Alien vs Predator: commento audio (3)

Terza ed ultima parte della trascrizione del commento audio del regista e sceneggiatore Paul W.S. Anderson insieme agli attori Sanaa Lathan (protagonista) e Lance Henriksen (mito vivente) presente nell’edizione speciale 2 DVD (2005) del film Alien vs Predator (2004).

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Lance: Grande scena. L’hanno proiettata alla Comic-Con: la gente è impazzita.

Sanaa: Anche noi, perché non l’avevamo mai vista. Lo schermo era enorme e il volume al massimo.

Lance: Urlavano tutti.

Paul: lo e il regista della seconda unità, Bharat Nalluri, abbiamo passato molto tempo a pianificare questa scena e a girarla. Ho girato per circa due settimane e lui per altre quattro. È la prima volta che i due alieni s’incontrano faccia a faccia, e la scena doveva essere sensazionale.

Lance: Questo è uno scontro fra campioni. Uno dei Predator è già stato ucciso, ne arriva un altro e… È fantastico. Il punto che preferisco è quando all’alieno viene mozzata la coda e lui agita il moncone spruzzando acido ovunque.

Paul: Abbiamo concepito lo scontro come una serie di capovolgimenti: l’alieno ha la meglio, poi è la volta del Predator, poi è di nuovo l’alieno ad avere il sopravvento.

Sanaa: Ricordo che durante le riprese di questa scena, Lance… Sto svelando un segreto, Lance.

Lance: Fa’ pure, va bene.

Sanaa: Ha detto: «Facciamo uno scherzo». Siamo crollati a terra.

Lance: «Facciamoli spaventare: lasciamoci cadere a terra».

Sanaa: E l’abbiamo fatto. Erano tutti così preoccupati.

Lance: «Che cosa è successo?» Ma questo ci ha sciolto un po’…

Paul: Perché la troupe vi adorava. Altrimenti nessuno si sarebbe preoccupato: «Gli americani sono caduti. Bene».

Lance: Questa è una grande sequenza. Ecco, gli mozza la coda. Guardate come spruzza l’acido.

Paul: Il set era fatto per essere distrutto.

Sanaa: Questo è magnifico. Lo adoro quando lo fa roteare.

Paul: Una cosa di cui sono felice è l’integrazione… Penso che sia difficile distinguere l’alieno generato al computer da quello vero: è qualcosa di cui sono molto soddisfatto.

Lance: Lo immagino. Quando Tom [Woodruff jr.] e Alec [Gillis] hanno visto il film, non riuscivano a crederci: non sapevano dire cosa fosse opera loro e cosa no. Combacia tutto alla perfezione.

Paul: Quello che si vede è per l’80 percento reale e per il 20 percento generato al computer. Le code sono per lo più generate al computer perché è difficile manovrarle: è difficile muoverle velocemente e con precisione.

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Paul: L’idea – ciò che chiamiamo “reticolo dell’alieno” – è che volevo personalizzare le creature in qualche modo. Il guaio con gli alieni è che sembrano tutti uguali, e questo è il solo modo che mi è venuto in mente per dare a questo alieno un’identità: d’ora in poi, sappiamo che questo è l’alieno che ha ucciso due Predator. È un po’ come il cane dominante, perciò abbiamo la sensazione che sia lui a guidare gli altri piccoli alieni.

Sanaa: Questo era il primo giorno di riprese. Abbiamo salito quei gradini un centinaio di volte.

Lance: Guardate quanto è grande il set.

Sanaa: Ero così intontita dal jet lag che non ricordo niente. Ero completamente stordita: “Dove sono? Sto sognando?”

Paul: I costumi sono molto meno vivaci.

Lance: I colori?

