Testimone di Alien 3 (1992)

alien3_empire1992Riporto in italiano un articolo tratto dalla rivista “Empire” del settembre 1992, come presentato il 2 dicembre scorso dal blog Strange Shapes.

Alien 3: io ero lì

Tra i molti membri della troupe britannica che lavorava ad “Alien 3” c’era un tecnico degli effetti speciali di grande esperienza. Ecco la sua testimonianza esclusiva sul dietro le quinte di una produzione a dir poco problematica: il tecnico londinese ha scelto di rimanere anonimo.

Alien 3 era un film molto sciocco a cui lavorare. La lavorazione procedeva da quattro mesi all’epoca del mio arrivo, e ancora non avevano iniziato a pensare alla realizzazione dell’alieno. Il copione non era ancora finito né sembrava ci fosse un regista: c’era solamente un gruppo di modelli di personaggi che dovevano morire, mentre l’Alien non è stato creato fino a cinque o sei mesi dopo. In effetti la creatura è stata l’ultima cosa ad essere presa in considerazione per gli effetti speciali.

Quando arrivai non avevano neanche idea di come dovesse essere fatta la creatura. C’erano copioni diversi, compreso uno con un pianeta fatto di vetro: infatti stavano pensando a realizzare un Alien di vetro; c’era una versione con un pianeta fatto tutto di legno e si pensava ad una creatura fatta di legno, cioè adattata all’ambiente circostante.
Avevano preparato solamente il facehugger che si vede all’inizio del film, che era stata una creazione travagliata. C’era un altro super-facehugger per cui impiegammo circa tre mesi di lavorazione, e che venne scartato proprio quando portammo a compimento il lavoro.
Costruimmo anche un grande bue da cui sarebbe dovuto uscire l’Alien, ma a David Fincher non piaceva. Andarono in America per girare comunque la scena con il bue: ora è un cane… È stato un colossale spreco di denaro.

L’alieno originale aveva questa specie di tubi che gli uscivano dalla schiena che lo distinguevano dall’essere un semplice uomo in una tuta di gomma, ma i creature designers Alec (Gillis) e Tom (Woodruff) li odiavano e li tolsero di mezzo. Il primo giorno che portammo l’alieno sul set, Fincher disse: «Dove sono quei tubi che uscivano dalla schiena?» Così ce ne fece creare qualcuno al volo che incollammo sulla schiena. Li facemmo di notte e li appiccicammo alla meglio: e questo era un film multi-milionario.
Tornati sul set e visto il risultato, Fincher disse: «Toglieteli». Che meraviglia…

Ce l’avevamo un po’ con lui, ad essere onesti, perché nessuno sapeva chi fosse. Sapevamo che aveva diretto dei video di Madonna ma non è che questo ci impressionasse molto.
Gli è stato permesso di filmare e filmare e filmare, nessuno gli ha mai detto di fermarsi, ma di certo una volta che hai fatto venti riprese della stessa scena dovresti ormai avere del materiale buono in mano. Credo che Sigourney Weaver abbia avuto qualcosa a che fare con questo, visto che anche lei voleva che tutto fosse perfetto.

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Funzionava che noi lavoravamo per scene che poi venivano cancellate, così ci dovevamo fermare. Poi si ripartiva finché non dovevamo fermarci di nuovo, e questo accadeva anche con i set.
Il supervisore agli effetti speciali George Gibbs ha raccontato di aver costruito questo enorme set per il finale del film nello stage di 007 dei Pinewood Studios, poi hanno cambiato la sceneggiatura e lui ha dovuto smontare tutto e ricostruirlo daccapo.
Abbiamo speso molto tempo e soldi facendo la tuta dell’Alien ed altri tecnici hanno fatto lo stesso, creando una versione in miniatura, e le due cose non combaciavano: non sembravano lo stesso Alien.

