Amanda Ripley: questa sconosciuta

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Davvero curioso il destino di Amanda Ripley, che pur essendo un personaggio “inesistente” è il più longevo della saga di Alien, ovviamente dopo sua madre.
È sopravvissuta a personaggi molto più concreti come Newt ed Hicks, ha visto Bishop finire nella polvere, ha più apparizioni al suo attivo di nomi storici come Vasquez ed è più nota al grande pubblico rispetto a personaggi più “attivi” come Angela Foster e Galgo. Cerchiamo di capire chi è questa donna.

Quella che segue non è la sua biografia fittizia, che trovate anche in giro: è la storia di come è nato un personaggio che, malgrado la sua “inesistenza”, ha attraversato più di trent’anni di universo alieno fino ad una “promozione” negata a chiunque altro, ad esclusione di Ellen Ripley.

La nascita e l’immediata morte

L’idea di Amanda Ripley nasce il 21 settembre 1983, quando cioè James Cameron deposita il copyright della sua bozza di sceneggiatura per Alien II. La Wikipedia inglese ci informa – ma non ho modo di confermare – che in quella prima bozza Ellen Ripley appena sveglia dal criosonno telefona a sua figlia Amanda, che da 57 anni la crede morta, ma si sente solo rimproverare per essere scomparsa.
Ottenuta la regia, Cameron scrive una nuova sceneggiatura e gira Aliens dal settembre 1985 al febbraio 1986. E Amanda viene uccisa… dopo aver vissuto tre soli anni.

Tra le più celebri scene tagliate di Aliens

Tra le più celebri scene tagliate di Aliens

Cameron gira una scena con Burke che rivela a Ripley il frutto delle indagini sulla figlia, così scopriamo che Amanda è morta di cancro due anni prima degli eventi del film. Il regista si fa dare una foto della mamma di Sigourney Weaver, l’attrice degli anni Trenta Elizabeth Inglis, e la fa inquadrare come foto di Amanda Ripley: Sigourney così guarda la propria madre… fingendo sia sua figlia.

Elizabeth Inglis (mamma Weaver) nel ruolo di Amanda (immagine completa ottenuta sovrapponendo due fotogrammi)

Elizabeth Inglis (mamma Weaver) nel ruolo di Amanda
(immagine completa ottenuta sovrapponendo due fotogrammi)

Ripley è comprensibilmente disperata, e piangendo dice che aveva promesso alla figlia di tornare da lei per il suo undicesimo compleanno, e qui scattano i calcoli. Tramite calcoli di cui parlerò in un altro post, sappiamo Aliens si svolge nel 2179 e Ripley si è appena svegliata dopo 57 anni di sonno criogenico, quindi l’incidente della Nostromo è databile al 2122: visto che stava tornando a casa in tempo per l’undicesimo compleanno della figlia, Amanda è dunque nata nel 2111. È morta a 66 anni, quindi nel 2177, due anni prima degli eventi del secondo film, nel 2179: tutto torna.

La seconda morte

Al momento di distribuire Aliens in sala, la FOX impone tagli per accorciare il minutaggio del film e tutta la scena di Amanda Ripley viene tagliata, scatenando le giuste ire della Weaver, perché così ci rimette il suo personaggio.
Cameron ha infatti scritto un film di madri, dove Ripley – che ha perso una figlia ed è disposta a tutto per salvare quella adottiva Newt – affronta la Regina Aliena – che ha perso molti suoi figli ed è disposta a lottare per salvare gli altri. Con i tagli si perde una parte di questo discorso, e nessuno nel 1986 dunque viene a conoscenza di Amanda.

Alan Dean Foster - AliensI più attenti leggono la scena inedita presente sin dal giugno 1986 nella novelization del film scritta da Alan Dean Foster.

Burke si mise a leggere: — Amanda Ripley-McClaren. Cognome da sposata, suppongo. Età sessantasei … all’epoca della morte. Risale a due anni fa. Qui c’è tutta la storia. Niente di clamoroso o notevole. Particolari di una vita piacevole, normale. Come la maggior parte di noi, no? Mi dispiace. — Le tese i fogli, osservando la sua faccia mentre li leggeva.
(pag. 19-20 – traduzione di Roberto C. Sonaglia)

aliens_amanda_3Foster ci fornisce altre informazioni, del tutto assenti nella copia del film vista al cinema.

