[1994-12] Aliens vs Predator: Hunter’s Planet

Cover di John Bolton

Cover di John Bolton

the-complete-aliens-vs-predator-omnibus-1Nel 1994 continua il viaggio della collana “Spectra” (Bantam Books, divisione della Random House) nell’universo alieno su concessione della Dark Horse Comics: per la prima volta però un autore ha licenza di creare una storia inedita, al contrario delle novelization di storie a fumetti apparse finora. A dicembre esce quindi Aliens vs Predator: Hunter’s Planet di David Bischoff, raccolto nel volume antologico The Complete Aliens vs Predator Omnibus, presentato a fine dicembre 2016 Titan Books.

Malgrado il romanzo venga presentato come secondo della trilogia, in realtà è una storia alternativa, perché questa non è mai stata una trilogia… ma lo spiego meglio più sotto.

Tutti i brani che presento sono tradotti da me.


Indice:


Inquadramento temporale del romanzo

Quando la Dark Horse ha dato alla Bantam licenza di novelizzare i suoi fumetti, esisteva solamente Aliens vs Predator (1990) e Machiko al massimo era apparsa in una piccola storia che Randy Stradley aveva scritto per il “paginone centrale” della rivista gratuita “Insider”.
Dopo che Stephani Perry ha novellizzato quello storico fumetto – con il romanzo Aliens vs Predator: Prey (maggio 1994) – Bischoff ha preso la breve storia gratuita di “Insider” e l’ha ampliata: ha cioè immaginato un futuro per Machiko che all’epoca ancora non esisteva.

Questo Hunter’s Planet si apre così con la novelization della breve storia gratuita di Stradley per la rivista “Insider” e poi l’autore si immagina che Machiko, trovandosi male tra i Predator, torni alla civiltà. L’anno successivo la Dark Horse, probabilmente insoddisfatta di questa trovata, crea la storia a fumetti in due parti – Duel / War – in cui torna Machiko che, al contrario di questo romanzo, decide di aiutare gli umani contro i Predator.
Anni dopo il fumetto War verrà novellizzato da Stephani Perry, in pratica cancellando la “storia alternativa” di Bischoff: curiosamente anche la Perry inizia il romanzo novellizzando la storia breve gratuita di Stradley, in pratica dunque utilizzando gli stessi personaggi che usa Bischoff ma in modo diverso.


La trama:

Il momento di gloria nella vita di Machiko Noguchi è stata la battaglia nella colonia di Ryushi: è stato allora che si è unita ai Predator come cacciatrice fra i cacciatori.
Ora ha un impiego senza sbocco per la Chigusa Corporation: è una disadattata ed è considerata una mina vagante. Infelice ed insoddisfatta, Machiko coglie al balzo l’occasione quando il ricco Livermore Evanston le offre un lavoro.
Nell’enorme parco dei divertimenti che è Hunter’s Planet, popolato da creature geneticamente modificate di ogni tipo, sembra che i Predator abbiano cominciato a “seminare” alieni: davvero una brutta situazione per gli affari…
Machiko ha un’esperienza unica con entrambe le specie. Quello che però lei non sa è che l’intero pianeta è una copertura per un’installazione militare del tipo peggiore. A questo si aggiunga che il confronto con i Predator, che un tempo considerava amici, si rivela particolarmente problematico.
Scontro dopo scontro diventa ben presto chiaro che Machiko non ha molte scelte, e l’unico modo di uscirne sembra essere quella di prendere il controllo del più letale pianeta dello spazio conosciuto…


L’incipit:

Dtai’k-dte sa-de nav’g-kon dtain’aun bpide.
“Un combattimento iniziato non finisce fino alla fine”.
Tarei’hasan merda.
Nat’ka’pu illustrò quanto fosse sciocco il vecchio detto yautja fintando sulla sinistra, poi facendo roteare la lancia schivata dal suo avversario. Con velocità sorprendente il Leader scattò con un balzo in avanti, afferrando il bordo della maschera dello studente e strappandola via dalla sua faccia, portandosi appresso anche un paio di ciuffi di peli. Gli occhi gialli brillarono dalla sorpresa. Le mandibole si serrarono dalla vergogna. Lo studente grugnì di disappunto, tentanto di colpire Nat’ka’pu con il lato smussato della lancia. Ma afferrando la sua armatura il Maestro ebbe la meglio sullo studente spavaldo, in equilibrio incerto, parando il colpo di lancia con il suo guanto di pelle e forzando l’arma a terra.
Prima che la testa calda potesse iniziare un altro attacco, l’esperto schiaffeggiò così forte la zanna destra del guerriero che agli altri sembrò che la testa del giovane dovesse saltar via dal collo. Davanti a tanta abilità lo studente non poté fare altro che cadere in ginocchio, ansimando.
«Nain-desintje-da.»
Vittoria completa, naturalmente. Nat’ka’pu non si aspettava di meno da se stesso. Comunque, gridò con disprezzo alla volta della sua vittima: avrebbe dovuto resistere di più, in una vera battaglia. Per il suo giovane impeto e per la sua forza era uno dei migliori sparring partner che il Leader aveva mai affrontato.
«Hai ancora tanto da imparare prima che tu possa incidere la thwei di un Carne Dura sulla punta della tua fronte, se sopravviverai tanto a lungo.» Lo studente, chiamato Ki’vik’-non, si limitò a voltare lo sguardo, silenzioso ed immobile. «Sparisci dalla mia vista», ordinò il Leader. «Vatti a lavare umiliazione e sconfitta dagli occhi. E pulisciti anche le orecchie: puzzi di moccioso. Sbrigati, prima che chi ha scommesso su di te venga a trovarti.»


