Alien: doppiare il fruscio

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Il nostro Evit del blog Doppiaggi Italioti mi ha stuzzicato chiedendomi di confrontare le varie edizioni di Alien (1979) per sapere… se in tutte si sente una battuta non doppiata.
Il risultato è davvero incredibile, ma andiamo con ordine.

Il minuto è tra il 12 e il 14 circa, a seconda dell’edizione del film. La scena è quella in cui i protagonisti stanno scendendo sul pianeta e sono tutti ai posti di comando impegnati a controllare i dati forniti dai computer di bordo.
Abbiamo dunque Dallas, Kane, Lambert, Ripley ed Ash molto concentrati nelle operazioni di volo, e dimentichiamo per un attimo che siamo nel futuro: come avvengono le operazioni di volo oggi? Con tanta gente che parla…

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«Funzionamento regolare: portiamola giù» dice Dallas, anche se in originale è «Money’s safe: let’s take her down»: il doppiaggio italiano cancella la battuta sui “soldi che sono in salvo”, a significare che tutto va bene, e preferisce un tono più serioso.
Mentre la navetta scende, d’un tratto tutti e quattro i personaggi cominciano a leggere i dati forniti dal computer sovrapponendosi l’un l’altro, creano un rumore di fondo di voci che snocciolano dati, cifre, valutazioni, gradi, altimetria e via dicendo.  Qui nasce il problema: cosa tradurre di questo vociare scomposto e cosa no?

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«Rotazione 92 gradi, deviazione a sinistra», e fin qui è facile: il doppiaggio italiano – diretto da Mario Maldesi per la CVD, stando alla scheda di Antonio Genna, perché nelle edizioni home video del film non esiste alcun credito del doppiaggio – sceglie l’informazione più chiara del vociare e semplifica il più tecnico originale «port yaw», virata a babordo.
Così vediamo la navetta che lentamente vira a sinistra… e comincia il panico!

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Nei secondi che seguono i cinque personaggi parleranno continuamente in sottofondo leggendo nei loro microfoni i dati dei relativi schermi, in un amalgama di voci che ovviamente non ha alcuna importanza ai fini della storia: stanno guidando la nave, ok, non ci serve sapere altro.
Spesso in queste scene nei film si lascia il doppiaggio originale, che in fondo è quasi un rumore di sottofondo, ma per sicurezza… nella versione italiana si alza la musica di accompagnamento e si cancellano le voci originali.

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«Stiamo entrando nella sua atmosfera.» «Trentanovemila.» Ma trentanovemila che? Non si sa, ma sono le uniche due frasi che il doppiaggio italiano sceglie di riportare, così, a caso.
Ad un certo punto, però, per far sentire i rumori di scena dei computer che “ticchettano” – perché negli anni Settanta i computer ticchettavano! – l’audio italiano abbassa per un momento il volume della colonna sonora… e filtrano alcune voci della traccia originale: voci che così si ritrovano d’improvviso in inglese anche nel doppiaggio italiano.
Nell’edizione VHS e poi nel DVD del 1999 (quella del cofanetto Alien Legacy) è un qualcosa che si avverte appena, che solo a saperlo si potrebbe notare, mentre nell’edizione DVD del 2003 (del cofanetto Alien Quadrilogy) la pulizia del suono permette di distinguere una voce che dice «I’m not getting anything», frase talmente scandita con chiarezza che è riportata anche dai sottotitoli, sebbene sia poco più di un sussurro nella confusione generale: curioso che venga riportata anche dai sottotitoli italiani… visto che nel doppiaggio italiano non viene pronunciata!
La battuta viene “smozzicata” da un’altra voce che dice «Nine thousand», che però non è riportata dai sottotitoli.

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Mentre nell’edizione VHS e DVD 1999 il rombo della nave e la colonna sonora altissima coprono tutto e risolvono il problema, nel 2003 si sono distratti, perché dopo le due frasi citate… rimane il vociare indistinto di frasi inglesi snocciolate per radio.
La scena finisce con Ripley che legge lo schermo e dice potente… già, che dice?