Ripley studiò l’immagine olografica su una delle lastre. Mostrava una donna rotondetta, un po’ pallida, sui sessantacinque. Poteva essere la zia di chiunque. Il viso non aveva nessuna caratteristica particolare, niente in grado di suscitare un ricordo familiare. Le era impossibile conciliare il ritratto dell’anziana signora con il ricordo della ragazzina che aveva lasciato tanto tempo prima.
— Amy, — sussurrò.
Burke teneva un paio di fogli tra le mani, continuando tranquillamente a leggere mentre lei fissava l’ologramma. — Cancro. Mmm… Non sono ancora riusciti a sconfiggerlo in tutte le sue forme. Il corpo è stato cremato. Le ceneri sono state interrate al Parkside Memorial Repository, Little Chute, Wisconsin. Niente figli.
(pag. 20 – traduzione di Roberto C. Sonaglia)

Al di là dei più patiti collezionisti, possiamo dire che Amanda nel 1986 è ancora un’emerita sconosciuta.

La rinascita a fumetti

Cover di John Bolton

Cover di John Bolton

Gli spettatori sono ignari di Amanda Ripley ma la FOX la conosce, ed è probabile che quando nel 1988 la Dark Horse Comics acquisisce i diritti per usare l’universo alieno per i propri fumetti, oltre ai dati base fornisca anche informazioni sconosciute agli spettatori.
Fatto sta che Mark Verheiden riceve dalla Dark Horse l’incarico di scrivere una trilogia che si svolga dieci anni dopo gli eventi di Aliens, in cui troviamo una Newt cresciuta che si affeziona ad una bambina… di nome Amy…
È giusto un “gancio”, un amo lanciato da Verheiden che solo con il terzo capitolo del 1990 l’autore raccoglie. Ritrovata Ripley, Newt la accusa di averla abbandonata – come aveva scritto Cameron nel 1983! – ma quel che conta è che prima della missione protagonista della vicenda… Newt scopre che segretamente Ripley sta guardando una foto. La foto di sua figlia Amanda.

Ripley nei pessimi disegni di Sam Keith

Ripley nei pessimi disegni di Sam Keith

Citando eventi ancora ignoti agli spettatori, Verheiden fa raccontare a Ripley che gli psichiatri si sono scandalizzati di come la donna abbia reagito alla notizia della morte della figlia, anzi: di come non abbia reagito affatto. La donna ribatte che la vecchia nella foto non voleva dire nulla per lei, che ricordava Amanda solo bambina: nel 1990 queste sono informazioni che nessuno può capire, perché solo nel 1992 la FOX rilascia una VHS con la versione estesa del film, inclusiva della scena di Amanda ritratta come vecchia. (Che questa edizione sia arrivata anche in Italia all’epoca è tutto da stabilire, ma sto cercando informazioni attendibili…)
Nella storia di Verheiden, Ripley aiuterà Newt in una missione suicida per salvare la bambina Amy: il nome che accomuna entrambe le donne.

La data sbagliata del 1993

Dal 1992 teoricamente tutti (tranne forse gli italiani) conoscono Amanda da vecchia, anche se per una vera distribuzione capillare bisognerà aspettare la versione in DVD del 1999 del cofanetto Alien Legacy (questo sì giunto anche da noi), con i famosi 17 minuti aggiunti. Ma Amanda continua ad “apparire”…
Nel 1993 Steve e Stephani Perry – padre e figlia noti romanzieri e “novellatori” – firmano per la Bantam Books (Random House) la novelization della trilogia di Verheiden, tre romanzi di cui solamente i primi due giungono anche in Italia. (Editi dalla Sperling & Kupfer, casa nota per acquistare opere con l’unico scopo di seppellirle per sempre.)

Cover di Dave Dorman

Cover di Dave Dorman

La trilogia a fumetti ormai è stravolta, la “morte” di Newt ed Hicks nel film Alien 3 (1992) l’ha privata dei due protagonisti e colonne portanti, tanto che la Dark Horse decide di cambiare i nomi ai personaggi nelle ristampe. I Perry seguono a ruota, e già che ci sono cancellano tutta la parte iniziale della storia del terzo episodio, quella cioè dove Ripley si giustifica con Newt per averla abbandonata per dieci anni: un momento toccante che spazzar via è davvero criminale.
Insomma, se non si sono letti prima i relativi fumetti, difficilmente si possono apprezzare i romanzi…

I Perry però non rinunciano alla potenza di un personaggio che piange la figlia morta, così al contrario del fumetto Ripley cita spesso Amanda nel romanzo The Female War (1993), non limitandosi più ad un semplice rimando di una vignetta. La figlia diventa Amanda Tei Ripley, detta Amy. E i Perry esagerano… specificando che Ripley l’ha partorita nell’ottobre del suo ventritreesimo anno d’età.