Paul: Sì. Sapevo che avrei trattato la pellicola in fase di post-produzione, facendo un internegativo intermediato, e rimuovendo molto colore, perché il mio obiettivo era renderlo piuttosto monocromatico. Così abbiamo scelto costumi molto colorati: quello di Sanaa era rosso vivo e quello di Raoul giallo senape. Sapete…

(suona il cellulare di Lance Henriksen)

Lance: Ora lo spengo. Scusate, ragazzi. Grazie a Dio non ha una suoneria troppo fastidiosa. E proprio durante la mia scena: mia moglie dev’essere telepatica.
Guardate questo tizio. Paul, pensi…

(Il cellulare squilla di nuovo)

Lance: Credevo di averlo spento. (tutti ridono)Pronto? Ciao. No, tesoro. Sì, sto ancora lavorando. Ti voglio bene.

Paul: Saluta il pubblico…

Sanaa: Di’ ciao.

Lance: Era mia figlia [Alcamy], quella di 17 anni. Pensavo fosse mia moglie. [Jane Pollack, divorziati dal 2006] Ci siamo persi una grande performance.

Sanaa: Sì, geniale. Da Oscar. (tutti ridono)

Paul: Un paio di scene fa.

Lance davanti a Raoul Bova che entra in un tunnel: Ecco uno dei miei punti preferiti. Quando striscia lungo… Sta quasi per essere stritolato e poi, alla fine… Ce la fa per un pelo, e il Predator gli scaglia contro la lama.

Paul: È tutto vero: ha dovuto strisciare lì dentro per un giorno intero. Quando abbiamo cominciato a girare, il coordinatore degli stuntman e Gerd [Nefzer], il responsabile degli effetti speciali, fermavano sempre la piattaforma molto prima che Bova finisse stritolato sopra alla porta.

Sanaa: Ecco la vagina volante.

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Lance: È una scena stupenda.

Paul: Sarà bello sul DVD, perché si potrà bloccare il fotogramma e vedere le viscere
sprizzare fuori dal facehugger.

Sanaa: Mi piace come [l’alieno] striscia giù dal muro, come uno scarafaggio: sembrano scarafaggi.

Paul: Questo è il momento alla Clint Eastwood del Predator. Che duro. (ride) Ho sempre visto i Predator un po’ come samurai, anche l’armatura ricorda quella dei samurai.

Sanaa: Dei samurai rasta.

Lance: Sapete qual è la cosa positiva di tutto questo? Delle interviste e… A volte, parlando, viene fuori tutto, si dice davvero quello che si pensa, solo perché si va a ruota libera. Lui è il cacciatore-raccoglitore: la definizione è assolutamente azzeccata. L’altro è un rettile guidato dall’istinto di sopravvivenza, un istinto primario. C’è una parte rettile nel nostro cervello. E poi c’è il cacciatore-raccoglitore, perciò entrambe le creature sono… dentro di noi. Molto profondamente. Penso che il Predator sia un incredibile emblema del cacciatore-raccoglitore.

Paul: L’hanno progettato magnificamente. È stato Stan Winston, che ha disegnato quello originale, a decidere che dovesse avere i dreadlock.

Sanaa: È un tocco molto positivo.

Lance: È vero, è una delle sue caratteristiche più belle.

Paul: Lo rende molto particolare.

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Sanaa davanti alla scena del flashback che spiega l’arrivo degli alieni sulla Terra: In questa sequenza, mi sono sempre chiesta… È sorprendente che lui riesca a capire tutto questo dai geroglifici.

Paul: Che riesca a decifrarli?

Sanaa: Che li decifri così velocemente. C’è chi riesce a leggere i geroglifici con questa facilità?

Lance: I miei uomini, sì. (tutti ridono)

Sanaa: Ok. Sapete una cosa? Mi sorprende che abbiano vietato il film solo ai minori di 13 anni.

Paul: Credo che la cosa abbia sorpreso tutti, perché c’è un sacco di sangue. Ma il fatto è che si tratta del sangue degli alieni o dei Predator e l’associazione cinematografica americana è stata molto tollerante in proposito.

Lance davanti alla scena dei tre Predator che combattono frotte di alieni sulla piramide: Questa è la prima immagine che mi hai mandato. Mi hai inviato lo storyboard: non riuscivo a capire cosa fosse.

Paul: Vi ho mandato dei disegni realizzati da un artista di talento, Rick Buoen. Le immagini degli alieni che si arrampicano sulla piramide, sono esattamente come…

Sanaa: Li hai pagati di tasca tua, vero?