Punto in cui Ripley dice «Turbulence»

Punto in cui Ripley dice «Turbulence»

L’edizione VHS è sballata così la voce di Ripley che esclama «Turbolenza» si avverte quando ormai la scena della donna al computer è passata, mentre la più precisa edizione DVD del 1999… cancella la battuta! A sforzarsi però si può sentire in lontananza la voce di Ripley che dice «Turbolenza» proprio nella posizione sbagliata dell’edizione in VHS, ma la colonna sonora è talmente forte che copre tutto.
Invece nell’edizione del 2003 Ripley pronuncia la sua battuta quando è inquadrata seduta allo schermo… però dice «Turbulence»! Si sono persi per strada la versione doppiata in italiano…
Visto che la Director’s Cut è identica, vuol dire che hanno chiamato dei doppiatori per pochi frammenti di secondo da ridoppiare… e si sono persi un «Turbolenza» per strada…

Punto in cui Ripley dice «Turbulenza» in VHS

Punto in cui Ripley dice «Turbulenza» in VHS

Di certo tutto questo è stato sistemato nel creare la pregiata edizione in Blu-ray… eh, magari: quest’ultima è la semplice riproposta del DVD del 2003, con vociare in lingua originale e Ripley che dice «Turbulence». Se dunque avete l’edizione in VHS, sappiate che avete… una frase italiana in più!

L.

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47 pensieri su “Alien: doppiare il fruscio

  1. E qui ci starebbe a fagiolo una riproposizione nelle sale cinematografiche: mantenendo la versione col montaggio originale, ovviamente, potremmo proporci a pagamento per partecipare a turno a tutte le proiezioni (piazzati nei punti strategici delle sale, con microfono e amplificatori) e, al momento giusto, sovrastare la colonna sonora gridando “TURBOLEEENZA” (dando al pubblico anche una sensazione di maggior realismo e coinvolgimento diretto) 😉

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  2. Pingback: Aliens: l’ululato di Hudson | 30 anni di ALIENS

  3. A proposito di stranezze nel doppiaggio italiano, questa volta di Alien³ (mi scuso se parlo di un sequel qui, ho cercato nei tag ma non ho trovato post attinenti).
    All’inizio del film, quando scatta l’allarme per la presenza dell’alieno, la voce automatica del computer che dà l’allarme è… in spagnolo!
    Cosa bizzarra in quanto si tratta di un film anglosassone che fa riferimento a un universo e cultura anglosassone…
    Mi sono sempre chiesto se si è trattato di un pasticcio in fase di missaggio delle tracce (nella traccia inglese la voce è giustamente in inglese).
    Il tutto nel DVD del cofanetto Trilogy, unica versione che conosco dato che ai tempi non vidi il film al cinema.
    Grazie se potrete risolvere questo dubbio che mi accompagna da tempo.

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    • Carissimo, ho appena preparato per mercoledì prossimo un pezzo sulla “voce fantasma” che mi segnali, con delle chicche che non ti anticipo 😉
      Però ti chiedo una conferma: sei sicuro che il nome del cofanetto che citi è “Alien Trilogy”? Immagino che sia precedente al 1997, con l’uscita del quarto film…

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  4. Pingback: La voce fantasma di Alien 3 | 30 anni di ALIENS

  5. Ma, dove che si parlava della parola “turbulence” lasciata nella versione del 1992..?
    Perché, poco fa ho guardato la ri-edizione del 2003 (quella presentata dallo zio Ridley, nello specifico) in Blu-ray e, ho colto anche: il respiro “originale” di Sigourney – dentro il casco – mentre cerca il pulsante per il gas giusto da sparare sul mostro incastrato.

    Letto tutto..però, del respiro finale niente! 😉

    Io, comunque, ricordo un bello scambio di commenti –
    sul tuo blog – tra voi due che, sicuramente, ha portato a quell’approfondimento lì..forse!

