubbi. Ho visto più volte il primo film, che ho apprezzato tantissimo eppure è sempre rimasto l’unico del franchise che ho guardato, gli altri sono imprescindibili per approcciare i fumetti? E questo costoso volume sarebbe l’ideale punto di partenza?
    Per i fumetti di AvP non ho avuto alcun problema di comprensione, magari alcuni riferimenti ai sequel di Predator c’erano e non li ho colti, ma ai fini delle storie erano probabilmente ininfluenti, perciò mi (ti) chiedo da dove iniziare 🙂

    Piace a 1 persona

    • L’universo alieno non è la Marvel o la DC: non esiste continuity, a parte piccole citazioni che possono cogliere giusto i più appassionati. I registi dei film se ne sono sempre ampiamente sbattuti la uallera di collegarsi ai film precedenti, se non per lo stretto indispensabile a rispettare le basi del franchise, mentre i fumetti sono molto più attenti ma, di nuovo, hanno solo minuscole dosi di continuity.
      Il mio consiglio è sempre quello di partire dall’inizio, ma è anche vero che sarebbe un bell’investimento e soprattutto parliamo di un fumetto del 1989, che non è detto possa piacere. Però ti assicuro che la trilogia di Verheiden contenuta in quel volume, sebbene drammaticamente inferiore a quella aliena, è davvero ghiotta. Inoltre se non hai visto “Predator 2” potrai gustarti ancora meglio la prima storia, “Giungla di cemento”, che Joel Silver ha dichiaratamente copiato (male) per il film. 😀
      In realtà, visto che sei appassionato del primo film, il fumetto giusto per te sarebbe “Predator: Big Game”, scomparso dall’Italia da quell’estate del 1992 in cui lo comprai in edicola targato PlayPress: è il succo del meglio di quanto il personaggio possa offrire, malgrado parliamo sempre di fumetti dallo stile forse datato, a trent’anni di distanza.
      E subito dopo il fumetto “Aliens vs Predator”, l’originale del 1990, perché spiega che i Predator non sono animali, sono cacciatori, ed è molto diverso.
      Semmai la Saldapress porterà in Italia il volume appena uscito in America, con la trilogia di Machiko Noguchi – l’umana che venne accettata come cacciatrice in un clan Predator – allora sì che avresti un’altra titanica summa di quanto il personaggio possa offrire.
      Finora la collana “Predator” ha portato nelle nostre edicole storielle e storielline, a volte minuscole, che non so quanto possano appassionare chi non conosca altro che il primo film: sono assaggini che la Dark Horse buttava là fra una saga più corposa e l’altra. Molte di quelle storie sono ottime, il mio consiglio sarebbe ovviamente di leggertele tutte, ma per ritrovare il Predator del 1987 l’unica cosa che puoi fare è spendere quella trentina d’euro del volume “30° Anniversario” Saldapress, fare amicizia con Schaefer e seguirlo nella sua lunga ricerca del fratello Dutch, scomparso un giorno misteriosamente nel Centro America…

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