Paul: Quando stavo tentando di organizzare il film e bombardavo la Fox cercando di convincerla a produrlo, ho fatto fare a mie spese una serie di grandi dipinti. Così non presentavo solo un’idea, ma anche un saggio visivo che pensavo potesse convincerli. Potevano dire: «In questo modo possiamo venderlo. È così che possiamo differenziarlo da tutti gli altri Alien». Perché io ho detto: «Non è solo un altro Alien. Qui si vedranno migliaia di alieni. Per la prima volta si vedrà il legame fra i Predator e le antiche civiltà umane». Volevo capissero che creavamo un mito.

Sanaa: È una delle cose che mi è piaciuta quando ho letto il copione.

Lance: La vecchia teoria di [Erich] von Däniken.

Paul: Esattamente.

Sanaa: L’idea più nuova che ho trovato nella sceneggiatura è che i Predator, per essere accolti fra gli adulti, debbano sottoporsi a…

Lance: Una cosa che mi dispiace sia stata eliminata è quando lei dice: «Mi stai dicendo che sono ragazzini?» È un peccato: è la battuta del copione che mi piaceva di più. Ma, qualunque sia il motivo…

Paul: L’abbiamo eliminata perché a quel punto ci è sembrato… C’è molto humour nel film, e «Mi stai dicendo che sono ragazzini?» è una battuta divertente. Era in un punto in cui ci è sembrato che lo humour fosse inappropriato. Volevamo mantenere la tensione e lo humour l’avrebbe certamente allentata.

Lance: L’ho detto a un tizio dopo che aveva visto il film. Era un giardiniere che lavorava a casa mia. «Si è reso conto che erano dei ragazzini?» E lui: «Cosa? Ma certo, così ha senso». Il mito era chiaro a tutti, ma quel piccolo dettaglio… Mi piaceva un sacco quella battuta. So che devi creare un’armonia fra tutti gli strumenti dell’orchestra, ma era una grande battuta. Ce n’è un’altra che hai scritto e che trovo fenomenale. Quando lei dice:
«Il nemico del mio nemico è mio amico». Una battuta fantastica.

Paul: Non posso assumermene il merito: è opera di Shane Salerno. [Sceneggiatore che pare abbia collaborato con Anderson alla sceneggiatura ma è scomparso dai crediti…]

Lance: Bravissimo.

Paul: L’altra era mia, ma l’ho tagliata.

Sanaa: Perché?

Paul: Inoltre, la storia dei ragazzini… È chiaro che queste creature hanno un arco di vita lunghissimo, vivono migliaia di anni terrestri. Perciò l’idea è che, sebbene per i loro canoni siano ragazzini, per i nostri, sono pluricentenari. Ho sempre pensato che, se questi tizi sono adolescenti, i Predator che davano la caccia a Schwarzenegger e Glover
erano dei bambini. Dovevano essere dei bambini a cui veniva permesso di venire a giocare sulla Terra. È più facile dare la caccia a Danny Glover che a un alieno. È solo dopo aver ucciso abbastanza umani e collezionato abbastanza teschi che puoi essere promosso e affrontare questo rituale che ti permette di passare al livello successivo.

Sanaa: Questo è divertente: [chiedo a Raoul Bova] «Come si dice “Mi sto cagando sotto” in italiano?» E lui risponde…

Lance: Che cosa dice?

Sanaa: Non lo so, ma in italiano è lunghissimo.

Lance: Cosa dice in italiano?

Paul: Mi ha spiegato cosa voleva dire, ma potrebbe aver mentito: forse ha parlato male di noi. (tutti ridono) Immagino che lo scopriremo quando il film uscirà in Italia.

Lance: Scommetto che verrà giù la sala dalla risate.

In realtà il doppiaggio italiano ha massacrato la battuta:
§

Lance davanti alla scena di un alieno che si cala dal soffitto: Fantastico. Guardate che roba.