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    • Grazie della dritta sul respiro, andrò a controllare le mie varie versioni home video e semmai ci farò un pezzo 😉
      Chissà quanti altri piccoli particolari si differenziano nelle varie versioni: ancora devo testare i quattro film trasmessi in TV questi giorni da Rai4, per vedere se li hanno trasmessi per bene…

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  6. Il messaggio di prima lo si può sistemare..? Ho sbagliato premendo l’invio senza correggerlo. Era rivolto ad Evit e l’avevo scritto così sulla pagina Facebook del blog Doppaggi Italioti! 🙂

    Continua così:
    Inoltre, ho avuto la fortuna di vederlo – in pellicola – ad una proiezione speciale aggratiss (era in concomitanza con una fiera di videogame..) nell’ormai non più esistente Apollo di Milano qualche anno fa e, ricordo che, alla fine, uscì il Copyright del 1992. Difatti, io conoscevo l’edizione “vecchia” e, mi ricordo benissimo di ‘sto “turbulence” e della famosa scena in più degli imbalsamati appesi.
    Però, non trovo riscontri da nessuna parte su quell’anno lì..
    Tu ne sai qualcosa in più?

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  7. Arrivo tardi, stanco e ci ho capito una mazza, quindi parlerò di cose che so senza leggere le vostre, come un provetto analfabeta funzionale. Ma mi riprometto di tornarci sopra domani.

    Di Alien in 35mm spesso girano copie dell’edizione speciale del duemilaqualcosa che ebbe un ritorno nei cinema italiani. Proiezioni recenti sono quasi sempre quelle in edizione speciale quindi non mi emoziono mai quando promettono una proiezione 35mm.

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  8. Ho scoperto cosa “ansima” Ripley sotto il casco mentre pigia i bottoni: è la canzone “You Are My Lucky Star” di Eddy Duchin. Che, non è quella di Madonna ma, bensì, quella che canta Gene Kelly a Debbie Reynolds sul finale di “Cantando sotto la pioggia”
    Venne proposta dalla stessa Sigourney (ignara di cosa sarebbe successo..) per cercare di distrarre la mente in una situazione del genere. – Lo dice Ridley nel commento audio del 2003 sulla cosiddetta “Director’s Cut”, insieme ad altre cose tipo che: il quarto atto fu aggiunto dallo stesso in produzione.

    Ah! La soluzione della luce stroboscopica col tichettio – sul finale – mi ha ricordato tanto proprio quello accade ne “In cerca di Mr. Goodbar”. Infatti, viene detto dagli stessi che la girarono (Ridley e Ripley..ops!) che, quella scena era più o meno simile a uno stupro. Chi lo ha visto, sa di cosa parlo.. 😉

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  9. ..in quello del 2003, tra l’altro, ad un certo punto, si lascia andare e dice cose del tipo: “L’importante è avere una buona storia e i personaggi..il resto vien da sè!” oppure “Dopo Blade Runner non ho più fatto film di fantascienza perché, non mi hanno proposto uno script buono per quel genere di film..”, ecc.

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    • Ecco, proprio per non sentire queste stronzate non riesco a decidermi a sbobinare i commenti audio. Ricordo ancora quando criticò gli altri per che usano troppa musica nei film, e lui invece nell’ultimo interrompe la musica proprio quando c’è il picco d’attenzione, tecnica furbetta dei peggiori registi horror…

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      • ..e no: i silenzi son tipici di “Alien”, però! Lo sottolinea anche lui durante il commento che, è uno degli espedienti più classici..anche se, poi, dice che avrebbe voluto tagliare (per allungare la suspense..) qualche scena sul “viso” dell’alieno! Mentre, ora te lo fa vedere anche troppo.. O.o

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    • Tirarsi la zappa sui piedi. Io ancora ricordo di quando diceva che a rivederlo oggi Alien gli sembrava lento e che in certe scene avrebbe voluto “tagliare tagliare tagliare” per velocizzare tutto. Prova che i registi, passati tot anni, non dovrebbero mai avvicinarsi ai loro lavori.

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      • Se avete visto, nel blog ieri e oggi presento due nuovi fumetti, uno di Alien e uno di Predator. Puliti, intriganti, rispettosi ma nuovi, idee fresche perfettamente calate nel background del marchio, ottime rese visive e divertimento assicurato. Possibile che questi Maestri del Cinema non riescano mai a fare qualcosa del genere?

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  10. Pingback: Un anno da alieni | 30 anni di ALIENS

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