Il ritorno di Bishop (l’androide interpretato da Lance Henriksen) – o Bosh-up [“lo sciocco”] com’era chiamato sul set – fu un disastro. Quello che si vede nel film è stato rifatto più tardi in America, ma noi ne creammo uno già il primo giorno su set con Fincher. Lui già aveva una reputazione di essere irascibile, quindi noi lavorammo per due giorni fino a notte perché questa cosa funzionasse. Ma sapevamo che non avrebbe funzionato, sapevamo che era una cosa temporanea e andammo sul set di fronte a Sigourney Weaver e facemmo sei riprese della scena – con qualcosa che si rompeva ad ogni ripresa.
Sigourney credeva fosse perfetto perché pensava che fossero malfunzionamenti che si sposavano con il personaggio dell’androide, ma Fincher diede di matto. Era il primo effetto speciale che giravamo e sapevamo che era un cumulo di merda, e Fincher era seccatissimo che tutto il resto andasse ugualmente male. Ci faceva impazzire, quando portavamo qualcosa sul set per la prima volta diceva: «Che diavolo è questo? Sembra uno scherzo.»

Immagino che non si possa fargliene una colpa, semmai è da incolpare la gente che vuole fare un film senza avere un copione prima. È da incolpare anche Sigourney Weaver, fino ad un certo punto, per aver infilato troppe dita nella torta. Per quanto ne sappia ha avuto molto a che fare con il copione: era quella che non voleva armi nel film e che voleva una scena d’amore. Non aveva senso con gli altri personaggi, così ha deciso che Ripley doveva andare a letto con qualcuno.

Alla fine delle riprese, c’erano un sacco di scene non girate, con tutte quelle cose importanti per la storia lasciate indietro. Dalla mia posizione, sembrava che da un momento all’altro avrebbero cancellato tutto, abolendo l’intero progetto.
Forse sarebbe stato meglio…

Ricordo che la traduzione è mia.
L.

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11 pensieri su “Testimone di Alien 3 (1992)

  1. Lo Xeno-Cane è ormai entrato nel mito, si parla di lui come dei coccodrilli nelle fogne di New York 😉 Deve essere stato un gran casino lavorare sul quel set, non sappiamo cosa stiamo facendo ma comunque facciamolo in fretta, sembra dove lavoro io 😉 Cheers

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    • E la cosa assurda è che poi quell’ammasso di improvvisazione mista a caciara è stato considerato “canone” e molti fan e sceneggiatori danno per scontato che un alieno cambi forma a seconda di dove nasce. Insomma, un cane ha fatto canone 😀

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      • Basta guardare gli insetti icneumonidi a cui l’Alien si ispira: immobilizzano la preda, vi depongono le uova e quando queste si schiudono le larve si mangiano l’ospite… ancora vivo! Ogni insetto di questa famiglia mette al mondo insetti della stessa famiglia, non c’è alcuno scambio genetico con l’ospite. Non è che se inseminano un ragno nasce una nidiata a otto zampe!
        L’idea dell’Alien che nasce con tratti dell’ospite l’ho vista nascere con Alien 3: se prima qualcuno lo pensava, non l’ha mai detto. E vedere un’idea nata da semplici errori di lavorazione mi fa male al cuore, soprattutto quando vedo tante ottime idee nate con criterio venute bellamente ignorate.
        Se poi venisse usata in modo cazzone, tipo il Crocalien di Batman, allora varrebbe la pena, invece è considerata troppo seria per giocarci 😛

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  2. Non conoscevo questa intervista, e dire che vidi tutti i contenuti speciali del DvD oltre ad aver visto la pellicola cinematografica e quella Director’s Cut (per modo di dire) con i commenti.
    Comunque nulla di nuovo sotto il sole, Alien³ fu un travaglio per le persone che ci lavorarono, la gestione della Fox in quel caso fu penosa, la tensione e il malumore erano all’ordine del giorno, Fincher si trovava con una nuova sceneggiatura in mano ogni tre giorni, la produzione pretendeva miracoli con un budget contenuto, è comprensibile che fosse sempre incazzato.
    La cosa che mi dispiace di più è che divenne un capro espiatorio per i fan, venne accusato di aver distrutto la saga con scelte sbagliate ed egoiste, compresa la morte di Newt, Hicks e Ripley (Sigourney aveva chiaramente espresso nel suo contratto che il suo personaggio doveva morire).
    Ci credo che ancora oggi disconosce la pellicola, ne serba sicuramente un pessimo ricordo.