Paul: Ci sono io su una scala a libretto con Tom [Woodruff jr.] e Alec [Gillis] che incurvano la coda.

Sanaa davanti al salto di lei e Raoul: Questa era una delle prime settimane di riprese.

Lance: È stata una sorpresa per me: non avevo capito che [Raoul Bova] venisse ucciso qui. È stata una vera sorpresa.

Paul: Trovo che sia una scena ben girata e ben strutturata, ma è la classica scena della fanciulla sospesa sull’abisso che si vede in molti film. Per renderla diversa, nel momento in cui l’eroe sta per salvare la bellissima ragazza, faccio morire il poveretto.

Sanaa: La bellissima ragazza?

Paul: Scusa: la bellissima donna.

Sanaa: Sto arrossendo.

Paul: Credo sia una sorpresa il fatto che lui venga rapito dall’alieno.

Lance: È stato un vero shock.

Paul: Se no sarebbe stata una bella scena, ma un classico cliché da film d’azione.

Sanaa: È terrorizzante l’idea di essere tutta sola.

Lance: Io in realtà sono ancora vivo. (Sanaa ride) Il motivo per cui mi ha guardato dentro è che voleva trovare un modo per curarmi. Questa è la mia ultima avventura con gli alieni.

Sanaa: Continui a ripeterlo, ma non è detto: tutto è possibile.

Lance: Con dei grandi sceneggiatori, sì.

Paul: Sarai nel prequel.

Sanaa: Già, nel prequel del prequel.

Lance davanti alle immagini di Sanaa che cammina nel Tempio alieno: Dovresti vedere le piastrelle che sto facendo, Paul. Sono incredibili, davvero: sono in linea con lo stile dei muri di questo set. Le ho fatte a mano.

Sanaa: Questo è un altro dei miei set preferiti.

Paul: Ecco cosa fa Lance fra uno scontro e l’altro con Alien e Predator: fa ceramiche.

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Lance: Dio, che apparizione. Me la ricordavo.

Paul: Si confonde così bene con l’ambiente che ci vogliono un paio di secondi per accorgersi della sua presenza. Questo è lo stesso set con l’enorme scalinata su cui vieni ucciso, Lance.

Lance: Davvero?

Paul: Lo abbiamo modificato leggermente. Ed è lo stesso set in cui si vedono le gigantesche statue dei Predator. Abbiamo usato lo stesso set per crearne anche un quarto in cui siete intrappolati nelle celle dopo che la piramide si è riconfigurata.

Sanaa davanti alla scena di lei in mezzo allo scontro fra alieni: Girare questa scena ha richiesto tre giorni. Diverse angolazioni, diverse velocità, KY Jelly in bocca, polvere nei capelli, muco sulla fronte.

Paul: C’era muco ovunque. Ricordo che, siccome l’alieno era stato infilzato dalla lancia, passava tutto il tempo a sbavare su Sanaa. (Sanaa ride) Lei è venuta da me e mi ha chiesto: «Deve proprio sbavare?» «È l’Alien, certo.» «Deve proprio sbavare tanto?» «Sì, deve sbavare tanto.»

Sanaa: Come ho detto alla stampa, una delle cose che ho scoperto girando questo film è che queste creature necessitano di cure infinite. Hanno un’intera squadra di estetisti, di esperti di look: dovevamo sempre aspettare loro per cominciare le riprese. Dovevano applicargli l’esatta quantità di muco, l’esatta quantità…

Lance: Prendevano sul serio il loro lavoro.

Paul: Sono delle dive questi Alien.

Sanaa: Anche i Predator.

Paul: Ognuno ha una squadra di quattro o cinque persone…

Sanaa: Hanno i loro standard.

Paul: C’è una persona addetta solo a pompargli il muco fuori dalla bocca.

Sanaa: E lo fa con calma. E poi c’è il sangue fosforescente che deve avere il giusto grado di lucentezza.

Paul: Deve avere il giusto aspetto.

Sanaa: Certo.

Lance: Perché se nei giornalieri si scopre che hanno sbagliato gli si spezza il cuore.