In October of Ripley’s twenty-third year, she had given birth to a beautiful, squalling, perfect little girl, Amanda Tei. Amy.

È un azzardo dare date senza confrontare ed essere sicuri dei riferimenti, infatti questa data è sballata: se fosse vera, Ripley avrebbe avuto 44 anni all’epoca dell’incidente della Nostromo!

La data sbagliata del 1999

In occasione del cofanetto Alien Legacy del 1999 un autore misterioso inserisce nel DVD di Alien degli easter egg (contenuti speciali nascosti) con la biografia di tutti i personaggi del film: dove sono stati presi questi dati? Non è specificato quindi siamo giustificati nel ritenerli inventati: a voler pensar bene, potremmo dire che sono i dati che passano alle spalle di Ripley durante il processo del secondo film, ma dovremmo proprio essere degli inguaribili ottimisti…
Malgrado ancora oggi queste informazioni sparate a caso vengano considerate “biografiche”, abbiamo una seconda datazione sballata per la povera Amanda…

easter-egg-2000

Stando alle informazioni dell’easter egg con la biografia di Ellen Ripley, la donna il 10 marzo 2118 – all’età di 26 anni – chiede alla compagnia per cui lavora, la Weyland-Yutani, un congedo per maternità che però viene negato. Il 17 marzo successivo Ripley fa causa alla compagnia e ne nasce una spinosa questione legale: già il 18 marzo successivo la Weyland-Yutani revoca alla donna il brevetto di volo e lo stipendio.
Evidentemente Ripley vince la causa perché il 19 agosto la compagnia la reintegra e le concede il congedo per maternità, che decorre dal 19 settembre successivo.
Visto che il 6 novembre Ripley entra in servizio come ufficiale di carico sul cargo USCSS Sotillo, sotto il capitano Rosendo, possiamo supporre che abbia partorito tra il 19 settembre e il 6 novembre 2118.

Tutte queste informazioni, inventate di sana pianta da chi ha preparato questi contenuti speciali nel 1999, contraddicono la continuity e fanno sì che Amanda abbia solo 4 anni all’epoca dell’incidente della Nostromo (nel 2122), quando invece nel secondo film – dove le date corrispondono perfettamente – è ben specificato che stava per festeggiare l’11° compleanno.

Matrimonio e carriera

Nel 2005 la Dark Horse Comics vuole provare a portare nel mondo dei libri il successo ottenuto con i fumetti alieni, pubblicando storie inedite con il proprio marchio. Ad ottobre apre la via il pessimo romanzo Aliens: Original Sin di Michael Jan Friedman, nome ben noto nella narrativa fantascientifica.

Aliens - Original Sin (2005)Il romanzo è la diretta continuazione del film Alien Resurrection, anche se Friedman fa un pessimo lavoro e i personaggi sono davvero buttati via.
Comunque ad un certo punto, durante un viaggio a bordo della Betty, Ripley 8 – il clone di Ellen Ripley con sangue alieno nelle vene – attacca bottone con uno dei viaggiatori, un giornalista, e lo pressa volendo sapere cosa lo spinge a fare quel mestiere.
Incuriosito dalle domande, il giornalista si rivolge alla ginoide Call e scopre che quell’interesse è dovuto… ad Amanda Ripley!

Dopo aver raccontato in breve ciò che si sa di Amanda dai primi due film, Friedman se ne esce con un passaggio incredibile.

Per un po’ Ripley andò a caccia di notizie per scoprire tutto ciò che poteva sulla figlia: come avesse vissuto, chi avesse amato, cosa avesse fatto nella vita.

E quando mai avrebbe portato avanti queste “indagini”, se appena sveglia è stata inviata su Acheron e poi muore su Fiorina 161? Non ci è dato saperlo…

Ripley ottenne giusto qualche informazione sparsa: sua figlia si era sposata presto ma aveva divorziato subito. Era vissuta in molti posti, sempre sulla Terra. Ed era morta di una malattia debilitante la cui cura è stata trovata sette anni dopo. E c’era un’altra cosa: Amanda aveva lavorato per anni come giornalista.
[There was one other thing,” Call continued. “Amanda had worked for years as a journalist.”] (pag. 81)

Insomma, Friedman ci va giù pesante con la speculazione sul personaggio, non spiegando perché mai due anni dopo la morte… Amanda venga ancora chiamata con il cognome del marito, visto che ha divorziato in giovane età.