    Eppure io sono tra quelli che ha comunque rivalutato moltissimo il film nel corso degli anni, la fotografia e la scenografia sono impeccabili (adoro le inquadrature dal basso e il tono seppia trasmette veramente l’idea di un ambiente malsano, lugubre), la colonna sonora trasuda epicità, lo stile cinico e pessimista tipico della saga qui è reso all’ennesima potenza.
    Ritengo che la versione estesa del film sia nettamente migliore di quella cinematografica (anche se preferisco la nascita del mostro dal corpo del cane, per quanto sia straziante la sequenza è molto più poetica), riesce a colmare quei buchi di trama fin troppo evidenti del film ufficiale.

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    • Come ha scritto Cassidy nel suo ciclo alieno, Fincher ha saputo titrare fuori il meglio dal peggio: tecnicamente Alien 3 è uno splendido film, quando lo vidi si grande schermo mi emozionai, sebbene già avessi visto quasi tutto (tra backstage e foto di scena). Però dal punto di vista della trama rimane un patchwork indigesto.
      La Fox prese a caso elementi dalle varie sceneggiature pronte: tutte ottime, prese singolarmente, ma mischiandole a cacchio è uscito fuori il delirio. David “Pitch Black” Twohy scrisse un ottimo copione su un pianeta prigione, con scene molto azzeccate che mi hanno appassionato, ma più bella è la sceneggiatura di Fasano sul pianeta monastero: fuse insieme, però, non rendono uguale.
      Poi Ripley era dall’86 che ripeteva come un mantra “no armi e Ripley muore”, ma Cameron non era Fincher e sapeva come tenerla a bada.
      Ho un faldone pieno di articoli dell’epoca su Alien 3, essendo il primo film alieno che potevo seguire in diretta non badai a spese e comprai molte riviste d’importazione: pian piano tradurrò tutto qui nel blog 😉

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      • No ma infatti Alien³ può forse non reggere il confronto con i primi due capitoli, ma se dovessimo metterlo in una classifica dei migliori film di fantascienza di tutti i tempi si piazzerebbe tranquillo nella top 20, non ha svariate decine di rivali oggettivamente parlando, Fincher seppure poco ispirato e controvoglia è riuscito a girare un buon film di fantascienza

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      • Esatto! Tecnicamente è un ottimo film, ed è un peccato che alla fine questo sia l’unico vero aspetto capace di renderlo vedibile ai più (me compreso). Se prendiamo la trama, invece, più passano gli anni più devo cercare di convincermi che tutto questo sia stato concepito solo come una sorta di “what if”: cosa sarebbe successo se Hicks e Newt non fossero sopravvissuti? E quali sarebbero state le conseguenze per la stessa Ripley? Ma il problema è che comunque -pure in questa mia personalissima ottica- la visione complessiva non ne guadagna più di tanto, e le testimonianze del tecnico (una mezza idea su chi fosse ce l’avrei) riguardo agli innumerevoli casini in corso d’opera mi fanno capire quanto l’aspettarsi un terzo capitolo coerente e degno dei predecessori fosse pura utopia.
        Riguardo allo xenomorfo adattabile, si potrebbe descrivere il non seguire pedissequamente la biologia icneumonide introducendo la variante dello scambio genetico come idea niente male. SE fosse stata davvero un’idea sarebbe stato meglio, certo, perché allora avremmo avuto anche un minimo di spiegazione (sono sempre in tempo a farlo)…
        P.S. Parlo esclusivamente in riferimento alla versione cinematografica.

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      • Infatti se fosse stata un’idea nata da uno sceneggiatore avrebbe più “dignità”, invece l’essere nata da semplici incidenti di lavorazione me la rende un po’ antipatica. Per fortuna romanzieri e fumettisti la ignorano quasi sempre così non mi danno un dispiacere 😀

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  3. Secondo me e proprio come Terminator la saga Alien non ha uno schema che si può ripetere troppe volte,comunque mi sembra che David Fincher proveniva dagli effetti speciali dell’Industrial Lights e Magic,e Fincher aveva delle colpe perchè mi ricordo di aver letto(forse su Ciak) che facendo morire
    Hicks e Newt voleva “distruggere” il lavoro di Cameron(grave errore).

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