Sanaa: Qui è dove gli dico [al Predator] più o meno: «Non puoi lasciarmi sola».

Paul: È così difficile far sì che queste creature non sembrino uomini in costumi di gomma. Il vantaggio dei primi Alien e Predator… Nel primo Alien, la creatura aliena si vedeva a malapena. Se fai un film intitolato Alien vs. Predator, devi mostrare molto di più l’alieno rispetto a prima. È stata una delle difficoltà: vuoi mostrare le creature aliene, vuoi che abbiano un ruolo rilevante nel film, ma, al tempo stesso, non vuoi mostrarle troppo. Perciò, quando devi farlo, è vitale che il muco abbia il miglior aspetto possibile.

Sanaa: Lo capisco. (ride)

Paul: Allora non lo capivi. «Quel maledetto alieno. Quanto ci mette?» «Queste dive.» Così quando l’alieno se ne è stato per tre giorni a sbavare su Sanaa, lei mi fa: «Non si può eliminare il muco?» E io: «Il muco è necessario». «Deve esserci così tanto muco?»
«Sì.» E poi: «Posso avere un asciugamano? Perché sta sbavando muco…»

Sanaa (ridendo): Sbavava così tanto che i miei pantaloni erano zuppi. Si gelava sul set, perché non c’era riscaldamento: non potevo mica ammalarmi.

Paul: Stavamo facendo molte riprese a mano, perciò le ho detto: «Niente asciugamano:
potrebbe finire in campo.» E infatti, mentre sto riprendendo, improvvisamente vedo una cosa in campo. «Stop. Cos’è quello?»

Sanaa: Era un asciugamano rosso come la mia tuta.

Paul: Non era rosso: era azzurro con margherite bianche.

Sanaa (ridendo): Non aveva le margherite.

Paul: L’asciugamano più vezzoso che avessi mai visto in vita mia. Alla fine mi sono arreso e ti ho concesso un asciugamano.

Sanaa: Me ne hanno dato uno rosso.

Paul: Che almeno si confondeva col costume.

Lance: Ottimo lavoro.

Paul: La mia eroica donna d’azione: asciugamano con margherite.

Sanaa: lo sono un’attrice: quello dell’eroina è solo un ruolo.

Lance davanti agli alieni che liberano la Regina: Guardate che roba.

Paul: Adoro questo effetto visivo: i piccoli alieni che si arrampicano sulla regina.

Sanaa: I piccoli stanno salvando la loro mamma.

Lance: La Regina idraulica era incredibile.

Paul: Abbiamo costruito… Era alta cinque metri e mezzo. La Regina era… Abbiamo costruito torso e testa e abbiamo montato il tutto su una gru. Era azionata da un enorme sistema elettronico e animata da dodici addetti. II computer era dotato di limitatori, perché con un pupazzo idraulico così grosso, che si muove velocemente, se improvvisamente impazzisce, può essere pericoloso per chi si trova nei paraggi. I limitatori impedivano che potesse fare alcuni movimenti inconsulti. Però non avevano messo alcun limitatore sull’espulsione della bocca interna. Era la prima volta che accadeva: la Regina aveva le fauci esterne chiuse, e la bocca interna è stata sparata fuori spazzandole via i denti, facendoglieli volare via. Siamo morti dal ridere: la Regina che spara fuori i suoi stessi denti. Tutti ridevano, finché non ho visto gli addetti che a carponi frugavano per terra. «Che state facendo?» «Dobbiamo cercare i denti.» «Non ne avete di ricambio?» Non ne avevano. Così dallo spasso siamo passati al…

Sanaa: Disastro.

Paul: Già. Perché quei denti sono semitrasparenti, e quando cadono per terra è difficile vederli. Così abbiamo dovuto sospendere a lungo le riprese per cercarli.

Lance: Denti da centinaia di migliaia di dollari.

Sanaa: Ricordi quando, per il provino filmato, ho dovuto sparare con la pistola? Non con questa di scena: dovevo sparare con una pistola normale, e non ci sono riuscita. Mi avevi detto: «È importante che l’eroina sappia usare la pistola». E io: «Non c’è problema». Poi al momento di girare il provino filmato, non sono riuscita a premere il grilletto: il mio dito era paralizzato. Ho pensato: «Oddio, non mi prenderanno mai».