La ri-nascita

Nel 2014 lo studio britannico The Creative Assembly sviluppa per la giapponese SEGA il videogioco Alien: Isolation, uscito il 7 ottobre 2014, che è ambientato quindici anni dopo l’incidente della Nostromo, quindi nel 2137: per la prima volta viene mostrata Amanda Ripley come personaggio “attivo”, a trent’anni dalla nascita della sua idea!

Wallpaper di Alien: Isolation da WallpapersCraft

Wallpaper di Alien: Isolation da WallpapersCraft

Dopo quindici anni di silenzio finalmente Amanda – il cui personaggio è interpretato dall’attrice Kezia Burrows, ben nota al mondo dei videogiochi, e la cui voce è interpretata da Andrea Deck – ha la possibilità di scoprire cosa sia successo alla madre, letteralmente scomparsa nel nulla: un androide della Weyland-Yutani la invita ad accompagnarlo sulla Stazione Sevastopol (che però appartiene alla concorrente Seegson) dov’è custodita la scatola nera della Nostromo, appena ritrovata.
Sevastopol però è nel panico, uno xenomorfo a bordo impone una spietata lotta per la sopravvivenza e i dati della scatola nera risultano inservibili: Amanda non saprà mai nulla di preciso sulla madre…

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L’ultima (per ora) apparizione

aliensdefiance1eIl grande successo del videogioco ha spinto la Dark Horse Comics ad interessarsi di quel periodo dell’universo narrativo alieno, così il 27 aprile 2016 presenta il primo numero della saga Aliens: Defiance, ambientata poco prima degli eventi del videogioco.
Conosciamo la protagonista, la colonial marine Zula Hendricks, in convalescenza sulla Luna in compagnia della sua amica… Amanda Ripley, per la prima volta ritratta per intero in un fumetto, disegnata da Tristan Jones.
Solamente nel quarto numero della saga (agosto 2016) ritroviamo Amanda citata in una vignetta: avverte la protagonista di star per partire per una missione alla ricerca della madre…

aliensdefiance4aQuante altre volte nascerà e morirà la povera Amanda Ripley? E quando conoscerà suo marito McClaren, visto che è con questo cognome che la cita Burke nel secondo film?
Non rimane che affidarci ai fenomenali sceneggiatori Dark Horse e ai videogiochi: solo questi due mondi dell’intrattenimento sanno sfornare ottime idee. Il cinema fa solo danni…

L.

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16 pensieri su “Amanda Ripley: questa sconosciuta

  1. No ed io ora cosa ti commento qui sotto dopo un post clamoroso come questo? Hai fatto un lavoro pazzesco spaziando tra tutti i media e la montagna di materiale disponibile, l’analisi sul fatto che “Aliens” sia un film di madri e figlie è impeccabile, basta non aggiungo altro, sto qui ad applaudirti posso fare solo questo 😉 Cheers!

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  2. Complimenti Lucius, un’indagine impeccabile.
    Si, anche a me risulta che in Italia non sia mai uscita una VHS di ALIENS con le scene inedite.

    In Isolation non mi è dispiaciuta la caratterizzazione di Amanda, non hanno voluto strafare e secondo me è giusto così, anche nel primo film di Scott la nostra Ellen non è poi così approfondita.

    Anche io disprezzo il lavoro di Sam Keith su Earth War, i suoi alieni sono imbarazzanti e i personaggi umani sembrano caricature scappate via da un pulp comic di serie Z.
    Però tre o quattro tavole in tutta l’opera mi sento di salvarle, come questo primo piano di Ripley, magari non assomiglia a Sigourney Weaver ma è stato fatto un buon lavoro a china tutto sommato :

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    • Pare sia regola che al cinema si facciano solo immani pipponi: film normali, che volino più basso, sono vietati.
      Spero che un giorno la Fox Video abbia mandato di fare piccoli film per l’home video più umili di quelle robe pretenziose al cinema…

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  3. Un’autentica indagine giornalistica condotta con piglio deciso, precisione e costanza, tanto che come giusto riconoscimento mi sentirei di proporre sia alla SEGA che alla Dark Horse l’introduzione di un nuovo personaggio chiave da affiancare ad Amanda Ripley: il sintetico Lucius, dotato di grandi abilità marziali, letterarie e investigative 😉
    Amanda: “Così, mi aiuterai a raccogliere tutte le informazioni possibili su mia madre? Tu, un androide?”
    Lucius: “Preferisco il termine giornalista artificiale, io” 😛

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