L’autore:

David Bischoff (classe 1951), originario di Washington D.C., scrive da tutta la vita: da articoli di giornale a romanzi, racconti e novelization: in Italia infatti sono noti solo due dei suoi molti romanzi, uno dei quali è la novelization del film Wargames. Giochi di guerra (Longanesi 1983).
Oltre a questo romanzo, l’unico altro suo contributo all’universo alieno è Aliens: Genocide (1992), novelization del fumetto omonimo.


Il pianeta:

La storia si svolge sul pianeta Blior, descritto come molto simile alla Terra, con cinque piccole lune nella sua orbita.
Il clima è mite e ci sono ventuno continenti grandi come l’Australia disseminati sul pianeta: solamente su uno di loro Livermore Evanston ha organizzato la colonia per cacciatori, dall’altisonante nome di Livermoreland, con capitale Evanstonville.


Le creature del romanzo:

Dinosauri da Jurassic Park

Questo romanzo viene pubblicato quasi un anno dopo l’uscita nei cinema statunitensi di Jurassic Park, il grande film di successo di Steven Spielberg tratto dal romanzo di Michael Crichton. (In realtà Crichton si è molto ispirato, non dichiaratamente, al romanzo Carnosaur del 1983 di Harry Adam Knight, da cui il film omonimo uscito nei cinema un mese prima di quello di Spielberg.)
I dinosauri tornano grandi protagonisti degli anni Novanta, così Bischoff non resiste e li inserisce nella fauna modificata geneticamente del pianeta: viene citato espressamente un Tyrannosaurus rex che scorazza per il pianeta.

Zangoid

Viene citato uno strano ibrido chiamato Zangoid, purtroppo non utilizzato poi nella trama.

Gli Zangoid sono principalmente felini ma con una testa di lucertola e sei protuberanze: quattro gambe e due braccia. Alcuni li chiamano “serpenti centauri” per la loro rassomiglianza con le creature della mitologia greca.

Buggers: super alieni cyborg!

Nel laboratorio di manipolazione genetica, Machiko incontra un nuovo tipo di xenomorfo, modificato geneticamente per avere una vista “umana” e soprattutto potenziato con un esoscheletro metallico, che lo rende molto più resistente dal punto di vista fisico.
Questa creatura in un certo modo anticipa di alcuni anni uno dei big boss del videogioco Aliens vs Predator (Sierra 1999), che nella missione del Predator presenta un alien-cyborg che spara laser mortali.

Nello scontro finale questi “nuovi” alieni vengono chiamati Buggers, ed ecco come vengono descritti:

Più grandi dei normali alieni, troneggiavano sui Predator, armati e dotati di esoscheletri cyborg, con varie braccia ognuna con un’arma diversa impugnata, dalle pistole alle lance ai coltelli. Ed erano tutti diversi fra loro. Alcuni avevano l’aspetto di una Regina, con la bava sgocciolante dalle zanne e le armi incastrate fra gli artigli. Altri sembravano normalissimi Carne Dura ma con estensioni metalliche e soprattutto con visori oculari: quegli alieni potevano vedere.

Predalien mancato

Nel laboratorio di genetica, visto per la prima volta uno Zangoid, avviene un curioso dialogo.

«Una sorta di ibrido alien/yautja?»
«Grazie a Dio no, semplicemente un alieno potenziato.»

Malgrado l’idea sia balenata, l’autore non se l’è sentita di far nascere il Predalien, che invece apparirà in condizioni molto simili – cioè come esperimento segreto della Weyland-Yutani – nel videogioco Aliens vs Predator 2 (Sierra 2001).


Considerazioni finali

È sicuramente un gran piacere ritrovare Machiko in una storia per lo più inedita, peccato però che la sfrutti in realtà molto poco: Machiko chiacchiera molto con il suo androide di compagnia, chiamato Attila l’Unno, indaga sulle intenzioni della Compagnia, sul suo misterioso ospite – il ricco Livermore Evanston che la ingaggia come esperta in sicurezza – e in generale parla molto: quando però arriverebbe il momento di farla agire, perché in fondo per due anni la donna è stata una Predatrix, perché in fondo Machiko è una Blooded Warrior, una guerriera iniziata promossa sul campo e con tanto di nome di battaglia: Da’dtou-di, “piccolo coltello”. Malgrado tutto questo, l’impegno fisico del personaggio è prossimo allo zero: dopo uno scontro con Shorty – suo acerrimo nemico sin dal citato fumetto gratuito di Stradley – in realtà non succede molto, e lo scontro finale tra Predator e Buggers, che poteva assumere contorni epici, si risolve molto sbrigativamente.
Bischoff scrive abbastanza bene ma purtroppo allunga il brodo e procrastina il “succo” fino a ridursi a qualche goccia nel finale. Sarebbe stato auspicabile avere una Machiko più guerriera e meno “signora in giallo”: purtroppo ci penserà Stephani Perry a renderla di nuovo guerriera… ma la scrittrice purtroppo è molto soporifera nel suo stile narrativo!

L.

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