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Paul: Ecco Raoul coperto di Super Slime e KY Jelly. Una cosa che la gente non sa degli alieni è che, una volta che cominciano a sbavare, e inserisci il muco nei tubi che corrono all’interno del loro corpo, non smettono di farlo solo perché tu dici: «Stop!» Loro vanno avanti a sbavare. Così, fra le riprese, l’alieno si siede su una cassetta di frutta, sul bordo del set, con la testa sopra un secchio, e ci sbava dentro.

Sanaa: Mi piace l’occhiata che le dà [il Predator al suo personaggio].

Paul: Ti guarda il sedere. (Sanaa ride)

Sanaa: [La Regina] È furiosa.

Paul: Tu non lo saresti? Se ti portassero via i tuoi figli. Bello l’uovo che si schiude: una novità che hanno aggiunto Tom e Alec.

Sanaa: Il fatto di vederne l’interno?

Paul: E la coda che si contorce. Trovo che sia particolarmente efficace. [Davanti alla scena del Predator che corre] È difficilissimo far correre un uomo con indosso un costume così pesante. Nei film precedenti il Predator si muove pochissimo, lo si vede quasi sempre appeso a un albero, o nascosto nell’ombra. Qui i Predator sono molto più attivi di quanto non lo siano mai stati prima.

Sanaa davanti alla scena di lei che sale sul carrello per risalire in superficie: Mio Dio, questo me lo ricordo. Quel coso andava a tre chilometri all’ora. L’abbiamo rifatta non so quante volte. Qualcosa è andato storto, e così abbiamo dovuto…

Paul: Era difficile farla venire bene, perché quel pezzo di tunnel era lungo solo sei metri, e la slitta non riusciva mai a…

Sanaa: A quanto andava? Otto chilometri all’ora? Forse meno, forse neppure a otto.

Lance: Adoro la storia dell’esplosione di quella sera. Ricordi i tedeschi degli effetti speciali? Continuavi a dir loro: «Più grande». E loro: «Davvero? Più grande?» «Sì. Grande. Veramente grande.» Loro ti hanno preso in parola e hanno fatto saltare in aria l’intero set: hanno distrutto un’intera parete.

Paul: Avevamo un’unica chance, e io avevo già lavorato con quei tecnici in Resident Evil. Perciò ho detto loro…

Lance: «Più grande, mein Herr.» (tutti ridono)

Paul: Ho detto: «Gerd, sarà grande, vero?» E lui: «Ja, sarà grande». Così, oltre che con il solito innocuo materiale esplosivo, ha caricato i cannoni con 180 litri di benzina: l’esplosione è stata vista in tutta Praga. L’hanno notata anche gli aerei che sorvolavano la zona. Volavano a 6.000 metri di quota e hanno visto quell’enorme deflagrazione. Naturalmente l’intero set ha cominciato a bruciare perché era fatto di legno e polistirolo: l’effetto è stato fantastico.
I produttori sono corsi da Gerd: «Che cosa ha fatto? Sta bruciando tutto il set». E lui: «Ja. Legno e polistirolo bruciano». Grandioso.

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Sanaa davanti al Predator che si toglie la maschera: In questa scena, molte persone pensano che lui cercherà di baciarmi: me l’ha detto parecchia gente.

Lance: Lui è un bel fustacchione. (Tutti ridono) La cosa che più mi è piaciuta nella tua recitazione qui, e dico sul serio, è che sembri anestetizzata. Sei completamente assente, non senti nemmeno la bruciatura.

Sanaa: Non era nelle mie intenzioni. Sto scherzando, non so se volessi sembrare stordita.

Lance: Ma con tutto quello che hai passato, il fatto che lui ti marchi la faccia non ti smuove neanche… È come se pensassi: «Che altro può succedere?»

Paul: Ora fai parte del club. Non so se lo vedete, ma in campo lungo ci sono brandelli di alieno. Inizialmente lui doveva raccogliere un pezzo di alieno, perché erano saltati in aria, ma l’esplosione è stata così potente che gli alieni dovevano essere stati spazzati via completamente: non potevano esserci dei resti. Così ci è venuta l’idea che avesse conservato un dito di alieno da prima.
Qui la combinazione di animatronica e computer è particolarmente buona. In tutta la scena passiamo dalle immagini generate al computer a quelle reali.

Sanaa: E qui comincio a bruciare.

Lance: È soluzione A-B quella?

Sanaa: Acido A-B?

Paul: A-B Smoke.

Sanaa: Esce dalla mia torcia rotta.

Paul: L’intera scena è girata in interni.

Sanaa: Qui sto sfoggiando il mio sprint.

Paul: Siamo in un hangar trasformato in teatro di posa, riempito di fumo e oscurato.

Sanaa: Questa parte è stata divertente. Ma questa no [quando le cade tutto in testa]: ho ancora un bozzo in testa. Non so cos’ho fatto, forse dovrei andare dal dottore: ce l’ho da mesi.

Paul: Te lo sei fatta nel mio film?

Sanaa: Certo.

Paul: Puoi provarlo? Mi farai chiamare dai tuoi avvocati? (ride)

Sanaa: No.

Paul: Allora me lo ricordo.

Sanaa: Mi faceva paura dover stare lì sotto, ma non è successo niente durante le riprese. È successo mentre ne uscivo per fare una pausa, quando era immobile. Ricordi quando ho battuto la testa?

Paul: Succede sempre così. Ho fatto un film con Kurt Russell [Soldier, 1998] e lui si è rotto una caviglia. Abbiamo diffuso la falsa notizia che se l’era rotta facendo un’incredibile acrobazia: la verità è che era inciampato in un cavolo ornamentale
mentre stava uscendo a fumarsi una sigaretta.
Quel grande serbatoio è un separatore, uno di quelli che servivano per separare il grasso di balena. Per estrarre l’olio. L’abbiamo costruito materialmente e pesava una tonnellata e mezza. Usavamo un meccanismo idraulico per muoverlo e scuoterlo. Era molto pesante, e faceva impressione starci sotto. Rick Forsayeth, coordinatore degli stuntman, ci è andato sotto mentre lo scuotevamo, questo prima che ci andassi sotto tu.

Sanaa: Comunque c’era sempre un’ambulanza fuori dal set.

Paul: Non hai mai corso alcun pericolo, però era impressionante: Rick è venuto fuori e ha detto: «Ho avuto paura lì sotto».

Sanaa: Anch’io.

Paul: Ha detto: «Preparati. Sanaa potrebbe farlo una volta e poi rifiutarsi di tornarci».

Sanaa: Non sapevo di avere quell’opzione.

Paul: Non te l’abbiamo fatto sapere. E poi abbiamo girato per una settimana.

Sanaa: Esatto, e ora ho un bernoccolo permanente sulla testa.

Paul: Mi fai fare la parte del cattivo.

Sanaa: Non è colpa tua: me lo sono fatta da sola.

Paul: Nessuno vorrà lavorare con me.

Lance: lo mi sono dovuto buscare un raffreddore per il film in modo da continuare a tossire.

Paul: lo ho l’asma, e ogni volta che ti sento recitare in questo film, Lance, mi sento male. Quel respiro affannoso.

Lance: Doveva essere vero. Non si possono imitare certe cose: detesto i colpi di tosse fasulli.

Paul: Lance soffriva per il jet lag e si è ammalato quando è arrivato a Praga: non è mai guarito.

Lance: Ho avuto il raffreddore per tutto il film.

Sanaa: È stato divertente. Faticoso, ma divertente. Fantastico.

Lance: Ho detto a tutti che questo è stato uno dei film più facili che abbia mai fatto.

Sanaa: Non per me.

Lance: Mi sono trovato così bene. Sono stato proprio bene.

Sanaa: Eravamo un gran bel gruppo di persone, c’era una bella energia sul set e fuori.

Lance: È vero. Merito tuo, Paul: le stronzate rotolano a valle, ma tu…

Sanaa (ridendo): Mi piace questa frase.

Paul: lo mi sono tenuto le mie stronzate per me.

Lance: Così siamo stati tutti felici e contenti.

Sanaa: È stato uno dei primi film in cui c’è stata una festa di inizio riprese.

Paul: È una tradizione in Europa: si inizia sempre con una festa.

Lance: Per me è stata una delle prime volte.

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Paul: I Predator che salgono la rampa, non so se lo vedete, fanno una gran fatica. La rampa era molto scivolosa, perché la volevo lucida per riflettere tutta la luce: abbiamo usato il Mylar, che è viscido e riflettente. I Predator, con i piedi di gomma, arrivavano a metà rampa e scivolavano indietro: a ripensarci è molto divertente. Allora era seccante.

Lance: I dreadlock sono grandiosi.

Paul: Il Predator è stato ingaggiato da L’Oréal.

Lance: Ricordi che ho fatto Aliens? Scusa, volevo dire Incontri ravvicinati del terzo tipo.

Paul: Stessa cosa, vero?

Lance: Abbassarono la rampa centrale: era tutto Mylar: tutti cascavano per terra. Richard Dreyfuss arrivò in cima e scivolò all’indietro.

Paul: Avresti dovuto dirmelo prima… (ride)

Lance: Non c’ero in quel momento. Tutti i bambini vestiti di gomma fecero una gran fatica ad arrampicarsi là sopra.

Paul: La stessa cosa qui.

Sanaa: Qui è dove la gente pensa che io sia lasciata lì a morire.

Paul: Dipenderà da come andranno le tue nuove negoziazioni per il sequel.

Sanaa: Ce ne saranno, Paul? Perché loro hanno già stabilito il prezzo prima dei provini. Il che è non è affatto giusto. Che bello: mi hai dato il permesso di rinegoziare.

Paul: Forse non ce la farai: devi ridurre il cachet del 50 percento oppure non ce la farai. (Tutti ridono) Il nuovo film aprirà su di te, rigida, congelata.

Lance: L’alieno gli esce dal petto, scompare nei meandri della nave per il prossimo film, e io sono nel retro e i Predator stanno lavorando su di me.

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Paul: Così questo è il Predalien. Non l’abbiamo fatto per introdurre un sequel. Non volevo lasciare il pubblico con la sensazione che, siccome il Predator era uscito vincitore dall’ultimo scontro con l’alieno, il Predator fosse più forte del suo nemico. Volevo ripristinare l’equilibrio.

Sanaa: Una domanda che mi ha fatto un fan: perché la Regina cerca di uccidere il Predator se lui ha un piccolo nella pancia? Di solito non ti risparmiano quando c’è un piccolo in incubazione?

Paul: Lo sai quanto ne abbiamo discusso. Se guardi dove lo trafigge la regina, vedrai che è nella pancia, non nel petto. I chestburster si annidano nel petto, e fuoriescono dalla cassa toracica. “Cicatrice” [Scar, soprannome del Predator] viene colpito nella zona del ventre e dell’inguine.

Sanaa: Ma lui… Ok.

Paul: E comunque questa è la mia storia e io mi ci attengo. (Tutti ridono)

Sanaa: Va bene, allora.

Lance: Mi è piaciuto da cima a fondo.

Paul: Non vuoi dire niente negli 11 minuti di titoli di coda?

Sanaa: lo avrei un impegno.

Paul: E dài.

Sanaa: D’accordo…

Lance: Non aspetti che compaia il mio nome?

Sanaa: Spero che vi sia piaciuto. È stato un piacere…

Paul: Sanaa deve andare a una prima.

Sanaa (ridendo): Ad una première.

Paul: Scusa. lo e Lance non abbiamo niente da fare.

Lance: No.

Paul: Aiuteremo Michael Mann a commentare Collateral. Mi hanno detto che è qui accanto.

Lance: Collateral? Non l’ho visto.

Paul: Possiamo guardarlo ora insieme a lui.

Lance: Ok.

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